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Domani

Summary:

Imma e Calogiuri si preparano a festeggiare la Festa della Bruna. Stavolta però niente dichiarazioni d’amore disperate e primi baci appassionati e colpevoli - ma una sorpresa romantica, una proposta, una canzone vecchia di cinquant'anni e un po' di speranze per il domani.

Notes:

(See the end of the work for notes.)

Work Text:

“Veloce Calogiuri,” lo esorta Imma mentre lui tenta di tenere il passo della donna nell’affollata corsia di un supermercato senza colpire nessuno con il cestino, “Che i commessi qua non vedono l’ora di andarsene alla Festa della Bruna. Che poi, dovrebbero vietare ai negozi di rimanere aperti nei giorni di festa, altroché.”

Calogiuri finalmente la raggiunge, “Intanto a noi fa comodo, visto che abbiamo fatto di nuovo tardi in procura. Certe professioni lavorano anche nei festivi, è normale."

Imma si aggiudica l’ultima bottiglia di olio d’oliva in offerta prima di ribattere, “Che c’entra, arrestare criminali è più importante che permettere a un turista tedesco di procurarsi una latta di crauti.” Per sua fortuna, l’uomo alto e biondo poco più giù nella corsia non si accorge dell'occhiataccia della donna. “E poi a noi piace il nostro lavoro, soprattutto quando c'è da preparare gli avvisi di garanzia,” aggiunge, mentre una giovane commessa si lancia disperata dietro a un paio di ragazzini un po’ troppo vivaci e sbadati.

“25 letterine d’amore abbiamo preparato oggi, è un nuovo record” conferma Calogiuri con una smorfia soddisfatta. “Sta diventando quasi una tradizione per la Bruna.”

Avanza quel tanto da esserle alle spalle, mentre Imma cerca invano con lo sguardo qualcos’altro tra gli scaffali. “Però stavolta non ci hanno interrotto,” aggiunge piano al suo orecchio.

Un sorriso sinceramente soddisfatto le si forma sulle labbra, e arrossisce perfino un po’ mentre il commento le riporta alla mente gli effetti che troppi avvisi di garanzia tutti insieme tendono ad avere su loro due. Stavolta però niente dichiarazioni d’amore disperate e primi baci appassionati e colpevoli - solo una bella e scomposta pomiciata sulla scrivania come due adolescenti impazienti.

“Buono…!” lo riprende bonariamente visto che lui non ha resistito e le ha piantato un bacetto sulla guancia e una mano sul fianco. “Dai che è tardi… hai visto dove hanno cacciato l’aceto?”

“Proprio davanti a te,” le indica, “Mi prepari le zucchine alla poverella stasera?” Da quando ha finalmente avuto occasione di assaggiarle, anche Calogiuri è diventato un grande estimatore della sua specialità.

“Mm-mm,” conferma Imma mentre s’inchina per recuperare la bottiglia. Quando si volta per metterla via nel cestino però lui è ancora lì che la fissa con un sorrisetto beato. Signora mia, ma quanto è bello!

Gli stampa un bacio sulle labbra e gli sorride, “Diamoci una mossa adesso però. Veloce Calogiuri, veloce!” Lo esorta di nuovo mentre riprendono la loro marcia verso le casse.


Nella cucina del suo appartamento, Calogiuri segue gli ultimi preparativi per la cena mentre aspetta che Imma finisca di lavarsi e cambiarsi per la serata.

“Se va avanti così, le finisco prima ancora di cena...,” Rimprovera se stesso mentre spilucca l’ennesima zucchina dal piatto di portata. Controlla la pasta ancora in cottura, poi rivolge la sua attenzione alla tavola: speriamo che la sorpresa le piaccia.

In effetti, una bella tovaglia ricamata fa bella presenza di sé sul tavolo, insieme a piatti e bicchieri del servizio buono e a una candela accesa al centro. Una rosa rossa è appoggiata vicino al bordo.

“Ricordami di portare qui qualche altro cambio, è una settimana che metto le stesse due camicie- e questo?” Imma si blocca quando rientrando vede la tavola preparata in quel modo e un sorridente Calogiuri che la fissa sorridendo.

