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Language:
Italiano
Stats:
Published:
2021-04-16
Words:
1,282
Chapters:
1/1
Comments:
6
Kudos:
17
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1
Hits:
206

Avrei bisogno di carezze anch'io

Summary:

Caterina si è trasferita con Leonardo e Salaì; quest'ultimo nota subito il rapporto particolare tra i due, e non potendo fare altro si sfoga scrivendo una lettera.
AKA Salaì è confuso come tutti noi dalla presenza di Caterina.

Notes:

(See the end of the work for notes.)

Work Text:

So che non leggerai questa lettera, non è mia intenzione fartela trovare, non voglio neanche che tu la veda: penseresti solo che non rispetto i tuoi sentimenti, che sono geloso del tempo che passi con lei e non con me, di ciò che puoi avere con lei e non con me. Non capiresti la mia solitudine, perché per quanto tu ti sia sentito abbandonato dal mondo hai sempre avuto qualcuno dalla tua parte, cosa che io ora non avrei senza di te, in una città che non è la mia, dove non ci sono persone che possa chiamare amici.
Quindi sì, forse sono geloso, perché non ho altro a cui tenere che te e questo mondo che abbiamo costruito insieme: momenti ed esperienze condivise, la realtà che mi hai mostrato e le opportunità che mi hai donato, nell’arte come nella vita; per questo ti sarò per sempre grato, non avrei mai potuto neanche sognare tutto ciò che ho avuto da te e con te, memorie preziosissime di una vita che hai completamente cambiato.

Certe volte però non posso che fermarmi e pensare a cosa abbia lei che io non ho; mi viene in mente quel tuo sorriso, diverso da quelli che rivolgi a me, che vedo comparire sul tuo volto solo quando pensi a lei; sento la memoria di quelle parole che dici con riverenza dall’altro lato della porta, della parete, della stanza, quando c’è lei e tu non mi vedi più, quando sparisco nello sfondo della tua vita, come se quello fosse l’unico posto che possa occupare. Io che sono sempre stato al tuo fianco, e che anche in quei momenti rimango lì e ascolto, e sento ciò che le dici: parole e frasi che non hai mai detto a me, affetto che non mi è mai stato concesso, confessioni che mi hai sempre nascosto e consolazioni che non mi hai mai chiesto. Non ti fidi ancora di me, dopo tutto questo tempo?
Cosa sono io per te quindi? So di essere un ladro, non posso cambiare la mia natura come tu non puoi cambiare la tua, ma non penso che ciò mi renda meno degno della tua fiducia, almeno per quanto riguarda ciò che non è materiale: com’è quindi possibile che tu riesca a confessare i tuoi veri sentimenti e le tue più grandi difficoltà solo a una donna che più e più volte ti ha abbandonato e ti ha rotto il cuore perché incapace di ascoltarti? Quando io sono sempre stato al tuo fianco durante tutti questi anni, pronto a sentire ciò che mi hai voluto dire e a darti ciò che ho potuto.
Parlando con me hai sempre nascosto le tue motivazioni, cercato di cambiare argomento, tutto per non mostrarti vulnerabile ai miei occhi; ho sempre pensato che lo facessi per mancanza di parole adatte a esprimere il conflitto che caratterizza il tuo animo, o perché per qualche motivo pensavi che non fosse importante, o che fosse troppo complicato da spiegare per avere il mio interesse (tutto ciò che ti riguarda è importante per me, vorrei che tu lo sapessi, e nel caso in cui tu lo sappia, che non lo dimentichi mai).

