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Bugie e adolescenza

Summary:

Sirius Black ha notato qualcosa di terribilmente insolito e familiare sulla camicia di Severus Piton: la sigla R.A.B. Ovviamente non può fare a meno di chiedere spiegazioni...

Work Text:

Regulus non si scompose minimamente quando la porta di una delle camere del dormitorio esplose alle sue spalle. Sentì l’odore di fumo, i passi veloci che uscivano dalla stanza.
“Te l’avevo detto che non era sicuro fare pozioni in camera.” Disse. Piton tossì leggermente alle sue spalle.
“Non ho mai avuto problemi prima, e non vedo problemi adesso.”
Regulus chiuse il libro girandosi verso il ragazzo. Spalancò gli occhi sorpreso a vederlo con i capelli all’aria, i vestiti bruciacchiati in più punti e il volto annerito dal fumo.
“Non vedi problemi? Devo preoccuparmi per la tua vista?”
“Mi faresti un favore Reggie? Andresti nell’aula di trasfigurazioni a comunicare alla McGonagall che non sarò a lezione? Non so, dille che non sto bene.”
Regulus si alzò con aria preoccupata dalla poltrona nella quale era seduto e lo osservò avvicinandosi a lui.
“Ma stai male? Devo chiamare Madame Pomfrey? Sei ferito?”
“Solo nell’orgoglio.” Rispose senza sentimento alcuno nella voce. “L’unica altra camicia che ho è in lavanderia e non sarà pronta prima di domani sospetto, e non posso certo mostrarmi con questa in queste condizioni.”
“Te ne presto una delle mie allora.” Rispose Regulus andando alla sua camera e facendogli cenno di seguirlo. “Sei più alto di me, forse ti verranno un po’ più corte le maniche, ma dovresti starci comodamente.”
“Oh no, Reggie, non posso accettare, davvero non-.”
“Insisto.”

Piton era uscito di corsa dal dormitorio dopo essersi lavato e cambiato, aveva messo in fretta la camicia buttandoci sopra la casacca dell’uniforme. Entrò nell’aula sollevato a vedere che la porta fosse aperta, la McGonagall non era ancora arrivata.
Andò a sedersi al suo banco in mezzo al vociare dei compagni, osservò le finestre aperte e gli altri studenti. Si tolse la casacca e iniziò a cercare nella sua borsa un elastico per legarsi i capelli.
“Ehi, cos’hai sulla camicia, Scemerus?” gli chiese Minus seduto nel banco davanti al suo, attirando l’attenzione degli altri malandrini.
Piton lo fissò per poi spostare guardingo lo sguardo sulla tasca della camicia e tirarla leggermente con le dita per vederla bene. R.A.B. era cucito elegantemente sopra.
“Ooh… stupidi nobili e la loro mania di avere gli abiti firmati.” Pensò osservando la scritta.
“Per cosa sta, Scemerus? Rabbioso angosciato babbuino?” chiese James sogghignando divertito. Piton sospirò guardandolo annoiato.
“Questa era talmente a livello scuola elementare che non ho nemmeno parole per commentarla.” Disse stizzito.
James lo fissò mantenendo il suo ghigno prima di girarsi verso Lupin con aria confusa. “Cos’è una scuola elementare?”
“Rab?!” esclamò Sirius alzandosi dal suo banco e avvicinandosi velocemente a quello di Piton. Il Serpeverde guardò verso la porta mentre con la mano afferrava la sua bacchetta dalla borsa.
“Sentiamo la tua versione, Black, magari sarà più divertente di quella del tuo amichetto.”
“Regulus Arcturus Black?!” esclamò con voce acuta afferrando il colletto della camicia per guardarci dentro. Piton si spostò bruscamente.
La classe era improvvisamente silenziosa e tutti gli sguardi erano su di loro. Peter si grattò la testa osservando l’amico.
“Non so, Felpato… Non faceva ridere.” Intervenne confuso.
