Actions

Work Header

Lay Your Head Down Darling

Summary:

Lui e Lily non parlavano d’altro e si ritrovavano a studiare fino a tardi, gli ultimi a lasciare la Sala Comune ed i primi a entrarci dopo cena (o direttamente portando la loro cena lì, sul tavolo che dava sulla grande finestra da dove si vedeva il parco, il campo da Quidditch e la Foresta Proibita che si espandeva fino a dove l’occhio arrivava). Quella notte erano rientrati in camera alle tre passate ed alle sei erano di nuovo in piedi, chini sul libro di Artimanzia. Lily con i lunghi capelli rossi legati in uno chignon, Remus con le occhiaie e la cravatta storta nel maglione.

Notes:

Erano quindici anni che non scrivevo una Jily. Poi ho visto una fanart in cui Lily aveva la testa poggiata sulla spalla di James (della bravissima noor_sofi_art), ho ascoltato Lay Your Head Down cantata dalla stupenda Sinéad O'Connor ed è uscito questo.

Speriamo che vi piaccia.

Work Text:

Uscivano da poco meno di un anno e, a dispetto di ciò che molti avevano detto, la loro fase ‘luna di miele’, continuava. A nove mesi dal primo, fatidico sì, Lily e James non si erano ancora stancati di sedere accanto a lezione, non si erano ancora stancati di tenersi occasionalmente la mano sotto al banco mentre i professori spiegavano. Questo nonostante i MAGO fossero sempre più vicini.

L’aria era febbrile fra tutti gli studenti del settimo anno: una Corvonero, qualche giorno prima, aveva provato un incantesimo per accelerare la fioritura dei bucaneve e si era ritrovata le mani in mezzo a un mucchio di ortiche. Erano magie complicate, il laboratorio di Pozioni – quando non era orario di lezione – brulicava di studenti intenti ad esercitarsi e Lumacorno aveva scoperto a sue spese che doveva tenere la sua scorta sottochiave, e la porta del suo studio (che dava sull’aula) aperta per ogni evenienza.

A Grifondoro la situazione era tragica: con lo sciogliersi delle prime nevi, a tutti sembrava di essere praticamente alle soglie di giugno. E per tutti s’intendeva anche Sirius e James, che circa tre volte al giorno tornavano a dirsi quanto poco avevano fatto in questi sette anni, quanto non si erano impegnati come avrebbero dovuto e quanto poco potessero fare adesso eccetto studiare, studiare, studiare.

Remus roteava gli occhi. “Se invece di ripetervi sempre quello che non avete fatto occupaste il tempo a studiare, staremo meglio in tre.”. Anche lui soffriva l’agitazione: si era ritrovato più volte a piangere perché a suo dire le notti di luna piena gli toglievano l’opportunità di studiare.

Lui e Lily non parlavano d’altro e si ritrovavano a studiare fino a tardi, gli ultimi a lasciare la Sala Comune ed i primi a entrarci dopo cena (o direttamente portando la loro cena lì, sul tavolo che dava sulla grande finestra da dove si vedeva il parco, il campo da Quidditch e la Foresta Proibita che si espandeva fino a dove l’occhio arrivava). Quella notte erano rientrati in camera alle tre passate ed alle sei erano di nuovo in piedi, chini sul libro di Artimanzia. Lily con i lunghi capelli rossi legati in uno chignon, Remus con le occhiaie e la cravatta storta nel maglione.

E nonostante il sonno e la fatica erano lì, a seguire Trasfigurazione. Certo, la stanchezza della ragazza James l’avvertiva perché la stretta della sua mano sotto al banco era particolarmente lenta. Molto lenta. James diede una stretta per vedere se ci fossero reazioni: nulla gli tornò indietro. Togliendosi la piuma d’oca dalle labbra, si girò per controllare la sua fidanzata e la trovò che riposava.

Occhi chiusi, respiro soave e bocca semichiusa. La testa poggiata sulle spalle di James e guance rosse. James sorrise e le baciò la testa, cercando di non svegliarla. Come tutte le volte che la baciava, si chiese da dove venisse quel profumo che non sapeva classificare: era dolce ma non nauseante, e aveva il potere di far affiorare solo emozioni positive; gli dava anche il potere di credere che avrebbe potuto da solo conquistare la coppa del Mondo di Quidditch, di scalare l’Everest e di portare la pace el mondo con lo schiocco di due dita.

Sorridendo, le mise un braccio attorno alle spalle e, avendo cura di non farsi vedere dalla McGrannit (né di svegliare la ragazza), con gesti lenti e misurati egli pian piano prese il mantello dell’Invisibilità dalla sua borsa. Centimetro dopo centimetro estrasse il colorato tessuto, arrotolandolo sulla sua mano prima di portarlo dietro lo schienale delle sedie di legno e poi, lentamente avvolgerlo attorno alle spalle di Lily: ora lei poteva riposare senza che nessuno la scoprisse o la rimproverasse, se non se stessa quando l’avrebbe scoperto al suo risveglio. James poteva quasi sentirla: “Potter,” quando si arrabbiava lo chiamava solo per cognome “mi spieghi ora come faccio? Dovrò lavorare il doppio per recuperare la lezione… oh, la professoressa McGrannitt sarà così arrabbiata con me, non volevo deluderla…”

E nonostante tutto James Potter era orgoglioso di se stesso e sorrideva. Sapeva quanto la sua meravigliosa ragazza stava faticando e non si sarebbe sognato per nulla al mondo di riportarla alla realtà, anche se questo avrebbe voluto dire essere rimproverato da Lily stessa. Si girò poi lentamente per cercare Sirius, il suo migliore amico, a un paio di banchi di distanza.

Questi incrociò il suo sguardo ed indicò in basso: Remus riposava, con la testa sopra le sue gambe. Stessa espressione estenuata di Lily, con qualche cicatrice in più a disegnargli il viso. Aveva le mani sotto la testa, segno che si era forse addormentato sul banco era stato successivamente Sirius a sistemare il suo fidanzato così.

James vide Sirius lasciare un bacio sulla testa dell’altro e scosse la testa, tornando a guardare la professoressa che faceva lezione. La sua mano ancora sotto il banco a carezzare i lunghi capelli di Lily, dolcemente. E per la prima volta da settimane non si preoccupò per gli esami, per i voti o per il futuro suo e dei suoi amici: si rese invece improvvisamente conto, con estrema certezza, che loro quattro e Peter sarebbero rimasti per sempre insieme, che avrebbero condiviso ogni cosa che l’età adulta gli avrebbe portato. Che sarebbero diventati Auror, genitori, anziani ma sempre Malandrini come allora. E si rese conto che tutto questo valeva molto più del suo diploma, checchè ne avrebbero detto Lily e Remus.

E il resto non importava poi granché.