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Day 1: Rosso di sera
Sua sorella avrebbe detto: “il cielo è rosso sangue”. E avrebbe avuto quello sguardo perso, terrorizzato, come se stesse vedendo qualcosa di terribile, a milioni di chilometri di distanza. Cosa che era, tutto sommato; la lungimiranza è cosa di famiglia, e anche suo nonno vedeva cose molto lontane nello spazio e, ogni tanto, nel tempo.
Fermo sul balcone della vecchia casa di famiglia, Baldar Merenberg guarda il sole discendere sul mare in un incendio di luce. Sua sorella non c'è più da molti anni. Lui ne aveva dieci, allora; lei quattro in più quando si è gettata da quel balcone. Non hanno mai trovato il corpo, che si è perso nelle onde. E nessuno è stato davvero sorpreso dalla cosa. La povera Hagala era tormentata dalle sue visioni, come succede a volte quando la lungimiranza ritorna troppe volte in una stessa famiglia. Quante volte ha sentito dire dagli amici della sua famiglia: “per fortuna che il bambino non è lungimirante!”
All'improvviso non riesce più a mettere a fuoco l'orizzonte. Un singolo respiro sembra protrarsi all'infinito. Di fronte ai suoi occhi si dipana una storia, immagini immote, pennellate di una guerra che verrà. La visione si protrae per un tempo che gli sembra infinito, poi sembra cedere per il proprio stesso peso e si infrange in milioni di frammenti, lasciandolo solo col tramonto, col cielo arrossato, col senso di colpa.
È nato sapendo che sua sorella sarebbe morta. L'ha odiata per questo. L'ha odiata per le lacrime che sua madre gli ha nascosto, ma che lui ha visto comunque; per la necessità di essere alla sua altezza, per le scelte che avrebbe dovuto fare. Per cui l'ha nascosto, quello scomodo potere, e ha evitato il destino che gli era stato assegnato. Entrambi sapevano, nessuno dei due ha mai parlato. Hanno parlato molto poco, lui e Hagala.
Eppure hanno condiviso tanto.
“Il cielo è rosso sangue”, avrebbe detto Hagala, e aveva ragione. Il cielo ha il colore del sangue che verrà versato, in un evento distante, ora, ma che nessuno potrà davvero impedire. Ogni frammento del mosaico è già al suo posto, e se rimane qualche spazio vuoto, non potrà mutare davvero il disegno finale. Se Baldar fosse fragile come sua sorella, si sarebbe gettato molto tempo fa.
Un respiro profondo.
Non può evitare quello che accadrà. Non ora, almeno; è troppo tardi. Può solo muoversi ai margini del futuro, laddove le visioni saranno sempre poco chiare e nebulose. Può influenzare qualcosa, e non è cosa da poco. L'uomo drizza la schiena, tende le labbra.
Quando il tempo arriverà, lui sarà pronto.
