Actions

Work Header

Rating:
Archive Warning:
Category:
Fandom:
Relationship:
Characters:
Language:
Italiano
Stats:
Published:
2023-09-14
Words:
924
Chapters:
1/1
Comments:
8
Kudos:
23
Hits:
470

Some things are meant to be

Summary:

Aveva provato a farsi un’idea di quella dimora, che naturalmente non rispecchiava a pieno la realtà. Eppure, forse per la prima volta nella sua vita, ciò che vedeva superava di gran lunga le sue aspettative.

Probabilmente, pensò, non era solo merito dell’arredamento.

Notes:

(See the end of the work for notes.)

Work Text:

Quando il campanello di casa Barbieri suonò, Armando sussultò per lo spavento. Non si sarebbe mai abituato a tutti i nuovi rumori di quella casa moderna.

Lasciò il giornale sul tavolino e si affrettò ad aprire.

“Contessa”, la salutò con un cenno del capo e fece per invitarla ad accomodarsi, ma la voce di Marcello dalla cucina lo precedette.

“No, no, no, aspetta! Non è ancora tutto pronto!”

Armando guardò prima lui, poi Adelaide, imbarazzato: “Marcello, scusa, ma vuoi lasciare la Contessa così sulla porta? Mi scusi, eh, Contessa, ma sta sera non so che gli prenda…”

Adelaide abbassò lo sguardo divertita, mentre Marcello li raggiungeva all’ingresso.

“E va bene, entra pure, però chiudi gli occhi!”

Barbieri le tese la mano e la donna, lusingata, lo assecondò.

“Bene, ehm…”, Ferraris nel frattempo aveva recuperato la giacca e le chiavi, “Io vado che… Sì, insomma, avete capito. Buona serata!”

La porta si  chiuse alle sue spalle con un tonfo, mentre Adelaide si lasciava guidare dalla presa salda di Marcello.

“Dammi solo un momento…”

Barbieri lasciò la presa e, con gli occhi ancora chiusi, la Contessa lo sentì spostare qualcosa e armeggiare con l’accendino.

“Ecco, ora puoi aprirli!”

Aveva provato a farsi un’idea di quella dimora, che naturalmente non rispecchiava a pieno la realtà. Eppure, forse per la prima volta nella sua vita, ciò che vedeva superava di gran lunga le sue aspettative.

Probabilmente, pensò, non era solo merito dell’arredamento.

Sul tavolo ben preparato spiccavano un vaso di fiori freschi e due candele accese.

“Allora, ti piace?”

L’agitazione di Marcello era palpabile, lo capì da come gli brillavano gli occhi. Ci teneva molto al suo parere, ci teneva davvero .

“Devo dire che hai fatto un ottimo lavoro. E’... moderna, accogliente. Mi piace.”

“Lo dici sul serio o solo per non deludermi?”

“Mio caro, quando mai ho dispensato complimenti immeritati? Dico quello che penso e penso che questo posto ti si addica.”

Marcello, con le braccia dietro la schiena, abbassò lo sguardo accennando ad un sorriso un po’ sghembo: “Però non so se si addica anche a te.”

In un moto di tenerezza, la Contessa allungò una mano per accarezzargli il volto e attese che quegli occhi profondi tornassero a incrociare i suoi per rassicurarlo: “Insieme a te qualunque posto è casa.”

Il volto di Barbieri si illuminò e da dietro la schiena fece spuntare quello che aveva tutta l’aria di essere un quarantacinque giri.

Vedendo l’espressione confusa della donna, Marcello si affrettò a spiegare: “Sai, qui abbiamo tutti gli elettrodomestici di ultima generazione, quindi non poteva mancare un giradischi!”

Adelaide sollevò un sopracciglio.

“Sì, lo so che ce l’hai anche tu in villa, ma questo è proprio nuovo di zecca e non è ancora stato messo in funzione…”, disse estraendo il vinile e posizionandolo sul piatto, “E scommetto che in villa non ascolti le canzoni americane.”

La Contessa si portò una mano alla fronte: “Ti prego, non dirmi che è quella musica chiassosa che la gente balla come se avesse preso una scossa elettrica!”

Marcello rise di gusto: “Se intendi il rock’n roll, no, non ti preoccupare. Conosco i tuoi gusti e sono convinto che questa ti piacerà.”

Il vinile prese a girare e una melodia lenta si diffuse nel soggiorno. Senza chiedere il permesso, Marcello la prese per mano e la trascinò in un romantico ballo.

Wise men say

Only fools rush in

But I can’t help falling in love with you

“Che dici, questo Elvis è di tuo gradimento?”

Con le mani attorno alla sua nuca, Adelaide ondeggiava a ritmo di musica, lasciandosi guidare dal suo cavaliere.

Lasciarsi guidare: era un desiderio che ormai aveva imparato ad assecondare e con Marcello le veniva spontaneo. Soprattutto, sapeva che di lui poteva fidarsi.

“Ammetto che non mi dispiace.”

Like a river flows

Surely to the sea

Darling, so it goes

Some things are meant to be

“Sai cosa sta dicendo?”

Adelaide scosse la testa.

“Come un fiume scorre dritto verso il mare, così certe cose sono destinate a succedere.”

La Contessa annuì: da quando era entrato nella sua vita, anche lei aveva cominciato a credere nel destino.

“Hai imparato l’inglese?”, gli chiese.

Barbieri sorrise: “Magari! Ho chiesto a mia sorella Angela, lei ormai se la cava con la lingua.”

Take my hand

Take my whole life too

For I can’t help falling in love with you

“E adesso cos’ha detto?”

Barbieri si schiarì la voce: “Prendi la mia mano, prendi tutta la mia vita, perché…”, si bloccò un attimo, come se stesse prendendo coraggio, “Perché non posso fare a meno di innamorarmi di te.”

A quelle parole, innavvertitamente, Adelaide si sentì arrossire dalla testa ai piedi come una ragazzina.

Era stato così, anche per lei. All’inizio aveva provato a resistere a quel sentimento, a convincersi che tra di loro non potesse esserci niente, ma ormai Cupido la sua freccia l’aveva lanciata. 

D’altra parte, innamorarsi di un uomo con un cuore così grande e con ideali così puri, era pressoché inevitabile.

Spinta dall’irrefrenabile impulso di annullare ogni distanza, si strinse a lui stampandogli un bacio sul collo.

Lo sentì sorridere sulla sua pelle, mentre le accarezzava la schiena con quelle mani grandi che la facevano sempre sentire in una fortezza.

“Sai, ho sempre avuto l’impressione che nonostante tutto mancasse qualcosa in questa casa.”

La musica sembrava ormai distante, mentre Marcello la teneva stretta e lei ascoltava il battito dal suo petto.

“E cosa mancava?”, la voce della Contessa era poco più di un sussurro.

Barbieri posò le labbra sulla sua fronte per lasciarle un bacio.

“Mancavi tu.”



Notes:

Ecco una piccola one-shot che mi frullava in testa da quando ho scoperto che Can't help falling in love è uscita nel 1961 e che esiste un vinile da quarantacinque giri con quel singolo. Li ho subito immaginati mentre ballavano insieme e, come al solito, il resto si è scritto da sé.