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Language:
Italiano
Stats:
Published:
2024-06-14
Completed:
2024-06-14
Words:
1,864
Chapters:
2/2
Comments:
4
Kudos:
18
Hits:
367

Una giornata sorprendente

Summary:

Era stata una lunga giornata anche per Adelaide: sua nipote l’aveva coinvolta in una nuova iniziativa per la casa-famiglia e lei le aveva prontamente offerto tutto il suo sostegno, partecipando attivamente al progetto. Erano rientrate in villa quando l’ora di cena era passata da almeno mezz’ora ma, stranamente, non si udiva alcun vociare: forse Umberto e Tancredi non erano ancora rientrati oppure avevano deciso di cenare al circolo.

Notes:

Giuro che prima o poi troverò un modo per dare dei titoli decenti alle mie os ma, nel frattempo, buona lettura!

Chapter Text

«Oggi il lavoro sembrava non finire più», commentò Marta, ancora a braccetto con la zia, non appena misero piede oltre la soglia di casa.

Era stata una lunga giornata anche per Adelaide: sua nipote l’aveva coinvolta in una nuova iniziativa per la casa-famiglia e lei le aveva prontamente offerto tutto il suo sostegno, partecipando attivamente al progetto. Erano rientrate in villa quando l’ora di cena era passata da almeno mezz’ora ma, stranamente, non si udiva alcun vociare: forse Umberto e Tancredi non erano ancora rientrati oppure avevano deciso di cenare al circolo.

Adelaide chiamò Italo, con l’intento di capire cosa stesse succedendo in villa, e si addentrò in salone con la nipote che la seguiva dopo aver abbandonato il soprabito leggero di entrambe all’ingresso.

«E tu? Cosa ci fai qui?», chiese, incredula, con un filo di voce, guardando in direzione di Odile che se ne stava tranquillamente seduta in poltrona e leggeva distrattamente una rivista che teneva tra le mani.

La ragazza sorrise e Marta si avvicinò ad Adelaide.

«Sembra che qualcuno finalmente sia riuscito nell’intento di lasciarti quasi senza parole, zia», le disse, guardandola divertita, «e, quanto a te, direi che è stato un ottimo modo di entrare in scena, sicuramente inaspettato», continuò, avvicinandosi a sua cugina e abbracciandola di slancio non appena lei si mise in piedi, dopo aver abbandonato la rivista sul tavolino davanti a sé.

«Benvenuta a Milano, Odile», le disse, accarezzandole il braccio con dolcezza e voltandosi in direzione di Adelaide che stava ancora cercando di processare ciò che era appena accaduto.

«Le dò il benvenuto in questa casa, signorina Odile, per me sarà un onore servirla e per qualsiasi necessità potrà rivolgersi a me»; la voce di Italo, alle loro spalle, le fece sobbalzare tutte e tre e il maggiordomo nascose un evidente sorriso con un cortese cenno del capo prima di sparire nel corridoio.

«Non so proprio cosa dire, non me lo aspettavo», finalmente Adelaide si riscosse e si avvicinò a Marta ed Odile, «se la memoria non mi inganna, quando ci siamo salutate, mi avevi detto di avere delle questioni in sospeso a Ginevra di cui dovevi necessariamente occuparti in prima persona e che ti avrebbero impegnata per almeno un paio di settimane», concluse, mentre si prendeva un attimo per scrutare Marta che, contrariamente a lei, sembrava a conoscenza di quella sorpresa.

Improvvisamente, tutta la fretta che la nipote aveva manifestato fin dalle prime ore del mattino per concludere in giornata quella nuova iniziativa per la casa-famiglia, portandola anche a pranzare al circolo con Marcello invece che rientrare in villa, stava acquistando un senso.

«Tu lo sapevi?», le disse, in una domanda che sembrava più che altro un’affermazione, incapace di trattenere quel dubbio.

