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Bungou Stray Dogs - 55 Minutes (Traduzione ITA)

Chapter 1: Capitolo 1 (parte 1)

Notes:

(See the end of the chapter for notes.)

Chapter Text

Yokohama cessò di esistere quel giorno.

Gli edifici blu nel distretto amministrativo si squagliarono sul terreno come zucchero in una padella bollente. L'industria di prodotti chimici sulla costa evaporò come se avesse toccato la superficie del sole. Le auto si allinearono sull'asfalto, trasformandosi in grigi fumi bollenti e scomparendo insieme alle persone dentro di esse come se Dio all'improvviso avesse revocato la loro esistenza per un banale capriccio.

Persino il bambino che guardava il vasto cielo azzurro dalla finestra...

Persino le coppie che si tenevano per mano mentre camminavano sulla spiaggia...

Persino i criminali che tramavano nel loro covo sotterraneo...

Tutto, in quel singolo momento, cessò di esistere senza nessun preavviso. A nessuno fu data la possibilità di sperimentare la paura che non avrebbero mai più avuto. Come un trucco di magia, tutto svanì immediatamente. Ma diversamente da un trucco di magia, l'occhiolino suggestivo del mago non avrebbe riportato indietro nulla. La città scomparsa con un raggio di 35 chilometri e una popolazione vicina ai 4 milioni non sarebbero più tornati come prima.

Nell'epicentro dell'esplosione lontano dalla costa di Yokohama, l'intenso calore non aveva lasciato nulla al suo passaggio. Tutto era stato spazzato via per sempre. Tutto ciò che rimaneva era il liquido bollente rossastro della crosta terrestre che fuoriusciva da essa, le polveri che ondeggiavano nell'aria come anime perdute e il profondo cielo azzurro estivo si estendeva fino all'infinito.

Era tutto stranamente tranquillo. C'era perfino una sensazione di solitudine nell'aria. Solo il vivido cumulo di bianche nuvole pigramente si muoveva nel firmamento, portate da venti che non possedevano nessuna preoccupazione nel non vedere più la grande città sottostare ai loro piedi.

Il primo atto in questa storia di morte e distruzione inizio solo...

...cinquantacinque minuti prima.

***

55 minuti prima che Yokohama venisse spazzata via. Atsushi Nakajima era a bordo di una nave sull'oceano. Il traghetto ad alta velocità sfrecciava tra le onde, tagliando in due l'acqua al suo passaggio. Atsushi era in piedi sulla prua, cogliendo la brezza salmastra.

Il cielo era azzurro e l'oceano sembrava infinito. La luce del sole era calda e l'acqua era fredda. C'era un così bel tempo che ognuno avrebbe sostenuto che qualcosa di bello sarebbe successo oggi.

"Atsushi, che stai facendo in piedi sulla prua?! Se cadi ti lasciamo in acqua!".

Atsushi si girò al suono della voce che proveniva dall'interno della barca.

"Non sono mai stato su una nave così veloce prima, Kunikida! Si sta così bene! Il tempo è bello e noi stiamo andando così veloci!"

Il ragazzo con gli occhiali chiamato Kunikida aggrottò la fronte e si affacciò dalla porta della cabina.

"Grazie per aver detto l'ovvio. Ho anche io un paio di occhi, sai", rispose Kunikida mentre toglieva dalla sua tasca il suo taccuino e lo apriva. "Ci sono zero probabilità di pioggia oggi. I venti del sud sono seguiti dai venti del sud-est. Le onde arriveranno non oltre il metro e mezzo d'altezza. In aggiunta—"

"Scrivi veramente tutto in quel taccuino..."

"Il mio intero programma per la giornata è scritto qui, e non c'è niente di meglio che vedere tutto ciò che hai programmato andare per il verso giusto. Ecco, in realtà c'è stata una volta in cui il bollettino meteorologico aveva sbagliato, così ho dovuto irrompere nel dipartimento di meteorologia".

Senza battere ciglio, Kunikida aveva appena ammesso di aver fatto qualcosa di illegale. Alla fine chiuse il suo taccuino e guardò ad Atsushi.

"In ogni caso, ho bisogno di te dentro. Questa non è una vacanza se non lo sapessi. Stiamo per riunirci a parlare riguardo il nostro ultimo lavoro".

