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Summary:

Era risaputo che la Kisaragi fosse disordinata e altamente pigra quando si trattava di tenere la casa sistemata e nonostante lo sdegno per tutte le volte che doveva infine pensarci lui a ripulire il tutto non riusciva del tutto ad arrabbiarsi perché passava in secondo piano rispetto a ciò che provava per lei — e sì che viziarla non era certo il modo migliore di agire, ma tant’è.

Notes:

Fanfiction partecipante alla M2 del COWT di Lande di Fandom.

Work Text:

Snow era appena tornato da una battuta di caccia per ripulire Nuova Bodhum dai mostri che ne infestavano le spiagge e una volta messo piede in casa dovette trattenere una bestemmia nel momento in cui si ritrovò a fissare il lavello intasato da una pila infinita di piatti e pentole ancora da lavare. Non che la cosa lo stupisse ma sperava che per una volta Yuffie si fosse data da fare mentre invece se ne stava lì bella bella sul divano immersa nel profondo di chissà quale sogno dato che se la dormiva della grossa.
Alle volte avrebbe dovuto rimproverarla come si fa con i bambini ma il problema era che non appena posava lo sguardo sulla sua figura tutto quanto svaniva e non poteva fare a meno di restare immobile a fissarla, ricordandosi immediatamente che quello era uno dei difetti che lo aveva fatto irrimediabilmente innamorare.
Era risaputo che la Kisaragi fosse disordinata e altamente pigra quando si trattava di tenere la casa sistemata e nonostante lo sdegno per tutte le volte che doveva infine pensarci lui a ripulire il tutto non riusciva del tutto ad arrabbiarsi perché passava in secondo piano rispetto a ciò che provava per lei — e sì che viziarla non era certo il modo migliore di agire, ma tant’è.
Lui che quella ragazza la portava sul palmo della mano, sprigionando amore da ogni poro nei suoi confronti tanto da custodire una foto sgualcita di lei sotto al cuscino e che di nascosto tirava fuori quando si sentiva nostalgico del loro primo incontro; allora erano partiti come semplici compagni di viaggio incontrati per puro caso ma c’era voluto davvero poco prima di cominciare a vederla con occhi diversi, rendendosi conto proprio il giorno in cui le aveva scattato quella foto quanto non le fosse indifferente: il suo sorriso luminoso, così sgargiante anche attraverso la pellicola, incentivato dalla meraviglia del sole che tramontava alle sue spalle. Ne era stato letteralmente rapito.

Lentamente si avvicinò alla figura assopita, sedendosi sul divano per poi prendere ad accarezzarle i capelli fino a che Yuffie non si svegliò. Aprì gli occhi, rivolgendo al biondo uno sguardo assonnato e leggermente confuso prima di sorridergli.

« Sei tornato. » sussurrò con voce impastata.

« Ho fatto più tardi del previsto e a quanto vedo ti sei annoiata. » le disse, vedendo lei sbuffare appena.

« Un po’. Anche se ad essere sincera avevo deciso di andarmene da Lebreau ma come vedi il divano ha avuto la meglio. »

Snow non si fece allora scappare l’occasione per punzecchiarla sulla questione disordine.

« Oh, questo lo dicono anche i piatti sporchi. »

Ci mise circa dieci secondi per realizzare, poi la ninja saltò su ricordando improvvisamente le incombenze che aveva — stavolta non di proposito — lasciato da parte.

« Cazzo! Ti giuro su tutte le Materia del mondo che non l’ho fatto apposta. » pigolò, volendosi verso la cucina dove si intravedeva la pila di piatti in bella mostra. « Volevo farli prima di uscire ma poi — »

« Ehi, frena, ti credo. » la interruppe prontamente ben sapendo che le sue lagne si sarebbero protratte all’infinito. « Stavolta ti credo. »

« Lo so che sono pessima sotto questo punto di vista e sto cercando davvero di migliorarmi. » si scusò lei, mostrando per la prima volta apertamente quanto in realtà le dispiacesse avere queste mancanze a differenza dell’altro. Anni di vagabondaggio e un’infanzia passata con le governanti l’avevano portata a non preoccuparsi di ordine e quant’altro, ma ora che non era più sola e conviveva con Snow sapeva di non poterselo più permettere seppur lui tendeva a passarci sopra.

