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Taken by the darkness

Summary:

I suck at summaries: it's basically an AU where Eron is taken to Darkor instead of Aoki in season 2.
Under request and not translated into English.

Chapter 1: Night Wings

Chapter Text

Dopo che Kriptus fu sconfitto da Trition, Lord dei Gormiti del Ghiaccio, Kyonos entrò nel cristallo: luci verdognole e azzurrine sfrecciarono intorno a esso mentre si trasformava in una statua di ghiaccio, disattivando l'ultimo mezzo dei Darkan per impossessarsi dell'energia di Gorm.

Ero estasiato: dopo quella dura battaglia avevamo vinto, conquistato tutti i guerrieri Meka per evocare Lord Elecrion, e battere Voidus per sempre. Gorm sarebbe stata al sicuro, o meglio, avrebbe dovuto essere al sicuro. Ci guardammo negli occhi, fieri del nostro successo. 

"Visto ragazzi? Abbiamo vinto!" Riff esultò, voltandosi verso Ikor con allegria, fiero: anche lui era felice quanto me, eravamo tutti entusiasti di tornare a casa dalle nostre famiglie dopo aver sconfitto l'oscurità. 

"Soprattutto grazie a voi" rispose il glaciale, ricambiando un sorriso freddo e severo, ma comunque tenero. Io quasi mi commossi davanti a quel piccolo gesto, sperando che forse fossi stato io a trasmettere quel tanto di serenità da farlo sorridere. Mi piacevano i sorrisi, soprattutto quello di Ikor, perchè quelli più rari sono quelli più spettacolari, come dicevo sempre. Era tutto così semplicemente perfetto e pacifico, spensierato, rilassante, eppure qualcosa è andato storto. 

Un urlo ci colpì e ci girammo per vedere Aoki, la nostra Aoki, in ginocchio, a terra, il bracciale della luce emetteva una strana foschia viola mentre lei si teneva il polso come se dolorante. Sul suo viso ho letto paura, terrore, panico, era come paralizzata mentre ansimava dal male. Non l'avevo mai vista così impotente, come se la saggia e sapiente custode della conoscenza si fosse rimpicciolita a una comuna ragazzina di liceo con il suo primo attacco di panico: quella non sembrava lei, non era Aoki. 

"Aoki!" esclamarono, mentre io rimasi lì a guardarla, quasi schifato vedendola così vulnerabile. Riff si precipitò a soccorrerla, ma lei alzò il braccio sano e lo bloccò, lasciandolo scioccato, spaventato e confuso insieme agli altri. 

"No! Non avvicinatevi!" gridò, quasi con le lacrime agli occhi mentre il suo viso era intriso di dolore, tuttavia i suoi occhi sembravano dire il contrario: stavano supplicando di aiutarla, di sostenerla, ma forse io ero l'unico in grado di percepirlo o notarlo. Sfortunatamente conoscevo bene quegli occhi, ma non è quella la storia che vi racconterò oggi, miei cari lettori. 

"Io... devo solo..." ansimò, grugnì, combatté con le sue stesse e ultime forze, tendando di fermare la corruzione dell'Elestar dal suo bracciale, ma fu tutto inutile. Io non potevo restare lì, in piedi, senza aiutarla: Aoki era un'amica, e gli amici si aiutano, si proteggono, anche a costo della vita. Dopotutto lei faceva parte di Gorm, e da quando ero un Guardiano avevo promesso di difendere l'isola con tutti i suoi abitanti: lei non faceva affatto eccezione, fosse parte di un regno o meno. 

Corsi, scivolando sul ghiaccio per raggiungerla, inginocchiandomi davanti a lei, curvando la schiena in modo che il mio viso fosse leggermente più in basso del suo: lei era nostra amica, se non fosse stato per lei Gorm sarebbe stata conquistata dai Darkan molto tempo fa, dovevo pur in qualche modo ricambiare il favore. Lei era importante quanto noi e non era giusto che soffrisse da sola mentre noi lo dividevamo, lo facevamo diventare una nostra forza, lo superavamo. Eravamo una famiglia, la migliore che potessi mai desiderare e l'avrei protetta.