"O-Oh, Ok. Sto arrivando."

Atsushi saltò giù dalla prua. I gabbiani volavano nel cielo, stridendo rumorosamente mentre seguivano la barca.

Atsushi seguì Kunikida dentro la cabina. Una volta dentro, l'aria fresca del condizionatore gli soffiò direttamente in faccia. Nella cabina c'era una sala d'attesa di circa 48 metri quadrati. Appese alle pareti c'erano mappe, giubbotti di salvataggio, e foto dell'equipaggio. Al centro c'era un tavolo lungo che sembrava appositamente fatto per le riunioni, con tre divanetti color latte che lo circondavano.

"Visto? Gli altri agenti sono già qui ad aspettarti". Kunikida puntò lo sguardo verso gli altri membri nella stanza.

"Ah...Aspettarmi?"

Atsushi si guardò intorno. C'erano quattro persone sedute nei divanetti.

...E tu chiami questo aspettare? Penso Atsushi.

"Mn...Uhh...Sto per vomitare...Perché le navi si muovono così tanto, Naomi? Mi sta girando tutto...Anche il mio stomaco...Sento qualcosa salire dentro il mio esofago—blearghhhh!"

"Oh, Jun! Mio dolce e povero fratellino...Sono qui per te, quindi sentiti libero di continuare a vomitare finché non starai meglio, va bene? Hee-hee-hee!"

Il ragazzo che mollemente stava oltre il tavolo era Junichiro Tanizaki. Era il più vicino per età ad Atsushi ma c'era da un anno in più rispetto a quest'ultimo.

Tanizaki stava delirando con il viso pallido immerso dentro al lavandino di metallo. Sua sorella minore, Naomi, dall'altra parte, sembrava guardarlo entusiasticamente per qualche ragione mentre si adoperava ad aiutarlo. Per quelle poche informazioni che Atsushi aveva potuto raccogliere durante il suo periodo nell'agenzia, Naomi sembrava sempre più felice quando il fratello si trovava in brutte situazioni. Perché? Chi lo sa.

Seduta vicino a loro c'era...

"Questa foto non va bene. Non si riesce a vedere bene la lacerazione della mascella. Oh, ma questa qui è perfetta. Si riesce chiaramente a vedere come i proiettili abbiano fatto esplodere l'intestino, il pancreas e il fegato...Persino il sacro è volato via dal corpo della vittima!" È deciso. Appenderò questa foto sul muro del mio ufficio."

La donna che stava accuratamente selezionando una foto dalla pellicola sviluppata sul tavolo, era il medico dell'agenzia, Yosano. Ogni foto raffigurava un cadavere proveniente da una scena del crimine. Il corpo di una delle vittime era contorto in una posizione estremamente innaturale, mentre un altro risultava senza testa. C'erano perfino foto di ossa che fuoriuscivano dalla pelle. Yosano rimase a riordinare dozzine di foto, portandosele sul volto per scrutarle meglio e facendo uscire un euforico sospiro di tanto in tanto.

Vicino a lei c'era...

"Mn...Mmmm...Moo-Moo, sei una bellissima mucca...Perfetta da guardare, perfetta da accarezzare, perfetta da mangiare...Mmmm..."

Il più giovane membro dell'agenzia, Kenji, era bellamente addormentato con un sorriso di totale beatitudine. Fino a poco tempo fa, viveva in un villaggio remoto senza accesso all'elettricità, occupandosi delle mucche, il presidente dell'Agenzia di Detective Armati aveva visto qualcosa in lui e lo aveva portato con sé a Yokohama. Kenji era molto ingenuo e si fidava un po' troppo delle persone. Atsushi non aveva mai conosciuto una persona così credulona, ma era un bravo ragazzino a cui rimaneva ancorato il fascino della campagna. Stranamente, era molto bravo nel suo lavoro.

Tuttavia era molto suscettibile e irritabile se qualcuno provasse a svegliarlo, persino il più incallito dei criminali sarebbe corso via dalla paura. Perciò non c'era una singola persona nell'agenzia che avrebbe avuto il coraggio di destare Kenji dal mondo dei sogni. Meglio lasciar i cani dormire.

Atsushi guardò i membri dell'agenzia uno ad uno, iniziando dalla persona più lontano fino ad arrivare alla più vicina a lui, e viceversa. Poi girò lo sguardo verso Kunikida.

