Chapter Text
La mascella di Harry cadde.
Che cosa?
Aveva sicuramente udito male. Doveva aver frainteso le parole appena fuoriuscite dalla bocca del castano. Giusto?
Liam e Zayn erano stupefatti. Si guardavano a vicenda, l'uno sperando vivamente che l'altro sarebbe stato in grado di colmare i propri dubbi. Una manciata di secondi dopo, una lampadina si accese sulla testa di Zayn, ed i suoi occhi si spalancarono realizzando ciò che il castano aveva appena ammesso.
"Porca troia, Liam! Louis Tomlinson è un frocio!"
Liam emise una risatina nervosa per poi girarsi a guardare Louis, che continuava a stare davanti ad Harry, impassibile. Quando ritornò a guardare Zayn ammutolito alzò un sopracciglio, come a chiedergli se fosse serio.
Zayn annuì semplicemente.
"Oh mio Dio, Zayn! Stiamo peggiorando. L'omosessualità si espande!" Si lamentò Liam con un sogghigno disgustato. "Ed è tutta colpa di Harry."
Zayn si allontanò da Harry e Louis, le mani alzate in segno di finta resa. "Per favore, non infettatemi! Non voglio diventare un piccolo, sporco frocio!"
Louis si accigliò istantaneamente, scurendosi. Digrignò i denti prima di scagliarsi sull'atleta con un ringhio quasi inumano.
Balzò afferrando il ragazzo dal colletto pronto a mollargli un gancio sinistro, quando la sua mano fu racchiusa da dietro nella stretta di Liam. Il ragazzo lo tirò verso di se, allontanandolo da Zayn. Quando riuscì a liberarsi dalla presa, roteò il braccio destro fino a colpire Liam all'occhio con una manata.
L'atleta grugnì dal dolore prima di scaraventare nuovamente Louis al muro. Il naso del castano fu la prima cosa che subì l'impatto. Harry riuscì a sentire un crack prima che il sangue iniziasse a scorrere copioso sul volto contuso del castano, che si accasciò al pavimento.
"Basta!" gridò, contrapponendosi ai due atleti per difendere Louis. "È abbastanza!"
Liam rise sarcastico, ma il riccio non si mosse.
Zayn prese Liam per un braccio. "Su, amico. Andiamocene. Lasciamo questi mostri a loro stessi."
Lo stomaco di Harry si contorse quando Zayn sputò su Louis, ancora accasciato a terra nel panico per il suo naso rotto.
Il castano, esterrefatto, scattò dal pavimento e stava per lanciarsi nuovamente sul ragazzo quando Harry avvolse la sua vita con un braccio tenendolo stretto.
"Louis! Lascia stare, non ne vale la pena." Disse Harry cercando di tenere la presa sul ragazzo che, notò, era molto più forte e possente di lui.
"Si, Louis. Ascolta la tua ragazza." Lo insultò Liam.
Il grugnito roco che fuoriuscì dalle labbra del castano mandò una scossa all'intero corpo di Harry.
Non appena Liam e Zayn si incamminarono verso l'uscita, quest'ultimo si girò per lanciargli un ultimo sguardo disgustato. "Fottuti froci."
Nell'esatto momento in cui varcarono l'uscio, Harry si precipitò a chiudere a chiave la porta. Un volta al sicuro, si girò per guardare Louis, che si era riaccasciato al pavimento continuando a sanguinare.
"Louis?"
Nessuna risposta.
"Louis?" Harry riprovò, camminando cautamente verso il ragazzo.
Louis alzò lo sguardo improvvisamente, tenendosi il naso rotto con una mano e notando il riccio di fronte a lui.
"Stai bene, Harry?"
Harry quasi rise alla domanda di Louis. Gli aveva davvero chiesto se lui stesse bene? Era seduto a terra sanguinante, nuove ferite ricoprivano il suo corpo, ed era preoccupato per Harry?
Come può questo ragazzo è reale?
Harry annuì. "Sto bene, ma tu? Perché hai detto tutte quelle cose?"
Louis non rispose.
"Non avresti dovuto dirlo. Non avresti dovuto farlo per me, Louis." Harry sussurrò dolcemente, offrendo al ragazzo una mano a cui aggrapparsi.
"Non l'ho fatto per te." Disse afferrando la mano di Harry per rialzarsi. "L'ho fatto per me."
Harry si bloccò, guardando dritto verso il ragazzo più basso, cercando di capire cosa avesse appena detto. "Quindi.. è vero?"
Louis sospirò e si sporse verso il lavello, permettendo alle goccioline rosse che gli ricoprivano la faccia di scorrere sulla porcellana. Non aveva ancora risposto alla domanda del riccio. Se ne stava solo lì, osservando il suo sangue macchiare la superfice bianca, mescolandosi con l'acqua e lasciando una brutta scia mentre scivolava verso lo scarico. Harry prese della carta igienica da una cabina per poi portarla ai rubinetti e bagnarla.
"Posso?" chiese con un sorriso completo di fossette.
Louis annuì.
Harry passò gentilmente la carta bagnata sul viso contuso di Louis guardandolo dritto negli occhi. Il castano ricambiò lo sguardo, inviando brividi lungo la spina dorsale di Harry, che fu costretto a distogliere lo sguardo. Quella piccola occhiata, scambiata profondamente, fu in grado di rispondere alla domanda di Harry.
Louis era gay.
