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Che quella settimana non sarebbe cominciata per bene Martìn Berrote ne ebbe la certezza cinque secondi dopo essersi svegliato.
<< Mon ange, si vede proprio che stai invecchiando, un tempo dormivi senza vestiti >> disse una voce che avrebbe riconosciuto tra mille e che sperava di non dover sentire per almeno un anno: Anna Maria.
No, quello no, tutto ma quello no pensò prima che la causa delle sue disgrazie aprisse la finestra, quella era proprio Anna Maria de Sousa.
<< Ma che cazzo sta succedendo qui? >> fu la domanda di Andrés, domanda sicuramente pertinente se non si conosceva Anna Maria e le sue follie; e ..da quanto tempo era lì? Cosa aveva visto? Oh no!
<< Andrés de Fonollosa, vero? Non siamo mai stati ufficialmente presentati, Anna Maria Marconì de Sousa, vi ho preparato la colazione di fuori, non so cosa preferite così vi ho preparato un po’ di tutto, vi aspetto >> dichiarò Anna Maria prima di uscire …ma perché capitavano tutte a lui pensò prima di ricadere sui cuscini.
<< Da quanto tempo quella donna è qui? E non dovrebbe essere ad un oceano di distanza? >> tutte domande corrette si disse Martìn, se solo …dios.
<< Non farti domande se vuoi sopravvivere, accetta tutto quello che accadrà e assecondala, ma non troppo o ti ritroverai a scappare dalla polizia araba a causa di una protesta umanitaria …non fare domande >> rispose Martìn, oltre vent’anni di frequentazione di Rodrigo e Anna Maria gli avevano insegnato molte cose, compreso che ogni tanto aveva bisogno di amici sani di mente.
<< Questa storia però voglio assolutamente sentirla, ho la sensazione che sarà … interessante; è per questo che non puoi più entrare in Arabia Saudita? >> fu la replica di Andrés, maledetto spagnolo, lui e la sua perspicacia.
<< No, quello è a causa di un’altra persona. Per colpa di quei due cretini non posso andare in Lussemburgo, in Armenia … e in Groenlandia. Rodrigo inoltre è stato bandito da Amsterdam, permanentemente >> rivelò, ma perché tutte le sfortune capitavano a lui?
La risata di Andrés gli fece capire che l’altro si stava divertendo fin troppo, se solo avesse saputo …beh, ora o mai più si disse.
***
Andrés de Fonollosa non sapeva cosa pensare di quella situazione.
Gli era spesso capitato di risvegliarsi con una donna che lo osservasse ma che questa donna fosse una suora …non era ancora arrivato a simili livelli. Aveva avuto a che fare con Anna Maria due volte, e in nessuna delle due erano mai stati presentati ma aveva una o due idee su di lei. Tanto per cominciare era evidente che lei e Rodrigo de Sousa alimentavano le rispettive follie, secondo che quella donna fosse assolutamente folle, e non in senso buono.
Almeno sapeva cucinare, quella non era una colazione normale ma un buffet degno di un ricevimento reale, stava persino suonando il violino per loro e … era una violinista mancina!
<< Non sapevo che esistessero davvero i violinisti mancini del suo livello, non siete una leggenda come il mostro di Loch Ness >> ironizzò quando la donna smise di suonare. Martìn si limitò a scuotere la testa rassegnato mentre Anna Maria gli sorrise. Anche con l’abito da suora e il velo era indubbiamente una donna attraente, pericolosa ma attraente.
<< Esistiamo, esistiamo, siamo in pochi ma esistiamo >> replicò Anna Maria prima di versarsi del caffè e … quelli non potevano essere i suoi capelli, non si intendeva molto di religione ma sapeva che le suore si tagliavano i capelli quando prendevano i voti.
<< Questi non sono miei: è una parrucca. L’ultima volta una certa persona ha detto che sembravo “el puto piccolo lord” così mi sono organizzata, un piccolo peccato veniale >> gli spiegò Anna Maria prima di indicare Martìn che alzò gli occhi al cielo sempre più rassegnato.
<< Tu non dovresti essere in America ad annoiare le tue consorelle e ad avvelare la vita di Rodrigo? >> domandò Martìn, in effetti quella era una domanda interessante.
<< Sono andata a trovare Laura approfittando di una piccola gita con le mie consorelle. E siccome eravamo nei dintorni ho chiesto una settimana per poterti venire a trovare. Laura e Luc ti salutano tanto, Nanange voleva venire a trovarti ma è sempre così impegnata >> fu la risposta.
