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Not Strong Enough

Summary:

Come possono sei ragazzi cresciuti insieme, che hanno condiviso le prime gioie e i primi dolori della vita, che si sono curati le ferite a vicenda, che hanno scoperto il mondo e le sue insidie insieme, diventare dei perfetti sconosciuti?
È questa la domanda che ancora assilla Albus, Scorpius, Rose, Pandora, James e Teddy. Un gruppo di amici che è stato spaccato dalle incomprensioni e dalle paure, dai sentimenti e dalla confusione che ogni adolescente ha nel suo cuore.
Dopo anni di distanza come potranno convivere pacificamente gli uni con gli altri durante le settimane di punizione che dovranno affrontare? Come potranno nascondere i loro sentimenti a coloro che li hanno visti crescere?

Chapter 1: La vecchia Rospa Rosa amante degli arcobaleni

Summary:

Un grande scherzo preparato da due grandi menti

Notes:

Tw: omofobia

(See the end of the chapter for more notes.)

Chapter Text

Yeah, we're just young, dumb and broke
But we still got love to give

- Young Dumb and Broke 

 

Teddy  

Avevano poco tempo, dovevano muoversi in fretta.

Era rischioso rimanere sulla scena del crimine subito dopo aver commesso un reato, ma nessuno di loro due voleva perdersi nemmeno un istante del disastro che stava per accadere.

“Teddy, guarda!” James Sirius Potter, complice di tutti gli scherzi di Teddy Remus Lupin nonché suo migliore amico da quando aveva memoria, gli diede una gomitata e fece un cenno col capo nella direzione dell’uscita secondaria della scuola.

La professoressa Umbridge uscì dall’edificio al fianco di un fischiettante professor Slughorn, che chiacchierava con lei rigirandosi tra le mani un mazzo di chiavi. I movimenti goffi del professore di chimica la portarono a far cadere le chiavi sul terreno, così dovette poi chinarsi a fatica sulle sue vecchie ginocchia per riprenderle.

Teddy e James scoppiarono a ridere e tentarono di zittirsi a vicenda e tirandosi degli schiaffi sulla nuca a vicenda, continuando a sorridere.

Proprio nel momento in cui la loro nuova professoressa raggiunse la sua vecchia Buick Electra James sussurrò “Forse abbiamo esagerato.”

Teddy lo guardò con gli occhi spalancati. “E solo ora te ne rendi conto???”

James sussultò leggermente “Pensi che riusciamo ad impedirle di-“

“MA CHE DIAVOLO-“

La professoressa Umbridge evidentemente non aveva gradito la sorpresa di James e Teddy. Centinaia di coriandoli arcobaleno volarono fuori dalla macchina della vecchia, spargendosi per tutto il parcheggio e attirando l’attenzione di tutti gli studenti.  

La professoressa era diventata rossa dalla rabbia, quasi non si capiva dove finisse il suo orribile maglione rosa scuro e iniziasse il suo collo. 

Osservò per qualche minuto il disastro che aveva davanti agli occhi, poi, superato lo shock iniziale, la donna si guardò attorno alla ricerca dei colpevoli. “Chi è stato???” Tutti i suoi alunni si limitarono a ridere, così lei sbatté i piedi con forza sul cemento del parcheggio. “Ho chiesto chi diamine è stato???”

Ovviamente la sfortuna era sempre dalla parte si Teddy e James, così, proprio in quell’esatto momento, l’auto dietro la quale si erano nascosti si spostò.

Teddy cercò di spingere James davanti a sé, tentando di nascondersi dietro di lui e il suo amico puntò i piedi per evitarlo. Questo presto si trasformò in un gioco troppo divertente per entrambi che fece in modo che i due non si accorgessero di aver catturato l’attenzione della loro professoressa.

“Lupin, Potter, venite qui immediatamente.”

James afferrò immediatamente la manica della felpa oversize di Teddy e cominciò a correre. Teddy lo seguì lasciandosi scappare una risata e facendosi travolgere dall’adrenalina, che ormai bramava come se fosse stata droga, che lo investiva ogni volta che lui e il suo migliore amico facevano si mettevano nei guai.

La loro passione per gli scherzi era iniziata sin dalla tenera età, amavano far disperare gli amici dei loro genitori con dei semplici trucchetti - rubando loro le chiavi dell’auto per permettere ai loro amici di rimanere a giocare tutta la sera, inventandosi modi per copiare agli esami o mettendo in scena piccoli spettacoli per far sorridere gli altri - ma da qualche anno quella era diventata la loro via di fuga da tutto il resto.

