Chapter Text
1. Mani sporche (pure flashfic, 500 parole)
Inginocchiata sul prato, con la camicia da notte che è salita a scoprirle le gambe e una ciabatta abbandonata sotto il portico, scava nella terra a mani nude, con i capelli incollati al viso bagnato di sudore. Scava con foga, come un segugio che ha trovato il pregiato tartufo, e continua a ripetere le stesse tre parole come una litania, come una preghiera, come un sortilegio.
“Il mio bambino,” sussurra con foga, “il mio bambino, il mio bambino, il mio bambino, il mio bambino.”
“Lily.”
Con la cautela di un cacciatore, James Potter le si inginocchia accanto. Intreccia le dita alle sue, i granelli di terra umida che creano frizione fastidiosa tra la loro pelle.
“Lily,” ripete con dolcezza e le scosta i lunghi capelli annodati dal viso.
“Il nostro bambino,” mormora con voce strozzata, “il nostro bambino è qui. Devo trovarlo. Lasciami!” urla con occhi da folle. Un vaso alle loro spalle esplode. E James continua a sembrare la persona più calma del mondo.
“No, tesoro, non è qui.” Le parla piano, con delicatezza e il suo cuore va in frantumi - ancora e ancora e ancora .
“Stai mentendo,” lo accusa, ma non scalpita più. All’improvviso, sembra molto stanca.
“No, te lo giuro. Ti aiuto io a trovarlo. Vieni, andiamo in casa.”
Lily si lascia guidare come una bambina, la camicia da notte che danza lungo i suoi fianchi e si gonfia al vento, quasi ad esibire il candore immacolato sporco di terra, erba e follia. James rivive un copione che conosce a memoria e si domanda se è quello il martirio, se è quello che deve sopportare per raggiungere una pace che, adesso, mentre fa sedere Lily sul divano, gli pare solo una un’orrenda farsa, una presa in giro, uno scherzo cosmico che non fa ridere.
Se ne sta raggomitolata contro il bracciolo, come un gattino, a torcersi le mani sporche di terra. Le sue labbra si stanno muovendo, ma James non coglie alcun suono. E i suoi occhi… I suoi occhi sono persi in un mondo che non può vedere; hanno il colore verde del veleno che le hanno trasfuso nell’anima.
Lily non è qui. Lily è rimasta nella cameretta di Harry, a cercare strenuamente un modo per salvarlo anche e soprattutto mentre la Maledizione Cruciatus l’avvicinava all’orlo della pazzia.
Lily non sarà mai più qui.
E quello, quello è il suo corpo, certo, e quelli, nel profondo, sono ancora i suoi occhi, ma dietro la facciata tanto amata e cara restano solo le macerie sparse della persona che è stata. A volte fa qualche timida comparsa, nei rari sprazzi di lucidità, ma James la sa più lunga e ha imparato sulla sua pelle cosa succede a non dare il giusto valore alle cose. A illudersi che non siano poi così effimere, a nutrire la speranza che forse un giorno Lily tornerà e resterà.
“Bevi,” la esorta con garbo, offrendole la pozione. Il suo cuore si spezza ancora un po’ quando, con la remissività di una brava bambina, Lily obbedisce e beve.