<< Perché in effetti si stanca a stare dietro ad un bancone di una libreria a non fare un cazzo tutto il giorno. Sappiamo entrambi il motivo per cui “Catherine Deneuve” non lascia Parigi, non raccontare cazzate >> fu la risposta di Martìn, quello era meglio di una telenovelas.
<< Il nonno del marito di mia sorella è algerino, arrivò in Francia poco prima che scoppiasse la guerra con l’idea di “essere francese”. Quando vide mia sorella, bionda e con gli occhi azzurri la definì subito “Catherine Deneuve”, la suocera di mia sorella usa quel nome perché considera Laura troppo francese ..Laura … Laura se vuole sa essere incredibilmente messicana, se vuole le racconto perché la chiamo Nanange >> propose Anna Maria.
<< Lei cominci a parlare e poi vedremo, ha l’abitudine di entrare nelle stanze altrui per motivi che spero rimarranno intra nos? >> rispose lui, tutto quello era strano ma poteva renderlo divertente, con i tempi giusti e le parole giuste.
<< Solitamente no ma volevo farvi una sorpresa. È Rodrigo quello che entra nelle stanze altrui senza bussare >> replicò Anna Maria riportandogli in mente un ricordo alquanto sgradito. Nei confronti di Rodrigo de Sousa provava il divertimento misto ad esasperazione che di solito si avvertiva con i bambini particolarmente iperattivi; Rodrigo era rimasto bambino nell’anima ma la carta d’identità raccontava un’altra storia.
<< Lo ha fatto di nuovo, vero …comprensibile, di cosa volete che vi racconti? Di quando siamo rimasti bloccati per tre ore in un paesino messicano perché abbiamo perso il treno? Di quando Rodrigo ha suonato il sassofono alle due di notte? O di quando ci hanno accusato di blasfemia in Egitto? >> aggiunse Anna Maria, l’espressione di Martìn era sempre più sconfortata.
<< E cosa potete mai aver fatto per farvi accusare di blasfemia? >> domandò lui, questo spiegava alcuni atteggiamenti di Martìn la prima e unica volta che erano stati a Il Cairo.
<< Io niente, Rodrigo …è stato un incidente >> si difesa la donna prima di versarsi una tazza di the.
<< Un incidente è quando cadi, o perdi le chiavi di casa. Un incidente non è salire sulla grande piramide, mettersi in un mutande e suonare il violino, se ti arrestano per blasfemia non è sfortuna ma un semplice rapporto causa effetto! >> si intromise Martìn …e lui per dieci anni non aveva saputo di una coppia del genere? Cosa aveva fatto per meritare una simile cattiveria?
<< Questo lo dici tu, come in Groenlandia. Se non vi dispiace io vi lascio da soli, potrei leggere qualcosa, partecipare agli esercizi spirituali o fumare una canna ...sapete se qualcuno coltiva della cannabis da queste parti? >> domandò Anna Maria, folle, assolutamente folle ma geniale.
***
<< Non parla norvegese? Mi riferisco al tuo fidanzato, o sì? >> domandò Anna Maria, assolutamente fatta.
Se avesse avuto l’opportunità di tornare indietro nel tempo Martìn Berrote sapeva esattamente dove sarebbe andato: al giorno in cui aveva incontrato Rodrigo de Sousa per evitare di incontrarlo o almeno avvisare il giovane sé stesso di non perdere troppo tempo con quel messicano alto un metro e un tombino.
<< Sei strafatta, non è vero? Che esempio vuoi dare? Una suora giovane come te che fuma cannabis? >> le domandò, adorava lei e Rodrigo ma …li riteneva impegnativi, inutile negarlo. Li adorava, erano diventati un po’ la sua famiglia, come se la sua vera famiglia non fosse abbastanza, ma a volte avevano la tendenza ad esagerare. Per questo non aveva mai voluto che incontrassero Andrés, o meglio che Anna Maria de Sousa e Andrés de Fonollosa non si incontrassero mai. Andrés adorava le donne belle e intellettualmente stimolanti e Anna Maria aveva tutti i requisiti, presentarli per poi assistere al disastro che sarebbe stata una loro eventuale relazione sarebbe stato troppo, Anna Maria non avrebbe sopportato metà dei discorsi di lui e l’amor proprio Andrés non avrebbe retto di fronte all’idea che una donna non lasciasse il marito per lui.
