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Un crudele scherzo del destino

Summary:

Loki era segretamente incinto durante l'invasione e partorisce mentre in prigione. Siccome teme quello che Odino possa fare ad un bastardo mezzosangue spedisce il suo bimbo ad Alfheim attraverso un portale dove un amica sta aspettando per prendersi cura di lui fino a che Loki non riuscirà a scappare. L'incantesimo viene interrotto ed il portale non si apre dove dovrebbe.

Notes:


Ok Una nuova traduzione, un racconto breve pubblicato recentemente e di ispirazione Disneyana, probabilmente adatto al periodo natalizio. Fa parte del Frost Iron Mini Big Bang 2014, ed è a mio avviso un buon messaggio contro ogni tipo di razzismo. In originale è stato pubblicato come un singolo capitolo, ma lo trovo adatto a essere pubblicato in parti, è molto breve comunque. ;o) spero vi possa piacere EG.

Note dell'autore

Ok questo è il mio contributo al Frostiron Big Bang di quest'anno. Miè più o meno sfuggito di mano ed è finito per essere molto più stressante di quanto pensavo potesse essere, ma hey, è finito ora. Ed ho della fantastica arte fatta dalla fantastica Whichdocktor (che può essere trovato qui http://whichdockter.tumblr.com).

 

Chapter 1: Capitolo 1

Chapter Text

Asgard

Nel profondo delle budella del palazzo di Asgard, nei sotterranei brillantemente illuminati le guardie fanno la loro ronda, osservando e controllando gli abitanti di ogni cella. Quando camminano passando la cella dell'ex secondo principe di Asgard i due uomini gli danno a malapena un occhiata, il principe non si è mosso dal suo letto a partire da pochi giorni dopo essere stato messo in cella. Il solo momento in cui il principe in disgrazia si muoveva erano i momenti dei pasti o quando doveva andare al bagno.
Dopo alcuni mesi di urla, disprezzo, insulti, e ogni altra cosa che potessero fare senza attirare troppa attenzione, le guardie avevano deciso di lasciare il pensieroso uomo da solo al suo stare seduto. Anche Thor non era stato in grado di tirar fuori da lui una parola nelle rare occasioni in cui aveva deciso di visitarlo.
C'erano molti sussurri sul motivo per cui il dio non si muoveva ne parlava. Alcuni pensavano fosse per il modo in cui la cella era costruita, per limitare la sua magia e quindi limitare il suo intero essere, altri dicevano fosse un incantesimo messo sul principe come parte della sua punizione. La teoria più popolare era che il principe fosse semplicemente spezzato, dopo aver perso la sua identità, la sua famiglia e la sua sanità, la mente dell'ex-principe non poteva sopportare altro. Non era l'ultima o la più inverosimile teoria fino ad allora, e comunque con tutta l'immaginazione del regno, nessuno di loro era arrivato vicino alla verità.
La verità si nascondeva sotto all'immagine del principe inanimato, si nascondeva in un nido di coperte e abbracciato vicino al petto di sua madre. Il bimbo, di poche settimane, non sapeva dove si trovava, sapendo solo che la persona che lo cullava gentilmente avanti e indietro nel tentativo di calmarlo abbastanza da dormire era la persona più importante nel suo mondo.
Loki cantava una sommessa ninnananna, cullando il suo bambino, il suo bellissimo bambino, desiderando che potesse restare con lui. Che potesse tenere suo figlio e allevarlo come suo. Ma sarebbe stato un fato crudele per il bambino, una vita in cella non era assolutamente una vita.
Il padre del bambino era sconosciuto. Se i calcoli di Loki erano corretti, era stato concepito poco prima dell'incoronazione di Thor (quando Loki non sapeva che era uno Jotun e quindi non sapeva di essere in grado di concepire un figlio).
Era stato in mezzo al vuoto, quando stava cadendo attraverso il nulla e il tutto simultaneamente che si era reso conto della sua gravidanza. A quel tempo non aveva saputo se sarebbe sopravvissuto e quindi l'idea di avere un bambino era impossibile. Fu sfortunato per lui allora, che smise di cadere.