“Perché indossi la camicia di mio fratello!?” urlò sconvolto. “Cosa gli hai fatto?!”
“Cosa gli… con Regulus…?” mormorò Piton confusissimo mentre Sirius lo teneva per la camicia. Si guardò attorno sentendo i mormorii dei compagni, anche di quelli della sua casa.
“Lui e Black? Impossibile!”
“Regulus è troppo bello per poter anche solo guardare Piton.”
“Però io li ho visti insieme.”
“No no, lo frequenta solo per averlo come schiavetto, è un Black! Un Black!”
Piton corrugò le sopracciglia indispettito fissando Sirius negli occhi grigi, sogghignò sensualmente.
“Cosa NON gli ho fatto, vorrai dire.”
Sirius lo lasciò dalla sorpresa mentre l’intera classe esordiva in un *gasp*. Piton ridacchiò sistemandosi la camicia e osservò deliziato lo smarrimento sul volto di Sirius. James si alzò dalla sua sedia appoggiando una mano sul braccio dell’amico.
Black lo spostò bruscamente puntando la bacchetta in faccia a Piton.
“Sei un cazzaro! Non c’è alcuna possibilità che il mio fratellino possa stare con te! In nessun modo! È ancora piccolo, ha solo sedici anni!” gli urlò addosso. “Lo hai incantato!? Gli hai dato una qualche pozione?!”
Piton lo guardò sinceramente offeso all’improvviso, si mise a braccia conserte inarcando un sopracciglio.
“Non capisco, Black, te ne sei sempre fregato di tuo fratello, e ora, solo perché sai che è stato con me, all’improvviso è una cosa di tuo interesse?” Piton osservò maligno i compagni che avevano occhi e orecchie solo per loro, i suoi compagni Serpeverde sembravano particolarmente euforici in quel momento, come se stessero guardando una specie di eroe. Piton sorrise sereno guardando Black. “Sai cosa? Dovresti essermi grato.”
“Gra- cosa!?” Sirius era livido in volto mentre stringeva saldamente la sua bacchetta.
“Sì insomma… Almeno qualcuno… me… si sta prendendo… molta cura di Regulus.”
Sirius impallidì completamente mentre James alle sue spalle guardava a bocca aperta Piton e i compagni sia Grifondoro sia Serpeverde si erano messi ad urlare.
“Woooow!”
“Caaazzo”
“Non è possibile!”
“Vai così Piton!!”
Piton ridacchiava soddisfatto, stava per sedersi di nuovo al suo banco quando vide Sirius lanciarsi alle spalle la bacchetta e buttarglisi addosso alzando il pugno. Piton urlò puntandogli un piede contro al petto mentre cadeva e coprendosi il viso con le braccia incrociate.
“Non ti permetto di parlare così del mio fratellino, stronzo!”
“Sirius!!” James lo afferrò per le braccia trattenendolo per non fargli colpire Piton che sembrava essersi solo messo sulla difesa. “Sirius, fermati, calmati!”
“50 punti in meno a Grifondoro!” urlò all’improvviso Lupin alzandosi di scatto. “Lascia immediatamente Piton!”
Sirius, James e Severus si girarono contemporaneamente verso il compagno e subito verso la porta dell’aula dalla quale era entrata la McGonagall. La donna li guardava a bocca aperta, rossa in volto e con la bacchetta in mano. James strattonò via Sirius che sembrava in trance mentre guardava la professoressa e Piton velocemente si arrampicò sulla sedia.
“Cosa vi salta in mente a voi tre?! Altri 50 punti in meno a Grifondoro! Menare le mani come… come… babbuini!” esclamò indignata. “Dove credete di essere, nei vicoli delle città babbane? E da quando in qua si risolvono le cose con la violenza?!”
“È…È…” balbettò ancora rosso in volto per la rabbia Sirius. Indicò Piton con uno scatto violento dell’indice. “È un maiale!” urlò.
“Ehi, questa è una mia battuta…” mormorò Piton confuso.
“Si è sbattuto il mio fratellino!”