Dividersi tra i due era stato difficile ma c’era riuscito, dieci anni di acrobazie, viaggi e l’amore imperituro della Royal Air Marocco che avrebbe dovuto dedicargli un monumento visto quanto li aveva finanziati.
<< Non quanto vorrei, sono in un monastero italiano, circondata da frati, da un ricercato spagnolo e un ingegnere argentino che convivono … pensi davvero che mi importi dare il buon esempio? >> lo rimbeccò Anna Maria prima di sedersi accanto a lui.
<< Non ti è mai importato, tranne che per le cause in cui credi. E la risposta è no: Andrés non parla il norvegese, parla tedesco quindi potrebbe indovinare di cosa parliamo >> rispose lui, aveva imparato il norvegese quando Rodrigo dirigeva la Oslo, poi Gustav lo aveva aiutato ad ampliare una parte del vocabolario che aveva sempre un certo utilizzo.
<< Vedrò cosa posso fare, è da tanto che non parlo norvegese con qualcuno, dovremmo incontrare Olav e gli altri, Olav si è messo di nuovo a dare concerti per l’Europa… i concertisti sono tutti delle troie, non lo dimenticare mai >> dichiarò Anna Maria, non di nuovo quella storia, no!
<< Non ricominciare, ti scongiuro di non ricominciare, ricordami perché ti voglio bene >> la fermò, doveva evitare che Andrés capisse il filo del discorso, ad ogni costo.
<< Perché sono l’unica donna che riesce a sopportarti. Devo farti una domanda e pretendo sincerità, come amica e come suora: sei felice? >> gli domandò Anna Maria in un norvegese assolutamente perfetto, come ci riuscisse per lui era un mistero.
<< Perché non dovrei essere felice? >> le rispose di rimando.
<< Perché è quello che avresti sempre voluto. Perché sai che non durerà per sempre. Perché temi che la sua sia una fase, una di quelle fase gay che spesso hanno gli etero, per noia o per depravazione. E perché non gli hai mai raccontato di noi e temi che io o Rodrigo possiamo raccontargli della Costa Azzurra, di Leo, del Messico e di tutto il resto. E perché per anni ti sei sabotato da solo >> rispose Anna Maria con un sorriso complice. Perché quella donna lo conosceva così bene? E perché non sapeva quando fermarsi? Sempre fosse maledetto il giorno in cui aveva incontrato Rodrigo.
<< Premettendo che non ti darò mai ragione, non dopo quello che è successo dieci anni fa ..si, sono felice >> ammise facendola sorridere.
<< Mi fa piacere sentirlo, una persona che conosco una volta disse che abbiamo una sola vita, e dobbiamo viverla al massimo ma alle nostre condizioni >> replicò Anna Maria.
<< E poi ha voluto fare il bagno nella vasca degli squali senza protezione >> aggiunse lui, se mai aveva temuto di perdere Rodrigo …beh, era accaduto ad Orlando, quando era sicuro che lo avrebbero ritrovato dopo aver fatto l’autopsia allo squalo.
<< Pensa che inizialmente voleva fare il bagno con le orche, ma se ricordi bene andammo ad Orlando poco dopo che quell’orca aveva ucciso l’addestratrice, che se lo meritava; così ripiegò sugli squali …i delfini erano troppo banali per Rodrigo >> replicò Anna Maria prima di alzarsi e raggiungere Andrés. A suo tempo quando Rodrigo aveva posto come unica condizione per la gita in Florida la possibilità di fare il bagno in una delle vasche lui aveva pensato ai delfini, poi Rodrigo aveva aggiunto che voleva gli squali e aveva cominciato a tremare; saputo che voleva fare il bagno senza gabbia aveva cominciato a preparare l’elogio funebre.
<< … ed è stato così che io ho rischiato di rimanere vedova a nemmeno trent’anni e di dover recuperare i resti di mio marito dallo stomaco di uno squalo >> sentì dire quando fu abbastanza vicino ai due.
<< Meraviglioso, un’autentica di dimostrazione di sprezzo del pericolo, delle leggi statunitensi e del buon senso >> commentò Andrés cercando di non ridere.
<< Tipico di Rodrigo, la più bella fotografia che ho di lui e Martìn è però questa >> dichiarò Anna Maria mostrandogli una foto. Cannes 2011, come dimenticare quella serata …o meglio, come ricordarla dato che si erano ubriacati tutti?
Nella foto si vedevano lui e Rodrigo, o meglio le loro teste, mentre si passavano una bottiglia di rum, o era vodka?, e osservavano l’alba su dei lettini in … dov’è che si trovavano esattamente?
