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Irene finì di appendere l’ultimo striscione azzurro alla vetrata della caffettiera e si fece rimettere a terra da Alfredo che l’aveva sorretta per farla arrivare fino alla stecca delle tende.
“E con questo abbiamo finito. Perfetto direi no?”
Disse osservando soddisfatta il suo lavoro. Francesco, che nel mentre stava finendo di sistemare i tavoli, la squadrò e le fece notare che nell’appendere lo striscione aveva fatto cadere sul pavimento almeno 3 dei palloncini che lui aveva legato con fatica alle tende.
“E vabbè dai. Non l’ho fatto apposta. E poi è stato Alfredo a tenermi storta e per allungarmi ci ho preso dentro”
“È colpa mia. Quale novità”
Le rispose Alfredo sorridendo ma rassegnato, oramai conosceva i modi che aveva la moglie di stuzzicarlo.
Armando interruppe la scenetta sbucando da dietro il laboratorio.
“Allora? È tutto pronto? Guardate che i ragazzi stanno arrivando eh”
“È tutto pronto. Devo solo sistemare le pizzette e le focacce sui tavoli”
Gli disse Francesco raggiungendo Armando dietro al bancone.
“E muoviamoci dai che massimo 10 minuti saranno qua”
“Ma ci dobbiamo nascondere?”
Domandò innocentemente Clara che osservava i preparativi seduta sullo sgabello vicino al bancone.
“Non è una festa a sorpresa”
La freddò subito Irene avvicinandosi a lei.
“Chiedevo”
Le rispose Clara alzando le mani.
“Ma Marcello?”
Domandò Armando mentre aiutava Francesco ad imbandire i tavoli di stuzzichini.
“Eh Marcello è in ritardo. Che novità eh?”
Rispose Francesco.
“Si starà facendo bello. Quel fio lì da quando si è fidanzato con la contessa è diventato un figurino. Senza la giacca e la cravatta non va neanche più a comprarsi le sigarette”
Disse Armando prendendo in giro Marcello.
“E ha ragione. Una donna bella ed elegante come la contessa mica può farsi vedere in giro con uno trasandato. Lo stile è importante e un uomo vestito bene è un piacere per gli occhi”
Disse Irene andandosi a sedere sulla sgabello di fianco a Clara.
“E infatti guarda qua che foto modello alla moda che ti sei sposata”
Scherzò Alfredo indicando il suo outfit prima di eliminare la distanza fra lui ed Irene per darle un bacio veloce.
Clara guardò Francesco e scosse la testa.
La scenetta dei due piccioncini fu interrotta dal rumore della porta che si aprì all’improvviso.
“Buonasera”
Disse Marcello aprendo la porta e facendo entrare Adelaide prima di lui, da vero gentleman.
“Lo so siamo in ritardo. Vi avevo promesso che vi avrei aiutato a sistemare”
Si giustificò Marcello frettolosamente con Armando.
“Vorrà dire che ci aiuterai a mettere a posto i tavoli dopo”
Gli rispose Armando indicandogli con la testa i tavoli che lui e Francesco avevano unito per creare due tavolate uniche.
“Contessa buonasera”
Disse Armando uscendo da dietro al bancone per fare il bacia mano ad Adelaide.
“Buonasera a tutti”
Rispose cordiale Adelaide sorridendo al Ferraris.
Gli altri risposero al saluto quasi in coro e Marcello sorrise.
Negli ultimi due anni non c’erano state molte occasioni in cui Adelaide si era confrontata con i suoi amici ma quella non era di certo la prima volta e a Marcello faceva sempre ridere pensare che ancora nessuno di loro avesse realmente metabolizzato che Adelaide fosse davvero la sua fidanzata.
“Buonasera contessa, è sempre un piacere vederla”
Esordì entusiasta Irene scendendo dalla sgabello ed avvicinandosi sorridente ad Adelaide.
“È sempre elegantissima”
“Grazie signora Cipriani. Signora giusto? Si è sposata nell’ultimo anno o ricordo male?”
“Si si, con -“
Alfredo la interruppe allungando un mano verso Adelaide.
“Con me. Piacere, Alfredo Perico. Temo che non ci siano mai state occasioni per una presentazione ufficiale”
Adelaide gli strinse rapidamente la mano e poi si voltò verso Marcello che nel mentre le aveva fatto segno di porgli il cappotto.
