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Io e te
Si sono trasferiti nella nuova casa in Texas ed è ancora più bella di come Henry la ricordava dalle uniche due volte che l'aveva vista prima dell'acquisto. Certo, in giro per tutte le stanze ci sono ancora tutti gli scatoloni colmi delle loro cose, ma questo non intacca minimamente la bellezza di quella che spera possa presto essere simbolo della loro futura vita assieme. Aveva proprio bisogno di un cambiamento, non ce la faceva più a sopportare il peso della vita di New York e lo stesso valeva per Alex. Adesso lo vede più rilassato e pieno di energie come quando era all'università. È stata la decisione migliore che potessero prendere, devono solo aggiungere quel piccolo pezzo in più che attendono con impazienza: Il matrimonio.
Hanno deciso per una cerimonia semplice e privata nel giardino di casa con loro i familiari e gli amici più stretti: i tre genitori di Alex, sua madre, Bea e suo marito, Philippe e Martha, Shaan con Zhara, ovviamente June, Nora e Pez; hanno invitato anche Amy con la moglie e la loro bambina, mancherà soltanto Cash non presenzierà per motivi di lavoro. Ma va bene così.
In questo preciso momento, Henry si trova nella stanza degli ospiti dove avrebbe dovuto dormire Alex la notte precedente, anche se intorno alle 2 del mattino aveva sentito la porta della loro camera aprirsi e Alex entrare per accoccolarsi sul suo petto; "sei sveglio?" aveva sussurrato direttamente sulla sua pelle morbida e calda.
"Ovviamente! Ma non dovevamo dormire separati la notte prima delle nozze?"
"Prima di tutto: è una tradizione stupida."
"Concordo. E poi?"
"E poi sono stanco di dormire lontano da te. Abbiamo deciso di venire a vivere qui anche per non sentire troppo la mancanza l'uno dell'altro. Iniziamo subito, no?" La bocca si era spostata sul suo collo e l'aveva sentito deglutire come fa sempre quando si eccita.
"Mi sembrano motivazioni molto valide. E poi così credo che riuscirò a prendere sonno."
È arrivato il grande giorno, per questo sono ognuno nelle rispettive stanze a prepararsi, almeno un minimo di alone di mistero prima della cerimonia sembra quasi d'obbligo.
Henry si guarda allo specchio e si sistema il cravattino, allentandolo appena. L'ansia del momento gli sta mozzando il fiato e quel cravattino è quasi una corda stretta intorno alla giugulare.
Vede riflessa nello specchio la figura di sua madre entrare con gli occhi già lucidi di emozione.
"Bambino mio."
"Non starai per piangere?!"
"No, però sono emozionata e molto felice per te."
"Ti ringrazio." Risponde egualmente emozionato. "Bea è ancora da Alex?"
"Sì, l'ho vista poco fa entrare nella stanza."
"L'ho mandata io da Alex, volevo essere sicuro che stesse bene."
Proprio in quel momento, Bea entra in camera con il suo abito color glicine monospalla e i capelli raccolti in uno chignon morbido con due ciuffi lasciati liberi ai lati del viso a contornarne i lineamenti delicati.
"Come sta?" Chiede immediatamente Henry, più agitato di sapere le condizioni di Alex che per la cerimonia in sé.
"Sta bene, è agitato tanto quanto te e continua a ripetere che non vede l'ora di poterti chiamare marito."
"Sì, lo ripete da una settimana ormai." Si guarda un'ultima volta sorridendo al sé stesso riflesso sulla superficie specchiata. "Okay, siamo pronti."
Esce dalla stanza e raggiunge il giardino dove è stato allestito un arco pieno di fiori – la capacità di scegliere i fiori di Alex lo aveva stupito e intrigato allo stesso tempo – e raggiunge il giudice di pace in attesa che arrivi suo, ancora per poco, futuro marito. Nonostante scherzino sempre sul fatto che Henry è Leia e lui Han Solo, Alex aveva espressamente richiesto di arrivare dopo di lui perché a detta sua sarebbe svenuto alla vista del ragazzo passare per la navata, mentre in questo modo potrà concentrarsi sul camminare e raggiungerlo per poi afferrare le sue mani e calmarsi perché sono lì per qualcosa di importante, l'inizio di una nuova fase della loro vita insieme.
