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Best friends just won't leave your side

Summary:

A Derek non era ancora chiaro il motivo per cui si trovavano lì.
Sua madre aveva detto che accogliere i nuovi arrivati era il dovere di ogni buon vicino, e questo poteva vagamente capirlo.
Ma i nuovi arrivati si erano trasferiti in una delle vie residenziali in città, loro invece abitavano nella riserva, circondati da alberi e animali selvatici e a venti minuti di distanza da quel luogo. Come potevano essere vicini?!

Notes:

(See the end of the work for notes.)

Chapter Text

A Derek non era ancora chiaro il motivo per cui si trovavano lì.

Sua madre aveva detto che accogliere i nuovi arrivati era il dovere di ogni buon vicino, e questo poteva vagamente capirlo.

Ma i nuovi arrivati si erano trasferiti in una delle vie residenziali in città, loro invece abitavano nella riserva, circondati da alberi e animali selvatici e a venti minuti di distanza da quel luogo. Come potevano essere vicini?!

Peter e Laura condividevano la sua stessa incredulità, Cora invece era semplicemente contenta di andare in giro, infondo era solo una bambina piccola.

"E' assurdo. Noi non facciamo cose del genere."Borbottò seccato suo zio, seguendo comunque la sorella fuori dalla macchina.

Derek era d'accordo con lui, ma rimase in silenzio e scese diligentemente dal veicolo con la manina della sorella minore nella sua. Laura chiudeva la fila, masticando svogliata una gomma dall'odore pungente di menta.

Talia si limitò a scoccare al fratello un'occhiata severa e poi suonò il campanello della graziosa casa a due piani verniciata di azzurro pallido.

All'interno ci fu un rumore di scatoloni e oggetti che cadevano e una voce borbottò stizzita in una lingua che Derek non aveva mai sentito prima, poi la porta si aprì per rivelare un altissimo uomo con intensi occhi azzurri. Derek notò incuriosito che i folti capelli biondi erano tenuti a bada con alcune treccine e che ce n'era una addirittura nascosta nella barba.

Che uomo strano.

Peter inspirò rumorosamente e Talia sorrise divertita.

"Penso dovrai fare qualcosa per il tuo aspetto, Alexander. I capelli possono anche passare, ma con quella barba sembri più un pirata che uno scrittore."

Oh, quindi si conoscevano!

L'uomo buttò la testa all'indietro con una risata talmente fragorosa che Cora gli si strinse contro, frastrornata, e alcune persone che passavano per strada si voltarono a guardarli.

"Beh, infondo sono più il primo che l'altro. Ma seguirò il tuo consiglio, voglio passare inosservato."Disse con un sorriso, scostandosi dalla porta per farli entrare.

Sua madre scosse il capo, "Questo è assolutamente impossibile. Non passeresti inosservato neanche durante un tornado."

L'interno della casa era a dir poco spoglio, pieno solo di scatole di cartone di varie dimensioni. Talia fece cenno a Laura di poggiare la torta di mele che aveva tra le mani su una pila di scatole accanto al caminetto dipinto di bianco.

Sua sorella fece come ordinato, ma non appena ebbe poggiato il dolce sul ripiano urlò e fece un salto all'indietro, sul punto di ringhiare.

Talia e Peter le furono accanto in un attimo.

"Che succede?!"

Alexander ridacchiò e poggiò una mano sulla spalla della ragazza, facendola sobbalzare.

"Vedo che tua figlia ha trovato il nascondiglio della mia piccola deargann."

"Non mi ero accorta della sua presenza."Borbottò incredula Laura.

Derek, incuriosito da tutta quell'agitazione, si ficcò tra il fianco di sua madre e quello dell'uomo, ritrovandosi a fissare il volto scarno e imbronciato di un ragazzino.

Aveva probabilmente la sua età, cortissimi capelli biondi e cupi occhi azzurri. Portava gli orecchini, i vestiti che indossava erano di almeno una taglia più grande, e sedeva a gambe incrociate osservandoli tutti con aria stizzita.

Era davvero strano.

Sua madre gli si accucciò davanti con un sorriso conciliante.

