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Atsushi è ancora in dormiveglia - e dolorante, nota con una smorfia - quando automaticamente allunga la mano sullo spazio accanto a lui e invece del corpo caldo del suo ragazzo trova solo il vuoto. Corruga le sopracciglia e controvoglia apre un occhio, lottando contro la prepotente luce del sole che entra dalle finestre e contro cui le tende bianche che hanno comprato insieme possono fare ben poco (riesce quasi a sentire la sua voce che lo rimprovera "Te l'avevo detto che era meglio prenderle scure!" "Ma avrebbero reso la stanza tetra!" "Allora non ti lamentare e goditi la cecità mattutina, idiota!"), constatando che effettivamente quella parte del letto è vuota. Si costringe a mettersi almeno seduto, strofinandosi gli occhi ancora mezzi chiusi.
"Ryu-?" Non fa in tempo a pronunciare il nome del suo ragazzo finito chissà dove che una mano gli sposta dolcemente i capelli e delle labbra calde si appoggiano sulla sua fronte.
"Buongiorno, Jinko."
Atsushi spalanca gli occhi, improvvisamente sveglissimo, sollevandoli sul viso di Akutagawa che lo sta guardando tranquillo, come se non avesse appena fatto qualcosa di estremamente inusuale per lui. Indossa ancora il pigiama, ovvero una maglietta e un pantalone della tuta entrambi neri, ma i suoi capelli sono già perfetti, segno che è in piedi da almeno mezz'ora. Arrossisce un po', ora la mano dell'altro è sulla sua guancia. "B-Buongiorno. Ti sei già alzato?"
"Mh, ho preparato la colazione." I suoi occhi grigi vagano dalle sue labbra al collo pallido, probabilmente ricoperto dei segni lasciati da lui stesso la notte prima, anche se Atsushi non ha ancora avuto occasione di vederli. Stanno insieme da parecchio ormai ma quello sguardo famelico non smetterà mai di farlo tremare.
"D-Davvero?!" Ormai aveva imparato che Akutagawa era molto più trattabile e gentile la mattina, ma gli ci voleva ancora un po' per farci l'abitudine.
"Perché sei così sorpreso?" L'altro alza un sopracciglio, segno che la sua incredulità inizia a dargli fastidio.
"No no, sono solo contento! Grazie!" Gli sorride dolcemente.
"Allora che aspetti a venire a mangiare? Devo trascinarti di peso?" Fa per allontanarsi e tornare in cucina ma Atsushi lo afferra per la maglietta.
"Non mi dispiacerebbe... ma prima posso darti anch'io il mio buongiorno?" Si solleva sulle ginocchia, cingendogli il collo con le braccia e portandosi vicino al suo viso. Profuma di waffles.
"Non ti è bastato ieri sera? Dovresti vedere com'è ridotta la mia schiena, stupida Jinko..." Lo respinge con le parole, ma le sue mani si stanno già intrufolando sotto la camicia dell'altro (camicia di Akutagawa, che Atsushi non manca mai di rubargli per usarla come pigiama "Ha il tuo profumo" gli dice sempre Atsushi con le guance rosse, e Aku perde qualunque forza per controbattere) risalendo dalle cosce. Contraddittorio come sempre.
Atsushi gli risponde con i fatti (ha sempre funzionato così tra loro) baciandolo lentamente e a fondo, stringendosi ancora di più a lui e inspirando il suo profumo. È come se il suo corpo si stesse davvero svegliando solo ora che lo stava finalmente baciando. Ormai rassegnatosi, il moro fa ricadere entrambi sul letto - Atsushi lancia un piccolo urlo di sorpresa misto a una risata, il suono preferito di Akutagawa - e lo guarda torvo negli occhi mentre le mani abili stanno già sbottonando la camicia.
"Ti avverto, se per colpa tua il mio caffè si raffredda ti ammazzo."
