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Language:
Italiano
Stats:
Published:
2021-12-22
Words:
732
Chapters:
1/1
Kudos:
11
Hits:
246

Lost my way

Summary:

Zoro, dopo la battaglia di Wano, ricorda le parole del cuoco; ci aveva dato poco peso, ma non perché non gli credesse, ma perché era sicuro che non avrebbe mai potuto perdere il controllo.
Purtroppo aveva torto.

Notes:

TW: blood !!

Work Text:

Zoro, dopo la battaglia di wano, ricorda le parole del cuoco; ci aveva dato poco peso, ma non perché non gli credesse, ma perché era sicuro che non avrebbe mai potuto perdere il controllo.
purtroppo aveva torto.

“Avevo detto che non saresti dovuto morire prima della fine della battaglia, ma se sono queste le tue condizioni.. forse sarebbe stato meglio, cuoco”.
Lo scontro era terminato, avevano vinto. Lo spadaccino si era ritrovato per puro caso nel luogo dove aveva combattuto il cuoco.
Quest'ultimo, ora non più di spalle, era coperto di sangue.
Per quanta distruzione ci fosse intorno a loro, quegli occhi azzurri e spenti mostravano quanto il più distrutto fosse lui.
Cadaveri.
Intorno a lui c'erano solo corpi senza vita, di uomini e donne, nemici.. e amici.
Le donne, che mai il biondo avrebbe ferito, e le mani, che mai avrebbe utilizzato se non per cucinare.
Bastava un solo sguardo per capire che quello non era più il loro cuoco.
“Non credevo di dover arrivare a questo”, mormorò Zoro, estraendo le spade.
A quel punto il biondo sparì ad una velocità sorprendente, per poi scontrare la sua gamba con le lame di Zoro.
Cominciò la lotta.
Più volte durante lo scontro Zoro cercò di farlo tornare in sé, inutilmente. Solamente quando lo scaraventò contro una parete, rompendola quasi del tutto, il biondo sembrò riacquistare la sua coscienza.
“Ma.. rimo”
Zoro esitò a rispondere.
Il cuoco si prese un secondo per guardarsi intorno: i corpi senza vita, le sua mani sporche di sangue.. era stato lui?
Secondo dopo secondo, la realtà lo stava investendo. era un mostro.
Il respiro sempre più affannoso e l'odio verso sé stesso sempre maggiore.
Era diventato ciò che più temeva.
Sanji pensò due cose: la prima era quella di aver ucciso persone innocenti, fra le quali delle donne, la seconda era aver deluso tutti, a partire da Zeff.
“Zoro..” lo spadaccino ripose le spade nel fodero, pronto ad ascoltarlo.
“Non so quando perderò di nuovo il controllo, quindi ascoltami.. e riferisci questo agli altri, te ne prego. Grazie. Grazie per avermi accettato, per ben due volte. Ma non posso chiedervi di farlo una terza. Non ho trovato l'all blue, mi sarebbe piaciuto.. ma ho trovato voi. Sono passato dal ripudiare la mia famiglia ad averne ben due, non potevo chiedere di meglio. Ci sono tante cose di cui vorrei scusarmi, innanzitutto mi scuso per non aver potuto cucinare un ultimo pasto a tutti voi. Vorrei scusarmi con Nami e Robin per la mia esagerazione. E con te, Zoro, per averti affidato il compito più difficile: uccidermi. Lo so che ti ho messo in una posizione difficile, ma sei l'unico che può farlo.. e l'unico che voglio lo faccia. Sono contento che gli altri non siano qui e che non mi abbiano visto e sono sicuro che non riferirai ciò che ho fatto, perché sei una brava persona, Zoro. Non vorrei mentire a nessuno, ma non vorrei essere considerato un mostro anche da voi. Vorrei che aveste un bel ricordo di me, ma non mi è permesso esprimere desideri, non a me”.
Il biondo tossì, spuntando del sangue.
“Sento di star perdendo di nuovo la testa”.
Zoro, a quel punto, estrasse la spada e si avvicinò al compagno.
Era sollevato del fatto che non ci fosse nessuno della ciurma, non dovevano sapere.
Non ora.
Non era il momento.
Avrebbe riferito le parole di Sanji, ma solo nel momento più adatto.
Quando era ormai faccia a faccia con il biondo, Zoro conficcò la spada nel suo addome.
Lo fece lentamente, quasi dolcemente.
Il cuoco sputò del sangue, cercò un appiglio. Zoro gli permise di poggiarsi a lui.
“Alla fine.. sei riuscito a farmi f-fuori”
Il biondo rise, aggravando solo la sua condizione.
Zoro non riusciva a guardarlo negli occhi, aveva ucciso un suo compagno.
“Grazie.. per averlo fatto ora che sono cosciente..”
Egli gli rivolse, per la prima volta, un sorriso sincero.
“Non hai sbagliato nulla, hai sempre dato il massimo. Grazie per aver affrontato questo viaggio con noi, Sanji”
Con queste ultime parole, Sanji si sentì libero, sollevato, ed i suoi occhi si spensero.
Ora era felice, stava bene.
A differenza di zoro, che poggiò il capo contro la fronte, dell'oramai, corpo senza vita di Sanji.
Quella fu la prima lacrima che versò per uno dei suoi compagni.
E si ripromise che non avrebbe mai più perso nessuno.