Chapter Text
Sabato 2 Marzo 2019, 22:57
I love my life I love this record and
Mi amore vole fe, yah
I'm beautiful in my way
'Cause God makes no mistakes
I'm on the right track, baby
I was born this way
”Born This Way” di Lady Gaga echeggiava per la Gay Street di Roma, era uno dei pochi giorni dell’anno che non fosse uggioso o ventoso, per essere l’inizio di Marzo era abbastanza mite, e per tutta la strada c’era chi aveva incontrato il proprio hookup di Grindr, o chi si era incontrato per sbaglio, chi aveva inauguratamente incontrato il proprio ex e chi era già arrivato in terza base.
Seduti sul muretto c’erano Martino e Niccolò, avvinghiati che si scambiavano baci teneri, mentre Filippo era alzato a guardare in lontananza qualche “bono da paura” da poter portare a casa, esclamando “cazzo che bono! Me lo farei anche subito” puntando il dito verso un ragazzo di colore, alto e ben piazzato.
“Filì, cazzo” intervenne Martino.
”Che c’è?” Rispose infastidito il biondino. Il ragazzo che aveva puntato lo guardò e gli sorrise, ma Filippo accennò solo un sorriso, dopo partì un rutto che scosse per la seconda volta i due fidanzati “scusate rega”
Niccolò sorrise e si spostò un po’, per fare spazio a Filippo “siediti, stai ubriaco marcio zi’ “
Forse era vero; mentre Martino si mantenne a solo due cocktail, Filippo si diede alla pazza gioia, con cinque drink (quelli contati dai due suoi amici). E infine Niccolò, l’autista della serata, sobrio, mentre doveva fare da babysitter a un diciassettenne e a un uomo di ventiquattro.
Niccolò si girò verso il suo ragazzo portandolo in un bacio appassionato. Era una delle poche volte in cui poteva farlo, dato che si trovavano nel luogo in cui tutto era lecito per gli omosessuali, a detta di Filippo “si poteva essere porci quanto lo si voleva”
”Siete stomachevoli” sussurrò Fili, facendo finta di essere disgustato.
”E allora perché sei ancora qui?” Scherzò il roscio.
”Perché VI VOGLIO BENE” urlò Filippo, lanciandosi sulle gambe dei due fidanzati a mo’ di gatto che fa le fusa “e siete i miei ricchioni preferiti. Insomma sono o non sono un bravo Cupido?”
La risata dei due venne interrotta dal ragazzo che aveva adocchiato Filo.
”Scusate rega, non è che c’avete d’accenne?” Chiese, con una sigaretta in mano.
Filippo era già in piedi a frugare fra le sue tasche, dando l’accendino al ragazzo.
Accese la sigarette e glielo ridiede indietro “grazie bellissimo” disse il ragazzo “piacere Dario”
”Filippo” disse il biondino stringendogli la mano “di dove sei, tesoro?”
”So’ de Roma Nord, ma babbo è de Firenze” disse in romanaccio, e offrendo una sigaretta al ragazzo più giovane. Lui accettò senza esitazione.
“Grazie, bel Dante” sorrise
”Te va ‘n drink? T’offro io”
Filippo si morse il labbro e guardò Martino e Niccolò pomiciare dietro di lui, allora si decise “perché no”
I due si incamminarono al minibar e presero da bere, parlarono un po’, finché non furono distratto dal telefono di Filippo, che era così ubriaco da non sentirlo.
”Ah bello, te sta a squilla’ r telefono”
Lui molto lentamente e con confusione prese il telefono in mano e lesse “zoccola💝”, era Eva.
”Eva, me dispiace amò, ma in questo momento sto a-“
”Dove sei?” Chiese Eva, e dal tono della voce era molto preoccupata.
”Sto con Marti e Nico alla gay street”
”Venite subito”
“Ah Eva, te pare il momento, hanno messo Madonna”
”Cazzo Fili, c’è tua sorella che se sta a sentì male”
Preoccupato, Filippo salutò Dario in silenzio e si diresse verso i due fidanzati, che aveva lasciato soli sul muretto.
”C’ha fatto quella deficiente? L’avete fatta bere?”
”Venite vi prego”
”Non li trovo” sussurrò “so’ andati a scopare”
”Come?! Cazzo stai dicendo Fili”
”Amò te sto a di’ che non trovo Martino e Niccolò, o sono tornati a casa o so’ andati a scopare”
”Cazzo Fili”
”Con chi stai?”
”Sola con Ele, Silvia è tornata a casa e Sana è andata a cercare aiuto”
”Mo vedo che posso fa’, okay amò? Manda la posizione”
Filippo attaccò al telefono e si sedette al muretto, chiamando al telefono sia martino che niccolò, ma entrambi avevano il telefono spento, e subito dopo anche il suo telefono si spense. Aveva dimenticato di metterlo in carica dopo.
Stava quasi per lanciare il telefono dall’altra parte della strada per la rabbia, quando vide un volto familiare nella folla. Forse era così e poteva chiedergli un favore, oppure si sbagliava e si sarebbe beccato un pugno sul naso “Hey!” Urlò Filippo.
Si alzò e si incamminò tra le coppie che si stavano limonando “Hey! Cappuccetto blu!” lo toccò su una spalla e il ragazzo si scrollò.
”Ho diciassette anni” disse alzando le mani
Improvvisamente cambiò anche canzone, come in un film.
Started in the strangest way
Didn't see it coming
Swept up in your hurricane
Wouldn't give it up for nothing
“Tranquillo non sono un pedofilo” lo rassicurò, quasi dimenticandosi perché lo aveva fermato.
”Che vuoi? Sto ubriaco e voglio tornare a casa”
”Tu non sei amico di Eva?”
”Sì, la conosci” lo guardò meglio e dopo capì chi era “tu sei il fratello de Eleonora giusto?”
”Sì, sì! Non è che me puoi fa’ un favore grande grande?”
Il giovane si tolse anche l’altro auricolare a alzò un sopracciglio.
”Ce sta mia sorella che è collassata. Eva m’ha chiamato ma m’è morto il telefono”
Capì subito, cercando nelle tasche e dando il telefono a Filippo, che non esitò a fare il numero e chiamare Eva “Amò, dove state?”
”Dove stai? È un’ora che ti chiamo? Perché chiami col telefono di Elia?”
”Col telefono de chi?”
”Niente. Tua sorella sta meglio, sono venuti Martino e Niccolò a prenderla”
”Come a prenderla? Me hanno lasciato solo come uno stronzo”
”Sta tornando Niccolò. Io sto qui con Martino ed Eleonora”
”Apposto. Lo aspetto”
Agganciò e ridiede il telefono al ragazzo.
”Grazie, ti devo un favore...” lo guardò con aria confusa.
”Elia”
