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Marcello si svegliò di soprassalto, completamente sudato e con la tachicardia. Erano 5 giorni che faceva sempre lo stesso incubo: sentiva la presenza della contessa ma non riusciva a raggiungerla, la chiamava, la implorava, rincorreva l'eco della sua voce e poi cadeva nel vuoto, risvegliandosi spaesato e impaurito.
Esattamente da 5 giorni Adelaide era fuggita senza lasciare traccia. Dovevano partire insieme, era tutto pronto; avevano dormito insieme quella notte, avevano fatto l'amore, perché adesso di amore si trattava, ma si era svegliato da solo, nel silenzio assordante della camera vuota e fredda.
Italo gli aveva comunicato che la Contessa aveva lasciato la villa all'alba e che no, non sapeva dove fosse andata. Ovviamente mentiva, sapeva benissimo il motivo di quel cambio di programma repentino, ma non poteva e non voleva dirglielo. Marcello avrebbe dovuto scoprirlo da solo, perché di aspettare con le mani in mano non se ne parlava minimamente.
I giorni passavano e le ricerche non portavano a nulla, aveva provato a parlare con Matilde, ma non aveva captato alcun indizio utile. Addirittura si era ridotto a chiedere l'aiuto di Ludovica, che ovviamente sfruttò la situazione per provare, senza riuscirci, ad avvicinarsi nuovamente a lui. I suoi pensieri erano, però, rivolti solo alla donna che amava e quella donna non era più Ludovica, ma Adelaide, la quale sembrava ormai essersi volatilizzata nel nulla. Forse non lo amava, forse aveva capito che le differenze sociali non erano così semplici da superare, forse era stato solo un giorno. Forse, forse, forse, troppi se e troppi ma a cui non riusciva a dare una risposta. Di una cosa però era convinto, si erano scelti, si erano amati e si amavano ancora. I loro cuori, le loro anime erano ormai connesse e lo sentiva che il motivo di quel'allontanamento fosse un altro, incomprensibile al momento, ma di sicuro non riguardava loro due.
La conferma arrivò quando gli fu consegnato un pacco, lo aprì e vi trovò una girandola rossa. La stessa girandola che lui le aveva donato poco prima della partenza, poco prima che la sua vita venisse sconvolta, di nuovo, e non in positivo questa volta.
C'era anche un biglietto "Anche tu hai stravolto mia vita, non dimenticarlo. Sto bene, torno presto e ti amo. Tua, Adelaide".
Una lacrima gli rigò la guancia e non potè far altro che dire "ti aspetterò sempre, torna presto, amore mio."
