Work Text:
GREEN EYES
«Devi mangiare, Sammy».
Lo ripete ad intervalli regolari, tra un morso di Big Mac e una forchettata della sua pie preferita.
Tuo fratello ti analizza con sguardo attento, preoccupato; prende nota delle scavature lasciate dalla stanchezza sul tuo volto, della camicia che a malapena riempi, del braccio steccato. Ti sorprendi ad assumere una posizione di difesa da questi suoi occhi verdi così dannatamente familiari e capisci di non poterli sostenere un momento di più.
Non da sobrio. Non quando sei così spossato; non con la voce
(gli occhi)
del demone ― il suo, il tuo, non fa differenza ― nella tua mente, quella che fingi da un'eternità di non sentire.
Così bevi.
Bevi fin quando le ombre del bunker ― il posto che oramai chiami casa persino tu ― spariscono, fondendosi in un'unica percezione sfocata, senza forma. Brindi a te stesso con cinismo, ad una vittoria che ha lo stesso sapore della bile, prendendoti la tua ricompensa sul fondo del bicchiere.
Affoghi nella bottiglia le uniche ombre che non riesci a cancellare, nere come
(gli occhi)
i contorni della sua stanza quando infine non è rimasto null'altro con cui annullare la coscienza.
Dean dorme; senti il suo respiro farsi più lieve nel buio, mentre ti stendi al suo fianco.
Ed è abbastanza.
Mentre scivoli nel dormiveglia, pensi ai suoi occhi.
Verdi.