Marcello si spostò dietro di lei, le tolse il cappotto o lo andò ad appendere.
“Allora? I neo genitori si fanno attendere?”
Domandò Marcello spezzando il silenzio che era calato nella stanza.
“Dovrebbero arrivare a momenti”
Fece in tempo a rispondere Armando prima che la porta della caffettiera si aprisse nuovamente.
“Eccoci. Eccoci”
Disse Salvo aprendo la porta per Elvira che entrò per prima con la carrozzina.
“Finalmente”
Disse Irene lanciandosi subito a vedere il piccolo Tommaso.
“Buonasera a tutti”
Salutò sorridente Elvira mentre si tolse il cappotto.
“Scusate il ritardo ma abbiamo avuto un contrattempo con questa piccola peste”
Si scusò Salvo mentre prese Tommaso in braccio.
“Ma avete messo anche lo striscione! Avevamo detto che avremmo fatto un brindisi e basta. Una cosa semplice”
Disse Elvira stupita dopo essersi guardata bene intorno.
“Le cose quando si fanno si fanno bene no?”
La rassicurò Armando sorridendo ed andandola ad abbracciare.
Salvo con il bimbo andò verso Marcello per salutare Adelaide.
“Adelaide buonasera. Grazie per essere venuta”
“Marcello ha insistito e mi fa piacere”
“Come vede non possiamo offrire un granché ma almeno siamo in famiglia”
Le disse Salvatore sorridendo e Adelaide ricambiò il sorriso.
Sentire che gli amici più stretti di Marcello ormai la considerassero parte della loro piccola famiglia le scaldava sempre il cuore.
“Tommaso saluta lo zio Marcello”
Salvatore girò il bimbo verso Marcello, che stava in piedi a fianco di Adelaide.
“Ciao piccolo. Ma quanto sei cresciuto dalla settimana scorsa?”
Disse Marcello al bambino prima di allungare le braccia per farselo dare.
“Ecco qua. Tienigli la testa eh”
Lo ammonì già preoccupato Salvo mentre glielo sistemava fra le braccia.
“So come si fa, non è il primo neonato che tengo in braccio”
Gli rispose Marcello punzecchiandolo prima di rivolgere tutta la sua attenzione al piccolo.
Adelaide guardò la scena con il sorriso stampato sul volto. Sorriso che svanì rapidamente non appena la sua testa le fece notare con che occhi Marcello stava guardando quel bambino. Era completamente perso, non lo aveva mai visto così. Fece un piccolo passo indietro allontandosi come di scatto da quel quadretto, sentendosi improvvisamente di troppo. Stavano insieme da due anni ma Marcello non aveva mai fatto riferimento al volersi creare una famiglia sua; però guardandolo ora le parve evidentemente e chiaro come il sole ad agosto che quel desiderio in cuor suo, seppur non glielo avesse mai espresso esplicitamente, c’era. Adelaide realizzò in quel momento che per quanto si amassero forse per lui loro due, solo loro due, non sarebbero mai stati abbastanza. Forse, senza nemmeno saperlo, lui stava rinunciando a quella normalità che qualsiasi ragazzo della sua età aspirava ad avere. Adelaide percepì una fitta al cuore e si sentì improvvisamente in colpa. Una lacrima le si formò negli occhi e la scacciò passandosi rapidamente una mano sul volto, dissimulando, come se si stesse solo sistemando i capelli.
Marcello però, alzando gli occhi verso di lei, notò subito il suo cambio di espressione. Con uno sguardo le chiese silenziosamente se fosse tutto apposto e Adelaide si sforzò di sorridergli per rassicurarlo. Marcello allora si avvicinò a lei con il piccolo Tommaso e le fece cenno di prenderlo in braccio lei.
Adelaide non fece nemmeno in tempo a rispondergli che al momento non se la sentiva che i due furono interrotti da Salvo che corse a recuperare il piccolo per poter fare il brindisi.
Armando iniziò a distribuire i calici ai presenti. Marcello prese da Armando i due calici per lui e Adelaide e poi si avvicinò nuovamente a lei.
“Amore tutto bene?”
Le chiese sussurandole la domanda all’orecchio.
“Sì, tranquillo. Mi sta solo venendo un leggero mal di testa”
Mentì Adelaide fingendo un sorriso che però non le arrivò agli occhi e Marcello comprese che c’era qualcos’altro oltre al mal di testa a turbarla.
