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Language:
Italiano
Stats:
Published:
2023-12-28
Updated:
2024-02-18
Words:
6,681
Chapters:
10/11
Comments:
2
Kudos:
17
Hits:
951

My head is a jungle

Chapter 1: L'inizio

Chapter Text

Un meraviglioso Natale o quasi era appena trascorso, i canti a squarcia gola, i film natalizi, biscotti appena sfornati a tema, giochi di comunità, risate e immensi sorrisi.
Marcello aveva passato il natale con Armando, Rosa, Matteo e Salvatore che aveva a sua volta chiamato tutte le veneri, Irene aveva portato con se Alfredo e Maria, Vito. Quasi tutti i membri della grande famiglia del Paradiso si erano riuniti in caffetteria, per passare dei meravigliosi momenti che avrebbero inevitabilmente creato altrettanto graditi ricordi.
Tutti stavano festeggiando, Maria e Vito costretti dalle lamentele di Irene si baciavano timidamente sotto il vischio, Salvatore provava disperato a far conversazione con Elvira approfittando del fatto che Tullio non era presente per problemi di lavoro, Armando parlava del partito con la nipote che ascoltava pazientemente e che a sua volta parlava dei suoi problemi lavorativi con lo zio, Alfredo parlava con Clara del loro amato ciclismo, delle prossime gare in vista e degli allenamenti, mentre Delia cercava di fare amicizia con Matteo.
Marcello era l'unico che per quanto fosse felice per questi rari momenti non si sentiva completo, gli mancava la sua Adelaide. Pensava a cosa stesse facendo in Francia, con la piccola Margherita. Alle risate e i momenti felici che lei stava -quasi certamente- passando senza di lui.

Fu scosso dai suoi pensieri al dolce profumo di biscotti appena sfornati che il suo socio portava con sguardo fiero verso gli invitati, cercando di ottenere il maggior numero di complimenti possibili.
E puntualmente arrivò anche verso di lui.
"Dai togliti quel muso! Assaggiane uno e dimmi se ti piace" gli porse un ometto di pandi zenzero che non poté rifiutare.
" Devo dire che è proprio buono. Bravo Salvo"

Il ragazzo andò via con un sorriso enorme stampato in volto e continuando imperterrito il suo giro di assaggi.
Alfredo, ormai stanco dell'unico suono di sottofondo, si avvicinò al Juke box e mise uno dei classici natalizi più apprezzati
"Sono sicuro che questa piacerà a tutti!!"

Vi seguirono minuti interinabili di danze improvvisate, che resero il momento ancora più divertente e spensierato.
*ring, ring* il campanello della caffetteria stava suonando.
"Guarda Salvo che se è un altro invitato non so dove metterlo. Va bene che la caffetteria è grande ma anche lei ha un limite" sbuffò Marcello dirigendosi lentamente verso la porta.
"Non ho invitato nessuno!! Beh escludendo i presenti"

 

Curioso Marcello aprì la porta: Adelaide entrò completamente scompigliata, il volto completamente in lacrime e il trucco ormai colato, i vestiti erano stropicciati e dal respiro affannoso sembrava avesse corso per arrivare fino a li dalla stazione.
Lei si gettò immediatamente tra le braccia di lui stringendolo forte e continuando ininterrottamente a piangere.
Tutti i presenti si bloccarono, guardando stupiti quella scena più unica che rara, non sapendo cosa fare.
Marcello vedendo la Di Sant'Erasmo tremare tra le sue braccia le chiese con dolcezza, mantenendo la calma per non metterle agitazione
"Adelaide, calma… cos'è successo?"
"CHIUDI LA PORTA!!! CHIUDILAAAA!! E' QUI!!! no, No ,NO!!!!"
Prontamente lui chiuse la porta, si sedette e lei gli "saltò" addosso, sedendosi sulle gambe del ragazzo e appoggiandosi sul suo petto, stringendo i pugni tremolanti sul collo della camicia.
"Guarda ora la porta è chiusa. Ti prego spiegami cos'è successo mi sto preoccupando"
"MANDALO VIA TI PREGO!"
"Chi devo mandare via?"
"Ravasi... UMBERTO! Ravasi.. ehm Umberto. Aaaaaaa!! Non capisco più nulla!!
"Salvo portami dell'acqua e una coperta o qualcosa di simile! Adelaide, tranquilla ora sei al sicuro, guardami. Puoi dirmi tutto"

