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Dawn of love

Chapter 14: Febbraio 2012

Chapter Text

Sei sempre stato un guerriero in campo.

Sei abituato a combattere contro difensori che non vogliono che tu raggiunga la loro area di rigore, come gli antichi soldati difendevano i loro villaggi e a fermare minacciosi attaccanti, ma non sei abituato a lottare contro te stesso: contro quello che vuoi e che senti.

L’anno nuovo, oltre al primato nel girone di andata, ti ha portato questa nuova terrificante sfida.

Il tuo nemico, che il mondo definisce come un tuo fedele compagno, ha gli occhi scuri, un sorriso ampio e sfacciato, come se si divertisse a sbattere in faccia al mondo la sua gioia ed, e questa è la cosa che più ti inquieta, è un uomo, proprio come te.

A volte pensi che, se non lo vedessi tutti i santi giorni, con i suoi ‘Ciao Cla’ e la sua risata contagiosa, tutto quel caos che senti dentro di te, non esisterebbe nemmeno. Altri giorni credi che sia solo colpa tua, che ci sia qualcosa dentro di te, un seme malato che è sbocciato all’alba del tuo primo quarto di secolo, che ti faccia provare tutte quello cose nei suoi confronti.

Non sai proprio cosa fare, perché assecondare il tuo cuore pazzo è fuori discussione visto che ti porterebbe a tradire quello che hai sempre pensato di essere, e dal altro canto, non puoi estirpare, come se fossero delle piante dannose, dal tuo corpo i sentimenti e le emozioni, cose strane ed incomprensibili, che provi.
Sai solo una cosa.

Vorresti che Davide fosse ancora in vita.

Vorresti tanto avere il tuo migliore amico a cui chiedere consiglio, a cui rivelare che forse, ma non ne sei poi così tanto sicuro, ti sei innamorato di un ragazzo. Lui ti avrebbe di sicuro indicato una via da percorre, forse quella sbagliato, forse quella più spaventosa per te, e ti avrebbe tenuto per mano tutto il tempo. Ma lui se ne è andato, a causa di una curva stretta e di una strada scivolosa.

La cosa più assurda e che sei finito per innamorarti della persona che l’avrebbe potuto sostituire.

Ti senti solo, tra le risate e le prime frasi di tuo figlio, tra i baci di tua moglie e le sue carezze tra i capelli, tra gli abbracci gioiosi e spesso vincenti dei tuoi compagni di squadra.

 

“Che fai sta sera Leona’?”

Quando si parla di lui, tu non puoi fare a meno di lasciar perdere tutto quello che stai facendo- allacciarti le stringhe, eseguire uno skip, curare il sugo sul fuoco- e ascoltare. Vorresti darti una botta in testa ogni volta, perché è ridicolo che un uomo di ventisei anni, stai invecchiando Claudio, si comporti come una ragazzina di dodici quando sente- da compagni, giornalisti, staff tecnico- il nome dell’uomo, uomo cazzo, per cui forse prova qualcosa.

“Esco!”

“Ah ah. Finalmente, cazzo. E lei com’è?”

“Già lei com’è?”

Intervieni anche se non interpellato, perché, cazzo, il sorriso che sta facendo e quello sguardo languido? Ammiccante? vogliono dire solo un cosa.

Leonardo sta sera ha un appuntamento, con un ragazzo, anche se, per ovvie ragioni non l’ha specificato a Mirko. E la cosa a te non fa ovviamente piacere, perché vorresti essere tu ad uscire con lui. Questo pensiero- maledetto- ti fa ancora più male del fatto che lui voglia, forse, iniziare una relazione con qualcuno che non sia tu.

Si volta verso di te e ti sfida, perché e per cosa poi?, con lo sguardo.

“Simpatica.”

“Solo simpatica. Leona’ a noi non la dai a bere!”

“E carina.”

Vorresti strozzarlo.

Perché lui passerà la serata sotto il cielo freddo di Torino a baciare un ragazzo ‘simpatico e carino’, e tu, tu passerai la serata a farti mangiare lo stomaco da un mostro dagli occhi verdi, che rispondere al nome di gelosia.
Gelosia cazzo?!

E non per un deficiente che fa un commento di troppo, in fila alla cassa del supermercato, a tua moglie, ma per Leonardo, che sembra che abbia improvvisamente deciso di dare una svolta alla sua vita sentimentale.

“Non dici niente?!”

Ti chiede sorpreso Mirko, sapendo che tu, di tanto in tanto, non disdegni questo tipo di notizie. Non sta volta però, visto che meno sai, e saprai, di questa storia meglio starai.

“E cosa devo dire?”