"Eron, no! Vattere, io-" le sue parole furono interrotte da un altro grugnito, il viso contorto in una smorfia mentre dal bracciale apparivano fuochi viola minacciosi e prepotenti, che si espandevano in fretta, eliminando le poche tracce di luce rimasta. 

"No" risposi, corrugando le sopracciglia e guardandola profondamente. L'avevo detto con un tono così serio e determinato che probabilmente mi sarei fatto paura da solo se mi fossi specchiato, infatti lessi un'espressione sorpresa e leggermente confusa sul suo viso, scavando in mezzo a quel tormento che mostrava. 

"Ti aiuterò io, lo supereremo insieme, va bene?" ripresi, con un tono più gentile, sorridendo lievemente, cercando di rassicurarla, e lei doveva sapere che sarei stato lì per lei. L'avrei aiutata, come quando lei lo aveva fatto per farci diventare guardiani, perchè eravamo una famiglia e la famiglia si protegge. Unì la mia mano sinistra con la sua, e quando i nostri bracciali si sfiorarono sentii una scossa percorrermi, ma la ignorai, Aoki era più importante. 

"No, Eron! Tu non capisci! Io-" le sue parole furono di nuovo interrotte da un grido acuto e affilato, le fiamme viola del suo bracciale che si spostavano sul mio troppo velocemente da vederlo per poi essere scaraventato via, dall'altra parte della valle ghiacciata.

"Eron!" percepii le urla degli altri, e di Aoki, che si era alzata e riunita al gruppo, i fuochi minacciosi estinti dal suo bracciale. Li guardai, mentre loro mi fissavano terrorizzati, stupiti. Invece io sono rimasto sdraiato, sentendomi le osse molli e viscide, gli arti formicolare mentre tutto diventava così distante e sfuocato: il ghiaccio, i miei amici, il cristallo, tutto quel verde si trasformò in un potente viola scuro che mi circondava. E persi i sensi. 

 


 

Mi risvegliai lentamente e la prima cosa che vidi fu oscurità, buio. Le mie palpebre erano pensanti mentre sentivo una strana sensazione di debolezza nelle vene: mi sentivo viscido, sporco, stanco, senza nessuna emozione, come se avessi dimenticato tutto di me. Volevo avere paura, terrore, o almeno sentivo che voleva aprire di scatto gli occhi in quanto l'unica cosa che riuscivo a vedere era un paesaggio nero e sfuocato, accentuato da un alone viola brillante che si insinuava e avvolgeva intorno al suo copro come un serpente velenoso. Volevo gridare, muovermi, scappare anche se in ignoto, ma quella strana forza mi schiacciava a terra. 

"Guardiano del Vento, è una sorpresa vederti qui"

Quella voce quasi mi fece venire la nausea, riconoscendo quel ghigno basso e malvagio: Lord Voidus. Rimbombava nelle orecchie come una canzone orribile, la quale sappiamo a memoria per una ragione sconosciuta. Scappare e cercare una via di fuga era il mio unico e sol pensiero, ma la mente era offuscata e i pensieri caotici, come se stessi combattendo contro me stesso pur di non alzarmi e correre. Ero ancorato. Ho provato a parlare, a chiedere, a sapere perchè ero lì, ma dalle mie labbra uscivano solo deboli sussurri mentre dal braccio dove avevo il bracciale saliva fino al petto e alle gambe un bruciore, uno scintillio fastidioso e pesante. L'oscurità mi stava pian piano risucchiando, assorbendo tutta l'energia Meka che avevo, corrompendola. 

"Non ti aspettavo qui, Guardiano del Vento, io volevo Aoki, ma siccome mi hai fatto questo gentile favore non vedo perchè dovrei lasciarmelo scappare"

La voce di Voidus era profonda e gracchiante, mi risuonava e rimbombava nella testa, amplificandosi  mano a mano che l'energia Omega risaliva il suo cammino fino alla testa. Era una tortura. Probabilmente i miei amici erano in pericolo senza di me, ma tutto ciò che riuscivo a fare era fissare il soffitto e sperare che tutto finisse per il meglio. 

