Work Text:
Aveva
imparato a tenere a mente i tempi di Mycroft Holmes semplicemente
ascoltando: alle 6.30 precise, sentiva il suo peso abbandonare il
letto e il conseguente fruscio delle lenzuola; poi pochi istanti dopo
sentiva la porta del bagno – a pochi metri dalla camera da
letto –
scattare, e sapeva che avrebbe potuto appropriarsi di quella parte di
letto ancora calda e crogiolarsi lì almeno per altri
quindici
minuti, fin quando non sentiva lo scroscio del rubinetto e, a quel
punto, sapeva che era ora di alzarsi e raggiungerlo. Quando apriva la
porta, il profumo di bagnoschiuma e i vapori della condensa lo
avvolgevano e, senza proferire parola, né tanto meno
scambiarsi uno
sguardo Gregory Lestrade si avvicinava sempre di più fino a
posargli
le labbra sul collo, dandogli un bacio e circondandogli la vita con
un braccio stringendolo per pochi, calcolati istanti. Aveva imparato
anche a non eccedere con i sentimentalismi, anche se quello a volte
gli risultava difficile tenerlo a mente.
« Buongiorno, Myc. »
«
Sai che detesto questo nomignolo, Gregory. Sarei grato se usassi il
mio nome completo. »
L'Ispettore di Scotland Yard sorrideva alle
sue spalle per via di quelle parole, mentre spariva nella doccia:
conosceva bene l'avversione per quei soprannomi, ma era più
forte di
lui utilizzarli, lo trovava molto affettivo. ...e forse era proprio
questo che spingeva Mycroft a detestarli così.
Gli bastavano
queste accortezze, insulse sciocchezze, per riuscire a passare una
giornata tranquilla a Scotland Yard, nonostante gli intoppi che a
volte portavano le indagini.
E
il suo compagno? Oh, ovviamente il suo compagno sapeva tutto: sapeva
che aveva imparato a tenere a mente i suoi gesti, sapeva che al
mattino lo avrebbe salutato con un bacio sul collo, seguito da un
abbraccio dai tempi calcolati ed uno stupido nomignolo; non gli
sfuggiva niente, neppure la banalità di una routine
quotidiana che
ormai avevano preso possesso della sua vita.