Eppure ti vedo correre nelle braccia della donna che ti ha abbandonato e mentito per anni, ti sento parlare con lei come se fosse l’unica che può capire ciò che senti.
A questo punto non posso che pensare di non aver capito niente di te, che tutto quello che mi hai detto e tutto quello che abbiamo fatto insieme non è stato che un inganno o una mia illusione di poter essere qualcosa per te. Per come ti conosco non faresti mai nulla di così vile, ma ormai non riesco a sfuggire al dubbio che ritorna a me ogni volta che smetto di occuparmi dei mille impegni della nostra giornata, e ritorno a pensare al rapporto tra noi due. Rivivo i momenti di solitudine condivisa, le serate e nottate passate insieme, le lunghe conversazioni in cui mi chiedevi di me e a volte mi dicevi di te: quelle parole che mi sembravano così sincere, erano forse delle menzogne?
O forse non erano riferite a me, forse guardavi me ma vedevi Caterina: è questo che capitava? Quando mi stringevi a te, quando mi baciavi, quando mi amavi, pensavi a lei? Quando mi mostravi il cielo, il volo degli uccelli, la meraviglia del mondo intorno a noi, che tu sai ammirare e mostrare con eterno stupore e infinita curiosità; tutte quelle storie, era a lei che pensavi di raccontarle?
Se ciò fosse vero saremmo stati entrambi degli illusi, legati all’idea di una persona che non potevamo avere al nostro fianco; io non voglio crederci, voglio continuare a sperare, forse sognare che ci sia stato e che continui ad esserci fra noi qualcosa di unico e sincero, nato da quella comprensione che ho visto nei tuoi occhi la prima volta che i nostri sguardi si sono incrociati e le nostre anime si sono riconosciute come affini; so che almeno quella non può essere stata una mia fantasia, non avevo quel tipo di intenzioni e quel legame a te quella sera e sono stato anzi sopraffatto da esse nel momento in cui mi hai parlato e queste mi hanno travolto.
So che non leggerai questa lettera ma devo comunque chiederti qualcosa, nella speranza che possa in qualche modo avverarsi: non giocare con i miei sentimenti, con le mie speranze e i miei timori; tutto ciò di cui ho bisogno è la tua onestà.
Posso accettare un rifiuto, per quanto doloroso dopo anni passati insieme, perché capisco cosa significhi avere una persona che ti vede per come sei, come ci si sente a volerla al tuo fianco per il resto dei tuoi giorni (è quello che tu sei per me, se non l'avessi capito). Capisco che il legame tra voi due precede la nostra conoscenza, non ti chiedo di scegliere tra noi due se non è tua intenzione, non ti obbligo ad abbandonare lei per me (ma non penso dovresti neanche abbandonare me per lei, se è quello che ti ha chiesto); vorrei solo capire come stanno le cose. E vorrei anche capire perché non dici a me ciò che dici a lei: se sto sbagliando qualcosa, se c’è una confidenza e complicità tra voi che non potrai mai sentire con me, o se è solo questione di esperienze e di tempo vissuto insieme, se un giorno arriveremo anche noi due a quel tipo di rapporto (quanto ci spero, di poter ascoltare le tue confessioni come tu più e più volte hai saputo ascoltare le mie).
Vorrei sapere se ami lei e se ami me, e come ami lei e come ami me, somiglianze e differenze e sfumature dei sentimenti che ti legano a lei e di quelli che ti legano a me. Spero che tu abbia capito che qualunque cosa tu pensi di essere, qualunque cosa tu voglia, qualunque cosa gravi su di te, dalla più insignificante alla più difficile e pesante, non devi aver timore a sfogarti con me come ti sfoghi con Caterina. Io non voglio che il tuo bene, in qualunque cosa consista.
Solo non pensare che se devo andarmene non mi prenderò qualcosa per ricordarti; nonostante tutto, non posso negare ciò che sono, e certe cose non cambieranno mai.

Questo è quello che voglio che tu sappia, e spero di trovare il coraggio di dirti di persona quello che ora ti scrivo in questa lettera, perché tu meriti la stessa onestà che chiedo da te. Spero di non doverti abbandonare, perché c’è ancora tanto che voglio vivere insieme a te.
Per sempre tuo, qualunque cosa accada,

Giacomo (perché non è il momento per gli scherzi)

Notes:

Quasi mi vergogno della quantità di idee per fanfiction che questa maledetta serie mi ha dato. Spero siate pront*, perché questo è solo l'inizio (sempre che non mi passi la voglia di scrivere per i prossimi due secoli, nel caso mi dispiace).
Volevo scrivere un'altra storia inizialmente, ma le ultime due puntate mi hanno un po' confuso le idee su come farlo e lasciato una frustrazione che dovevo scaricare prima di fare altro. Questo è il risultato, e non posso negare che la frustrazione c'è tutta anche da parte mia, come penso da molt* di noi, per cui mi sforzerò di rendere le prossime più allegre :)
Se vi va di fare due chiacchiere mi trovate su tumblr come @erasing-mike, per il resto alla prossima (spero)
P.S. (il titolo è tratto da "Piazza Grande" di Lucio Dalla, nel caso non si capisse