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Rating:
Archive Warning:
Fandom:
Characters:
Additional Tags:
Language:
Italiano
Series:
Part 84 of Le note della vita
Stats:
Published:
2020-06-19
Completed:
2024-12-08
Words:
2,059
Chapters:
2/2
Kudos:
1
Hits:
17

Alaude e Ieyasu

Summary:

Un dialogo tra Alaude e Ieyasu.
★ Iniziativa: Questa storia partecipa a “Marry me!” a cura di Fanwriter.it!
★ Numero Parole: 538
★ Prompt/Traccia: A e B si appartano durante il matrimonio di C.

Chapter Text

Alaude e Ieyasu

 

Dal salone accanto proveniva un continuo brusio dovuto agl’invitati al matrimonio, che si andava a mischiare con i suoni che provenivano da fuori la finestra, creati sia dal vento che muoveva le fronde degli alberi, sia dai ruscelli che decoravano il giardino.

Alaude giocherellava con le sue manette, sul metallo si andava a riflettere la luce rossastra delle candele.

Il poliziotto si passò una mano tra i morbidi capelli biondi, sentendoli lisci sotto i polpastrelli, e chiuse gli occhi viola, notando che una figura si era allontanata dalla sala.

Seguì il ragazzino con passo felpato, guardandosi intorno circospetto, entrando dietro di lui in una stanza appartata. Chiuse la porta e vi si appoggiò contro, accarezzando il proprio manganello, e vide che il più giovane si era andato a sedere sul davanzale della finestra, guardando il cielo azzurro che andava annuvolandosi all'esterno. Era uno di quei cieli che promette pioggia.

“Non ti ho mai visto qui in Giappone, almeno al palazzo” disse al ragazzo con tono grave, assottigliando gli occhi dal taglio aguzzo.

Il giovinetto fece un sorriso crudele, rispondendo: “Non mi sorprende, so passare inosservato anche ad occhi attenti come i tuoi, se lo desidero”.

Alaude digrignò i denti.

“Si può sapere chi sei tu?”.

“Chi sono io?

Il figlio che per tutti Giotto non ha mai avuto. Io e un altro, il più grande dei miei fratelli, Angelo, siamo nati soltanto per non esistere. Per tutti Giotto ha un solo erede, la sua fedele perla da mostrare e riverire, da schiavizzare e utilizzare.

I Vongola stanno alla luce del giorno, amati e premiati, divinizzati e santificati, nonostante sguazzino nei peccati. Le famiglie mafiose sono così, no?“, accentuò il ghigno.

"Vivo nel sangue versato nell’ombra di quella prosperità, sono l’oscurità che si cela dietro quella luce. Domino nell’ombra, destinato a dominare su quelle tenebre.

Maledetto come un figlio della luna, con le medesime fattezze femminili, in una maledizione che si ripeterà sempre. Un fratello nella luce e uno dimenticato, ma ugualmente dannati alla fine dei giochi” si presentò Ieyasu.

< Sembra matto come un cavallo, mi ricorda Daemon, ed è ugualmente criptico > rifletté il poliziotto, espirando profondamente dalle narici.

“Cosa sei venuto a fare al matrimonio Ricardo?” lo interrogò Alaude.

Ieyasu si appoggiò con una spalla sottile alla finestra, sulla sua guancia spiccava il tatuaggio di una rondine.

“La vera domanda che ti stai ponendo è come mai le guardie mi abbiano fatto passare” sussurrò. Un lungo codino di capelli grigio-azzurri gli ondeggiava lungo la schiena. “ Diciamo che non sono un ospite così sgradito per Giotto” semplificò.

< Dovrei essere alla festa insieme agli altri e non appartato con uno sconosciuto che sembra pericoloso, nonostante così giovane e femminile. Sì, è un efebo mortale... però non voglio rischiare che questa giornata finisca nel peggiore dei modi, voglio che sia il giorno più bello per la perla del Boss >. Si staccò dalla porta ed inizio a camminare avanti e indietro nella stanza, con sguardo greve ed espressione arcigna.

Ieyasu fece un sorriso sardonico.

“Non temere, volevo solo vedere cosa avesse di così speciale questa Vanessa. Adesso che mi sono accertato che è la solita pazza, posso anche andarmene” lo rassicurò.

“Sarà meglio o ti caccerò io” lo minacciò Alaude. Spalancò la porta ed uscì di tutta furia dalla stanza.