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Salvo salì le scale che portavano al suo appartamento con un sorriso a trentadue denti stampato sulla faccia. L’uscita con Elvira era stata la degna conclusione di una giornata perfetta ed era contento, come non lo era stato da mesi. I ricordi della bella serata trascorsa con Elvira che riaffioravano continui nella sua mente.
Fece gli ultimi gradini della rampa di scale senza guardare avanti e ci mancò poco che non si scontrò con Marcello che stava camminando sul pianerottolo.
“Tu quai stai? Non dovevi essere dalla contessa?”
Marcello si girò di scatto sentendo dei passi.
“Salvo! Mi hai quasi fatto prendere un colpo. Ero sovrappensiero”
“Addirittura! Che ci fai già a casa? Cos’è ti ha sbattuto fuori?”
Domandò ridendo Salvo.
“Chi?”
“Come chi? La contessa. Di solito quando vai a cena da lei poi la sera qua non ti si vede più”
Disse Salvo superando Marcello che se ne stava impalato con le chiavi in mano.
“Faccio io va”
Aggiunse tirando fuori il suo mazzo di chiavi e aprendo la porta.
Marcello entrò per primo e si tolse la giacca.
“Allora? Come è andata? Hai una faccia”
Insistette Salvatore togliendosi a sua volta il giaccone che indossava e appendendolo al gancio vicino alla porta.
“Bene”
Rispose dimesso Marcello aprendo il frigo e prendendo dell’acqua.
“Bene? Sicuro?”
“Non è successo nulla Salvo”
“Ho capito non hai avuto il coraggio di dirle di Ludovica”
Gli rispose Salvo sedendosi di fronte a lui al tavolo.
“No invece. Ne abbiamo parlato e poi lei già sapeva del bacio. A Ginevra le avevo spiegato tutto”
“Ah. E perchè non me lo hai detto? Comunque bravo, sei stato onesto. Immagino che questa conversazione su Ludovica non sia andata benissimo visto che sei già qua”
“Al contrario è stata… Illuminante”
“Addirittura”
“Adelaide ha compreso che ho bisogno ancora di tempo prima di superare del tutto questa cosa. Specialmente ora che ho saputo che-“
Disse Marcello senza terminare la frase.
“Che hai saputo che? Che è parli con il contagocce ora?”
Marcello fece un bel respiro e infine quelle parole, che il suo cervello al momento non riusciva nemmeno a processare, uscirono per la prima volta dalla sua bocca.
“Che ho saputo che si è sposata”
“Ah. Ora capisco il perchè di quella faccia”
“Oggi ti ho detto che sarei andato al circolo per parlarle no? Quando sono arrivato lì mi ha detto che non avevamo più niente da dirci e che oramai era tardi. Poi è arrivato Torrebruna ed è lì che ho visto le fedi”
“Mi dispiace Marcello. Non deve essere stato un bel momento”
“Meglio così…Sono stanco Salvo. Stanco di essere preso in giro da lei. Ti rendi conto? Non ha avuto nemmeno la decenza di aspettare il mio ritorno per parlare di quello che era successo dopo che era stata lei a venire da me a dirmi che c’era ancora qualcosa fra di noi. Sono stato via una settimana, una, e si è sposata. La risposta alle domande che avevo intenzione di farle mi sembra chiara”
“Chiarissima direi”
“Ma sono io il cretino che ci ha sperato e che ha quasi rischiato di mandare a quel paese una delle poche cose buone che mi sono capitate negli ultimi anni per una persona che evidentemente non mi ha mai davvero amato sinceramente”
“Parli di Adelaide adesso”
Marcello annuì.
“Io sto davvero bene con lei Salvo. Con lei mi sento capito. Abbiamo un’intesa mentale che non ho mai avuto con nessuno e con nessuna. Significherà qualcosa?”
“Credo di sì”
“Ti ricordi come stavo quando non c’era sì?”
“Marcello se me lo ricordo? Per poco abbiamo rischiato di dover chiudere la caffetteria per quanto stavi nervoso che le tazzine più che servirle volevi tirarle addosso ai clienti!”
“Ecco. Appunto. Anche quello vorrà dire qualcosa, no?! Io pensavo sempre ad Adelaide, giorno e notte”
Disse Marcello alzando leggermente la voce.
“Marcello non capisco dove vuoi arrivare con questo discorso”
“Da nessuna parte. Sto solo cercando di capire come sia stato possibile che mi sia fatto tirare di nuovo dentro nel vortice Ludovica quando stavo chiaramente andando avanti”
“È inutile che ti arrovelli. Hai giocato con il fuoco per settimane e alla fine ti sei bruciato. Io te l’avevo pure detto ‘Marcello stai attento’ ma tu niente hai fatto di testa tua, come al solito”
“No aspetta. Io mi sono fatto aiutare da Ludovica perchè non avevo alternative, non perchè volessi passare del tempo con lei”
“Marcello dai però almeno adesso non prenderti in giro”
Gli rispose Salvatore gesticolando.
