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Who we are and who we need to be to survive are very different things

Chapter 3: It's not enough

Notes:

(See the end of the chapter for notes.)

Chapter Text

Era iniziata la guerra tra i Cento e i Grounders e Murphy sapeva che era la sua occasione per ottenere finalmente vendetta.
Uccidere i ragazzi che lo avevano quasi impiccato sebbene non fosse colpevole di nulla non gli era bastato. Bruciare il cibo, creare scompiglio, infliggere a Bellamy lo stesso orrore che aveva subito non era stato sufficiente per ritenersi soddisfatto.
Forse niente lo sarebbe stato.
Sapeva solo che i Cento dovevano cadere tutti come mosche e venir schiacciati da lui o dai Grounders.
Avrebbe fatto qualsiasi cosa per ottenere la sua vendetta, anche allearsi con quest'ultimi, al fine che si prendessero la vita di quei traditori.
In effetti, era quello che aveva fatto. Si era alleato con quelli che avrebbero dovuto essere i suoi nemici e aveva spifferato ogni dettaglio di ciò che aveva scoperto spiando i Cento.
Non era assolutamente pentito, perché avrebbe dovuto? I Cento dovevano pagare, tutti loro. Dovevano soffrire le pene dell'inferno, in particolare Bellamy.
Murphy si sentiva ancora un idiota per come l'aveva ammirato, nei primi giorni dall'arrivo sulla Terra. Bellamy era riuscito a diventare il leader nel campo fin dal primo giorno e l'aura carismatica che lo circondava l'aveva colpito, spingendolo ad essere uno dei suoi seguaci.
Era stato così stupido! Bellamy era solo un miserevole codardo che era rimasto a guardare mentre lo impiccavano e, anzi, dando l'ordine di iniziare la sua esecuzione.
Sentì una stretta alla gola, mentre rammentava ciò che dopo ne era seguito. La corda intorno al collo, il respiro che veniva a mancare, le braccia legate che si agitavano nel tentativo di liberarsi fino al punto di ferirsi i polsi erano tutte cose che non avrebbe mai dimenticato. Il dolore e la paura erano stati talmente forti, in quel momento, che non era riuscito a sentire nemmeno le urla che lo circondavano, quelle di quei traditori dei suoi ex compagni che incitavano la sua morte.
Nulla sarebbe mai stato sufficiente per ottenere la sua vendetta – la sua giustizia –, ma avrebbe fatto di tutto per avvicinarsi al grado di soddisfazione che tanto agognava.
Il suo desiderio era talmente radicato in lui che non gli importò nemmeno quando uno dei Grounder lo ferì con un coltello alla gamba, un colpo deciso e micidiale, infertogli perché non lo aveva avvertito delle mine.
Il dolore era forte, il sangue scorreva e si sentiva debole, ma avrebbe sopportato questo e ben altro, ne sarebbe sempre valsa la pena per ottenere ciò che voleva.
Si sarebbe venduto l'anima per poter vedere i Cento andare incontro alla loro fine e, chissà, forse lo aveva già fatto.

Notes:

Spazio Autrice: Salve! Spero che la terza e ultima flash di questa breve raccolta vi sia piaciuta. Si è trattato del mio primo (spero non ultimo) tentativo con The 100 e spero sia venuto fuori qualcosa di buono.
Questa volta, i riflettori sono puntati su Murphy e rimanda al suo bisogno di vendetta, dopo gli avvenimenti dei primi episodi. Devo dire che mi è piaciuto scrivere questa fic, perché quando sono arrivata alla fine mi è sembrato di capire un po' di più Murphy e pensare che anche nella seconda stagione potrebbe essere un avversario temibile per i Cento. I buoni cattivi sono sempre ben accetti!
Grazie mille per avermi seguito fino a qui.
Ilaria

Notes:

Spazio Autrice: Benvenuti alla mia prima fic su The 100. È da quando ho cominciato a guardare questo bellissimo show che volevo tanto scriverci sopra, ma non mi veniva mai nessuna buona idea. Per questo, ringrazio pertanto la giudicia che ha indetto il contest che mi ha dato la giusta occasione.
La prima fic della raccolta parla di Bellamy (ma va?), del momento in cui spara a Jaha e che lo show non ha mai mostrato. Ho fatto il possibile per rendere il carattere del personaggio, quello che penso abbia provato in quel momento così difficile (visto che Bellamy fa tanto il duro, ma ha il cuore di panna).
A presto con la flashfic su Clarke!
Ilaria