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Fandom:
Relationship:
Characters:
Language:
Italiano
Collections:
L’estate dei Barberasmo
Stats:
Published:
2023-07-07
Words:
882
Chapters:
1/1
Comments:
10
Kudos:
24
Hits:
378

What a glorious feeling

Summary:

Marcello si allontanò di un passo e aprì le braccia, gettando la testa indietro: “Non ti sembra di volare?”

Adelaide, ormai incurante di qualsiasi etichetta, lo imitò: chiuse gli occhi e lasciò che le gocce le scivolassero sul viso.

Marcello aveva ragione, non si era mai sentita così libera.

Work Text:

So dark up above,
The sun's in my heart
And I'm ready for love

Per le strade di Genova, in una giornata calda e soleggiata come quella, nessuno si sarebbe aspettato un così rapido cambiamento metereologico. 

Adelaide aveva insistito per visitare tutte le chiese della città, talmente tante che Marcello ormai aveva perso il conto. Quando finalmente uscirono dalla porta principale della Chiesa di San Lorenzo, sollevò lo sguardo verso il cielo terso.

“Quanto tempo siamo stati lì dentro? Prima c’era il sole!”

Adelaide rise e scosse la testa: “Ti sei annoiato a morte, non è così?”

“No, dico sul serio”, replicò puntando il dito verso l’alto, “Mi sa che tra poco piove”

“Prima di tutto dobbiamo capire come tornare all’albergo, questa città è un labirinto…”

Si incamminarono, mentre Marcello cercava di decifrare la cartina geografica e allo stesso tempo tenere d’occhio le iscrizioni con i nomi delle vie.

Raggiunsero un grande arco che dava su una certa Piazza Santa Brigida, quando di colpo un tuono squarciò il cielo e cominciò a piovere gocce grandi e rumorose.

“L’abbiamo scampata per un metro”, Adelaide ringraziò di non aver fatto quel passo in più, così era rimasta all’asciutto. 

Il bello dei temporali estivi era la loro breve durata, avrebbero solo dovuto aspettare quanto bastava affinché cessasse il diluvio.

La Contessa lanciò uno sguardo a Marcello, che osservava la piazzetta di fronte a sé. Aveva una strana espressione in volto, la stessa che gli si dipingeva quando gli balenava un’idea per i loro affari.

“A cosa stai pensando?”, gli chiese incuriosita.

“A una cosa divertente...”

Adelaide sollevò un sopracciglio: “Hai intenzione di mettermi al corrente o vuoi divertirti da solo?”

Marcello le rivolse un sorriso malizioso, la prese per mano e la tirò con sé nel bel mezzo della stradina, completamente esposta alla pioggia.

“Marcello, sei impazzito?”, la Contessa urlò per sovrastare il rumore circostante.

In meno di un attimo si sentiva già completamente fradicia e avrebbe voluto correre subito al riparo, ma Marcello non mollava la presa.

“Lasciati andare!”, esclamò lui, “Com’è che faceva quel tizio del cinema? Ah, sì…”

Prese un respiro e si mise a cantare a squarciagola, tentando di imitare Gene Kelly in Cantando sotto la pioggia , ma in una lingua che suonava tutto fuorché inglese. Come se non bastasse, si mise pure a ballare, trascinando con sé la Contessa e facendola piroettare fino a farle girare la testa.

“Smettila, dico sul serio!”, protestò, ma con meno fermezza di quanto volesse mostrare, “Ci prenderemo una bronchi- Marcello!”

L’uomo l’aveva sollevata per la vita e la stava facendo volteggiare, mentre lei lanciava degli urli molto poco nobili che ben presto si trasformarono in una risata.

Quando la fece tornare con i piedi a terra sembravano entrambi appena usciti da un bagno in mare, i capelli completamente fradici e le gocce di pioggia che scivolavano sulla pelle.

“Se stai pensando ad una carriera ad Hollywood, sei proprio fuori strada!”, esclamò la Contessa, senza smettere di ridere, “E comunque questa me la paghi, Barbieri!”.

“Io direi che siamo pari, dopo tutte le chiese che mi è toccato vedere oggi!”

La Contessa sospirò, poi sollevò le mani: “ Touché !”

Rimasero uniti, sotto la pioggia, a guardarsi negli occhi. Quelli di Adelaide, che sembravano ancora più chiari del solito, caddero sulle labbra carnose di Marcello.

Erano un richiamo a cui non sapeva resistere.

Lo bacio così, come nel più cliché dei romanzi rosa, eppure dovette ammettere che in quel cliché un fondo di verità esisteva: la pioggia rendeva tutto estremamente più romantico. 

Quando si separarono, la felicità si leggeva sui volti umidi di entrambi. Marcello si allontanò di un passo e aprì le braccia, gettando la testa indietro: “Non ti sembra di volare?”

Adelaide, ormai incurante di qualsiasi etichetta, lo imitò: chiuse gli occhi e lasciò che le gocce le scivolassero sul viso. 

Marcello aveva ragione, non si era mai sentita così libera.

 

Quando raggiunsero l’albergo, il concièrge per poco non si sentì male nel vederli gocciolare sui preziosi tappeti. Li squadrò inorridito, mentre consegnava a Marcello la chiave e quest’ultimo lo ringraziava, trattenendo a stento una risata.

Quando finalmente raggiunsero la loro stanza, Adelaide scoppiò a ridere: “Hai visto come ci guardava, pover’uomo, gli abbiamo fatto perdere dieci anni di vita!”

“Vedo che alla fine ti sei divertita”, Marcello si affrettò a spogliarsi dei vestiti umidi, “Temevo che ti saresti arrabbiata.”

“Ci è mancato poco”,  Adelaide gli si avvicinò e gli posò una mano sul petto nudo, “Ma devo ammettere che è stato divertente.”

Marcello sorrise, soddisfatto: “Bene, ora però è meglio che ti liberi al più presto di questi abiti…”, passò le mani dietro alla sua schiena per aprire la lampo del vestito, “Non vorrai rischiare di prendere una bronchite, no?”

La Contessa si avvicinò al suo orecchio: “Attento, Barbieri, ti stai prendendo troppe libertà con me”, gli sussurrò suadente, “Hai dimenticato chi sono?”

“Adelaide, temo che il tuo titolo sia caduto nel momento in cui mi ha baciato sotto la pioggia come la protagonista di un fotoromanzo.”

La donna fece per ribattere, ma le mani di Barbieri si stavano muovendo su sentieri proibiti e qualsiasi rimprovero sarebbe suonato patetico. Si limitò a scuotere la testa e sussurrò un " touché" , prima di lasciarsi condurre da Marcello ancora una volta al confine tra follia e libertà.