"Tu sei la piccola Samantha, vero?"Domandò allungando una mano, probabilmente per scostarle dal viso una ciocca di capelli come faceva con Cora.

La bambina - una bambina! Pensava fosse un maschio... - alzò fulminea la propria mano per bloccare il gesto, visibilmente più infastidita.

Peter non si fece problemi a ringhiare, mentre lui e le sorelle trattenevano il fiato.

Alexander sospirò pesantemente, "Scusala tanto, Talia. E' poco che ha ripreso a socializzare."

Lei scosse il capo, sorpresa ma non turbata.

"Ha perfettamente ragione. Ho provato a toccarla senza il suo permesso, è stato un gesto davvero scortese da parte mia."

La ragazzina parve sorpresa da quella risposta e le lasciò il polso, una luce incuriosita negli occhi.

"Preferisco essere chiamata Sam."Borbottò dopo attimi di silenzio carico di tensione.

Gli adulti nella stanza si rilassarono visibilmente e sua madre annuì a quella correzione con un sorriso.

"Ti si addice molto."

Lei, Peter, Laura e Alexander si misero a parlottare per qualche tempo, mentre lui e Cora furono lasciati a mangiare la torta che avevano portato.

Sam non toccò la fetta che Alexander le aveva messo davanti, ma rimase ad osservarlo per tutto il tempo.

***

"Ma è troppo strana!"Protestò Laura non appena furono rientrati in casa.

Peter emise un verso d'assenso mentre attraversava il salotto per andare a buttarsi sulla sua poltrona preferita. Derek, che non aveva affatto seguito la conversazione tra la madre e la sorella maggiore, si limitò ad aggrottare le sopracciglia e a lasciar andare la mano di Cora, che corse immediatamente su per le scale per fare chissà cosa.

Talia alzò gli occhi al cielo.

"Non lo è affatto. E sono sicura che se la conosceste tutti meglio la trovereste adorabile."

"Adorabile?!"Trasecolò Laura, "E' talmente silenziosa che perfino un licantropo ha difficoltà a trovarla, guarda tutti come se li volesse spiaccicare come degli insetti e odia il contatto fisico. Come può essere adorabile una bambina di dieci anni che si comporta così?! E' matta, ecco cos'è! Solo Peter potrebbe farci amicizia."

"Ehi!"

Talia fece improvvisamente brillare i suoi occhi di rosso ed emise un basso ringhio, facendo sobbalzare chiunque in casa, anche chi tentava di non prestare ascolto alla loro discussione.

Laura incassò il capo fra le spalle e Derek guaì per istinto.

"Si comporta così..."Sbottò severa con le zanne ancora visibili, "Perché le hanno ammazzato i genitori e il fratello minore davanti agli occhi poco meno di un anno fa. E' già tanto che abbia ricominciato a parlare e a mangiare."

"Cristo."Ansimò incredulo Peter.

"Il linguaggio, Peter."Lo riprese James, sbucando nel corridoio.

Si avvicinò alla moglie e alla figlia, posando una mano sulla spalla di quest'ultima, che sembrava tremendamente interessata alle proprie scarpe.

"Sono arrivati Alexander e sua nipote?"Domandò alla moglie.

Talia annuì poggiando le mani sulla nuca di Derek e su quella di Laura, per scusarsi della sfuriata.

"Non voglio obbligarvi, vorrei solo che provaste a diventarle amici."Mormorò dolcemente, muovendo i pollici in circoli.

A Derek non dispiaceva del tutto l'idea, Sam lo incuriosiva molto.

"E' molto sola?"Domandò aggrottando la fronte.

"Già, non lascia avvicinare nessun essere umano se non suo zio."

"E allora come facciamo a diventare suoi amici?"

Laura sbuffò, "Noi siamo licantropi, tonto."

Lui le fece la linguaccia.

***

I primi approcci con Sam furono difficili. Quando la invitava a giocare rifiutava senza neanche pensarci e se erano insieme in una stanza si limitava a stare in silenzio, lasciando cadere nel vuoto ogni tentativo di conversazione che lui o Laura iniziavano.