Lei alzò lentamente il capo incrociando gli occhi scuri del ragazzo.
"Ero a casa di mio nipote in Francia e stavamo festeggiando allegramente.... ma credo che Umberto abbia bevuto troppo, perché è diventato violento, alzava la voce e.... mi ha trascinata di peso in camera degli ospiti dove dovevamo dormire....ma mi ha violentata. Con una paura terribile sono scappata correndo e sono salita sul primo treno in partenza per Milano. Ti ho cercato nel tuo appartamento ma non ti ho trovato, allora ho immaginato che ti fossi qua e ti ho trovato per fortuna. Ti prego ho bisogno di stare un po' con te."

Salvatore tornò con il richiesto e si sedette a poca distanza da loro due.
Adelaide deglutì a fatica il poco liquido presente all'interno del bicchiere e pian piano si addormentò tra le braccia di Marcello.

"Oddio, ora che facciamo?" Aveva prontamente chiesto la signorina Cipriani
"Non possiamo certamente far finta di niente" aveva aggiunto con aria preoccupata.
" Tranquilla Irene, ci penso io voi potete pure spostare la festa a casa mia se desiderate. Non voglio rischiare di svegliarla nel tentativo di portarla in una camera dell'appartamento, perché è sfinita deve aver corso tanto pensando che la stesse inseguendo Umberto. Preferisco stare qua."
"Marcello sei un uomo meraviglioso, ma non vogliamo disturbare quindi andremo via" disse Delia con un piccolo sorriso accennato.
"La Contessa è proprio fortunata ad averti " aggiunse Irene
"Sono una bella coppia, ai ragione" disse Clara con un sorriso dolce stampato in volto.

passarono ore…

Adelaide fu la prima a svegliarsi e si accorse di trovarsi ancora in caffetteria e che Marcello era rimasto bloccato nella stessa posizione di ieri per non svegliarla.
Non poté far a meno di sorridere e stampare un bacio nella fronte del ragazzo. Voleva andarsene per non creare altro disturbo, ma non riusciva. Aveva paura di varcare quella porta e di trovarsi Umberto, pronto a fargliela pagare. Si sentiva al sicuro solamente tra le braccia del giovane, che per lei aveva rinunciato al Natale, a dormire in un letto comodo e di fare una festa con i suoi amici. Allo stesso che sarebbe corso fino in Francia per portarle un guanto se se lo fosse dimenticata, quello che non avrebbe esitato ad aiutarla anche non sapendo il perché ne avesse bisogno. Il ragazzo che pochi mesi fa correva da lei appena ne richiedeva la presenza, che si era fatto in quattro per far cambiare idea alla figlia della sua "fidanzata" pur sapendo che se ci fosse riuscito lei non lo avrebbe più seguito come una volta, lo stesso che la consolava nei momenti bui e che in quelli del bisogno non mancava mai. Quel ragazzo che la sa capire con uno sguardo e che farebbe di tutto per farla felice senza chiedere nulla in cambio, che aveva aspettato pazientemente mesi per rivederla e che non si era mai perso d'animo nonostante le avversità.

Quello era l'amore che lei riceveva quasi ogni giorno da lui, ma che lei si sentiva di non meritare.
Fu scossa dai suoi pensieri quando si accorse che anche lui si stava svegliando.
"Buongiorno caro. Volevo ringraziarti per tutto quello che hai fatto per me, nessuno sarebbe stato disposto a farlo"
"Buongiorno mia temibilissima Contessa. Sono contento che ti sia ripresa e sai benissimo che non devi scusarti per nulla, una donna come te non andrebbe sfiorata nemmeno con un petalo di rosa figuriamoci altro…comunque io lo ammazzo appena lo vedo, non la passa liscia"

 

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