"Davvero stavano qui ad aspettare me?"

"Ehm..." l'espressione di Kunikida si irrigidì un poco. "Beh, ecco...Tutti...aspettano come vogliono".

"Ma Dazai non sembra neanche essere qui...", Atsushi menzionò l'uomo mentre lo cercava con lo sguardo nella stanza. "Dov'è?"

"Quell'idiota?" Kunikida si premette un dito nella tempia. "Quando ci siamo incontrati al porto, ha detto che sarebbe venuto alla nostra destinazione a nuoto e prontamente si è tuffato nell'oceano. Non mi sentivo in vena di salvarlo, così ce ne siamo andati senza di lui. Sono sicuro che gli squali si stiano godendo il loro pasto mentre stiamo parlando".

L'uomo chiamato Dazai era anche lui un detective dell'agenzia, specificamente colui che aveva invitato Atsushi ad unirsi a loro. Però l'uomo era troppo eccentrico, e nessuno avrebbe potuto prevedere ciò che avrebbe fatto...non era una sorpresa visto che il suo hobby era il suicidio. Kunikida aveva fatto del suo meglio per trasformare Dazai in un impiegato modello, in una persona onesta, ma Atsushi riteneva che tutti i sacrifici di Kunikida non sarebbero mai stati ripagati da quel che poteva vedere.

L'Agenzia di Detective Armati si trovava a Yokohama ed era formata da persone con abilità sovrannaturali. Il loro lavoro era sempre su commissione e accettavano lavori talmente pericolosi che neanche la polizia poteva affrontare. Molti degli agenti erano utenti di abilità—persone nate con abilità speciali—e avevano la fiducia non solo dei normali cittadini ma anche delle organizzazioni del governo stesso.

Tuttavia...

"Attenzione, tutti! È tempo di iniziare la riunione", Kunikida annunciò con un forte tono di voce. Però, non un singolo agente si preoccupò anche solo di guardarlo. Tanizaki stava gemendo, Yosano era troppo assorbita nel selezionare le foto, Kenji dormiva e Naomi non considerava le persone all'infuori di suo fratello.

Nessuna sorpresa qui, penso Atsushi.

Era piuttosto difficile tener sotto controllo questi strani individui. Gli agenti di solito o lavoravano da soli oppure in coppia per la gran parte del tempo, ma mai in un unico gruppo. Di solito, era Kunikida a prendere il comando e tutti i problemi che derivano da quest'azione.

"Attenzione, tutti!"

Ma il secondo urlo di kunikida era uscito in vano, ascoltato soltanto dalle pareti. Atsushi si agitò e scrutò Kunikida, che stava ancora in piedi aspettando l'attenzione di tutti. Nessuno rispose".

"Q-Quindi Kunikida...Per quale motivo siamo tutti qui?

"Molto bene. Se sei veramente così curioso, allora penso che potrò aggiornarti sulla situazione". Kunikida si schiarì la gola senza incontrare lo sguardo di Atsushi. "Come ben saprai, i nostri clienti ci stanno aspettando sull'isola e il nostro lavoro sarà quello di catturare dei ladri su questa suddetta isola".

"Ladri?".

"Sì". Kunikida annuì. "Con tutti noi lì, penso che faremo un bello spettacolo catturandoli".

Kunikida e Atsushi guardarono gli altri nella stanza—gli agenti stavano ancora passando il tempo nei loro singolari modi.

Atsushi pensò: Mi dispiace per quei ladri. Non sanno che l'élite dell'Agenzia di Detective Armati sta arrivando sull'isola, con le loro abilità. Con tutti loro assieme, scommetto che potrebbero distruggere un'intera città. In questo caso immagino che questo arresto sarà così esplosivo come crede Kunikida.

A quanto pare il cliente voleva più agenti possibili su questo caso. O è incredibilmente cauto oppure incredibilmente ricco.

Atsushi osservò gli utenti di abilità nella stanza un'altra volta.

"Mmmm...Moo-Moo, non m'importa se io sono un umano e tu sei una mucca...Dobbiamo solo essere onesti con i nostri sentimenti e così potremo arrivare a capirci...e se non funziona, ti picchierò con un secchio d'acqua...Mmmm...", Kenji continuava a mugugnare nel sonno.