Harry continuò a ripulire gentilmente il viso del castano dal sangue in silenzio mentre ponderava sul da farsi. Avrebbe dovuto chiedergli altre spiegazioni, o sarebbe stato meglio aspettare che il castano fosse stato pronto a parlarne da se?
Ad Harry tornò in mente la sensazione che aveva provato quando aveva confessato a tutti della sua omosessualità; non aveva avuto il supporto che aveva sempre sognato e sperato di ricevere. Aveva perso degli amici, acquistando sempre più nemici. Se non fosse stato per Niall, non sapeva davvero come avrebbe fatto a sopravvivere. Voleva che Louis capisse di avere almeno una persona dalla sua parte, quindi decise di tastare il territorio.
"Qualcun altro lo sa?"
Louis continuò a fissare il lavello. Harry pensò che il ragazzo stesse per evitare di nuovo la conversazione, ma ad un tratto parlò. Parlò con voce talmente rotta e mite che Harry fece fatica a riconoscerlo.
"Sono sicuro che la maggior parte della scuola lo sappia già, ora come ora. Lo avranno probabilmente scritto sui muri con delle bombolette spray."
Il cuore di Harry si ruppe per il ragazzo. Era chiaro che non avesse programmato di venir fuori in quel modo. Probabilmente non aveva programmato di confessare quello struggente segreto e basta.
La voce di Louis fu in grado di far comprendere ad Harry ogni singola sfumatura di dolore che provava, ed il riccio non poté fermarsi dal sentirsi in colpa. Dov'era finito il ragazzo eroico e coraggioso che l'aveva appena salvato da tanto dolore e sofferenza?
Sentì un'altra forte stretta al cuore non appena realizzò quanto realmente Louis fosse ferito fisicamente. Ora che la maggior parte del sangue era stato eliminato dal suo viso, Harry poté vedere meglio le sue contusioni. Il suo naso continuava a sanguinare, c'era un grande livido viola sul lato sinistro del suo mento, ed Harry era sicuro ce ne fosse un altro nel punto in cui con la testa aveva battuto sul muro di cemento. Il ragazzo, inoltre, aveva un brutto squarcio nei pressi dell'occhio destro, che aveva fortunatamente smesso di sanguinare, ma che continuava ad essere di un rosso acceso.
Harry si allontanò dal ragazzo e gettò la carta ormai macchiata di sangue nel bidone della spazzatura prima di entrare in una delle cabine per srotolare un'altra manciata di carta igienica. Camminò verso Louis che, ancora fermo davanti il lavello. Fissava con occhi vuoti il suo riflesso allo specchio, un'espressione disperata impressa nei suoi lineamenti.
"Tieni." Offrì Harry, porgendo la carta a Louis. "Arrotolane un po' ed usala per tapparti il naso. Fermerà il sangue, almeno un po'."
Harry continuava a guardare l'aspetto sconvolto del castano, che nel frattempo aveva arrotolato la carta e cautamente l'aveva posta nella narice sinistra, effettivamente bloccando la fuoriuscita di sangue.
"Ora, che ne dici di ripulire tutto quel sangue dalla tua giacca?"
Louis abbassò lo sguardo, osservando sorpreso le macchie che sporcavano la sua giacca di jeans blu.
Tornò a guardare Harry con un'espressione triste stampata in volto. "Non devi aiutarmi." Era poco più di un sussurro.
"Stai scherzando?" esclamò Harry. "Non saresti qui in queste condizioni se non fosse stato per me. Sono la ragione di tutte le tue ferite, praticamente!"
"No. Non lo sei, Harry." Louis rispose velocemente. "Non sei stato tu a picchiarmi."
"Hai ragione, non sono stato io a farlo questa volta. Tuttavia, Louis Tomlinson, oggi mi hai salvato da quei due. Hai impedito che mi facessero il culo. Sei stato il mio eroe, ed ora il minimo che io possa fare è offrirti le mie abilità nel rimuovere macchie dai tessuti."
Louis si lasciò scappare un piccolo sorriso alle parole del riccio, ed anche se non esternò completamente quell'emozione, quella piccola scintilla che Harry amava così tanto ritornò ad accendere i suoi occhi blu.
Harry aiutò Louis a togliersi la giacca per poi procedere a rimuovere le macchie, mentre Louis sfregava le mani febbrilmente sotto il getto dell'acqua, cercando di rimuovere gli strati di sangue secco e incrostato. Harry non mancò di notare il leggero lamento emesso dal castano non appena aveva tirato il braccio dalla manica. Apparentemente Zayn aveva provocato dei danni anche lì. Harry decise di non riportare a galla la faccenda, era già fortunato che Louis avesse accettato il suo aiuto.
Quando entrambi ebbero finito, Louis sembrava quasi presentabile. Si passò timidamente una mano tra i capelli, ora crespi e aggrovigliati. Ricambiò lo sguardo di Harry attraverso lo specchio e gli fece un piccolo ma significativo cenno col capo.
Grazie.
Harry comprese il ringraziamento silenzioso di Louis, stringendogli gentilmente una spalla.
"Che ne dici di uscire di qui? L'odore di urina sta iniziando ad infastidirmi."
Gli angoli della bocca di Louis si curvarono pericolosamente verso l'alto, formando quasi un ghigno. Annuì.
"Conosco un posto tranquillo e sempre deserto. Potremmo andare lì e parlare."
Louis prese un respiro profondo ed annuì ancora. "Okay."
