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Language:
Italiano
Stats:
Published:
2023-04-27
Words:
550
Chapters:
1/1
Comments:
1
Kudos:
4
Bookmarks:
1
Hits:
27

Piccolo fiore pallido

Summary:

"Lui era il suo principe anche se non lo avrebbe saputo mai."

Notes:

Scritta per la Spring Challenge del forum "Siate curiosi sempre"
Prompt: Violetta (timidezza, pudore e profondità dei sentimenti)

Work Text:

Sta arrivando…

Wakaba Shinohara trattenne il respiro, poi scivolò rapidamente dietro a una delle grandi querce che costeggiavano il vialetto.  Non c’era davvero nessun motivo per nascondersi, eppure il cuore le batteva in modo forsennato e non voleva che Saionji la vedesse in quello stato. Sentiva le guance avvampare e il sudore ricoprirle il viso.  

Perché mi comporto da stupida? si chiese. Dicevano tutti che lei era simpatica. Allegra. Perfino carina. Certo, non avrebbe mai vinto il premio di Miss Accademia Ohtori, ma non c’era davvero nulla che non andasse in lei. Eppure…

Saionji stava arrivando lungo il sentiero che portava alla palestra di kendo. Era ancora in uniforme, ma Wakaba conosceva i suoi orari, e quel giorno si sarebbe allenato. E presto sarebbero arrivate. Tutte loro. Le sue adoranti ammiratrici l’avrebbero guardato colpire, affondare, mantenere la posizione, nel suo yukata nero , e lei non sarebbe stata altro che una ragazza fra le tante, e avrebbe emesso gridolini entusiasti come tutte loro.  No, quel giorno le cose sarebbero andate diversamente. Non aveva voglia di stare in mezzo alle altre. 

Perché dovrebbe accorgersi di me? Non sono che una faccia comune nella folla. 

Lui era tanto affascinante e tanto misterioso. Lui, cosi alto e bello,  con quei capelli splendenti e lo sguardo tagliente. Lui… così… così..  Wakaba non avrebbe saputo descriverlo. Perché lei vedeva oltre. Wakaba sapeva scrutare sotto la sua facciata. Saionji aveva la fama del  duro. Eppure lei sapeva leggergli negli occhi un caldo bisogno di affetto. Certo, non gli era mai arrivata tanto vicino da poter effettivamente   distinguere le sue pupille, ma era certa di non sbagliarsi. Sapeva che Saionji aveva in sé  una dolcezza che aveva solo bisogno di essere espressa. Ne era sicura, perché lui era il suo principe anche se non lo avrebbe saputo mai.

Lei non avrebbe mai avuto il coraggio di parlargli. Eppure il suo amore era così grande. Se solo lui si fosse accorto della sua esistenza, avrebbero potuto essere davvero felici... 

Wakaba si ritrovò a fissarsi le scarpe, indecisa su cosa fare. Una coccinella scivolò fuori dall’erba dell’aiuola che circondava le radici dell’albero e si arrampicò su uno dei suoi calzini bianchi. E lei vide, proprio fra le punte dei suoi piedi, una violetta pallida. 

Forse … Wakaba si chinò e raccolse il piccolo fiore con le dita che le tremavano. 

Lui era davvero vicino, adesso. Fra un attimo sarebbe stato a pochi passi da lei. Wakaba prese il coraggio a quattro mani e uscì fuori dal suo nascondiglio. Sorrise e si preparò a dire qualcosa, qualunque cosa, ma rimase zitta mentre le sue dita sudate perdevano la presa sullo stelo e il fiore cadeva a terra.

Saionji stava già passando oltre. Non l’aveva neppure guardata, e la violetta era finita sotto la sua suola. 

Wakaba era rimasta immobile a fissarsi le dita vuote. Saionji era già lontano e lei si sentiva schiacciata proprio come quel fiore. Se solo fosse riuscita a smettere di tremare forse avrebbe potuto tornarsene nella sua stanza, senza inciampare nei piedi. Se fosse riuscita a smettere di tremare, forse avrebbe potuto  correre via, rintanarsi in un angolo a farsi un bel pianto. Invece era rimasta lì, a riflettere sul fatto che una violetta non era che un fiore misero. Non aveva speranza di spiccare fra le rose.