Solo che non ha messo in conto che così sarà lui a doverlo attendere e ringrazia che ci sia sua sorella accanto a tenergli la mano perché ha il cuore che batte a mille e le gambe che tremano dalla felicità. Finché non vedrà Alex di fronte a sé con il suo sorriso, con le sue ciglia chilometriche – seriamente, ancora non si spiega dopo anni come sia possibile che abbia quelle ciglia – e i suoi occhi che sprizzano amore ad ogni sguardo.
Poco dopo, lo vede arrivare accompagnato da sua madre e si rende conto che entrambi hanno trattenuto il respiro fino al momento in cui le loro mani si sono ricongiunte. Si sorridono, gli occhi fissi l'uno nell'altro e il giudice prende la parola. Parla di loro, parla di come l'amore sia la cura e la soluzione ad ogni male ed Henry non può che essere d'accordo. Per lui l'amore di Alex è stato salvifico, in tutti i sensi possibili. Poi l'uomo lascia la parola a loro ed Henry parla per primo.
"Alex." Trema fuori, con un nodo alla gola, che cerca subito di schiarire per riprendere. "Alex, amore della mia vita, non ci credo che siamo qui, finalmente. Ho sognato questo momento da quel nostro incontro a Rio e ogni giorno da allora. Desideravo tutto questo e non credevo che proprio tu saresti stato tanto coraggioso e caparbio da combattere persino contro la Corona d'Inghilterra per me e stare con me. Nessuno prima, mi aveva mai dimostrato di tenerci tanto, di amare Henry e non il principe d'Inghilterra. A Parigi, anni fa, ti dissi che Henry Fox doveva appartenere a sé stesso e a nessun altro, ma tu mi hai dimostrato che sbagliavo. Io appartengo a te, irrimediabilmente ed eternamente. Ti amo da impazzire e non vedo l'ora che inizi questo nuovo capitolo della nostra vita per dimostrarti che anche io sono coraggioso e caparbio e che lotterò per noi, per te che sei la ragione per cui la mia vita ha senso d'esistere. Inoltre, amore mio, prometto di imparare a cucinare alla perfezione il filetto alla Wellington."
Tutti ridono all'ultima frase. Alex abbassa lo sguardo e scuote la testa. Gli sussurra qualcosa, in modo che solo lui possa sentirlo, poi stacca le mani da quelle di Henry e tira fuori dal taschino della giacca un biglietto ripiegato più volte. Lo apre e si schiarisce la gola per leggere.
"Henry, amore della mia vita." Inizia esattamente come l'altro, consapevoli come quella fosse l'unica cosa uguale che avrebbero scritto nei loro discorsi. "Una volta, in una di quelle famose e-mail, che ci hanno portato fin qui, scrissi una lista di cose che amo di te. Beh, sono andato a cercarla ed erano 20 cose, anche se ammetto di aver barato inserendo due volte uno stesso punto ma, a mia discolpa posso solo dire che appena sveglio sei ancora bellissimo. Comunque, ne ho aggiunte altre, quindi amo di te:
21. Il fatto che quando sei nervoso ti tocchi l'anulare dove un tempo c'era l'anello reale
22. Il coraggio che hai dimostrato nell'andare contro la tua famiglia per essere te stesso
23. La tua costanza nel cercare di imparare a cucinare nonostante spesso cucini cose discutibili
24. I tuoi momenti no, che ti rendono splendidamente drammatico
25. Il fatto che ricerchi sempre Orione quando sei nei tuoi momenti no (sì ormai lo so che funziona così)
26. La consistenza dei tuoi capelli che sognavo di poter avere tra le mie dita fin da quando ho visto il tuo poster sulla rivista di June
27. L'entusiasmo che hai nel fare cose nuove
28. Il fatto che ogni mattina la prima cosa che dici è il mio nome
29. Il modo in cui ti prendi cura di David e lo ami
30. Il modo in cui ti prendi cura di me anche quando dimentico io stesso di farlo
Sarei potuto andare oltre, ma per ora mi fermo qui. Non vedevo l'ora che arrivasse questo giorno per poterti chiamare marito perché sono fiero di te e di essere con te. E prometto che ti insegnerò a fare la spesa in un tipico supermercato texano H-E-B."
Il giardino esplode in un applauso mentre i due si scambiano le fedi e finalmente possono baciarsi.
"Siamo sposati." Dice Alex direttamente sulle labbra di Henry.
"Siamo sposati davvero. Io e te."
"Io e te." Concorda Alex.
