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« Io glielo avevo detto a quella testa di chocobo — per non dire testa di cazzo — che infilarsi in questa dannata foresta sarebbe stato come buttarsi in un mare di merda, ma no, NO!, lui ha insistito dicendo che qua avremmo trovato sicuramente roba inestimabile. » Cid bofonchiava come una teiera da un’oretta buona, più o meno da quando lui e Yuffie avevano messo piede nella foresta degli Antichi che, a detta sua, forse un po’ se l’erano meritato di estinguersi — che riposasse in pace la povera Aerith — considerato il posto sperduto e labirintico in cui avevano nascosto cose. « E come se non bastasse mica c’è venuto lui fin qua a rompersi il cazzo, oltretutto appioppandomi una palla al piede di portate epiche. »
« Ehi, vecchio, guarda che se qui c’è una palla al piede quella sei te. » ribatté la ragazzina rafforzando la frase con un bel dito medio. « Ti stai lamentando come una vedova decrepita e acida da quando abbiamo messo piede qua dentro. »
Il meccanico però non era certo il tipo da farsi zittire con così poco e perciò rincarò la dose.
« Senti poppante, vediamo di intenderci io e te. Mi vorrai mica dire che ti sembra normale essere mollati qua come due stronzi mentre nel frattempo quelli se ne vanno a giro per tutta Gaya con la mia aeronave, fregandosene del fatto che ‘sto cesso di boschetto è un labirinto del cazzo pieno di bestie strane e anfratti inarrivabili? Te lo dico io, no che non è normale e tu fai ovviamente parte di tutto ciò che è anormale in questa faccenda. »
« E ti sembra normale che uno squilibrato dalla chioma fluente e argentea stia per carbonizzare questo pianeta? Che noi come tanti piccoli imbecilli ci stiamo letteralmente andando ad ammazzare? Se barcamenarci qua ci aiuta a trovare qualcosa per morire almeno armati fino ai denti, se permetti, preferisco le strane bestie. E poi da quando due mostriciattoli ti creano scompensi? »
« Macché scompensi, mi sembra semplicemente una perdita di tempo inutile. » sbuffò Cid, stando ben attento a non inciampare nelle radici secolari che spuntavano dal terreno. « Ma va bene, come vuoi, mica è la tua ossessione per i tesori a renderti tanto spavalda. »
« Ti ricordo che fino ad ora abbiamo trovato delle Materia e ben due armi, ti sembra poco? »
Yuffie era tentata di dargli uno spintone e farlo rotolare per terra, magari grazie alle radici si rompeva un femore e almeno aveva qualcosa di sensato per cui lamentarsi. Ma non lo fece, seppur con tutta la buona volontà del mondo e anche volendo la sua attenzione venne attratta da un forziere seminascosto dalle fronde e il muschio.
« Bingo! » esclamò battendo le mani. « Devo solamente ripulire questa schifezza e aprire la cassa e… »
Cid finalmente, ritrovando un minimo di voglia di vivere, l’aiutò nell’arduo compito e dopo qualche bestemmia riuscirono a liberare l’oggetto contenuto all’interno del forziere: forse Cloud non aveva avuto tutti i torti a farli scarpinare fino a lì.
« Lo vedi? LO VEDI? »
« Sì, è un’armatura e sembra pure bella resistente. »
« E questa si va ad aggiungere a tuuuutto il ben d’Iddio che abbiamo trovato prima — che, per inciso, le Materia le ho trovate io e io me le tengo. » blaterò la ninja, ricevendo uno sbuffo esasperato da parte dell’altro.
« Sì, brava, ora però non pensi sia il caso di andarcene da qua? Mi pare che abbiamo girato questo cesso in lungo e largo. »
« Credi che non ci sia altro? Sicurosicuro? »
« Com’è vero che prendo a calci Strife quando lo ribecco. » annuì, esortandola a tornare indietro e uscire dalla foresta, ma mentre fece per voltarsi e incamminarsi, Yuffie udendo un rumore sinistro alle spalle del meccanico non ci pensò due volte a lanciare il suo shuriken. Peccato che lo fece un po’ alla cieca e improvvisando, tanto che Highwind non fece in tempo a scansarsi e seppur di striscio la lama lo colpì di striscio alla spalla. Ora la ragazza era seriamente nei guai.
« Ma porca di quella puttana, tu e quel tuo aggeggio infernale! » riuscì giusto a spostarsi di lato per non farsi falciare quando l’arma tornò indietro, finendo nuovamente tra le mani di Yuffie che per la prima volta non riuscì nemmeno a ribattere in maniera sarcastica. « Ora lo spacco anche a te quel culaccio secco da nana che ti ritrovi. »
« Eddai, non arrabbiarti, credevo di aver sentito qualche mostro o che altro— »
« Non me ne frega un beato cazzo né delle tue scuse e né della roba che abbiamo trovato, lo avevo detto io che era un’idea di merda e c’avevo ragione. » berciò mentre si tamponava la spalla con la mano, tentando di ignorare il bruciore di quella ferita inferta a tradimento. Dalla sua compagna di squadra per giunta. « Ho sempre sospettato che un giorno o l’altro mi avresti fatto crepare. »
« Oh, andiamo, per un graffietto… » non c’era voluto molto prima che la Kisaragi ritrovasse la sua vena ironica e dopotutto era colpa di quel brontolone di Cid che gliele tirava fuori di bocca.
« Almeno potresti degnarti di darmi una pozione o che so, usare una di quelle tue palle adorate del cazzo per curarmi, assassina! »
« Agli ordini, capo. » rispose mettendosi sugli attenti e rovistando nel marsupio in cerca di una Materia curativa.
« Non prendere per il culo che non appena torno a posto te la faccio pagare. »
« Non mi invogli a curarti, lo sai? »
« Muoviti. » grugnì quello, minacciandola ulteriormente con un’occhiata infuocata.
« Solo se mi perdoni. » fece lei con due occhioni dolci a cui il povero Cid non riusciva proprio a resistere, dopotutto anche se Yuffie era una rompipalle con i controfuochi, nonché assassina, era pur sempre una bimbetta e se con lei poteva soprassedere alla ferita, con Cloud Strife no. Oh, se l’era proprio legata al dito.
« D’accordo, ma ora sbrigati che dobbiamo uscire da qua con tutta ‘sta roba e chiamare quei disgraziati per farci venire a raccattare. » lasciò che la ragazzina gli si avvicinasse per curarlo con la magia, senza però, come al solito, smettere di lamentarsi. « Appena lo vedo mi sente quel cretino. »
Yuffie stavolta non poté fare a meno di scoppiare in una fragorosa risata.