Anna Maria voltò la foto rivelando una frase: “un vero amico è qualcuno con cui attendere l’alba discutendo di piscine”, ecco dov’erano!
<< Tu e Rodrigo avete aspettato l’alba discutendo di piscine? Di tutti gli argomenti di cui si può parlare in quel meraviglioso momento tra la notte e la mattina voi avete discusso di piscine? >> domandò Andrés scandalizzato.
<< Avevano un buon motivo, si fidi >> intervenne Anna Maria.
<< Quell’anno Rodrigo era stato selezionato per dirigere l’orchestra in una giornata del festival, e lei e sua sorella vollero fare a tutti i costi la montée de marches o come si chiama. Così io e suo cognato siamo stati obbligati sotto minaccia di perdere un braccio o la vita, ad accompagnarle. Finito era mezzanotte, siamo andati in un locale e una volta usciti siamo arrivati non so come alla casa che la produzione aveva affittato per Rodrigo. C’era una di quelle piscine che sembra finiscano nel vuoto, così ci siamo sistemati lì di fronte ad attendere l’alba e Rodrigo volle sapere a tutti i costi come fosse possibile un simile trucco ottico >> spiegò lui. C’era un piccolo dettaglio che aveva omesso ma … non c’era alcun motivo per cui Andrés dovesse mai saperlo.
<< Tu non ti meriti certe occasioni, come quando ti ho portato al ballo dell’opera di Vienna … ti sei annoiato per tutto il tempo e non siamo riusciti a fare niente >> lo rimproverò Andrés facendo ridere Anna Maria, ingrati.
<< Una volta, poco dopo la Oslo, chiamarono Rodrigo per il festival di Bayreuth, tutte e quattro le giornate, un onore come pochi. Comunque, andiamo, io suono, lui dirige, abbiamo ottenuto che lui avesse un palco tutto per sé e …a metà de “La Valchiria”, ci raggiunge e ci chiede “ma quindi quei due sono fratello e sorella? E stanno scopando?” e detto questo ha atteso la cavalcata delle valchirie e se n’è andato chissà dove >> dichiarò Anna Maria sconsolata.
L’opera non faceva per lui, ci aveva provato; per Rodrigo e Anna Maria, per Andrés ma erano sempre stati dei fiaschi clamorosi. Capiva le distinzioni dei cantanti, capiva le trame ed era in grado di valutare l’esecuzione dell’orchestra ma quasi sempre all’intervallo ne approfittava per rimorchiare, quello era senza dubbio molto più divertente.
***
La prima crisi, perché non sapeva come altrimenti definirla, si presentò il secondo giorno, o meglio la seconda notte.
<< Vi dispiace se dormo con voi? Mi faccio piccola piccola, non vi accorgerete nemmeno della mia presenza >> domandò Anna Maria, o meglio quella non era una domanda ma una semplice richiesta che non potevano evitare. Martìn Berrote sapeva fin troppo bene che quell’eventualità sarebbe potuta accadere ma allo stesso tempo confidava nel buon senso della suora, col senno di poi era come credere che “Evita” fosse un buon musical. Non era la prima volta che lui ed Anna Maria dormivano insieme, aveva trovato l’esperienza sopportabile solamente perché la violinista aveva giurato e spergiurato che non ci avrebbe provato con lui, anche se era sicuro che quella notte a Oslo gli avesse toccato il culo, non ne aveva la certezza scientifica ma conosceva Anna Maria. Non era nemmeno la prima volta che Anna Maria gli si infilava nel letto per dormire quando suddetto letto era già occupato, di solito era utile per far sloggiare le sue avventure di una notte, ed era capitato che dormisse con lei e Rodrigo ma …quello era troppo.
Andrés non era pronto ad affrontare Anna Maria, due giorni non erano sufficienti e … era la fine. Poi gli venne un pensiero: ma non … forse … era capace di aver atteso dietro la porta che loro …oh dio no!
<< Dì alla tua amica di uscire immediatamente da questo letto e forse riconsidererò l’idea di non alzare le mani sulle suore >> lo minacciò Andrés, come se davvero qualcuno potesse mettersi tra Anna Maria e i suoi obbiettivi.
<< Non funzionerà, per le tre se ne sarà andata >> si limitò a rispondere, per fortuna Anna Maria era abbastanza devota da svegliarsi per il mattutino.