Dal sussulto della McGonagall a quelle parole per poco gli occhiali non le caddero dal naso. Si schiarì la gola mentre li risistemava.
“Beh… beh…” osservò Piton che era rosso fino alla punta delle orecchie mentre guardava a bocca aperta Sirius. “Beh, in ogni caso non mi sembra nulla che ti riguardi, signor Black, esattamente come non riguarda me o il resto della classe!” disse cercando di tornare al suo tono severo. “Immediatamente dal preside, signor Black, deciderà lui la punizione per questo increscioso comportamento!”
Sirius la guardò sconvolto, afferrò con disprezzo la sua borsa e uscì dalla classe dopo aver puntato di nuovo un dito contro Piton.
Piton ridacchiò isterico stringendo la sua bacchetta al petto continuando a guardare verso l’uscita. Verso la metà della lezione quando la McGonagall era finalmente riuscita a ripristinare un po’ di quiete nell’aula, nonostante bisbigli e pettegolezzi continuassero a sentirsi in mezzo alla sua spiegazione, Piton si sporse leggermente verso il banco davanti e toccò la schiena di Peter che sussultò. Gli porse un bigliettino.
“Dallo a Lupin.”
“Perché dovrei?” sussurrò di rimando Minus, pur prendendo il bigliettino.
“Perché avete già perso abbastanza punti della casa e Potter non sembra felice di te.”
Peter si girò verso James che guardava verso di loro con sguardo serio. Impallidì chiedendosi cosa avesse fatto poi gli porse il bigliettino.
“È per Lupin.”
James lo aprì subito leggendolo, guardò a bocca aperta Piton per poi dare il foglietto a Lupin. Quest’ultimo osservò preoccupato la McGonagall che dava loro le spalle poi lo lesse.
“Non ricordo che Regulus abbia fatto questo caos quando suo fratello ha iniziato a sbattersi te.” Era il contenuto del biglietto.
Lupin arrossì completamente mentre Piton sogghignava soddisfatto guardando la lavagna.

Piton camminava guardingo per i corridoi, non aveva più visto Sirius alle lezioni che i Serpeverde facevano con i Grifondoro quel giorno, ed era sinceramente preoccupato. Questa volta era una modalità diversa, Sirius era seriamente e visibilmente arrabbiato con lui.
“Mi ha quasi pestato come un babbano…” pensava ancora stringendo la bacchetta nella tasca della casacca.
“Severus!” sentì urlare alle sue spalle, si girò confuso verso Lily e Sibilla che correvano verso di lui. “Severus, è vero?!” chiese lei con il fiatone. “Dorcas mi ha detto quello che è successo a trasfigurazioni!”
“Oh sì, è vero, Black ha provato a pestarmi! Ma sai non aveva alcuna possibilità contro di me!” mormorò ridacchiando. “Aspetta, perché non eri a lezione?”
“Non era utile alla trama!”
“Oh ok.”
“Intendevo, è vero che hai fatto… sesso…” bisbigliò pianissimo la parola mentre Sibilla annuiva vigorosamente. “Con Regulus Black?!”
“Io… Aspetta, è questo ciò che ti ha detto Dorcas?!”
“A me lo ha detto Mary e cacchio, Severus! Pensavo fossimo amici!” intervenne Sibilla.
“Eh!?”
“Che ne è del sostegno tra amici?! Io non ho nessuno con cui andare a letto!” piagnucolò Sibilla.
“Sì, cioè, io e Reg-.”
“Quindi è vero!”! urlò Lily saltellando. “Devi raccontarmi tutto! Voglio i dettagli!” esclamò tra gridolini gioiosi abbracciandolo. “Perché non me lo hai detto subito!? Ti avrei aiutato! Sirius è andato fuori di testa! Non sapevo fosse così protettivo verso suo fratello!”
“Avevo visto nero nel tuo futuro, ma non avevo capito che stesse per Black!” esclamò Sibilla. “E che Black se posso dirlo.”
“Ero convintissima ti piacesse Sirius!”
