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Rating:
Archive Warning:
Fandom:
Character:
Additional Tags:
Language:
Italiano
Series:
Part 2 of Vetri ardenti
Stats:
Published:
2018-06-08
Words:
272
Chapters:
1/1
Kudos:
1
Hits:
30

L’uomo che cammina sui vetri

Summary:

Momento di prigionia di Tsuzuki a opera del nonno di Muraki, quando all'ospedale lo volevano studiare come alieno impedendogli di essere libero, di mangiare e di bere.
Attenzione è angst.
Ha partecipato alla challenge multifandom su facebook nel gruppo fanfictions challenge.
Prompt: Testo: pezzi di vetro Autore: Francesco de Gregori.

Work Text:

L’uomo che cammina sui vetri

Non conosce paura l'uomo che salta 
e vince sui vetri e spezza bottiglie e ride e sorride, 
perché ferirsi non è impossibile, 
morire meno che mai e poi mai[1].

Tsuzuki sorrise, socchiudendo gli occhi, le gambe nude gli tremavano sotto la casacca bianca dell’ospedale. Si appoggiò alla parete e avanzò, un ramo aveva spezzato il vetro della finestra della sua stanza. I frammenti brillavano di riflessi vermigli illuminati dalla luce della luna rossa. 

Il prigioniero si diresse verso di loro, le bende intorno alla gola e ai polsi stringevano la pelle candida.

Il castano camminò sui pezzi di vetro, li schiacciò facendoli conficcare nelle piante. Si sporse e fece cadere dal davanzale una bottiglia d’acqua vuota. Saltò sui cocci e uno grande quanto l’unghia del suo pollice gli aprì la pelle dell’alluce. 

Tsuzuki accentuò il sorriso, s’inginocchiò, guardando i pezzi di vetro sporchi del suo sangue. Alcune schegge uscirono dalla pianta dei suoi piedi e la pelle gli si rimarginò. 

Lo shiningami sentì delle fitte all’addome, la testa gli pulsava e sentì mancare l’aria. Boccheggiò e allungò la mano afferrando un pezzo di vetro, lo strinse tagliandosi il palmo.

“Se ferirsi non è impossibile, non capisco perché dovrebbe esserlo morire, ci sarà un modo” biascicò. Strinse il pezzo di vetro con entrambe le mani.

“I miei occhi d’ametista sottolineano che sono un demone, forse è lì il mio punto debole” sussurrò. Gettò indietro la testa e scoppiò a ridere. Si conficcò il pezzo di vetro nell’occhio, ci fu uno schizzo di sangue e Tsuzuki gridò di dolore.



[1]  Testo: pezzi di vetro Autore: Francesco de Gregori

 

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