<< E cosa facciamo fino alle tre? Contiamo le mattonelle del soffitto? >> fu la replica.
<< Conta le pecore mi amor, conta le pecore >> rispose lui prima di chiudere gli occhi, quella sarebbe stata una lunga notte.
***
<< Noi due dobbiamo parlare >> lo intercettò Anna Maria il pomeriggio del quarto giorno, in un meraviglioso francese.
Andrés de Fonollosa aveva capito una cosa: detestava profondamente quella donna. Anna Maria era caotica, distruttiva e aveva sempre la mente piena di progetti che puntualmente realizzava. Se l’avesse conosciuta quando ancora era sposata con Rodrigo era sicuro che si sarebbero sedotti a vicenda, e che il sesso sarebbe stato spettacolare ma che una volta finito avrebbe decisamente preso la porta perché una donna del genere era insopportabile.
Passi che avesse insistito per dormire con loro, passi che spesso si sedeva sulle loro ginocchia come se niente fosse e li baciasse sulla bocca, aveva persino tollerato la sua cucina piccante anche se aveva dei dubbi sulla sanità mentale di chi cucinava con il Pepper X, ma che ora gli parlasse in quella maniera … quello era troppo. Rodrigo de Sousa non era riuscito a tenerla a freno, quello era ovvio, e lui stava seriamente contando i giorni che lo separavano dalla partenza di lei, e non era l’unico perché Martìn più di una volta aveva accennato alla faccenda, scontrandosi contro un muro di pretesca ignoranza.
<< Come volete, sapete tutto di me ma io non so quasi nulla di voi >> ammise, passando al francese.
<< Ne sono perfettamente consapevole. Se devo essere sincera non m’importa molto di voi come essere umano ma siete una persona importante per il migliore amico del mio ex marito, nonché mio amico, quindi direi che una chiacchierata è opportuna, entrambi sappiamo perché stiamo parlando in francese >> dichiarò Anna Maria.
<< Direi quindi che possiamo saltare i convenevoli e arrivare al sodo, è una dote che solitamente ammiro nelle donne >> rispose lui, per quanto ci avesse provato il francese di Martìn restava tremendo, aveva la sensazione che l’argentino lo facesse di proposito ma non aveva mai davvero indagato.
<< Quattrodici anni fa eravamo ad Oslo e Rodrigo ricevette un sms, ricordo ancora il testo:” ho incontrato l’uomo della vita, punto, è etero”. Inizialmente abbiamo pensato che fosse un’esagerazione ma poi …io vi conoscevo da prima di Madrid perché Martìn mi aveva parlato di voi. Eppure non avrei mai immaginato che tutto sarebbe finito così, e soprattutto come ci saremmo arrivati. Non ho mai tenuto il conto di tutti gli uomini con cui ha avuto rapporti sessuali, la mente mi serve per altro, ma …il modo in cui parlava di voi era speciale, otto anni fa mia sorella disse che se un giorno lo avreste corrisposto sareste stato l’uomo più felice del mondo perché lui vi ama: in maniera pura, autentica e assolutamente innocente e raramente ho visto amori simili fuori da un libro o da uno schermo. Non provate a paragonarvi a me e Rodrigo, più grande di noi due non ci sarà mai nulla. E prima che diciate qualcosa: voi non siete Grace Frinck, Martìn non è Marguerite Yourcenar e non provate a fare paragoni simili >> dichiarò Anna Maria con assoluta sincerità.
<< Quando avete saputo di me, esattamente? >> domandò, c’era qualcosa in quella donna che lo metteva tremendamente a disagio.
<< Penso poco dopo il vostro primo incontro. Rodrigo e Martìn si telefonano tre volte a settimana, di solito, Graciela ci tiene a sapere le ultime novità e penso di aver spaventato abbastanza Alfonso perché mi racconti tutto quello di cui parla al telefono con Martìn >> fu la replica.
<< Povero piccolo Alfonso, ne deduco che lei conosca tutta la famiglia? >> domandò, dopo Rodrigo Martìn aveva iniziato lentamente a raccontargli momenti della sua vita con Rodrigo, era stupefacente come per dieci anni fosse riuscito a nascondergli di avere come amico un pazzo messicano ma non che aveva una cotta per lui.
