Work Text:
• Titolo: Happy Birthday Aaron
• Fandom: The Arcana
• Pairing: Nadia/Julian/Asra/MC
• Prompt: Polyamory
Happy
Birthday Aaron
Aaron si era svegliato quella mattina con l’aroma di tè ai lamponi e fiori di Echinacea, e tanti soffici e morbidi baci contro una guancia.
«Buon compleanno, dormiglione», giunse la voce divertita di Asra al suo orecchio. Nel loro giaciglio confortevole di coperte e cuscini, stavano entrambi placidamente abbracciati, mentre Faust si arrotolava intorno alle loro teste.
«Auguri!», sibilò felice, accarezzando con le linguetta biforcuta il volto del festeggiato.
«Forza! Nadi ci aspetta per la tua festa a sorpresa!», rise eccitato Asra facendo sbuffare divertito l’altro mago.
«Ora però non è più una sorpresa», ridacchiò Aaron, alzandosi dal letto tutto arruffato. La sera prima Asra aveva deciso di dargli il suo regalo di compleanno in anticipo, venerando e vezzeggiando il suo corpo fino a tarda notte.
«La sorpresa non è la festa, ma quello che avrà organizzato Nadi per intrattenerci. Sai che ha un debole per viziarci, te in particolare».
Aaron si stiracchiò di gusto, per poi alzarsi nudo dal loro giaciglio, diretto alla tinozza nell’angolo della stanza. La riempì di acqua calda e profumata con un gesto della mano. Era diventato molto più bravo con quel genere di incantesimi da quando avevano sconfitto il diavolo.
Avrebbe voluto tentare Asra nell’acqua con lui, ma il viaggio fino al castello di Vesuvia era lungo a piedi e se volevano arrivarci prima del tramonto avrebbero dovuto incamminarsi il più presto possibile.
Una volta pronti e vestiti, si diressero verso il mercato, volendo sfruttare la scorciatoia che portava a palazzo, ma vennero fermati dalla voce gioviale del fornaio.
«Asra! Aaron, aspettate!». Gli corse incontro con un qualcosa in mano coperto da un tovagliolo bianco.
Il profumo di pane alla zucca invase i loro nasi e attivò le papille gustative che cominciarono a salivare.
«Speravo passaste di qui! Buon compleanno, Aaron», gli sorrise, con i baffi e il pancione coperti di farina.
Il ragazzo si commosse al gesto e lo abbraccio di slancio. «Grazie!», gli sorrise.
«Ci servirà sulla nostra strada verso il palazzo», ridacchiò Asra. Il panettiere fece loro un sorriso e li salutò, non volendo trattenerli oltre, così i due giovani maghi ripartirono alla volta del castello.
Arrivarono a destinazione quando ormai il cielo era tinto di viola e arancione, e il sole non era più visibile dietro l’orizzonte.
All’ingresso li attendeva Portia, eccitata come non mai nel poter essere la prima a fare gli auguri al suo amico. Strinse Aaron tra le sue forti braccia e rise allegra.
«Forza! La contessa ha preparato un bagno caldo e degli abiti per entrambi», li incitò, guidandoli per i corridoi del palazzo ormai divenuti familiari a entrambi. «La prima sorpresa vi attende qui dentro», ghignò Portia, con un sorriso sornione, aprendo per loro la porta che dava alla sala da bagno privata della contessa.
Aaron e Asra vennero accolti dal profumo di fiori ed olii essenziali, insieme alla voce baritonale di Julian e quella musicale della contessa Nadia.
«Finalmente! Temevamo che l’acqua diventasse fredda prima del vostro arrivo», ghignò Julian, facendo poi loro un gesto con la mano per farsi raggiungere.
«Che succede?», chiese divertito Asra, che già si stava togliendo il soprabito da viaggio e la lunga sciarpa, lasciando che Faust si acciambellasse sopra uno sgabello.
«Spogliatevi e raggiungeteci, oggi è il giorno in cui Aaron dovrà essere viziato sotto ogni punto di vista e per farlo ho bisogno di tutto l’aiuto possibile», soffiò Nadia, allungando una mano elegante verso il suo mago di corte preferito.
Aaron, un po’ in imbarazzo, si spogliò e prese la mano della donna, raggiungendola nell’acqua calda e profumata. Asra fu subito dietro di lui e sospirò appagato.
«Mi aspetto lo stesso trattamento quando sarà il mio compleanno», gemette di piacere il mago dalla morbida chioma albina.
Aaron guardava i tre con lui nella vasca. Durante il periodo che aveva passato a palazzo, quando era stato assunto da Nadia per indagare sull’assassinio del conte Lucio, si era legato a ognuno di loro. Tutti e tre erano stati capaci di fargli battere forte il cuore.
«Questo è solo il primo dei nostri regali per te, quindi goditeli», gli sorrise con dolcezza Julian, passandogli un bicchiere di Golden Goose, per poi cominciare a massaggiargli le spalle tese.
Anche Nadia e Asra si fecero avanti per viziare il festeggiato, lavandogli con delicatezza i capelli setosi e riempiendogli di baci la pelle chiara.
I tocchi divennero carezze e i baci casti, vere e proprie effusioni, accentuate dal vino che stavano bevendo.
Aaron non si sentiva più un osso in corpo, avvertiva solo il piacere che gli altri tre gli stavano donando.
Fecero l’amore in quell’acqua, insieme, dove il fulcro di ogni attenzione era Aaron e a lui toccava il massimo piacere.
Perse la cognizione del tempo ed esausto si appoggiò a braccia incrociate sul bordo della vasca.
«Già stanco? Forse è meglio se usciamo e mangi qualcosa. Ti gira la testa?», chiese preoccupato Julian, la sua natura da medico e mamma chioccia entrò in azione.
«Sto bene, non ti preoccupare, anche se mangiare non è una cattiva idea. Sono affamato!», sorrise il ragazzo.
Insieme lasciarono il conforto dell’acqua e si vestirono con calma. Quello non sarebbe stato né l'ultimo regalo, né l'ultimo luogo dove avrebbero consumato il loro amore quella sera.