“Ti piace Sirius?! Perché non sapevo niente di tutto questo?!”
“Hai realizzato di essere bi da pochissimo e guardati!”
“Non è che visto che non potevi avere Sirius hai puntato su Regulus eh? Non è carino!”
“Ooh no, Sev, non sarebbe affatto carino! Ma allora non mi stai raccontando niente!” concluse la concitata discussione Lily tenendo le mani a un confusissimo Piton.
“In… quanti… da quanto… fin dove sta girando questo pettegolezzo?” sussurrò con un filo di voce prima che Avery spingesse malamente da un lato Lily e Sibilla afferrando al collo energicamente Piton. Mulciber gli diede una pacca sulla schiena e Rosier lo facesse chinare bruscamente strofinandogli la testa.
“Oooh Seeeev!” urlò per primo. “Cazzo Sev, cazzo! BLACK! Regulus Black! Ma ti rendi conto!?”
“Perché non ci hai detto niente, amico?”
“Ti sei aperto tutte le strade, un Black!” esclamò Avery.
“Ma quando vi sposerete e cagherai soldi gestendo il Ministero ti ricorderai dei tuoi amici, sì?” Disse Mulciber continuando a tenerlo al collo.
Lily lo spintonò arrabbiata. “Ehi, stavamo parlando noi con Severus, le sue VERE amiche!”
“Oh scusa, avrei dovuto capire dall’odore che c’era una schifosangue nel corridoio!” rispose Rosier sogghignando.
Piton non li sentiva nemmeno più mentre barcollava via confuso. Si mise a correre nel corridoio diretto alla biblioteca, evitò accuratamente di essere preso nuovamente di sorpresa, e si buttò nella stanza ritenendosi finalmente al sicuro. Andò ad un tavolo qualsiasi sedendosi e mettendosi una mano sul petto mentre respirava affannosamente per la corsa.
“Dai… non sarà circolato così tanto il pettegolezzo…” rifletté. “Ma sì, Regulus non lo avrà nemmeno sentito.” Ridacchiò istericamente tra sé e sé. “Volevo solo infastidire Black.” Si morse il labbro continuando a pensarci, sussultò notando Irma Pince, sua madre, al suo fianco. La donna si accostò silenziosamente a lui e gli sussurrò nell’orecchio.
“Stai bene, tesoro?”
“Sì sì, tutto a posto.”
La donna annuì, Severus la osservò in viso. Non lo stava guardando e le sue sopracciglia avevano diversi movimenti nervosi.
“Tutto-.”
“Non sei più il mio piccolino!?” gli chiese sempre in un sussurrò. Piton avvampò guardandola sconvolto.
“Beh ma… ma… anche tu?!”
“Non ho potuto fare a meno di sentirlo! Sei il mio bambino, mi fa un certo effetto capisci?? Ti vedevo sempre solo, insomma... sono felice che tu abbia un fidanzato, anche se saperlo da un pettegolezzo…”
“Non… in ogni caso non sarebbero affari tuoi!” sibilò arrabbiato alzandosi di scatto.
“Sev!”
“Non posso stare in pace nemmeno qui!” disse ad alta voce uscendo dalla biblioteca. Si mise una mano tra i capelli. “Cazzo! Se è arrivato anche in biblioteca, quante possibilità ci sono che Regulus non lo sappia?! Mi smentirà davanti a tutta la scuola! Farò la figura del coglione e del verginello! Oooh!” si lamentò stringendosi nelle braccia. “Posso sentire quel che dirà Potter!”
“Piton.”
Urlò facendo sussultare il ragazzo che gli si stava avvicinando. Piton rise nuovamente appoggiandosi alla parete.
“Barty! Eeehi!” esclamò tirando un sorriso.
“Senti Piton…”
“Sì! Ok! Non voglio un interrogatorio, ok!? Quel che ho detto è vero, altrimenti non lo avrei detto! Sì, Sirius ha provato a picchiarmi per questo.”