<< Tutti quelli che mi sono stati presentati, Rodrigo è famiglia, e io con lui. Io e mia sorella abbiamo ereditato una casa in Costa Azzurra, vicino Cannes … ogni anno a luglio passiamo tutti insieme due settimane, la prima solamente gli adulti e la seconda anche i bambini. Siamo un bel gruppo: io e Rodrigo, il suo amico d’infanzia Manuel con la moglie; Eva e Dinis, Martìn, Alfonso, Ligia, mia sorella e suo marito, più altri amici dal Galles, da Oslo e dalla Russia e … una certa conoscenza che abbiamo in comune >> rivelò Anna Maria, questo era un colpo basso.
<< E perché lui? >> domandò, se si parlava di chi pensava lui ne avrebbe avute di cose da rimproverare a Martìn.
<< Perché sapevamo tutti che era solo sesso, se un giorno vi avesse presentato …sarebbe stato quantomeno imbarazzante. Voi non sapete quanto siete fortunato, godetevi il tempo assieme finché potete, e fate in modo che i bei ricordi siano maggiori di quelli brutti. Parlando d’altro … conoscete la canzone di Coco? >> lo spiazzò Anna Maria.
<< La canzone di Coco? >> domandò perplesso mentre la donna prendeva il suo violino.
<< La canzone di Coco, J'ai perdu mon pauv' Coco/ Coco mon chien que j'adore, tout près du Trocadéro/ Il est loin s'il court encore … >> cominciò Anna Maria …era davvero una canzone quella?
Fu così che li ritrovò Martìn dieci minuti dopo, ancora a cantare insieme la canzone di Coco e a ridere, al di là di quel gradevole intermezzo Andrés de Fonollosa era sicuro che no, Anna Maria non gli piaceva per niente.
<< Prima che mi dimentichi, devo consegnarvi qualcosa >> dichiarò Anna Maria come se fosse normale aver suonato ispirata una canzonetta popolare del secolo scorso.
<< L’ho fatta incorniciare, ritengo che sia una delle tue foto migliori, se vuoi …vuoi tenerla? >> domandò Anna Maria incuriosendolo, quella donna sembrava ignorare ogni regola del decoro e del buon senso. Sbirciò la foto e intuì il motivo dei dubbi della franco-messicana. Nella foto c’erano Martìn, di diversi anni più giovane, e un bambino di circa cinque anni che lo ascoltava rapito; ad una seconda occhiata vide il tracciato di una ferrovia giocattolo e i pezzi ancora alla rinfusa. Non aveva mai indagato sui dettagli ma a suo tempo aveva giudicato opportuno non intromettersi, lui e Martìn si conoscevano da appena quattro anni e non avrebbe saputo come comportarsi in una situazione del genere.
<< Voglio tenerla, Juanito aveva trovato il mio modellino rovistando in soffitta … voleva diventare un disegnatore di modellini, era anche piuttosto portato nel disegno come Dinis. Mio padre ha scattato la foto il giorno prima di …dovresti ricordarlo Anna Maria perché tu c’eri >> rivelò Martìn, Anna Maria era stata presente? E Rodrigo con lei?
<< Io ricordo tutto, è un mio difetto, sapete? Non dimentico niente >> rispose Anna Maria, l’abito da suora la rendeva incredibilmente cassandra. << E poi ho questo, se gentilmente potreste spedirlo per mio conto, pagherò io tutte le spese ma speditelo perché Luc mi ha chiamato almeno otto volte e non lo sopporto più >> aggiunse Anna Maria prima di passargli quello che a tutti gli effetti sembrava un fumetto. Non si era mai interessato a simili cose ma …persino lui sapeva che quello non era un fumetto come gli altri e soprattutto che valeva una fortuna.
<< Io non capisco cosa ci sia di così importante in un fumetto, tuo cognato è troppo nerd per essere un adulto come si deve >> replicò Martìn facendolo sorridere.
<< Prima di tutto questo non è un fumetto ma una BD. In secondo luogo ..”Tintin au Congo”, edizione originale in bianco e nero, presumo non censurata >> disse lui, il valore di quell’oggetto era …alcuni avrebbero pagato una fortuna per averlo.
<< E perché avrebbero dovuto censurare un fumetto? Scene porno? >> ironizzò Martìn, fosse stato così facile.
<< “Tin Tin au Congo” uscì nel 1925, ovviamente in bianco e nero, e fu da subito accusato di razzismo, colonialismo e revisionismo fuori dal Belgio. Ne uscirono pochissimi numeri e la seconda edizione, ancora in bianco e nero, pur essendo priva degli elementi più controversi fu ugualmente attaccata per gli stessi motivi. Idem la versione a colori che oggi vale pochi euro ma …una prima edizione in bianco e nero, non censurata …vale milioni >> spiegò lui, la tentazione di far arrivare la notizia a una o due persone di sua conoscenza era forte.