Quando i Chitauri lo avevano trovato, Loki aveva compreso che non sarebbe stato al sicuro. Con la mente per metà andata e la sua forza spinta ai suoi limiti, Loki era riuscito a creare una piccola protezione ed un incantesimo di mascheramento che tenesse al sicuro e nascosto suo figlio.
Dopo il dolore e le sofferenze, il Piccolo Dio ricevette un offerta; il trono di Midgard in cambio del Tesseract. Era un compito per folli ed una trappola, l'idea che Thanos potesse lasciargli tenere le terre dei mortali ed essere il loro re era risibile. Il piano che avevano pensato li avrebbe condotti ad un successo sul pianeta dei mortali lo era anche di più - Usando le sue capacità di persuasione, Loki era stato in grado di convincere i poco intelligenti alieni che, se fosse stato messo a capo del piano e dell'organizzazione, il piano avrebbe avuto successo.
Per Loki, lo era stato. Era stato in grado di fuggire ai Chitauri mentre allo stesso modo aveva diminuito le loro forze ed assicurato che avrebbero avuto gravi difficoltà ad inseguirlo per esigere la loro vendetta. La cosa più importante per Loki, comunque era stata proteggere suo figlio.
Da quando Thanos gli aveva presentato la sua offerta, Loki poteva pensare solo ad una cosa; la sua fuga poteva offrirgli la libertà di scappare, avere suo figlio, iniziare una nuova vita con una nuova famiglia. Non avrebbe dovuto vergognarsi di chi fosse perché era la sua biologia che gli permetteva di avere quel nuovo inizio. Non avrebbe dovuto temere di essere il secondo e vivere nell'ombra di nessuno, perché per suo figlio, sarebbe stato il solo.
Quel sogno, quella fantasia era stato quello che gli aveva permesso di andare avanti, lo aveva fatto muovere e lottare per la vita invece di arrendersi come aveva fatto sul Bifrost. Il solo problema nel piano era stato che non aveva anticipato che Hulk lo avrebbe 'spezzato' così scrupolosamente. Con il suo incantesimo di protezione ancora in funzione, il piccino non aveva sofferto ai colpi senza pietà con cui era stato sbattuto in giro come una bambola di pezza. Comunque il risultato era stato la cattura di Loki e nel suo corrente stato di prigioniero nelle segrete Asgardiane, nascosto da un incantesimo che mascherava il fatto che aveva partorito e stava correntemente allattando suo figlio.
Essendo sempre quello che pensava tre passi avanti e capace di improvvisare, Loki aveva un ardito piano per assicurare che il suo sogno non gli fosse portato via. Avendo ancora alcuni amici nei nove regni, Loki era stato in grado di usare la sua proiezione astrale per cercare la sua amica Elora ad Alfheim, accordando un tempo e un luogo con lei per mandarle il bimbo e prendersi cura di lui fino a che fosse stato il momento per cui Loki sarebbe stato in grado di farlo di persona.
Le celle Asgardiane potevano essere forti, ma Loki era più forte. Il suo piano era aprire un piccolo portale, abbastanza per farvi passare attraverso suo figlio, farlo avrebbe prosciugato quasi tutta la sua energia. Tutto sarebbe andato bene e dall'altro lato del portale, la sua amica elfo avrebbe aspettato l'arrivo del bambino e lo avrebbe allevato nella sicurezza della sua casa fino a che Loki non avesse riguadagnato abbastanza energia da creare un suo portale e raggiungerli.
Era semplice, elegante ed efficiente; come piaceva a Loki che fossero i suoi piani. L'organizzazione era perfetta, le guardie avevano fatto le loro ronde e non sarebbero ripassate per un altra ora, dando a Loki tempo sufficiente per aprire il portale e farvi passare suo figlio attraverso.
Era difficile per Loki, anche se aveva piena fiducia nel suo piano, dire addio al suo bimbo. Il bimbo era così minuscolo e così innocente agli orrori che aveva commesso. Quel bambino era quello che gli aveva portato speranza, gli aveva dato forza e lo aveva aiutato a realizzare che si, voleva vivere, e si, voleva la propria felicità.
Premendo le labbra sulla soffice calda fronte del suo bambino, Loki sussurrò le ultime parole che gli avrebbe detto per lungo tempo.