“Allora amici”
Salvo, dall’altra parte della caffetteria, richiamò l’attenzione di tutti.
“Innanzitutto grazie per essere qua e per essere venuti a conoscere Tommaso. Grazie per essere stati vicini sia a me che ad Elvira in questi mesi. Grazie soprattutto a Marcello e Armando che hanno sopportato i miei mille momenti di apprensione e paranoia supportandomi e dicendo sempre le cose giuste per tranquillizzarmi. Se oggi sono qua con questa bellissima piccola creatura in braccio è solo grazie a questa meravigliosa donna che conoscete tutti che, non solo è voluta diventare mia moglie, ma mi ha fatto anche questo regalo incredibile. Lo sai che ti amo e che voi due siete la cosa più bella che mi sia capitata nella vita”
Salvo chiuse il suo discorso sorridendo ad Elvira che, commossa, si asciugò una lacrima.
“Bene. Direi allora di fare un bel bridisi innanzitutto a Tommaso ma anche a questi due giovani adulti che sono sicuro che saranno due genitori meravigliosi”
Aggiunse Armando invitando tutti ad alzare i calici.
“Grazie a tutti davvero. Siamo davvero felici e siamo contenti di poter condividere con voi, che siete la nostra famiglia, questo momento di felicità”
Disse Elvira non appena tutti abbassarono i calici.
La piccola festa proseguì per un’altra ora e Adelaide riuscì a scacciare i pensieri distraendosi parlando a turno con Armando o con Elvira, che trovava essere una ragazza davvero interessante.
“Contessa che dice? Vuole tenerlo un po’ anche lei?”
Le domandò Elvira ad un certo punto della chiacchierata.
“Elvira cara chiamami pure Adelaide. E sì, se posso. È davvero un bambino bellissimo. Complimenti”
“Grazie, Adelaide”
Adelaide prese Tommaso dalle braccia di Elvira e iniziò a farlo dondolare dolcemente, capendo che il piccolo stava quasi per crollare addormentato. Forse già stanco per i troppi festeggiamenti.
Marcello, che nel mentre stava chiaccherando di calcio con Alfredo, congedò l’amico non appena vide Adelaide con in braccio Tommaso incominciare a camminare nella stanza.
Si avvicinò a lei e Adelaide gli fece segno di non parlare troppo forte. Marcello abbassò lo sguardo sul bambino e vide che i suoi occhietti stavano iniziando a chiudersi.
Marcello si perse a guardare l’espressione dolce sul volto di Adelaide mentre cullava il piccolo. In quel momento non potè fare a meno di immaginarla esattamente così con in braccio però un bimbo loro. Il cuore di Marcello saltò un battito e Marcello si intristì un attimo pensando che quell’immagine sarebbe potuta rimanere solo un sogno, purtroppo. Mentalmente maledì la natura e la biologia per negargli di poter un giorno realizzare quel sogno insieme all’amore della sua vita.
“Che c’è?”
Gli domandò Adelaide,
dopo un paio di minuti passati in silenzio con Marcello che non aveva mai smesso di osservarla, perso nei suoi pensieri.
“Niente. È che non ti ho mai vista così. In questa veste, intendo. E devo essere onesto, mi fa un po’ impressione”
Marcello le rispose a bassa voce sorridendole.
“Impressione?”
“In senso buono”
“È incredibile che si sia addormentato in braccio ad una completa estranea. Non trovi?”
Disse Adelaide cercando di sviare leggermente il discorso.
“Estranea, sei la zia acquisita”
Adelaide alzò lo sguardo verso Marcello e gli sorrise scuotendo la testa.
“Forse è meglio se vado a riconsegnare il bimbo alla madre”
“Poi se preferisci possiamo tornare a casa”
“Sì, forse è meglio. Temo di dover prendere qualcosa per questo mal di testa”
“Va bene allora. Inizio a salutare Salvo”
Adelaide riportò Tommaso ad Elvira che lo adagiò subito nella carrozzina per continuare a farlo dormire tranquillo. Elvira ringraziò Adelaide e quest’ultima la salutò annunciando che stavano per andare.
Marcello finì di salutare Salvo e poi recuperò i cappotti di entrambi. Aiutò Adelaide ad indossare il suo e poi, dopo aver salutato rapidamente tutti una seconda volta, lui e Adelaide lasciarono la caffetteria per raggiungere la villa.
