Chapter Text
Proposta
Le nuvole si susseguivano sopra il Taki's sushi; al di sopra del negozio, al secondo piano, vi era l'abitazione: Si vedevano i segni di un combattimento e una delle porte era ricoperta di tagli e ammaccature; un condizionatore era precipitato nel giardino davanti la porta del dojo abbandonato. Sopra la stanza di Takeshi, la cui finestra dava sul balcone, vi era un'antenna della televisione accanto a cui era stata parcheggiata una scopa da strega; i panni erano appesi a dei fili che collegavano l'edificio alla casa abbandonata dei vicini. Dall'interno provenivano dei sonori singhiozzi e dei gemiti frammentati da rochi mugolii. Tsuyoshi nascose il viso tra le mani, le lacrime gli rigavano il viso e le sue spalle erano scosse da tremiti. «Io… I-Io non posso credere che… Che siamo davvero arrivati a questo…» gemette; con un gesto secco allontanò le carte per il divorzio appoggiate sul suo tavolo e respiro a fatica.
"Fortunatamente Taki non è ancora tornato o non so come avrei reagito se lui fosse stato qui" pensò. "Non voglio andare a pezzi davanti a mio figlio". Alzò la testa e vide Skull entrare, s’irrigidì impallidendo e serrò le labbra fino a farle sbiancare. «Sei venuto come Punitore?» biascicò.
Skull scoppiò a ridere. «Non scherzare, non sei nei guai solo per aver ucciso qualche Giudicatrice». Lo raggiunse e gli scompigliò i capelli rossi. «Andiamo, potresti ammazzarne altre diecimila e forse ne otterresti solo di stare un po’ meglio».
Tsuyoshi espirò lentamente dalle narici. «Perché sei qui?» domandò con la voce tremante.
«Lo sai che Ade ti vuole bene» rispose Skull, incrociando le braccia al petto. «Ha detto che se vuoi puoi partecipare come secondo cantante al nostro concerto, per tirarti un po’ suo».
«Come fai ad essere sempre così informato?» borbottò Tsuyoshi. «Io non svelo i miei informatori come tu non sveli i tuoi. Allora, ci stai o no?» domandò Sebastiano.
Tsuyoshi si grattò la guancia. «Eheh, perché no» cedette.
