Actions

Work Header

Rating:
Archive Warning:
Category:
Fandom:
Relationship:
Characters:
Language:
Italiano
Stats:
Published:
2023-06-08
Words:
839
Chapters:
1/1
Comments:
5
Kudos:
28
Hits:
859

I hate accidents except when we went from friends to this

Summary:

Brevissima one shot su un momento specifico che forse non avremo mai ma intanto possiamo immaginarcelo e sognarcelo.

Sognare non costa nulla, no?

Work Text:

“Marcello?”

Adelaide, visibilmente spazientita, lo chiamò dal salotto dove se ne stava sdraiata sul divanetto verde. Avevano appena fatto l’amore e l’unica cosa che indossava per coprirsi era la camicia bianca di Marcello, molto più comoda del vestito con il quale era arrivata quella sera a casa sua. Marcello, non appena avevano terminato, si era alzato bruscamente dal divano ed era sparito in camera da letto.
Da quel momento erano passati circa dieci minuti e Adelaide non sapeva che pensare.

“Un minuto”
Urlò Marcello dall’altra stanza.

“Immagino tu non voglia dirmi che cosa tu stia combinando”
Rispose Adelaide sentendo rumori di cassetti che si aprivano e si richiudevano.

“Lo saprai fra poco. Porti pazienza ancora un attimo, contessa”
Adelaide alzò gli occhi al cielo, sorrise e si tirò leggermente su per sistemarsi meglio la camicia.

“Barbieri ormai dovresti sapere che la pazienza non è una virtù che mi appartiene”

Adelaide sentì Marcello ridere nell’altra stanza.
“Ci sono”

“Finalmente”
Disse Adelaide, al limite dell’esasperazione, prima di voltarsi verso di lui.
Marcello però prontamente spense la luce del salotto impedendole di vedere cosa nascondesse.

“Sei impazzito?”

“Chiudi gli occhi”

“Hai spento la luce. Non ti vedo comunque”

“Chiudili lo stesso”
Adelaide sospirò ma infine si arrese alla richiesta di Marcello.

Quest’ultimo corse a posare delle candele sul tavolino di fronte al divanetto e le accese rapidamente con l’accendino.
Sistemate le candele andò a recuperare in camera il bouquet di rose rosse che aveva fatto preparare per lei quel pomeriggio dal suo fiorista di fiducia in Monte Napoleone.
Tornato in sala si mise chinato in terra davanti al tavolino e sistemò il bouquet davanti a lui.

“Ora puoi aprire gli occhi”
Ad Adelaide al vederlo chinato per terra con un mazzo di rose in mano per poco non venne un infarto.

“Buon compleanno”

“Chi ti ha-“

“Matilde”
Le rispose prontamente Marcello, togliendole subito il dubbio su chi dei suoi famigliari l’avesse tradita.
Adelaide annuì e scosse la testa. Doveva immaginarselo; da quando Matilde era tornata a lavorare al Paradiso e si era trovata a lavorare con lui lei e Marcello erano diventati inseparabili.

“Lo so che le rose più belle di tutta Milano sono le tue ma spero che queste comunque facciano una bella figura”
Disse Marcello scherzoso mentre le porgeva il bouquet.

“Sono bellissime. Grazie”
Adelaide si sporse dal divanetto per dargli un bacio veloce.

“Non ho finito. C’è anche questo”
Marcello allungò la mano dietro di sè e afferrò una scatolina che si era nascosto dietro alla schiena.
Adelaide si sentì mancare il respiro quando si rese conto che quella scatola così piccola poteva solo che contenere un anello.

“Adelaide nell’ultimo anno ho capito più cose di me che in tutta la mia vita e il merito è in gran parte tuo. Se ora sono l’uomo che hai davanti lo devo principalmente a te. Non so cosa diventerò un domani o quali nuove sfide mi attenderanno ma una certezza sul futuro ce l’ho ed è che voglio scoprirlo e affrontarlo insieme a te.
Ti amo Adelaide e ti chiedo scusa perchè avrei dovuto dirtelo più spesso negli ultimi mesi per dissipare del tutto ogni tuo dubbio o incertezza ma ho sempre sperato che fossero i miei occhi quelli in grado di dirti quello che magari a parole ancora non riuscivo a dire.
Sono consapevole che sia una follia, soprattutto per te, e puoi pure rispondermi di no ma io te lo chiedo lo stesso contessa Adelaide di Sant’Erasmo vorrebbe farmi l’immenso onore di diventare mia moglie?”
Marcello recitò il discorso che si era preparato tutto d’un fiato e finalmente aprì la scatolina.

Adelaide lo guardava con il volto rigato di lacrime incapace di pronunciare una sola parola. Gli occhi di lei caddero sull’anello.

“So che non è all’altezza ma -“

“È bellissimo”
Lo interruppe immediatamente lei con un filo di voce e Marcello le sorrise tirando un sospiro di sollievo.
Marcello rimase a guardare la sua faccia sconvolta per qualche istante aspettando una risposta che però non arrivava.

“Allora è un sì oppure-?”

Adelaide scosse leggermente la testa per destarsi dallo stato di shock in cui versava. Marcello però interpretò il gesto come una negazione e subito abbassò gli occhi. Adelaide rendendosi conto di averlo confuso si gettò immediatamente giù dal divanetto sedendosi a terra di fronte a lui.

“È un sì. Marcello, sì”
Gli disse prendendogli il volto fra le mani.

Marcello sorrise e la baciò velocemente prima di staccarsi da lei per metterle l’anello.

“La fedina d’oro alla base era di mia madre. È l’unico ricordo tangibile che ho ancora di lei. L’oggetto più prezioso che la mia famiglia abbia mai posseduto. Il mio passato nelle mani del mio futuro”
Spiegò Marcello mettendole l’anello al dito.

Adelaide si asciugò una lacrima e l’abbracciò.
Quando si staccò da lui Marcello la prese per la vita e la baciò.

“Ti amo”
Le disse nuovamente sussurrandoglielo sulle labbra.

“Ti amo anch’io. E questo è ufficialmente il compleanno più bello della mia vita”

I due scoppiarono a ridere prima di riprendere a baciarsi.