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Summary:

non si tirava mai indietro da una sfida, soprattutto se la sfida in questione era in formato uno e ottanta e dotata di stupidi baffi.

Notes:

era nata come una long fic ma ho sottovalutato la mia pigrizia e mi sono stancata di vederla sul desktop quindi ho aggiunto l'utima frase ed eccola qua a very very very short fic a cui non so dare una spiegazione. Enjoy!

Work Text:

salvo @mont4lbno_
Mi hanno appena chiamato dicendomi che c’è qualcuno nel mio ufficio
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Uno nemmeno la mattina può stare in pace

mimì @_peramici
minchia
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il mio collega sembra un modello pensieri sono stati pensati

 

Fu la risata di Salvo a interrompere la voce di Mimì che di rimando si girò verso di lui guardandolo storto. Erano seduti sul divano con il cellulare in mano la schiena del vice contro il petto del commissario, una posizione che da mesi era ormai diventata un’abitudine, un posto sicuro dove ritrovarsi dopo una lunga giornata.

“Non ci credo che questa fu la prima cosa che pensasti di me tu mi dissi che già non mi sopportavi, che ero no scorbutico”

“E come ti ripeto da mo’ Salvo tu, a flirtare, non sei proprio capace”

“Ma sei tu che non capisci ammia Mimì ti invitai pure a cena il giorno stesso che ci conoscemmo”

Ma non era del tutto vero. Sì, Salvo lo aveva invitato a cena ma non perché stava intenzionalmente flirtando anzi, era successo quasi per caso, un attimo prima stavano discutendo e l’attimo dopo si era ritrovato ad aver detto sì alla domanda “cos’è un invito a cena?” del suo nuovo vicecommissario. Mimì non era il suo tipo arrogante e presuntuoso com’era, ma chi stai prendendo in giro Montalbano, ma lo aveva provocato e lui non si tirava mai indietro da una sfida, soprattutto se la sfida in questione era in formato uno e ottanta e dotata di stupidi baffi e ora, ogni giorno, ringraziava la sua testardaggine per questo perché senza di essa non ci sarebbe stata quella prima notte e nemmeno quella dopo e nemmeno quella dopo ancora e ancora e ancora e ancora.