“Il fatto è, Piton… che se scopro che spezzerai il cuore a Regulus, ti farò seriamente del male.” Esclamò con espressione assolutamente impassibile. Piton lo guardò sorpreso. “Vi ho visto insieme, sapevo quello che Regulus… beh, speravo di avere comunque una occasione con lui.”
“Non è detto che non ci sia in futuro ecco…” sussurrò Piton continuando a fissarlo negli occhi chiari ma freddi come il ghiaccio.
“È esattamente questo di cui sto parlando, Piton. Regulus DEVE essere felice o io mi rifarò su di te.” Se ne andò silenzioso com’era arrivato. Piton lo guardò allontanarsi.
“Ho fatto un casino! Ho fatto un casino, ho fatto un casino, hofattouncasinouncasinouncasino!” continuava a ripetere mentre correva verso il dormitorio, sentendosi anche gli sguardi che non c’erano puntati addosso. Entrò nella sala comune dei Serpeverde appoggiandosi alla parete e sospirando profondamente.
Regulus lo osservava seduto su una poltrona al centro della stanza. Piton lo guardò a sua volta poi tirò un sorriso.
“Ciao Reggie!”
“Ciao Severus.”
“Ah.” Pensò. Sorrise più profondamente sentendo le guance doloranti per lo sforzo. “Sai… potrebbe capitarti di sentire certe voci riguardanti noi due in giro per Hogwarts…”
“Sì, le ho sentite. Ho subito diversi interrogatori e dopo due anni che mio fratello ha abbandonato la casa, ho avuto a che fare con lui, direttamente davanti al preside.”
“Davanti al… scusa.” Disse all’improvviso. “Non sono solito ad ammettere i miei errori, ma ho esagerato. Tuo fratello ha iniziato ad aggredirmi, tutti sparlavano alle mie spalle, se mi fossi accorto che sulla camicia c’erano le tue iniziali sarei rimasto sul piano principale di rimanere qui per tutto il giorno in attesa della mia roba! Non so cosa mi è saltato in testa, ok? Sei arrabbiato con me?”
“Un po’.”
“È comprensibile…”
Regulus si alzò dalla sedia avvicinandosi a lui con sguardo severo. “Sono arrabbiato, perché non sto capendo se con questo discorso tu mi stia negando ogni possibilità di rendere veritiero il gossip che hai iniziato.”
Si fermò a pochissima distanza da lui fissandolo. Piton lo guardava ad occhi sgranati e bocca aperta. Deglutì confuso sentendosi le orecchie in fiamme.
“Eh?”
“Sì insomma…” Regulus arrossì leggermente a sua volta. “Non è un segreto che tu… per me… insomma…”
“Eh?”
“E mio fratello è già impazzito in proposito, sai com’è, sono il suo fratellino, deve essere una cosa che gli è rimasta da quando ero piccolo. Per lui sono puro e innocente e nessuno può pensare a me in quel modo.”
“Non è esagerato? Cioè non sembra uno a cui importi qualcosa, è sempre stato stronzo con te…” balbettò Piton cercando di cambiare argomento e provando a slittare via contro la parete, trovandosi ad ogni passo recuperato da Regulus.
“Prima di tutto non ne sai niente e le mie discussioni con mio fratello sono affari miei!” sbottò Regulus. “E hai perfettamente ragione sul fatto che sia uno stronzo, ma stai parlando del mio fratellone e non te lo permetto.”
Piton lo guardò alzando le sopracciglia. “Oh, ora vedo delle somiglianze tra voi.”
Regulus batté all’improvviso una mano al muro alle spalle di Piton bloccandolo con il suo braccio.
“O-ok, Regulus, non mi piace essere con le spalle al muro.”
“Non ho negato niente di ciò che hai affermato, Severus. Non l’ho fatto per approfittarne, sia chiaro, l’ho fatto per non smentirti davanti all’intera scuola. Ma vorrei davvero che fossero pettegolezzi fondati, ecco. E voglio una risposta.”