"Sono piuttosto curioso di vedere come faranno i tuoi cosiddetti amici per vincere contro di me ora che mi appartieni"

Quella frase mi ha fatto più male del previsto, le lacrime che iniziavano a cadere dallo sforzo di non cedere all'oscurità si scioglievano con le guance mentre venivo ancora una volta trascinato in un tunnel buio, perdendo conoscenza. 

 


 

Quando mi risvegliai per la seconda volta, riconobbi dove mi trovavo. Il cielo era scuro, ricoperto di un manto nuvoloso e viola, ma il paesaggio era senz'altro quello della Torre Meka. Avevo pensato che in qualche modo ero riuscito a scappare e tornare a casa, dai miei amici, la mia famiglia, ma mi sbagliavo. Sotto di me giaceva la Torre, completamente indifesa, senza scudo, se non per i tre restanti Guardiani e Aoki con i 4 Guerrieri Meka che guardavano in alto increduli. Sotto ai miei piedi sentivo una potente energia oscura, e vidi la fortezza di Voidus caricata al massimo di energia Omega. Cosa avevo fatto? 

Voidus si avvicinò a me e mi farfugliò qualcosa, probabilmente un ordine e immediatamente obbedii. Perchè l'ho fatto, nemmeno io lo sapevo: era come se stessi guardando esternamente ogni cosa dal mio punto di vista, senza poter muovere un muscolo. I rumori erano lontani in un leggero brulichio, il corpo non rispondeva ai miei comandi e la mente girava e girava con pensieri che non avrei mai voluto concepire. Se da una parte volevo fermarmi e tornare dai miei amici, che spaventati cercavano un modo per contrattaccare anche senza potersi adeguatamente concentrare, dall'altro l'infezione dell'oscurità di diffondeva, occupata a sottostare ai voleri di Lord Voidus. 

Il mio bracciale aveva smesso di bruciare, ma la sensazione di pensatezza e stanchezza era ancora presente: probabilmente non sarei più potuto tornare indietro. Senza di me Gorm era spacciata: niente Guardiano del Vento, niente Lord, niente bracciale, niente Gormiti. Avrei dovuto essere un eroe, salvare la mia terra, il mio regno, e invece ero diventata la causa della sua caduta per aver aiutato un'amica in balia della smania. Era tutto finito, tutto crollato: i miei amici, la mia fiducia, la mia famiglia...

E poi, ho finalmente visto uno spiraglio di luce in mezzo a quel tunnel: delle voci fioche che mi sussurravano, delle parole dolci e calde. Le sentivo deboli, lontane, ma che man mano si avvicinavano e capii. Ikor, Riff, Trek, Aoki... Erano tutti loro. Mi parlavano, mi facevano sentire al sicuro. La mia testa girava come un vortice mentre i comandi di Voidus scomparivano momentaneamente dai miei pensieri. 

Dicevano che ero un grande amico, che io ero il motivo dei loro sorrisi, che non mi avrebbero mai abbandonato, che ero parte della loro famiglia. I miei occhi si inumidirono a sentir le loro voci, il bruciore agli arti e alla testa che continuava ma non mi importava: loro mi volevano bene, il resto non contava. Improvvisamente il dolore si fece più intenso, le lacrime sgorgavano e la mia bocca si apriva in un urlo angoscioso per pochi secondi, e poi basta. 

Non sentivo più nulla, se non i miei amici esultare, la fortezza sotto di me che pian piano di disintegrava, Voidus che veniva trascinato via, il mio corpo purificato e leggero. Ero libero, senza più quell'infestazione fastidiosa. Caddi dal cielo, sorridendo mentre la fortezza esplodeva sopra di me, lanciando al suolo detriti e roccia oscura, che cadevano velocemente verso la Torre Meka. 

Chiusi gli occhi per un'ultima volta, prima di essere preso e trasportato via.