Work Text:
-Titolo: Do not leave me
-Autore: Gala
-Fandom: Original COWT!verse
-Genere: Slice of life
-Personaggi: Meridian, Fabian, Calico, Regis
-Raiting: Verde
-Note dell'autore: Questa storia partecipa al contest COW-T 11 -THE CLASH OF THE WRITING TITANS undicesima edizione. Il tema della missione è “COWT!verse 11a edizione”.
DO NOT LEAVE ME
Fabian tratteneva il fiato, mentre osservava in ansia Meridian che usava i suoi poteri per far lievitare lentamente, e in maniera traballante, una brocca d'acqua verso la testa bionda e china su di un libro di zio Calico.
Meridian e Fabian erano le due metà distinte della stessa mela, il giorno che segue la notte, il cielo con le sue stelle, due gemelli che, nonostante le loro differenze e punti di forza, non avrebbero saputo vivere separati.
Meridian era sempre stata più spigliata e irriverente di Fabian e lui, suo malgrado, sebbene più timido e discreto, non riusciva a non rendersi complice delle sue marachelle a discapito di zio Calico, sempre così altezzoso nei loro confronti sebbene avesse solo undici anni e loro nove.
Meridian era rossa dallo sforzo, ma nei suoi occhi brillava la luce d'anticipazione del compimento del suo scherzo.
Ancora pochi secondi e...
SPLASH!
L'intera brocca di acqua gelata si era rovesciata su Calico, che boccheggiò indignato, prima di alzarsi di scatto e voltarsi con sguardo omicida verso i due gemelli.
«BAMBINI!», urlò oltraggiato e rosso di rabbia, pronto a inseguirli per sculacciarli a dovere.
«Scappiamo!», sorrise Meridian, iniziando a ridere e correndo per i corridoi del Palazzo d'Estate senza guardarsi indietro.
«Meri, aspettami!», si lamentò Fabian, con il cuore che gli martellava nelle orecchie per la paura di essere acciuffato da Calico.
Riuscirono a seminarlo, ma Meridian non si fermò dal correre, intenta a trovare un qualche rifugio dove passare abbastanza tempo nascosta per sfuggire la punizione dello zio.
Fabian le era alle calcagna, come sempre. Non si separava mai da lei. Ben presto, però, sentì una forte pressione dietro gli occhi proprio come prima di una visione. Lui era sempre stato più portato della sorella nella preveggenza, avendo visioni di futuri lontani anche per la sua giovane età, peccando totalmente nel controllo della magia come faceva invece Meridian.
Meridian non si accorse di aver lasciato indietro Fabian e lui rimase fermo nel corridoio in cui si trovava, con lo sguardo vacuo perso verso immagini che non sempre riusciva a comprendere.
Davanti a sé c'era Meridian. La riconobbe subito, sebbene fosse molto più grande, grazie al ciondolo a forma di goccia che portava al collo. Era di una bellezza sconvolgente, che gli fece battere forte il cuore. Fu in quel momento che se ne innamorò. Vide molte scene che non avevano senso, ma in tutte c'era lei e il maestro Regis che le sorrideva e le asciugava le lacrime, con le sue grandi mani rassicuranti. Mani che spesso avevano asciugato anche il suo di pianto, in cui aveva trovato conforto. La Meridian del futuro sembrava molto triste e questo gli fece nascere una forte angoscia nel petto, sebbene non ne capisse il motivo.
La visione si affievolì poco a poco e tutti i sensi tornarono alla realtà.
Sentì il sole caldo del pomeriggio scaldargli la pelle, così come il frinire delle cicale riempire l'aria calda che proveniva dal giardino perenne.
Si accorse di essere da solo.
Meridian non era più con lui e si accorse di star piangendo. Si portò le mani agli occhi, cercando di fermare il pianto che quella visione gli aveva procurato.
Voleva sua sorella Meridian.
«Perché piangi, piccolo cielo senza stelle?», chiese la voce calma e dolce del maestro Regis. Aveva sentito il pianto di Fabian dal giardino e si era diretto subito alla fonte. Non era strano trovarlo a piangere, ma il suono di quel lamento era in qualche modo diverso dal solito. Sembrava soffrire molto e per di più era senza la figura onnipresente della gemella.
Fabian sollevò gli occhi gonfi e colmi di lacrime su Regis che gli sorrise rassicurante, allargando le braccia per dare conforto al bambino. Fabian fu lesto a trovarvi posto, nascondendo il viso nell'incavo del collo dell'uomo, rilassandosi contro il suo profumo e calore.
«Ho avuto una visione e non so dov'è finita Meridian», piagnucolò tra i singhiozzi, allacciando le braccia al collo di Regis.
«Ti aiuto a cercarla, ti va?», chiese l'uomo, prendendo in braccio Fabian, andando a perlustrare i corridoi del palazzo d'Estate.
La testolina bionda del bambino si mosse lentamente in assenso, tirando appena su con il naso.
Nel corso degli anni, Regis aveva imparato a conoscere bene i suoi due pupilli, e aveva una vaga idea di dove poteva essersi nascosta la bambina.
La trovarono solo al terzo tentativo grazie alla leggera luminescenza che si scorgeva dietro una pesante tenda. I due gemelli avevano la tendenza a brillare in maniera involontaria, dopo aver usato in qualche modo i loro poteri.
«Ecco qui la mia piccola stellina», sorrise Regis, dopo aver scostato la tenda. Fabian si apprestò a scendere dalle sue braccia per poter andare ad abbracciare la sorella, trovando subito conforto e serenità in sua presenza. Non l'avrebbe mai lasciata andare e quel giorno si ripromise di fare in modo di non farla mai piangere in futuro, per nessuna ragione al mondo.
Avrebbe cambiato il loro destino!