Piton si guardò attorno cercando una via di fuga, cercò nella tasca la sua bacchetta, che Regulus gli alzò davanti al volto tenendola in mano. “Una risposta, Sev. Non chiedo molto. Almeno provarci! Altrimenti tra qualche giorno confesserò in gran segreto di averti lasciato e tutta la scuola lo verrà a sapere e tutto sarà risolto.”
Piton guardò gli occhi pieni di speranza di Regulus, deglutì nervoso guardando ancora una volta nei suoi dintorni.
“Non… è che… non… noi siamo amici, Reggie!”
“Magari è così o magari capiremo di provare entrambi di più!”
“Sarà strano, sarebbe strano! Finirà in ogni modo per essere strano!”
“Sei a disagio.”
“No! sono perfettamente a mio agio con questi discorsi, haha, certo che sono a mio agio! Ho diciassette anni, Regulus, come potrei essere a disagio con una dichiarazione!?”
“Allora sarai a tuo agio a darmi una risposta!”
“Regulus, mi stai chiedendo di fare sesso con te! Così dal nulla! Cioè, io… non… parliamo di sesso!”
“Non solo quello! Ti sto chiedendo di provare una relazione con me! Domenica! C’è Hogsmeade, facciamo un vero appuntamento! Solo io e te! Studiamo insieme qui nella sala comune, o in biblioteca, vieni a vedere le mie partite di quidditch! Se poi non siamo a nostro agio o non…” sospirò. “O continui a non vedermi come qualcosa di più di un amico… pace fatta ecco.”
Piton lo guardò sempre più paonazzo, ormai anche il collo aveva assunto il colore rosso. Non voleva dirgli che non aveva alcuna esperienza di relazioni, che l’idea lo metteva a disagio, per non parlare del… sesso… in fondo era tutto partito da lui. Ma non voleva nemmeno che fosse un dovere.
“Quindi… non vorresti solo il se….il seee…”
“Sess-.” Gli mise una mano davanti alla bocca.
“Non… va bene, UN appuntamento ad Hogsmeade.”
Regulus urlò di gioia stringendolo in un abbraccio, Piton se ne liberò subito cercando di raffreddarsi da tutto il rossore che si sentiva addosso.
“E niente qualunque cosa fosse questo!”
“Oh wow, sei davvero a disagio con il contatto fisico, è perché sei davvero vergine o…?”
“Non è importante!” sbottò Piton tornando a infiammarsi. Regulus ridacchiò mentre lo seguiva verso i divanetti.
“Beh, dovrò saperlo prima o poi, sai, nel sesso è abbastanza importante informare chi lo mette.”
“Lo mette cosa? Oooh! Ma che- per Merlino, Regulus!” sbuffò buttandosi seduto sul divano mentre Regulus rideva affiancandosi a lui. “E perché poi dovresti essere tu!?”
“Ma perché sono più esperto, sono bravo sai!”
“Sirius Black mi ucciderà…”
Regulus rise appoggiando la testa alla sua spalla. Piton si irrigidì ma non lo spostò.
“Pensa quanti dettagli potrai raccontargli se ci tieni!”
“Decisamente no?!”
Regulus rise di nuovo guardandolo con gli occhi luminosi. “Sai Sev, sono davvero contento che tu abbia deciso di fare lo sbruffone… anche se magari non andrà bene o ci metterai del tempo ad aprirti con me.”
Piton sorrise leggermente guardando altrove. Appoggiò la mano tra i capelli ricci di Regulus e sospirò con dolcezza.
“Severus?”
“Mh?” si girò a guardarlo e Regulus gli mise una mano sul volto baciandolo e facendolo avvampare nuovamente.
“Non avevi nemmeno mai dato un bacio?”
“Ma certo che l’avevo dato, mi hai preso di sprovvista!” quasi urlò.
“Ricordi la cosa sull’essere sinceri con-.”
“Oh stai zitto!”
Regulus si mise a ridere tornando ad appoggiarsi sulla sua spalla, e sorrise sentendo anche Piton ridacchiare.