Ma Derek era ottimista, perché aveva visto come l'altra rifiutasse ogni minimo contatto con i bambini dei vicini e i loro genitori. Più di una volta aveva fatto correre via piangendo i loro coetanei.

Con loro, pur rimanendo distaccata, era meno aggressiva. Aveva anche iniziato ad accettare di essere toccata dalla mamma.

"Gli esseri umani non ti piacciono proprio?"Domandò sedendosi a gambe incrociate.

Talia si bloccò davanti al lavandino con un bicchiere in mano e Sam distolse lentamente l'attenzione dal piatto di spaghetti che aveva piluccato fino a quel momento.

"No."Rispose aggrottando le sopracciglia chiare.

"Ma noi non siamo umani... Beh, non tutti."

Laura si sporse dalla soglia della cucina, curiosa di vedere dove avrebbe portato quella conversazione, e i suoi genitori si scambiarono un'occhiata indecifrabile.

Sam alzò gli occhi al cielo, "Lo so, siete licantropi. Lo zio me lo ha detto."

Detto questo tornò a concentrarsi sulla pasta, impegnandosi ad avvolgerla intorno alla forchetta - se per mangiarla o solo per giocarci non era ancora sicuro.

"Quindi... Noi ti piacciamo?"Chiese Derek a bruciapelo.

La ragazzina fermò la forchetta a mezz'aria, ritrovandosi improvvisamente scrutata da innumerevoli paia d'occhi, perché il branco si era accalcato tutto in cucina per ascoltare. Laura si appostò dietro Derek, aggrappandosi allo schienale della sua sedia in attesa di risposta. Non lo avrebbe mai ammesso, ma il modo impertinente con cui Sam reagiva a qualsiasi sfida l'aveva conquistata immediatamente.

"Può darsi."Rispose con una scrollata di spalle, tornando a mangiare.

Tutti quanti si rilassarono visibilmente, perché quella risposta per loro valeva come un sì.

Derek sorrise a trentadue denti, "Quando abbiamo finito di mangiare ti faccio vedere il mio nascondiglio segreto."

Non era affatto segreto, perché in una famiglia formata quasi interamente da licantropi era impossibile nascondere qualcosa. Ma a Derek piaceva fingere che il suo lo fosse.

"Se proprio vuoi."

***

La porta della sua camera si aprì di colpo e Derek ebbe la bellezza di tre secondi prima che un uragano biondo si lanciasse sul suo letto urlando il suo nome.

"Saaaaaaam!"Si lagnò cercando di togliersela di dosso, "Non mi devi svegliare così, lo sai!"

La ragazzina si spostò quel poco che gli serviva per permettergli di scansarsi le coperte dal volto, poi lo graziò con un sorriso enorme.

Aveva i capelli leggermente più lunghi di due anni prima e il viso aveva ritrovato la pienezza infantile, ma i vestiti erano sempre di una taglia più larga e una nuova fila di orecchini si era aggiunta a quella già presente.

La gente continuava a scambiarla per un ragazzo, anche perché era piatta come una tavola, e il colmo era che come tale era anche piuttosto popolare tra le loro coetanee e le ragazze più grandi.

Continuava ad essere strana.

"Chi ti ha fatto entrare?"Le domandò sbadigliando.

Di certo non sua madre, che era andata con il resto degli adulti a preparare il luogo dove avrebbero passato il week-end.

"Laura."Rispose con un altro sorriso smagliante.

Da quando era a proprio agio con gli Hale, i sorrisi erano diventati sempre meno rari. Derek non lo dava a vedere, ma era davvero contento di questo.

"Io odio Laura."Borbottò incrociando le braccia al petto.

Non perché aveva fatto entrare l'amica - Sam era la benvenuta nella loro casa a qualsiasi ora del giorno e della notte -, ma perché non l'aveva avvertito, in modo che potesse evitare il suo odioso attacco mattutino.

Sam era una delle poche persone, insieme a suo zio, che riusciva a sorprendere un licantropo. Non sempre accadeva, ma i suoi successi erano abbastanza frequenti da essere irritanti, e non voleva neanche dirgli come ci riusciva.

