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Rating:
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Category:
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Characters:
Additional Tags:
Language:
Italiano
Series:
Part 1 of Cronache calcistiche
Stats:
Published:
2023-01-25
Completed:
2023-02-04
Words:
3,103
Chapters:
2/2
Comments:
2
Kudos:
22
Hits:
202

Cronache passate e recenti dei gemelli del gol

Chapter 2: Soccorso hot

Summary:

In una torrida giornata di agosto, il pronto intervento di Stradivalli riuscirà a salvare la squadra della Samp dall'inflessibile numero 10?

Notes:

(See the end of the chapter for notes.)

Chapter Text

Per i giocatori della Sampdoria, abituati da sempre a seguire un allenamento sfiancante e rigoroso, quel caldo afoso che stava ormai caratterizzando quelle giornate rappresentava una fastidiosa spina nel fianco.
Certo non meno fastidiosa di un'altra spina dalla forma umana, la quale proprio in quel momento stava sbraitando contro il malcapitato di turno...
“Secondo me se lo mangia vivo...”
“Ma Boskov non gli dice nulla? In genere interviene quando va troppo oltre...”
“Secondo me ha perso la speranza e pazienza anche lui. Ultimamente è più irascibile del solito...”
“Se continua così non arriviamo vivi. Guarda come è diventato paonazzo, non so se dal caldo o dall'urlare che sta facendo...”
“Con me ci deve solo provare a gridare così: lo sistemo in due secondi. Anche perché adesso ha rotto!”
“Ti rendi conto che in quel caso si incazzerebbe ancora di più?”
“E' fuori controllo”
“Dobbiamo trovare qualcosa per calmarlo...”
E quel qualcosa corrispondeva a un prestante ragazzo dagli occhi cerulei, intento in quel momento a prosciugare l'ennesima bottiglietta d'acqua della giornata.
Sentendosi osservato, Luca si voltò, ritrovandosi leggermente spiazzato -e un poco impaurito- di fronte a tutti quegli occhi puntati addosso.
Prima che avesse il tempo di scherzare su quella numerosa attenzione, venne apostrofato contemporaneamente dalle preghiere concitate dei suoi compagni di squadra
“Luca, datti una mossa a sistemare la situazione!”
“Non vedi che non ce la facciamo più?”
“Se continua così finirà per essere strozzato, da uno di noi o tutti quanti assieme”
“Eh?” mormorò confuso, prima che Lombardo gli afferrasse il volto e lo girasse alla sua sinistra
“Parliamo della tua dolce metà...”
E il tono sarcastico con cui il compagno di squadra aveva apostrofato il collega non poteva essere più azzeccato: in quel momento il Mancio stava sbraitando contro il povero Pagliuca, reo di chissà quale insano gesto, e il portiere sembrava non riuscisse a fare altro che subire la sfuriata, quasi temesse che ogni possibile reazione avrebbe peggiorato la situazione.
E aveva ragione.
Roberto era noto per avere un carattere fumantino, sempre pronto al comando. E per quanto fosse effettivamente un buon osservatore e stratega, il modo che aveva nel manifestare le sue idee lasciava alquanto a desiderare.
Non era la prima volta che Roberto inveiva contro un compagno di squadra. E neppure sarebbe stata l'ultima.
I giocatori erano ormai abituati a quei suoi eccessi, e visto l'esito quasi sempre positivo che le sue focose osservazioni causavano, lo lasciavano fare. Ma a tutto c'era un limite...
Vialli sogghignò, grattandosi con fare distratto la testa, senza tuttavia distogliere mai lo sguardo dal proprio “gemello”.
Agosto era alle porte e così pure l'inizio delle vacanze. Questo significava una lunga pausa dagli allenamenti. Roberto di questo era ben consapevole. Infatti Gianluca sapeva che il compagno stava dando in escandescenze peggiori del solito proprio per via dell'approssimarsi della pausa estiva, quasi temesse che dei giorni di vacanza avrebbero potuto deteriorare il rendimento dei giocatori.
Conscio di questo, ma comprendendo anche l'esasperazione dei compagni di squadra, Vialli rivolse a questi ultimi una strizzata d'occhio.
“Tranquilli, ora risolvo io.”
E sotto lo sguardo ansioso degli astanti si diresse verso la panchina, posizionata a qualche centimetro da dove si trovavano la vittima e il suo oppressore. Questi aveva subito notato l'improvvisa apparizione del proprio gemello del gol, e si era anche a lungo soffermato a guardarlo, salvo poi ricordarsi il motivo per cui si sentiva tanto adirato e tornare in pochi istanti a inveire contro il povero Pagliuca, che a quel punto non sapeva più se piangere o svenire dall'insopportabile caldo.
I compagni di squadra stavano per cadere nel più profondo sconforto, quando inaspettatamente notarono Luca togliersi di dosso la maglietta, distendere indietro le braccia fino a farle scrocchiare per poi emettere un mugugno soddisfatto a quell'azione.
Notarono che pure il Mancio aveva seguito quella scena e come lui rimasero a bocca aperta di fronte a quello che accadde dopo:
pochi secondo dopo essersi sgranchito, il bomber prese una delle bottigliette presenti sulla panchina, ma invece che portarsela alla bocca, lasciò cadere l'intero suo contenuto sulla propria testa. E non solo su di essa.
