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Di improbabilità infinita, strane relazioni e viaggi nello spazio profondo.

Summary:

Lui è un essere umano geneticamente modificato per essere migliore, in ogni cosa.
L'altro è il più comune esemplare di discendente di scimmia che possiate trovare.
Eppure fra litigi, tazze di tè, seduzioni improbabili e amplessi in luoghi ancora meno probabili, riescono a continuare quella strana relazione, mentre viaggiano nello spazio profondo.
[Paring: Kharthur a.k.a Kahn Noonien Sigh/Arthur Dent]
[Ogni fanfic della raccolta avrà il suo raitig, che , verrà indicato a inizio capitolo, assieme a note varie e eventuali]

Chapter 1: Di litigi e tazze di tè

Chapter Text

Introduzione generale, valida per la quasi totalità dei capitoli della raccolta: Arthur e Khan si sono conosciuti nel ventesimo secolo, più o meno durante le avventure di Guida Galattica, quando, se ho fatto bene i calcoli con Star Trek, Khan dovrebbe essere stato creato. 
Arthur si aggrega alla ciurma di Khan e viene ibernato con loro.
Poi, con un bellissimo What if -per non farci mancare nulla- dal film "Star Trek into Darkness" Khan riesce e riprendersi l'equipaggio e se ne va per la sua strada, felice e contento, a bordo della USS Vengeance. 
Le fashfic/drabble che scriverò per conto mio e non sotto prompt avranno tutte questo background qui.
Qualora le premesse cambiassero le scriverò prima delle note della storia incriminata.



Di litigi e tazze di tè



Parole: 290
Raiting: Verde. Verdissimo.
Genere: Slice of life, fluff
Note: Arthur è meno ingenuo di quello che Khan pensa.



 

La prima volta che avevano litigato seriamente Khan era stato a un passo dal passare dalle parole ai fatti, complice il temperamento che gli era stato dato assieme alle capacità superiori.

Nemmeno lui sa come è riuscito a non ridurre quel nanetto a un cumulo di sangue e ossa rotte; sa che si è fermato ed è praticamente scappato in plancia, ruggendo all'equipaggio di andarsene.

Non sa quanto sia rimasto seduto, solo, sull'enorme plancia della USS Vengeance, a fissare lo spazio profondo attorno a sé, temendo di aver distrutto per sempre quel poco di buono che aveva avuto dalla vita.

Sa solo che, alla fine, le porte si sono aperte e in plancia è comparso Arthur.

Non ha detto una parola, si è limitato a mettergli una tazza piena di liquido caldo in mano e sedersi a terra, poggiando il capo sulla sua coscia.

Ha rotto il silenzio dopo qualche minuto per dirgli di bere il the, che freddo è terribile.

Khan ha ignorato la tazza; quel liquido ambrato lo assapora ogni volta che bacia Arthur, non è interessato a sentirne il sapore sulla lingua in altro modo.

Dopo qualche altro attimo di dubbio ha fatto scivolare la mano tra i capelli del compagno, iniziando a carezzargli la cute, fin troppo delicato per un uomo creato per combattere.

 

Arthur, che è una creatura abitudinaria e semplice, ci ha messo davvero poco a far diventare il the in plancia un rito post litigio; anche se il capitano è solo stizzito e mezzo equipaggio è presente.

 

Khan non saprà mai che Athur è meno sempliciotto di quello che crede e che ignora volutamente la presenza del suo equipaggio solo per il gusto di vederlo con le gote leggermente tinte di rosso.




 

L'angolo della vergona, meglio noto come "Le note post-fic fondamentali di Amaerise:
E la prima Kharthur del fandom italiano è MIA.Sucate.
Detto questo, la raccolta si lega a quella bellissima scuola di pensiero "Per ogni Ben il suo Martin televisivo".
Apparentemente non reputavo le mie sfigaship abbastanza sfigaship e sono finita ad avere questi due patati come OTP. Perché sono una persona molto intelligente.

Passando a cose un flino più serie, in questa raccolta ci saranno fanfic promptate a iniziative particolari, su effebì, faccia a faccia, spulciando qualche kinkmeme, fanfic scritte prendendo spunto da cose come la 30 days OTP challenge, o i 100 temi o, come questa qui, nate così, per caso.
Detto questo, prego, salite anche voi su questo gommone da immigrati che è la Khanrthur. È una ship bellissima e, in quel posto a ship enormi come la Destiel, Reapersun ogni tanto la illustra. 
Che Dio la benedica e protegga.