Prendi le tue cose ed esci dallo spogliatoio.
Leonardo ti guarda, come se avesse visto il sole per la prima volta, ma tu, ovviamente, non lo vedi.

 

Non sai come sei finito lì, sotto la casa, vuota, non sai se essere contento o disperato per quelle due finestrelle non illuminate, di Leonardo.
Il motore dall’auto è spento, ma i tuoi occhi sono aperti ed attenti.

Ti senti come il peggiore degli stalker, che aspetta la sua vittima prediletta, per attaccarla di sorpresa.

Hai mentito a Roberta, per la prima volta dopo anni di sincerità e fedeltà, solamente per lui, per le sue parole, i suoi sorrisi e per il modo che ha di starti accanto. E lo sai che la tua presenza occulta, nella tua macchina sotto casa tua, lo hai già detto vero che ti senti uno stalker, non gli impedirà certo di fare quello che deve con il ragazzo di turno, ma tu non ce la facevi più a stare a casa.

Non sopportavi più le chiacchiere di tua moglie- ‘Oggi abbiamo incontrato Sonia in centro. Magari potremmo organizzare una cena con loro, nelle prossime settimane. Che dici?’- i capricci di tuo figlio- ‘Pa’, volio la macchinina giala. Quella rossa è butta’.-e soprattutto, quel misto, di ansia, rabbia, gelosia, imbarazzo che ti pesava sullo stomaco peggio di un macinio.

Ti sei sentito terribilmente in colpa quando improvvisamente hai infilato il cappotto e detto un ‘Cavolo. Sta sera dovevo uscire con i ragazzi!’ volante ad una sorpresa Roberta.

Una macchina si ferma davanti al palazzo.

E tu ora, assurdamente, vorresti essere rimasto a casa tua, a passare tutte le macchinine del mondo a Davide e organizzare una cena a sera con tua moglie, piuttosto che vedere Leonardo sul auto di un altro.

Lo vedi sporgersi nella direzione del guidatore, perché, ovviamente, il signorino si è fatto venire a prendere, e chiudi gli occhi, come faresti davanti ad un rigore decisivo.

Leonardo saluta il suo autista con un ‘ciao’ volante, mormorato sul marciapiede e inizia ad affondare le mani nelle tasche di jeans e cappotto in cerca delle chiavi, e questo suo comportamento così tipo di lui, ‘Te le dovresti legare al colo quelle maledette chiavi!’, ti farebbe sorridere se un mostro con gli occhi verdi non ti stesse accecando con le sue luride dita.

Tu, seguendo un istinto che fuori dal campo da calcio credevi di non possedere, esci dalla macchina e lo raggiungi.

“Com’è andato l’appuntamento?!”

Chiedi, aspro, accusatorio, geloso, innamorato.

“Dio Claudio. Mi hai fatto prendere un colpo.”

“Com’è andato l’appuntamento?!”

Ripeti imperterrito e lui sta zitto.

Siete due uomini in piedi nella notte davanti ad un portone chiuso e sotto un cono di luce artificiale.

“Te lo sei scopato?!”

Continui e vorresti spingerlo, colpire quella faccia, bellissima cazzo.

Perché lui non può farti innamorare e poi uscire con un altro. Non può farti litigare con tua moglie e farti rinunciare ad una serata con tuo figlio e poi stare fermo e zitto.

“Non sono cazzi tuoi Claudio. Mi sembra di avertelo già detto!”

Sbotta.

Siete due uomini arrabbiati, per due ragioni apparente diverse ma che in realtà si assomigliano come la faccia di una stesa medaglia, in piedi in una notte gelida, avara di stelle e prodiga di nuvole.

“Qualcuno avrebbe potuto vedervi sei un personaggio pubblico.”

E ti attacchi a tutto, ad inesistenti paparazzi, perché Leonardo non è uno stupido sprovveduto e non butterebbe al vento la sua carriere, una delle cosse a cui tiene di più e di cui è più fiero, per uno scopata, pur di non dirgli, urlargli in faccia, che la sua vita sentimentale è anche affar tuo visto che vuoi, a tutti i costi farne parte.

“Vai a casa Claudio. È tardi e tua moglie sarà in pensiero. E io non ho alcuna voglia di stare qui a discutere del nulla con te.”

Ha ragione cazzo, in tutto e per tutto.

Ma tu preferisci stare a discutere del nulla con lui, facendoti gelare per alto il culo, piuttosto che immaginarlo con qualsia altra persona.

“No.”
Dici solamente.

No, non vuoi andare a casa, in un letto caldo ma dove, lui non c’è.
No, non vuoi essere ragionevole e razionale.
No, non vuoi tentare di addomesticare le tue emozioni ed i tuoi sentimenti, perché, tanto l’amore fa quel che vuole.