Come seguendo una scia armonica ma non segnata, l'acqua rivestì completamente la figura del cremonese, passando dalle possenti spalle al petto, non scolpito come quello di un bodybuilder, ma prestante e vigoroso, oggetto di ampia ammirazione fra la popolazione femminile genovese. E non solo.
Seguendo il suo percorso verso il basso, l'acqua aveva ovviamente intaccato anche i pantaloncini bianchi del moro, rendendoli più aderenti alla sua persona. E più trasparenti.
Seppure nessuno di loro avesse mai provato attrazione fisica per un uomo, i giocatori della sampdoria non poterono fare a meno di ammirare la bellezza di quel corpo maschile. E non furono i soli.
Il viso di Mancini si era leggermente colorato di rosso intorno alle guance, la bocca leggermente aperta. Quasi risvegliandosi dal torpore, Roberto scosse con forza il capo, riuscendo infine a serrare le labbra, salvo passarvi velocemente la lingua sopra, come fosse assetato.
E dal ghigno soddisfatto sul volto di Vialli, voltato parzialmente di schiena rispetto al proprio “gemello”, in modo tale che questi non potesse vederlo in faccia, i ragazzi compresero il motivo di quello spettacolino al quale avevano assistito.
Ma Gianluca sapeva che Roberto non era uno stupido e una volta riavutosi dallo stupore avrebbe mangiato la foglia. Per questo occorreva aggiungere una parte alla recita.
Sotto lo sguardo perplesso degli astanti, l'attaccante si portò una mano sulla testa, scuotendola un poco, per poi sedersi con un tonfo sulla panchina, il viso proteso verso il basso.
Il Mancio fu l'unico a riprendersi subito e con uno scatto si avvicinò al collega di campo -mentre Pagliuca approfittava della situazione per defilarsi dalla scena-, per poi inginocchiarsi davanti alla sua persona
“Luca?” mormorò, una mano poggiata sul ginocchio sinistro dell'altro “che hai? Non ti senti bene?”
Gianluca si limitò a sospirare. Solo dopo qualche secondo si decise ad alzare lo sguardo, incrociando lo sguardo preoccupato del proprio partner. Provò un leggero senso di colpa. Ma durò un istante.
Increspando leggermente le labbra in un tenue sorriso, poggiò la propria mano su quella del compagno, accarezzandogliela con l'indice
“Si, un leggero giramento di testa” sussurrò con falsa noncuranza, la mano libera poggiata un secondo alla fronte “deve essere il caldo, si muore oggi”
E come se solo in quel momento si fosse reso conto dell'afosità della giornata, Roberto prese il colletto della propria camicia sollevandolo, come a lasciar traspirar più aria
“In effetti fa parecchio caldo” constatò, spostando la propria mano sul braccio del compagno, in una lenta e continua carezza, dalla mano al gomito, come a rassicurarlo “forse è meglio se torni a casa...tanto per oggi ti sei allenato abbastanza...”
“Non ti va di farmi compagnia?” e la domanda fu seguita dalla più perfezionata faccia da cane bastonato mai vista. Non per niente Vialli era un eccellente manipolatore “non mi va di stare a casa da solo...e poi per oggi ci siamo allenati abbastanza, non credi?”
A quelle parole il giovane sbatté più volte le palpebre. Con uno scatto voltò il capo, individuando a poca distanza un nutrito gruppo di persone, le quali, prese in contropiede, cominciarono a sparpagliarsi nel campo con fare agitato.
Capendo la dinamica della situazione, Roberto riportò con lentezza l'attenzione su quella del proprio compagno, i cui occhi brillavano di una luce tenera e divertita.
E Mancini si trovò a sbuffare divertito, lasciandosi andare ad una aperta risata nel momento in cui anche Luca gettò la maschera.
Ai gemelli del gol bastava poco per capirsi. E per comprendere quando uno escogitava qualcosa alle spalle dell'altro, salvo renderlo subito partecipe dello scherzo stesso, quasi come se entrambi non riuscissero a nascondere nulla l'uno all'altro, neppure la più piccola goliardia.
Quando le risate sfumarono, Mancini sospirò, poggiando completamente la fronte contro quella dell'amante.
“Hai ragione” sorrise, la guancia che andava a strofinarsi contro il naso dell'altro “per oggi dire ci siamo allenati abbastanza”

Notes:

Mancini era noto per essere un "terrorista" in campo, come una volta lo definì Boskov. E pare che uno dei pochi che riuscisse a calmarlo, e a farlo ragionare rispondendogli a tono se necessario, fosse proprio Vialli

Notes:

Ho scritto varie storie durante il periodo degli europei, principalmente sulla coppia Vialli-Mancio, avendo da sempre amato questa fantastica coppia di amici. La scomparsa di Luca ha scosso tutti, soprattutto considerando la grande bella persona che era. Perciò questi scritti non hanno intenzione alcuna di "infangare" la sua immagine o quella di altre persone, solo celebrare un grande uomo e un grande legame. Ovviamente i fatti narrati, seppur basati su reali avvenimenti, sono di mera fantasia. Detto questo, spero possa piacere a qualcuno :)

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