Chapter Text
Cap.1
I remember black skies
“La comparsa di questa sostanza: l’Anti-trinisette ha convinto Kawahira a uccidere gli, ormai, ex-Arcobalenio Così da utilizzare il loro sacrificio per sanificare il mondo” spiegò Iemitsu. Stava bevendo un the, nel salotto dei Varia. "Anche perché il fatto che loro siano tornati adulti ha fatto sorgere le invidie dei Vindice ormai dannati".
Genkishi si stava occupando di sigillare l'entrata col teletrasporto del Cielo che conduceva direttamente al covo segreto che si erano fatti costruire da Giannini. Guardava di sottecchi il Sawada, domandandosi che ci facesse lì un 'ufficialmente traditore' cacciato dal suo ruolo. "Po" bofonchiò infastidito.
“È terribile” sussurrò Enma, tirando sul col naso.
Tsuna borbottò: “Non è giusto. Prima li ha liberati ed ora vuole ucciderli?”, stava in piedi coi pugni chiusi. A sentire l'altro singhiozzare, abbracciò Enma da dietro.
Quest’ultimo sorrise.
< Non solo ho ritrovato mio padre, ma ho anche scoperto che Tsuna è mio fratello. Lui è così figo e deciso> pensò. < Vorrei essere come lui! >.
Iemitsu tossì, facendo ondeggiare i riccioli rossi.
“Tra un mese, piccolo Tsuna…” sussurrò.
La sua voce copriva il rumore continuo dei macchinari a cui era collegato l'originale. Stava utilizzando una copia che avesse di più le sue fattezze. Genkishi, infatti, aveva faticato a riconoscerlo all'inizio.
“… inizierai il liceo per le divinità a Tokyo…”.
< Sì, ed è l'inferno. Ho così paura. Per la prima volta non ci saranno i miei amici con me. Anche se Gokudera-kun e Yamamoto andranno al liceo dei geni che si trova di fronte al mio > rifletté.
“Ci… ci andrò anche io…” ammise Enma.
“È fantastico!” festeggiò Tsuna.
Emma annuì e spiegò:
“Voglio salvare la Natura e non fare il Decimo Boss dei Simon".
< … E voglio la forza di aiutare Skull > si disse. < Lui è mio amico! >.
Iemitsu continuò: “… Non siete ancora pronti ad affrontare Kawahira. Neanche con l'aiuto di Bermuda”.
“Non possiamo far uccidere gli Arcobaleno" gemette Enma.
Tsuna aggiunse: “Reborn non è il tuo migliore amico, papà? Non vuoi salvarlo?”.
Iemitsu serrò gli occhi.
“Kawahira ucciderà anche i Vindice al termine di questo scontro. Inoltre se gli Arcobaleno combattessero si saprebbe già il vincitore.
Verranno scelti dei ‘campioni' che li rappresenteranno. Questi dovranno anche affrontare i Vindice" proseguì a spiegare. Si capiva che l'originale aveva le forze che si affievolivano.
“Ci sarà qualcosa che possiamo fare” lo interruppe Tsuna, con voce accorata.
Enma annuì alle sue parole.
< Fortunatamente in quella zona ci lavoro anche io > pensò Squalo. "Vooooi" sibilò.
Iemitsu fece un mezzo sorriso.
“Sto cercando di dare vita ad un piano”.
"Non ci provare neanche feccia. Avrebbe troppe idee contorte e ti perderesti il filo" abbaiò Xanxus. Aveva il naso arrossato e si capiva che in Russia aveva preso la febbre.
Enma sussurrò: “Però non ti affaticare”. Genkishi non comprese a chi si stava riferendo tra Xanxus e Iemitsu, mentre Tsuna rimboccava le coperte a Xanxus sul divano.
< Ho sempre pensato che mio padre fosse un buono a nulla. Invece forse ci tiene alla sua famiglia, ma comunque non mi sembra capace di gestirsi da solo > pensò.
***
Leviathan s’immerse nella vasca da bagno, pulendosi dalla cacca di piccione.
Il ronzio continuo dello scaldino risuonava per tutto il bagno, rimbalzando sulle pareti di ceramica bianca.
Levi sospirò e gettò indietro la testa.
< Speriamo che quel kraken non si nasconda di nuovo nelle tubature. Non ho proprio voglia di sturarle di nuovo > pensò. < Tutto questo perché Tako non sa stare nel suo acquario >. Si passò la spugna sul corpo, massaggiandolo, dando vita a densa schiuma profumata.
< Sono contento che il boss sia tornato dalla Russia. Per ora la guerra vera e propria l’abbiamo evitata, solo lui poteva riuscirci.
Quando durerà ancora? Non voglio che il ‘ragazzo’ viva lo stesso inferno che ho vissuto io. Le cicatrici della guerra mafiosa mi sono rimaste sulla pelle, oltre che nell’anima > rifletté.
Si lavò dalla schiuma, fissando insistentemente il soffitto. < Anche se questo corpo non è mio, mi sembra di sentirle ancora sotto le dita >. Allungò la mano in quella direzione.
“Ricordo ‘cieli neri’” gemette.
< Ho perso ogni ricordo di quando ero molto piccolo.
Il primo momento che riesco a visualizzare è il giorno in cui mi ha preso con sé Tsuyoshi.
Quando mi ha trovato, sopra di me c’era un cielo nero squarciato dalle esplosioni. Bombe ovunque, un aereo rosa precipitato ed un maiale che mi leccava la faccia.
Solo dopo mi avrebbero spiegato che quel luogo si chiamava Parigi >. Si leccò le labbra e affondò di più nell’acqua.
“Ricordo cieli neri” mormorò di nuovo, ma questa volta in latino.
< Anche se ultimamente, guardandomi allo specchio, è come se sentissi il mio vecchio corpo. Come se i miei occhi nascondessero ancora il rosso che avevano un tempo.
Mi tocco i capelli e li ricordo bianchi, li sento soffici sotto i polpastrelli e avverto che il mio verso aspetto celava un segreto.
Mi chiedo se sapere finalmente chi fossero i miei genitori, sarebbe un tradimento per Tsuyoshi e Manuel. Anche se il boss, mentre era posseduto, mi ha ripudiato, sono stati loro i miei genitori. Con tutti i loro pregi e i loro difetti, hanno fatto di me ciò che sono oggi e non posso smettere di essere grato al Nono >.