Lui scuote la testa e fa per rientrare in casa.
Deve essere veramente stanco, anche di te, soprattutto di te, per abbandonare così, da perdente, il vostro personale campo di battaglia, fatto di farsi al veleno e di sguardi d’amore.

“No, non voglio che tu te ne vada.”
Lo dici a te stesso, lo dici a lui, lo dici alla vecchietto sull’altro lato della strada che porta a pisciare il cane.

“Allora che cazzo vuoi da me?”

E poi succede…

Succede che Leonardo non entra in casa, come ha minacciato di fare, ma si avvicina a te, come un temporale improvviso in un cielo limpido, e ti bacia.
Proprio come nello stupido sogno erotico che ti ha tolto il sonno, proprio come in una stupenda realtà.

Ti mangia le labbra, come farebbe un affamato con la prima razione di cibo che vede dopo giorni di digiuno, e tu lo strigi forte.

‘Non lasciarmi amore, ora che mi hai trovato. Dimmi cosa devo fare perché io non lo so.’
Gli vorresti dire.

Ma affidi queste parole alle tue labbra e al bacio che volevi dargli da sempre, perché sai che alla fine lui ti capirà.

È strano non doversi abbassare, ma alzare un po’ il volto, per dare la giusta angolazione al tutto, e lasciarsi stringere in quel modo i capelli, ma è uno strano bello, uno strano che ti fa accelerare il cuore e mancare il respiro.

Leonardo, colui che ha dato inizio ad una magia di cui tu avevi troppa paura di pronunciare la formula, si stacca dalle tue labbra e ti accarezza piano il viso.

Vorresti che continuasse in eterno a vezzeggiarti le guance ruvide e le labbra rosse di freddo e di passione, a fare la cosa giunta quando tu dici solo cazzate.

“Finalmente!”
Dice con gli occhi brillanti ed il sorriso di chi ha aspettato troppo per un semplice bacio, e te ne accorgi anche sei una frana con quei maledetti cosi chiamati sentimenti.

Prendi un respiro profondo, perché un po’ ti manca l’aria con lui così bello, così tuo e così vicino.

“Se ti bacio ancora mi mordi?”

La tua risposta muore ovviamente sulla sua bocca, piegata in un sorriso, che sa di te.

Siete due uomini che si baciano nell’oscurità della notte.

 

Rientri in silenzio attento a non far rumore e a non svegliare nessuno, come un ladro nella tua stessa casa.

Ti spogli con gli occhi sui capelli di Roberta, una macchia dorata in un mondo scuro, e la mente nell’abbraccio in cui Leonardo ti ha rinchiuso, dopo.

Hai tradito tua moglie, proprio tu che non avevi mai capito come un uomo potesse fare una cosa simile alla propria donna, con cui si è stretti da un legame antico come il mondo. Il fatto che sia stato con un uomo, per un uomo, l’unico uomo che ti suscita simili reazioni, non c’è certo un attenuante, ma semmai un aggravante.

Con tua moglie, che ti abbraccia nel inconsapevolmente nel sonno, hai preso un impegno, sacro, in un giorno di tante estati fa, quando eravate entrambi giovani, forse troppo e uno carnale, fatto di sangue, sperma e cellule, quando avete concepito Davide in quello stesso letto.

E con Leonardo?

Il bacio che vi siete dati, che volevate e che avete cercato entrambi, può essere l’inizio di qualcosa di proibito forse, ma di altrettanto meraviglioso. Visto che quel bacio- quei baci, due, tre, quattro, hai perso il conto- ha avuto il potere di trasportati in un mondo dove la felicità cancella tutti i problemi e tutti i dubbi, dove hai visto con Leonardo l’alba dell’amore, del vostro amore.

Fai un respiro profondo, uno dei tanti di questa incredibile sera, dove sei uscito di casa per impedire un bacio e sei tornato con il sapore di un altro uomo sulla lingua, e cerchi di addormentarti, perché domani si lavora.

Il comodino trema accanto a te, e no non è un terremoto è solo il tuo cuore che batte più forte, perché, sta sera, non può essere che lui.
Prendi il cellulare.

01.19
L’appuntamento è andato male, comunque. Continuavo a pensare a te.

“Scusa Robi.”

Sussurri allo schermo, al corpo addormentato di tua moglie, a tuo figlio, che riposa nella sua stanzetta colorata, perché ti sei innamorato di un ragazzo, che ti ama.

Notes:

Storia vecchia, vecchissima che avevo già pubblicato sul deceduto fanworld.
Spero che possa ancora interessare a qualcuno.