Marta abbassò inequivocabilmente lo sguardo sebbene un sorriso soddisfatto le colorasse le labbra: quando, qualche giorno prima, aveva risposto alla telefonata di Odile - arrivata in Galleria Milano Moda -, non aveva esitato neanche un attimo ad acconsentire a quel piccolo piano. Sapeva che Adelaide ne sarebbe stata più che felice e, a dirla tutta, anche lei era curiosa di conoscere meglio quella ragazza.

«Sono stata io a chiedere a Marta la gentilezza di omettere questo particolare, avevo bisogno di un’alleata e non potevo rischiare una fuga di notizie», Odile guardò la cugina e corse in suo soccorso, «ma spero di non averla contrariata, contessa», aggiunse, ironica, rivolgendosi ad Adelaide con il lei e facendo un piccolo inchino. La ragazza cercò malamente di celare un sorriso che invece sfuggì apertamente a Marta: in pochi minuti erano già affiorate nuove somiglianze tra sua zia e sua cugina.

Adelaide sorrise a sua volta e si avvicinò di qualche passo, alzando lo sguardo per incontrare quello cristallino di Odile: ad un anno esatto dal telegramma con quel dimenticami così netto e definitivo, sua figlia era finalmente lì, davanti a lei. Strinse le mani tra loro, per impedirsi - almeno per il momento - di accarezzarle il viso, e continuò a guardarla, incredula.

«Al contrario, direi piuttosto…piacevolmente stupita», le rispose, scorgendo, alla sua destra, Italo che reggeva un vassoio con tre calici; non le sfuggì il fatto che, probabilmente, anche lui era a conoscenza di quell’arrivo e si era adoperato per rendere la sorpresa ancor più piacevole.

«E posso assicurarti che è una dote non comune», si inserì Marta, mentre prendeva un calice e lo passava ad Odile, ringraziando Italo con un cenno del capo, «credo siano poche le persone che possono dire di essere riuscite a sorprendere la zia o, meglio, sono poche quelle che possono dire di averla sorpresa in positivo», concluse, voltandosi verso Adelaide che la guardava quasi ammirata.

«Di sicuro, io non penso di far parte di quel gruppo», aggiunse, sussurrando, in tono quasi cospiratorio ma divertito mentre incrociava lo sguardo di sua cugina.

Adelaide le osservò per un attimo, colpita dalla naturalezza con cui Marta stava accogliendo e provando a mettere da subito a suo agio Odile - anche in quello, le ricordava sempre più Margherita -, poi spostò gli occhi solo sulla nipote.

«Non essere sciocca», le disse, rivolgendole un’occhiata fintamente contrariata mentre scuoteva leggermente la testa, un angolo della bocca che si piegava in un evidente sorriso. Prese l’ultimo calice dal vassoio di Italo e il maggiordomo si allontanò con discrezione, lasciandole da sole a festeggiare quel momento.

«Italo»

Quando ormai era sul punto di uscire dal salone, la voce di Marta lo fece voltare verso la loro direzione.

«Resti anche lei a brindare con noi», gli disse, incrociandone lo sguardo e, d’improvviso, Italo sembrò sbiancare come se Marta gli avesse proposto qualcosa di decisamente sconveniente. Italo conosceva tutta la storia della zia ed era quasi un suo diritto celebrare il momento assieme a loro, nonostante fosse qualcosa di inusuale.

«La ringrazio per il pensiero, signorina Guarnieri, ma non credo che -», iniziò il maggiordomo. Marta aprì la bocca, con l’intento di rispondergli, ma Adelaide la precedette.

«Se a lei fa piacere, sarei contenta se restasse, Italo», gli disse, generando occhiate sorprese tra Marta e il maggiordomo mentre Odile, incuriosita, studiava il terzetto.

«Diciamo che non sei la sola che ama stupire gli altri con le proprie azioni», spiegò Marta, voltandosi in direzione di Odile prima che tutti e quattro alzassero il calice per darle ufficialmente il benvenuto.