« Non devi preoccuparti, davvero. » la rassicurò, non potendo fare a meno di cancellare l’espressione dispiaciuta di lei. « Lo vedo che ci tieni e che, a modo tuo, ti stai impegnando. In fondo ci vuole del tempo per cambiare abitudini radicate. »

« Non per giustificarmi ma in diciannove anni non mi sono mai trovata nella situazione di dover condividere casa con qualcuno che non fossero le governanti o mio padre, che non c’era mai e, come me, non si preoccupava affatto di queste cose. » ammise, grattandosi il capo un po’ imbarazzata tanto che l’altro la trovò adorabile.

« Lo so, infatti per questo sono così paziente. » ridacchiò, tirandosela contro e abbracciandosela.

Non le disse che in realtà la sua tolleranza era dovuta per lo più al fatto che l’amava al punto che poteva fare veramente tutto ciò che voleva, anche se probabilmente nemmeno ce ne sarebbe stato bisogno dato che questo lei lo sapeva perfettamente.

« Allora, senti cosa facciamo adesso. » disse Yuffie, senza staccarsi dalla presa dell’altro e anzi, accomodandosi meglio tra le sue braccia. « Adesso tu vai a farti una bella doccia— »

« Mi stai dicendo che puzzo? »

« Beh, è da stamani che sei a caccia di mostri, no? Credo ne sia consapevole anche tu. » ridacchiò, prendendosi uno scappellotto affettuoso. « Dicevo, tu vai a farti la doccia e nel frattempo io mi metto a rassettare tutto quanto in cucina, dopodiché ce ne andiamo a mangiare qualcosa da Lebreau perché capirai che di cucinare dopo aver sgobbato non ne ho mezza. »

« Ah, vero, troppa roba tutta insieme. » la prese in giro Snow divertito. « Ma il piano mi piace, per cui direi che è approvato. »

« Evviva! »

Presa dall’euforia la ragazza si divincolò, saltando giù dal divano e si allontanò verso la cucina, non prima di aver schioccato un bacio sulla guancia al ragazzo che rimase per qualche secondo a fissarla con un sorrisetto ebete sul volto.
A quel punto si alzò anche lui e andò in camera a prepararsi i vestiti puliti. Prima di infilarsi in doccia però si prese qualche secondo di relax: si sedette sulla sponda del letto e, dando un veloce sguardo alla porta per assicurarsi di non essere visto, tirò fuori la foto da sotto il cuscino, perdendosi in quel prezioso ricordo come amava spesso fare.
Se pensava a quel giorno gli veniva da ridere perché mai avrebbe immaginato che mesi dopo si sarebbe ritrovato a condividere l’esistenza con quella ragazzina rumorosa e piena di vita. A onor del vero non avrebbe mai immaginato neppure di poter amare qualcuno di nuovo e in maniera più intensa di come gli era capitato in passato e invece la vita lo aveva stupito per l’ennesima volta, rivelandosi una strada ricca di imprevisti graditi e sorprese piacevoli.

Riposta la foto sotto al cuscino si spogliò e andò a infilarsi in doccia, prendendosi lungo tempo per lavar via le fatiche della lunga giornata: i mostri in quella zona non erano certamente temibili ma essendo numerosi avevano dato ai N.O.R.A. grande filo da torcere e le energie all’ultimo avevano cominciato a scarseggiare.
Una volta finito ritornò in cucina da Yuffie già cambiato per la serata, notando che anche lei fosse a fine e le rimaneva solo da asciugare i cocci.

« Dai, passali a me. » le disse, offrendosi di riporli nella credenza per far prima.

« Non ti ho chiesto com’è andata sulla spiaggia. »

« Le solite orde di Necton, ma stavolta ne abbiamo eliminati parecchi. » disse con fare annoiato.

« È piuttosto noioso in effetti… fossero un pochetto più forti perlomeno uno ci passa il tempo. » lo assecondò lei. « La prossima volta comunque vengo a farti compagnia, promesso. »

« Sicuramente con te non ci si annoia. » ridacchiò quindi, facendole capire che era ben felice che la ragazza si unisse ai N.O.R.A. la volta successiva. Anche quello sarebbe stato un po’ come tornare con la mente al viaggio del loro primo incontro.

« Che dici, visto che entrambi ci siamo annoiati anche se in modo diverso, andiamo a divertirci un po’? » propose Yuffie avendo finito di sistemare le stoviglie. « Mi cambio al volo e usciamo, mh? »

Snow annuì a quelle parole, esortandola a sbrigarsi dato che aveva una gran voglia di passare del tempo con la propria ragazza e di svagarsi, senza contare che era da tutto il giorno che ci pensava e non vedeva l’ora di tornare da lei.

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