Chapter Text
Correva per la foresta stringendo forte a se il suo bambino avvolto accuratamente in un fagotto di lana, schivava i rami bassi e le radici per terra con facilità, l'aria era pervasa di un odore di marcio, urla disperate provenivano da dove era venuta. Non poteva fermarsi, non se voleva portare suo figlio in salvo se voleva evitare che gli sforzi di chi gli era caro fossero vani, mancava poco al portale che portava al mondo umano, una volta li avrebbe potuto rimettersi insieme e piangere per i morti. Suo figlio era profondamente addormentato grazie ad un rapido incantesimo, certo non poteva permettersi che piangendo avrebbe attirato la loro attenzione, le faceva sordamente male la testa forse a causa della caduta prima dell'inizio della sua fuga la vista stava iniziando a sfocarsi ma non si sarebbe arresa.
Arrivata al centro della foresta li risplendeva di un caleidoscopio di colori il portale, unico passaggio conosciuto dalla sua gente per il mondo umano, in quel momento osservandolo si permise un piccolo sospirò di goia e un sorriso a suo figlio. Finché un rumore fra i rami non la fece irrigidire "Trovata" pronunciò cantilenante la voce.
Lei si volto per guardare l'uomo, la sua faccia si accartoccio in disgusto e stupore "Perché noi ci fidavamo di te!" Urlo.
"Già anch'io trovavo la mia recita più che in peccabile, ma ora basta parlare dammi il bambino"
"No! Mai!"
"Quante storie te e tutti quegli abitanti avreste potuto salvarvi bastava solo darmi il bambino, niente di più semplice"
Lei si avvicino al portale facendo un passo al indietro sempre tenendo d'occhio l'uomo, il quale notato il suo gesto ghigno "Attenta mia cara anche se decidessi di andare dall'altra parte rinunceresti alla tua magia e io comunque lo troverei quindi perché rimandare l'inevitabile"
"Anche se perdessi la mia magia e di conseguenza morissi non mi importerebbe se c'è anche solo una possibilità di tenere mio figlio lontano da te"
Il ghigno sul volto dell'uomo cesso tramutandosi in urlo lanciandosi in fretta contro la donna con l'intenzione di strapparle il bambino, ma lei fu più veloce e varco il portale in tempo, sorrise in trionfo vedendo l'espressione infuriata dell'uomo. Il portale appena varcato si accartoccio su se stesso sparendo. Lei era atterrata sulle ginocchia in un prato non si sentivano molti rumori solo qualche insetto e uccello occasionale, prima di valutare i danni alla sua persona lei scosto dolcemente il tessuto dal volto di suo figlio che si stava lentamente svegliando. Mosse le sue manine stringendole a pugni poi apri i suoi profondi occhi verdi "Ben svegliato Izuku, benvenuto nel mondo umano" il bambino sorrise gorgogliando felice "La nostra nuova casa".
Inko impiego circa un giorno a piedi per arrivare alla prima città, aveva provveduto sul cammino a sfamare se stessa e suo figlio con ciò che la natura aveva da offrire, arrivata a scorgiere degli edifici però si senti incerta su i suoi passi mille cose le affollavano la mente. Gli umani non avrebbero fatto troppe domande su chi lei fosse? Sarebbe riuscita a trovare la persona che le avevano detto di cercare nel mondo umano? Suo figlio Izuku sarebbe stato felice li?
Fu proprio per lui che decise di avanzare lei non avrebbe vissuto a lungo si sentiva sempre più debole e la sua magia strappata da lei aveva lasciato una ferita profonda ma era un sacrificio che era stata pronta a compire quando l'avevano scoperta, era l'unico modo per chiudere il portale dopo di se e impedire ad altri di seguirla perciò aveva bisogno di trovare quella persona e affidargli Izuku prima che fosse troppo tardi.
Entrata in città a dire il vero nessuno sembrava prestargli troppa attenzione nonostante i suoi capelli dal colore leggermente insolito, li erano abituati ai viaggiatori e altri esseri magici certo non la loro specie che si era isolata lontana da secoli, ma gli esseri umani non avevano idea di chi lei fosse sarebbe potuta benissimo passare per una ninfa della natura.
Procedette spedita doveva trovare qualcuno a cui chiedere se l'uomo che cercava vivesse li, ma non volendo attirare troppa attenzione non poteva certo permettersi di chiederlo a qualcuno in mezzo alla stradina, perciò si diresse alla prima locanda che incontro.