"Ahhh...Sto per vomitare...Naomi potresti prendermi un bicchiere d'acqua?"

"Certo mio caro fratello! Te la darò bocca a bocca!"

"Preferirei di no..."

Era difficile dire se Naomi stesse cercando di aiutare suo fratello oppure no.

"Mh...Guardando questi corpi e questi pezzi di carne desidero sempre di più avere anche un femore da appendere nell'ufficio...Hey, Atsushi, dammene uno dei tuoi.

"Assolutamente no!"

"Andiamo, ti ricrescerà se berrai più latte".

"No, non è vero!"

Sarebbe molto difficile provare a spiegare a qualcuno quanto fantastiche siano queste persone qui.

"Inoltre, Kunikida...", Atsushi iniziò come se si fosse ricordato all'improvviso qualcosa. "Il cliente ci ha chiesto di catturare alcuni ladri, giusto?" Perché siamo venuti noi e non la polizia?"

"Seriamente non hai cercato quest'isola prima" Kunikida gli rispose. "La risposta è alquanto semplice. Le forze di polizia giapponesi non hanno il diritto di investigare questo territorio perché tecnicamente, quest'isola non fa parte del Giappone."

...Non fa parte del Giappone?"

"Che intendi dire?"

"Sarebbe più veloce se vedessi con i tuoi occhi", Kunikida dichiarò mentre ruotava lo sguardo verso la finestra della cabina. "Saremo in grado di vederla a breve, Dai un'occhiata".

Atsushi guardò fuori dalla finestra. "È quella...?!"

Un'isola meccanica—questa fu la prima impressione di Atsushi.

 

Sembrava più una gigante piattaforma fluttuante di metallo sull'oceano. In lontananza si ergevano una quantità enorme di edifici in pietra alti 3 piani. Sotto di essi non c'era la terra ma numerosi pannelli metallici, uno sovrapposto all'altro, che erano supportati da un'infinita quantità di pali metallici che emergevano dal mare. Ben oltre i pilastri c'era una turbina ruotante. Non c'era nessuna cosa naturale su quell'isola perché in realtà era tutta una colossale macchina galleggiante che fluttuava sul mare.

"La città fluttuante di Standard Island", Kunikida iniziò mentre girava le pagine del suo taccuino. "È stata idealizzata e costruita dalle tre potenze europee: Germania, Inghilterra e Francia, come un'isola marina, e tutto il territorio è governato da queste tre nazioni. L'isola è interamente auto-sufficiente; il sistema autonomo di navigazione le permette di navigare indipendentemente, il serbatoio opera sulla conversione di energia termica proveniente dall'oceano, il generatore di energia attivato dal movimento ondoso, e l'energia eolica al largo. Funziona come un resort dove le persone benestanti vengono a spendere i loro soldi, e può vantare anche un'architettura che ricorda il Rinascimento europeo. L'isola, di solito, viaggia verso il sud dell'Oceano Pacifico inseguendo il clima ideale per generare energia, ma qualche volta finisce nelle acque vicino a Yokohama, come è adesso. Credo, si potrebbe dire che è più simile a una nave gigante che a un'isola.

"Questa è...una nave?"

Atsushi fissò con aria assente. Era essenzialmente un'intera città che galleggiava nell'acqua, molto diversa dalle solite navi.

"Quest'isola—è una sorta di scherzo".

"Non è una sorta di scherzo; è letteralmente uno scherzo." kunikida scosse la testa. "Preparati. Tutto può succedere una volta messo piede sull'isola".

 

***

 

Notes:

Hallo! scusate per le note in fondo, per il finale un po' "cliffhanger" e anche perché questo non è un vero e proprio capitolo ma solo una parte. Dividendolo in più parti ho notato che per me sarà più facile pubblicarlo. Sicuramente metterò un commento personale alla fine di ogni capitolo (che dovrebbero essere in tutto 5 + epilogo). Per chi volesse 'è anche la versione Wattpad, che linko qui sotto:

https://www.wattpad.com/1334260047-bungo-stray-dogs-55-minutes-traduzione-ita-prologo

Scusate per eventuali errori di battitura ma non ho potuto ricontrollare, la prossima volta rileggerò tutto, prometto.