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Language:
Italiano
Stats:
Published:
2024-05-16
Words:
261
Chapters:
1/1
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4
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3
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1
Hits:
26

Creare un'abitudine

Summary:

[OiHina][Time!Skip]

"Ci vogliono ventun giorni per creare un'abitudine.
Ventun giorni in cui, ogni giorno, bisogna ripetere lo stesso gesto perché questo diventi un'abitudine, perché si radichi in noi.
Tooru fissa il calendario.
Ne sono passati esattamente venti...
Venti giorni da quando, incredulo, ha sentito una voce parlare in giapponese in una strada soleggiate del Brasile. Una voce conosciuta[...]"

 

Questa storia partecipa alla challenge #maywrite2024 indetta nel gruppo fb italiano “Non solo Sherlock”

Notes:

Questa storia partecipa alla challenge #maywrite2024 indetta nel gruppo fb italiano “Non solo Sherlock”

#10giorno

Prompt: "Ti offro da mangiare" - Sole - Immagine di un calendario

Anche questa storia scritta è stata scritta di volata sulle note del cellulare mentre faccevo avanti e indietro da scuola. Maggio è da delirio, come sempre

Work Text:


 

Ci vogliono ventun giorni per creare un'abitudine.

Ventun giorni in cui, ogni giorno, bisogna ripetere lo stesso gesto perché questo diventi un'abitudine, perché si radichi in noi.

Tooru fissa il calendario.

Ne sono passati esattamente venti...

Venti giorni da quando, incredulo, ha sentito una voce parlare in giapponese in una strada soleggiate del Brasile. Una voce conosciuta.

E da lì, da quel "ti offro da mangiare" - una cena passata a ridere, a conoscersi un po' meglio, senza tanti artifici o maschere dettate dai convenevoli - al ritrovarsi a svegliarsi, nuovamente, nel letto di Shoyo anche per quella mattina sono passati esattamente venti giorni...

- È solo per una notte. - si era detto, quando, dopo quella famosa cena, si erano ritrovati a baciarsi, toccarsi in posti che non avrebbero dovuto esser toccati, scambiandosi sentimenti ed emozioni che non avrebbero dovuto esserci.

E avevano continuato ciò che avevano iniziato. Poiché entrambi avevano bisogno di contatto fisico, di non pensare, di condividere emozioni, paure, desideri, nostalgie che sono loro due potevano capire, perché era come se stesse parlando la stessa lingua.

Solo una notte, si era detto Tooru.

Solo una notte...                  

Però alla fine è stata per più di una notte.

Ha (quasi) preso un'abitudine.

Tooru pensa che per abituarsi a uno come Shoyo potrebbero bastare pochi secondi, ma anche che, per assurdo, non basterebbe una vita intera. Per capirlo, comprenderlo...

Solo Tobio pareva aver fatto propria quest'arte. Ma Tobio ora non c'è.

Tooru pensa (Tooru pensa sempre troppo in effetti) che Shoyo potrebbe essere un’abitudine molto pericolosa.

Ma lui, dall'altra parte, ha imparato a rischiare.