“Oggi è il giorno della Bruna no?” ricorda lui, “E allora ho pensato, visto che è proprio in questa occasione che ci siamo baciati per la prima volta… poteva essere carino festeggiare una specie di anniversario... che dici?”

E che doveva dire? Prima di quel giorno, erano sempre riusciti più o meno a trattenersi. Ma poi lui se n’era uscito con tutto quel gran discorso, come avrebbe potuto lei resistere a uno che ti dice che invidia pure l’aria che respiri? Con quelle labbra, poi! Le aveva dovute baciare. E lui aveva risposto, e per qualche istante bellissimo si erano divorati… e poi il sogno era finito, almeno per quel momento.

Quanto sono cambiate le cose da allora.

Ricambiando il gran sorriso con cui l’aveva accolta, Imma raggiunge Calogiuri vicino alla tavola, “E che dico... dico che hai proprio ragione.”

Gli accarezza la guancia, quasi volesse prendere tempo prima di dire il resto davvero ad alta voce. Qualcosa che fino a poco tempo prima mai avrebbe sognato di dire, riferito proprio a loro due.

“Buon anniversario quindi,” dichiara finalmente prima di baciarlo. Dopo si fissano per qualche istante e quasi viene loro da ridere mentre pensano al fatto che a quanto pare ora hanno persino un anniversario.

“A proposito, questa è per te.” Calogiuri le porge la rosa finora appoggiata sul tavolo. “Proprio per te.”

Imma l’accetta e ne assapora il profumo. Non le è sfuggita la precisazione che lui si è tolto lo sfizio di voler fare. Sì, stavolta è solo e inequivocabilmente per lei, e con tutte le giuste intenzioni romantiche. “Grazie, è bellissima.”

“Mmm. Per la pasta manca ancora un pochino. Metto su un po’ di musica, ti va?” Imma annuisce, e Calogiuri si mette ad armeggiare con il cellulare. “Ecco... questa. Credo apprezzerai.”

La mia mano nelle tue mani
I tuoi occhi che guardano I miei
Sorridere senza ragione
Sentirsi felici di niente.

La voce chiara di una giovanissima Rita Pavone parte piano sulle prime note di un suo grande classico, Questo nostro amore. Una canzone di almeno cinquant’anni prima.

“Che vuol dire? Va bene la differenza di età, ma non sono così vecchia,” fa presente Imma.

Calogiuri si difende, “Non è proprio un pezzo moderno, lo so. Però ascoltala, capirai che intendo. Balliamo?” se ne esce poi, tendendo una mano.

“Eeeh, non fa per me!”

“Dai, non farmi insistere. Siamo solo noi due qui,” insiste lui. “Devi solo stringerti a me e provare a seguire un po’ la musica.”

Imma sospira e gli prende la mano. Magari me lo rivendo come regalo per l’anniversario, che mi ha fatto perfino ballare, pensa scherzosamente. Calogiuri la tira a sé e le cinge i fianchi, mentre lei intreccia le mani dietro al suo collo e insieme cominciano a muoversi un po’ come viene.

Questo nostro amore
Non si può
Nascondere.
Non si può
Nascondere
Questo grande amore.

La voce della cantante acquisisce sempre più enfasi per poi esplodere nel ritornello. Calogiuri accenna un sorriso proprio quando Rita Pavone proclama a tutto il mondo di non voler nascondere i propri sentimenti per il suo lui, e Imma non ha bisogno di parole per capire cosa intenda. Il regalo più grande il maresciallo l’aveva avuto la prima notte che lei si era fermata a dormire a casa sua, e la mattina si erano svegliati vicini con gli occhi stropicciati e la voce impastata; e poi ogni volta che si sfioravano e prendevano la mano distrattamente per strada, o che si scambiavano un bacio semplicemente perché ne avevano voglia.