<< No, te lo sei inventato, un fumetto non può valere così tanto, varrà al massimo 70 euro, 100 se trovi un nerd come suo cognato ma... milioni? >> chiese Martìn, se lo conosceva bene doveva già avere una o due idee.
<< Milioni, vi consiglio di spedirlo a Parigi, dopo vi darò l’indirizzo. Se non lo riavrà prima di maggio Luc ha giurato che chiamerà il Vaticano, l’Isis, l’FBI, l’Interpol e l’ambasciata algerina per farci uccidere, come già detto pago tutto io >> concluse Anna Maria prima di alzarsi per andare chissà dove.
***
<< Stavo pensando, se vi presto qualche libro? Poi me li restituite via posta >> domandò Anna Maria quella sera.
Poteva derivare dall’intontimento della cena che Anna Maria aveva preparato per loro, bouillabaisse più gulash con contorno di blini e moussaka, e per finire skillingsboller ma Martìn Berrote non trovò nulla da obbiettare, e quello era grave. Anna Maria aveva sistemato tre coperte per terra e si erano sistemati lì, quella era una follia, e lui era doppiamente folle per averla permessa senza fare nulla.
<< Che genere di libri? >> fu la domanda di Andrés, doveva trovare un sistema per evitare la reunion estiva e …Andrés era ancora ricercato dall’Interpol, andare in Francia era troppo rischioso, niente visita, stop.
<< I primi tre romanzi di Angelica, da bambina io e Laurà abbiamo rovinato i VHS da quanto li abbiamo visti, li conoscete? >> rispose Anna Maria, e ora cosa le era venuto in mente?
<< Ingenua, scandalosa per il periodo e …quattro adorabili film di cappa e spada, Michelle Mercier era adorabile e anche un po’ leggera dato che in ogni film aveva almeno un innamorato diverso >> replicò Andrés.
<< Mia nonna adorava quei libri, queste sono le ristampe uscite in occasione del remake >> spiegò Anna Maria.
<< Hanno fatto un remake? Di Angelique marquise des anges? >> fu la domanda, tutto quello era tremendo e lui aveva anche sonno ma non poteva lasciarli da soli.
<< Assolutamente si, Laurà non ne è stata molto entusiasta ma è avvenuto quando i parenti di Luc si sono recati in visita a Parigi e aveva tanto di cui occuparsi >> spiegò loro Anna Maria.
<< Personalmente sono contrario a remake, retelling e altre scempiaggini americane ma sono assolutamente favorevole alle versioni restaurate >> replicò Andrés meritandosi un bacio sulla guancia da parte di Anna Maria.
<< Qui devo dissentire, se si riesce ad adattarlo al contesto un remake può addirittura superare l’originale. Prendete Nace una estrella, ne hanno fatti... quattro o cinque remake e ognuno di essi si adatta al suo periodo, da cantante di musical ad attrice per poi diventare una rock star, col risultato che i più famosi sono quelli che più si discostano dalla versione originale: quello con l’attrice ebrea con quel naso strano e quello con la bimba con le scarpette rosse >> intervenne Martìn. Quello con l’attrice ebrea lo aveva visto con i suoi cugini a uno dei tanti cineforum che il suo prozio prete organizzava per rinsaldare i legami familiari, questo prima che il pro zio Pedro avesse la demenza senile e loro crescessero, l’altro invece lo avevano trasmesso il natale prima che suo padre se ne andasse di casa.
Per tutta risposta Andrés cominciò a fischiettare “Evergreen” ... quella era colpa sua però pensò sospirando sconfitto.
<< Io ve li lascio, poi inviateli al mio convento. Piuttosto … parto tra due giorni, sicuri che non volete uscire di qui? >> domandò Anna Maria facendolo tremare.
<< Io non vado da nessuna parte se sei tu a guidare. Ti voglio bene, ti sposerei anche domani ma dopo quello che è accaduto sulla Sierra Madre Occidentale puoi star sicura che non ti farò toccare un volante nemmeno se fosse il tuo ultimo desiderio >> replicò lui, quel viaggio ancora popolava i suoi incubi.
<< Quello è stato un incidente, e a Culicàn ci siamo arrivati lo stesso >> fu la replica della suora.