Era sicuro che Laura avesse fatto apposta a farla entrare senza svegliarlo prima, perché sapeva quanto gli dessero fastidio quegli assalti.

Sam rise del suo broncio e saltò giù dal letto.

"Lavati quel brutto muso e vieni a fare colazione, su!"Esclamò correndo fuori dalla stanza.

Quando scese in cucina trovò Laura che lo guardava con espressione soddisfatta, mentre Cora, suo fratello minore Richard e i suoi cugini Valerie e Jake si accalcavano per parlare con Sam, interrompendosi l'un l'altra per raccontare le proprie versioni di uno stesso evento. Lei li ascoltava con un sorriso paziente in volto e quando lo scorse gli fece segno di sederglisi accanto.

Derek obbedì, non prima di aver mostrato dispettoso le zanne a Laura, e dopo un po' si accorse del borsone accostato al banco della colazione.

"Quello a che serve?"Domandò all'amica con il cucchiaio tra le labbra, indicando l'oggetto con un gesto del capo.

"Che schifo, Der!"Sbottò disgustata Laura.

"Non si parla a bocca piena!"Lo rimproverò Cora.

Le ignorò entrambe, concentrandosi sul sorriso enorme di Sam.

"Alexander e Talia hanno detto che posso unirmi a voi per la luna piena!"Gli annunciò orgogliosa.

"Davvero?"Domandò entusiasta, ricambiando il suo sorriso.

Era dall'anno scorso che tentavano di convincere sua madre a farla venire con loro, ma lei continuava a dire che era troppo presto. Derek aveva iniziato a temere di dover aspettare la maggiore età per poterlo fare.

Sam era un po' strana e spesso si alleava con Laura per fargli i dispetti, ma era l'amica che lo capiva di più e l'unica all'infuori della famiglia che conoscesse il suo segreto. Era la sua migliore amica ed era parte del branco, ci teneva tanto che potesse partecipare alla luna piena con loro.

"Proprio così! Tua madre ha detto che, siccome Jake e Valerie hanno imparato a controllare la trasformazione, non ci sono problemi se mi unisco a voi!"

"Questa sì che è una bella notizia!"Esclamò allegra Laura, arrivando alle loro spalle e allacciando un braccio attorno al collo di entrambi, "Così avrò qualcun'altro da torturare."

Derek emise un verso seccato mentre Sam scoppiò a ridere.

***

Quella luna piena si sentiva più energico che mai.

Corse insieme agli altri licantropi del branco alle calcagna della madre, splendida nella forma del lupo nero che solo un Alpha con la sua forza e la sua esperienza poteva assumere.

Gli umani li osservavano dal campo, seduti attorno al focolare, scambiandosi aneddoti divertenti sulla loro prima luna piena tra i licantropi.

Sam esaminava tutto con occhi scintillanti e James le sorrise affettuoso quando la vide sussultare eccitata al suono degli ululati.

"Puoi andare a correre con Derek e gli altri, se vuoi."Le disse facendole l'occhiolino.

La ragazzina non se lo fece ripetere due volte e si precipitò verso i componenti più giovani del branco, ridendo sguaiata quando Laura iniziò a rincorrerla mordendo giocosa l'aria nei suoi dintorni. Derek si unì alla sua allegria e insieme tentarono di sfuggire all'adolescente.

"Sembra nata per stare tra noi."Mormorò la zia Emma.

"Non sarebbe una cattiva idea offrirle il morso, quando sarà un po' più grande."Concordò Peter.

Talia balzò con grazia accanto al marito, tornando pian piano in forma umana.

"Non ne ha bisogno."Disse avvolgendosi attorno la coperta che James le porgeva, "Con l'aiuto di suo zio diventerà un Cavaliere formidabile, sarebbe inutile per lei diventare un licantropo."

I giovani lupi mannari si profusero in un ennesimo ululato di gruppo e gli adulti si voltarono sorpresi nella loro direzione quando udirono unirsi al coro una voce nuova.

Si armonizzava perfettamente con le altre, ma era decisamente umana.

"Beh, in fondo è un po' lupo anche adesso."