"Ti rivedrò di nuovo, lo prometto. Penserò a te ogni giorno in cui sarai lontano e mi mancherai grandemente, ma ci ritroveremo. Addio, minn sváss."
Con un piccolo incantesimo del sonno, il bimbo cadde in un sonno profondo che gli avrebbe permesso di viaggiare attraverso il portale con il minor disagio possibile. Adesso tutto quello che doveva fare era creare il portale stesso.
Dando un ultima occhiata in giro, per assicurarsi che non vi fossero occhi che spiavano per rovinare il piano, Loki tolse il suo incantesimo di mascheramento ed iniziò l'incantesimo per il portale. Il mago chiuse gli occhi, focalizzando tutta la sua attenzione su quel solo compito, il suo basso cantilenare fu la sola cosa che rompeva l'altrimenti silenzioso attorno.
Loki poté sentire mentre l'energia veniva risucchiata da lui ed assorbita dall'incantesimo, il profumo di magia ed ozono combinato che riempiva i suoi sensi. L'incantesimo era quasi completo, quello che mancava era solo bloccare la desiderata località e poi avrebbe potuto mandare il suo bimbo attraverso di esso.
Loki inghiottì, era nervoso e spaventato. Era tutto li, erano i suoi ultimi secondi con il suo bimbo per il futuro prossimo. Guardò giù al visetto, ancora stupito dal fatto che quel minuscolo essere era parte di lui. In effetti, Loki era così preso nel fissare il suo bimbo che non si accorse di Thor che si avvicinava alla sua cella.
Di tutti i momenti, di tutte le persone, Thor doveva scegliere ora per venire a visitare suo fratello.

"GUARDIE, IL PRIGIONIERO STA SCAPPANDO!" gridò il dio del tuono.
Loki improvvisamente spezzato dal suo trance era inorridito, non aveva finito l'incantesimo, non era finito, non poteva farlo, non poteva mandare il suo bimbo attraverso, non senza una località di arrivo indicata. Le guardie stavano correndo, il suo tempo stava finendo, avrebbero scoperto la verità e Loki non avrebbe più visto suo figlio.
Affrontare un futuro senza il suo bambino non era qualcosa che Loki voleva, era davvero ora o mai più ed il suo panico fece prendere una decisione a Loki. Ora.
Con un ultima silenziosa preghiera alle Norne, Loki spedì suo figlio attraverso la nube turbinante, gridando ora nella sua disperazione, per completare l'incantesimo prima che le guardie potessero fermarlo. Le barriere erano cadute, le guardie ora avevano preso le sue braccia e le avevano portate dietro la sua schiena ammanettandole e Thor si avvicinò con il peggiore incubo di Loki. La museruola metallica era vicina al suo viso mentre Loki si contorceva, l'incantesimo ancora incompleto, se la museruola fosse stata imposta adesso suo figlio sarebbe stato perduto in un vuoto fra i mondi. Sarebbe lentamente soffocato, la sua piccola vita finita anche prima di iniziare. Loki lottò anche di più, ma fu inutile, venne sopraffatto facilmente, la sua forza risucchiata dall'incantesimo. La museruola gli fu imposta mentre le ultime parole lasciavano la sua bocca ed il portale si chiudeva.
Lacrime scesero dagli occhi di Loki quando si rese conto che probabilmente ora non avrebbe mai saputo se suo figlio ce l'avesse fatta o meno. Dopo tutto, se sai che un prigioniero può scappare dalla sua cella corrente, lo sposterai in una cella migliore, o lo ucciderai. E Loki aveva la sensazione sgradevole di sapere quale opzione fosse riservata a lui stesso.