Finora la canzone si è prestata abbastanza al loro caso, tanto che Imma a un certo punto si chiede se Calogiuri non voglia proporre di eleggerla come la ‘loro’ canzone o qualcosa di simile, sì insomma, quella canzone che poi le coppie fanno suonare ad esempio al proprio matrimonio. Eeh, ma che vai a pensare adesso! A malapena aveva appena chiuso quello che già aveva, non ci pensasse nemmeno! Anche se Calogiuri in alta uniforme… una volta l’aveva pure sognato.

Ed io ti giuro amore
Che saprò
Difenderlo,
E che saprò
Proteggerlo
Questo grande amor.

L’ultima parte del ritornello riporta Imma alla realtà… anche troppo. E se loro alla fine non ci riuscissero? Tanta fatica per stare insieme e alla fine paf! Va tutto a carte e quarantotto per un niente.

“Promettimi che lo faremo davvero,” dichiara Imma, la voce improvvisamente roca. “Dico, che proteggeremo questa cosa che abbiamo. Dalle malelingue che già ci sono e che ci saranno… dalla routine, sì arriverà anche quella,” insiste quando lui comincia a guardarla scettico, “E poi dal mio brutto carattere. Sì, soprattutto da quello,” finisce abbassando lo sguardo, ed è una vista che Calogiuri proprio non riesce a sopportare.

“A parte che non è vero che hai un brutto carattere…”

Imma gli batte una mano sulla spalla, “Non prendermi in giro!” protesta, “Sono seria!” Se fossero in procura l’avrebbe già spedito a fotocopiare fascicoli.

Calogiuri non si scompone e anzi rilancia. Le prende il viso, e Imma giurerebbe di sciogliersi come burro tra quelle mani calde e quel sorriso dolcissimo a fissarla.

“Te lo prometto. Questa cosa, come la chiami, resisterà. Alle malelingue, all’abitudine, e pure al tuo brutto carattere.” Anche Imma sorride quando lo sente mettere enfasi proprio su quello. C'è proprio cascato con tutte le scarpe con lei!

Il bisogno di stare vicini
Di sentirsi soli nel mondo
In questo grande mondo
Che mi sembra tutto nostro
Perché sono innamorata
Di te.

Tutti i suoi dubbi sono allontanati finalmente dal bacio sulle labbra con cui Calogiuri sigilla la propria promessa. Non l’ha detto, ma Imma lo sa: quando torneranno - perché torneranno - lui sarà lì, a respingerli di nuovo.

Intanto quel bacio da innocente diventa proprio un limone. Imma si ritrova contro il tavolo, una mano affonda tra i capelli del maresciallo, l’altra è scesa sul suo sedere mentre lui è impegnato a esplorarle il seno sotto la camicetta.

Le bocche si staccano per un attimo di fiato, e perché Calogiuri ha appena realizzato qualcosa. “Mi sa che la pasta è pronta ora,” la informa. Con sorprendente tempismo, lo stomaco di Imma si fa sentire subito dopo brontolando.

Lei scoppia a ridere, “Mi sa che ora abbiamo più fame che voglia di qualcosa di buono.”

“Su, scola la pasta che porto a tavola quello che manca.” Si prende un ultimo bacio a fior di labbra, poi conclude, “Continuiamo il discorso dopo la sfilata del carro e i fuochi.”

“Agli ordini, dottoressa,” concorda lui con un sorriso prima di ritornare ai fornelli.


Finito con la cena, si affrettano a tornare in centro per seguire dal vivo la sfilata e la conseguente distruzione del carro della Bruna. Calogiuri si sta tirando dietro Imma tra la folla assiepata sulla terrazza di un anonimo condominio, da cui però si ha comunque modo di avere una visione decente dell’evento. Per fortuna che la tiene per mano, pensa lei, o lo avrebbe già perso tra tutta quella gente.

Alla fine raggiungono la zona più esterna, e Calogiuri riesce a far guadagnare loro spazio in un punto della terrazza dalla buona visuale. La lascia passare davanti perché veda meglio e la abbraccia da dietro, la testa che sfiora i suoi ricci.

Imma guarda prima alla fiumana umana già in attesa del carro, poi alza lo sguardo verso il palazzo di fronte. Dai balconi riccamente decorati si affaccia la Matera che conta. Per un secondo pensa a quando anche lei stava affacciata lì. Mah, alla fine si vede bene anche da qui!