<< Si, morti di paura. Non so quale sia stato il momento peggiore: il doppio sorpasso a due camion, in salita; il tentativo di evitare delle pecore, il pastore quasi investito o il collasso di Paula. Da qualche parte della Sierra Madre si sentono ancora le nostre urla mentre ti imploriamo di fermarti … puttana psicotica >> rivelò prima che Andrés scoppiasse a ridere, doveva trovarsi un nuovo fidanzato, uno che capisse le sue sofferenze.
<< Quindi lei ha una guida molto... sportiva, e conferma lo stereotipo delle suore pessime guidatrici >> si limitò a dire Andrés cercando di controllarsi.
<< Non risponderò a questa insinuazione limitandomi a ripetere quello che ho già detto a Trondheim: siete un branco di fighette >> fu la replica di Anna Maria.
<< “ ho messo meno aglio nella tzatziki come piace a te”, “post scrittum del post scrittum: sei una fighetta”, quindi è stata lei a scrivere quel messaggio? >> domandò Andrés sinceramente curioso, ma perché frequentava tutte persone intelligenti si domandò Martìn, perché?
<< Assolutamente, felice di sapere che in quell’occasione avete apprezzato la mia cucina >> fu la replica di Anna Maria. Aveva passato anni ad evitare che ci fossero incontri inattesi, a costo di passare giornate in aeroporto e organizzare visite col minor preavviso possibile ma quella volta... quella volta aveva davvero pensato di raccontare tutto ad Andrés, tutto tutto. Aveva accompagnato Rodrigo e Anna Maria all’aeroporto e tre ore dopo era andato a prendere Andrés e Sergio, e solo a pranzo avevano scoperto che Anna Maria aveva scambiato il suo frigorifero per la cambusa di una nave da crociera.
<< Una cucina meravigliosa, avete talento, bisogna riconoscerlo >>.
<< È sempre bello rimarcare l’ovvio, volevo chiedervi … ma alla fine la moglie del geometra Piscopo l’ha scoperto che il marito la cornificava con la segretaria? Quando siamo ripartiti lo sapeva tutto il quartiere >> domandò Anna Maria, bei tempi quelli.
<< Due giorni dopo Irina e il ragioniere Castelli hanno citofonato …uno spettacolo che avrebbe offerto idee ad uno sceneggiatore di telenovelas >> rispose lui, certi ricordi andavano preservati.
<< Ti riferisci a quando lo ha cacciato di casa, a quando ha lanciato ogni suo oggetto fuori dalla finestra o quando tu e il resto del quartiere vi siete messi a godervi lo spettacolo? >> si intromise Andrés, facesse poco il moralista, dopo aver commentato che era “assolutamente cafone e da pezzenti” si era messo anche lui ad osservare dalla finestra trascinandosi Sergio.
<< Non lo so però è stato divertente >> ammise, di Palermo gli mancava principalmente la cucina della signora Maria e uno o due locali che frequentava ma …lì stava bene, inutile negarlo.
<< Io mi ritiro, non avete più l’età per dormire sotto le stelle >> li salutò Anna Maria prima di alzarsi, brutta … .
***
Libero, finalmente libero.
Anna Maria se n’era andata con la stessa discrezione di un elefante in una cristalleria e lui era finalmente libero. << Secondo te quando potrebbe tornare a trovarci? >> lo prese in giro Andrés, beata ingenuità pensò Martìn.
<< Il più tardi possibile, quella donna è la prova vivente che nella psiche femminile c’è qualcosa di strano >> si limitò a dire prima di lasciarsi cadere sul letto.
<< Solamente una piccola isteria assolutamente trattabile, piuttosto …perché ha lasciato una cartolina di Nuestra Señora de Guadalupe? >> gli domandò Andrés mostrandogli la cartolina in questione. << Non lo so, ma noi dobbiamo evitare Città del Messico, ad ogni costo, l’ultima volta che mi sono fatto coinvolgere nelle sue caccie al tesoro sono finito in un carcere costaricano. E non è un’esperienza che mi piace ricordare >> rivelò, pinche Anna Maria.
<< Ritengo che dovremmo stare lontani da quella donna ma …non è giusto che tu me l’abbia tenuta nascosta, lei e Rodrigo >> quella era un’assoluta follia.
<< Era per il tuo bene, e la mia sanità mentale, fidati >> si limitò a dire. Avrebbe dovuto pensare a come comportarsi, avvisare Rodrigo e Laurà ma … dopo, ora voleva godersi quella meravigliosa bolla di pace e tranquillità in cui lui e Andrés erano appena ripiombati.