“Va bene magari solo all’inizio era per necessità”
“Eh”
“Però ti giuro che prima di quel bacio io non stavo pensando a Ludovica in quei termini. Non più. Per quello non mi do pace”
“Sai che ti dico? Forse questa cosa prima o poi doveva succedere. È stato meglio così. Almeno hai visto che, nonostante tutti i tuoi sforzi per diventare il suo uomo ideale, comunque non sei abbastanza per lei”
“Ha ragione Adelaide. Ludovica non si sarebbe mai accontentata di chiamarsi Barbieri fino alla fine dei suoi giorni”
“Ecco. Infatti ha scelto l’armatore con i soldi e la posizione in società. Evidentemente il resto è secondario per lei”
“La cosa che mi fa impazzire di tutto questo è che Adelaide invece non mi ha mai fatto sentire fuori luogo o come se valessi meno di lei. E avrebbe mille ragioni in più rispetto a Ludovica per farlo”
Disse Marcello alzandosi dalla sedia e incominciando a camminare per il piccolo salotto della casa.
Salvo si girò rimanendo seduto, seguendo i movimenti di Marcello.
“Chiediti perchè. Forse a lei interessi tu solo per quello che sei. Anche se non hai tanti soldi quanto lei o un titolo nobiliare degno del suo”
“È così. E questo prova che non ero io che non ero abbastanza ma che era Ludovica a credere che io non lo fossi”
Disse Marcello tornandosi a sedere, improvvisamente scosso da questa repentina presa di consapevolezza.
“E sposando Torrebruna te lo ha confermato”
Marcello rimase in silenzio per qualche secondo e infine sbottò.
“Basta Salvo. Ludovica deve diventare un capitolo chiuso, questa volta per davvero però. Non ho più intenzione di logorarmi per una storia che probabilmente era già destinata ad avere questo epilogo nel momento stesso in cui è iniziata”
“Bravo. Non ti fa bene… Lo so che sono stato io il primo a spingerti a riprovarci ma ora basta. Guarda avanti. Qualcuno con cui provarci già lo hai trovato e secondo me è anche la persona giusta con cui riuscirci”
“Lo credo anche io. Anche se ti confesso che la cosa mi spaventa, e non poco”
“Perchè dici questo?”
“Perchè Adelaide è così diversa da me. È più grande, più ricca… Più nobile”
“E ma allora non ti ascolti quando parli. Lo hai detto fino a due minuti fa che Adelaide non è Ludovica”
Marcello rise per il tono esasperato dell’amico.
“Lo so lo so. Però-“
“Però niente Marcello. È vero non è una donna diciamo convenzionale ma il legame che avete, nonostante e forse addirittura grazie alle vostre differenze, è un legame speciale. Si capisce da come ne parli”
“E lo è. Però ho paura lo stesso perchè sento che di lei mi potrei veramente innamorare e non so se poi reggerei ad un’altra batosta sentimentale, mettiamola così”
“Senti Marcello state insieme da cosa? Un mese? E già stai pensando al finale tragico? Fai una cosa, vatti a riposare e metti a freno i pensieri per una notte che oggi è stata una giornata impegnativa, che dici? Così magari me ne vado a dormire pure io che dopo tutti questi giri in spider sono stanco morto”
“L’uscita con Elvira! Non ti ho chiesto nulla! Come è andata?”
Salvo sfoggiò il suo miglior sorriso.
“Guardami”
“Ti vedo. Quindi?”
“Lo vedi questo sorriso? Tutto merito di Elvira”
“Ma vi siete baciati o-“
Salvo continuò a sorridere.
“Lo prendo come un sì?”
Domandò Marcello titubante.
“Ci siamo baciati. È stato bellissimo Marcello”
“Sono contento per te, davvero. Era ora che la smettessi con questa storia del ‘siamo solo amici’”
“Ho avuto paura anche io”
“Lo so e so benissimo il perchè. Ed è lo stesso terrore che ho io”
“Però vedi alla fine può valerne la pena”
Marcello gli sorrise e Salvo gli diede una pacca sulla spalla.
“Andiamo a dormire va”
Aggiunse Salvo sparendo verso la stanza.
“Avviati che io sistemo sti due bicchieri”
“Domani mattina apri tu la caffettiera?”
Domandò Salvo rispuntando velocemente in salotto.
“No”
“E che devi fare stavolta? Sentiamo”
“Credo che andrò da Adelaide e le porterò la colazione”
Marcello sorrise e Salvo lo guardò soddisfatto.
“Va bene va. Apro io. E ti dirò, stavolta farti questo favore mi fa anche piacere”
“Grazie Salvo. Sei un vero amico”
“Pure tu”
I due si scambiarono un ultimo sorriso e poi Salvo scomparì nuovamente in stanza.
Marcello, lavati i due bicchieri che avevano utilizzato, lo raggiunse e si mise a dormire.
Disteso nel letto Marcello comprese che, necessariamente, quella sarebbe dovuta diventare la prima notte di un nuovo capitolo della sua vita.
Doveva voltare pagina una volta per tutte e questa volta era determinato a farlo.