Passa in rassegna i presenti di quest’anno: notai, qualche avvocato, il sindaco e tutti gli assessori, naturalmente il prefetto e Maria Moliterni, ma per fortuna non i suoi ex suoceri. È invece perfino contenta di incrociare lo sguardo col Dottor Vitali, con cui si scambia un cenno di saluto. Si direbbe quasi le abbia sorriso, vedendola là abbracciata al suo Calogiuri. E in effetti il consuocero ha avuto modo di farle sapere che è proprio contento per questa bella coppia, pure che gli dispiace un po’ per il povero ex; nelle vesti di procuratore invece, non ne vuole sapere proprio niente, che poi è costretto a prendere provvedimenti e magari rinunciare a uno dei due in procura, siamo matti!

Fanno giusto in tempo a dare un’ultima occhiata alle ricche decorazioni del carro di quest’anno che l’assalto inizia. Calogiuri e Imma seguono divertiti in particolare un piccoletto che riesce ad arrampicarsi proprio fino alla cima, e una giovane altissima che stacca pezzi della struttura apparentemente senza sforzo.

Stanno venendo giù le ultime parti quando Imma stringe il braccio di Calogiuri stretto intorno alla sua vita, quasi a richiamare la sua attenzione. “Hai avuto proprio una bella idea... dico, questa cosa di scegliere oggi come nostro anniversario.” Le fa ancora un po’ strano dirlo ad alta voce.

Lui sorride, “Abbiamo anche i fuochi d’artificio dopo!” scherza.

Rimangono in silenzio qualche minuto, mentre la folla intorno comincia a diradarsi. Un po’ di vento rinfresca la serata estiva.

“Domani ti va di andare al mare a festeggiare?” Chiede a un certo punto Imma. Improvvisamente le è venuta voglia di starsene in ammollo con lui, perfino di passeggiare lungo la spiaggia al tramonto.

"Perché non ora,” risponde lui, “se ci sbrighiamo, riusciamo ad arrivare a Metaponto giusto per un bagno di mezzanotte.”

Lei si volta a guardarlo con gli occhi sbarrati, “Calogiuri! Stai scherzando spero!”

Lui riesce a sostenere il suo sguardo serio per circa tre secondi, poi si mette a ridere. “Lo ammetto, ti stavo prendendo in giro.” Imma torna a voltarsi verso la città e scuote la testa.

“Cioè, potrebbe essere anche divertente...” Pure senza vederla, sente i suoi occhi praticamente roteare “ Ma certamente non fa per noi. È buio, i lidi stanno chiusi... e poi non dovevamo finire un certo discorso noi due, dopo la festa?” Non fosse abbastanza chiaro, subito dopo con le labbra sfiora la spalla lasciata nuda dalla camicia troppo lasca, e ci pianta un bacio.

Imma chiude gli occhi e lo lascia assaporarla. Lui si sposta sulla guancia per un altro bacetto, poi conferma. “Va bene per domani, mi piacerebbe.”

In lontananza si sentono le esplosioni dei primi fuochi d’artificio che iniziano a colorare il cielo, ma Imma torna a voltarsi verso Calogiuri. Oggi le sembra un po’ più reale, questa cosa che loro hanno.

“Domani.”

Notes:

Questa storiella è nata un po' per caso da un post sul twitter, quindi innanzitutto grazie mille a @victimofmyfeels per l'idea. Grazie davvero di cuore a lostintransference per tutto il supporto, e per aver accettato di essere la mia beta reader - pure del riassunto e delle note! Non scrivevo qualcosa da anni, è la prima volta per questo fandom e sono una persona ESTREMAMENTE ansiosa: ho avuto mille paranoie fino al momento della pubblicazione (e ne ho anche ora che mi stai leggendo). Ma sono anche estremamente felice di averlo fatto, quindi infine grazie a tutti quelli che con un commento e un cuoricino mi hanno convinto a cimentarmi di nuovo. Chissà, magari ci riprendo gusto e continuo... lascio decidere al lettore se è più una minaccia o un auspicio.