Quando James ce l’aveva con suo padre, con il suo fratellino perfetto o con tutto il mondo, si rifugiava tra le braccia di Teddy e lui cercava di trovare un modo per utilizzare al meglio la sua intelligenza, inventando battute, scherzi o sorprese con cui tirarlo su di morale. Quando Teddy veniva deriso, si sentiva fuori posto o veniva travolto da pensieri oscuri e pericolosi, era il turno di James per dar sfogo alla sua creatività, inventando modi divertenti per vendicarlo, rassicurarlo e trattenerlo. 

Teddy si lasciò guidare da James per la loro fuga, continuando a votarsi per tenere d’occhio la Umbridge, che li seguiva determinata ad acciuffarli. Quando finalmente la professoressa si disperse nel gran gruppo di studenti che stava lasciando la scuola Teddy rise trionfante “James, l’abbiamo seminata puoi rallentare.”

Il suo migliore amico non si fermò e continuò a fuggire trascinandolo per il polso, ma si voltò per verificare le parole di Teddy. “Ce la siamo cavata anche questa volta?” Chiese incredulo.

Continuando a controllare che la professoressa non si materializzasse magicamente al loro fianco Teddy rise “Avevi dei dubbi?”

Proprio in quel momento la coppia di amici inciampò su qualcosa steso sul prato del cortile della scuola, rovinando la loro gloriosa fuga verso la libertà.

Il naso di Teddy colpì il duro terreno del cortile della scuola, e le sue ginocchia si scontrarono con qualcosa di più morbido ma ugualmente doloroso. Massaggiandosi il volto Teddy alzò lo sguardo ed incontro quello di James, che si stava mordendo il labbro inferiore per trattenere una risata. Presto i due ragazzi iniziarono a dimenarsi sul prato, in preda alle risate.

Quando la cosa su cui i due ragazzi erano inciampati emise un gemito, le risate della coppia di amici si spensero e i due tentarono di rialzarsi per riprendere la loro fuga ma, quando Teddy sollevò lo sguardo dal prato verde, si ritrovò a fissare una gonna rosa talmente brutta da fargli venire il voltastomaco. 

La Umbridge sorrise e appoggiò le mani sui fianchi trionfante, “Vi ho presi.”

 

***

 

Era cominciato tutto quella mattina, la professoressa Umbridge stava tenendo una noiosa lezione su un argomento sicuramente inutile mentre James e Teddy stavano cercando una distrazione sufficientemente soddisfacente per riuscire a superare l’ora senza addormentarsi.

Sin dal primo giorno di scuola la professoressa di fisica aveva preso di mira la coppia di amici non appena aveva letto i loro cognomi durante il primo appello - Lupin Tonks Black e Potter non erano cognomi poi così comuni nella loro piccola città -  così aveva stabilito che i due ragazzi si sarebbero dovuti sedere ai poli opposti dell’aula.

Teddy lanciò l’ennesimo aereoplanino di carta nella direzione di James, che saltò sulla sedia per afferrarlo, facendo ridere tutta la classe e catturando l’attenzione della Umbridge, che interruppe il problema che stava svolgendo alla lavagna per lanciargli un occhiataccia, che fece sedere James all’istante con un sorriso furbo sul volto. 

La professoressa alzò gli occhi al cielo poi ricominciò a scarabocchiare numeri di cui nessuno conosceva il significato alla lavagna. Teddy si concesse qualche istante per fissare la sua professoressa scrivere - non in modo perverso, sia chiaro! 

La professoressa Dolores Umbridge era una donna sulla sessantina, coi capelli corti ricci striati di bianco e gli occhi azzurro ghiaccio. Da quando Teddy la conosceva non l’aveva mai vista con dei vestiti che non fossero di una tonalità di rosa acceso, in netto contrasto con la sua personalità irritante. La vecchia zitella, oltre ad essere decisamente insopportabile, era stata anche la professoressa dei suoi genitori e di quelli di James, di conseguenza sapeva bene con che soggetti aveva a che fare. Teddy e James erano conosciuti da tutta la scuola per essere dei veri combinaguai. Proprio come i loro genitori e i loro nonni prima di loro.

Teddy stava ancora osservando la professoressa, divertito dal fatto che la donna non riuscisse a raggiungere la parte più alta della lavagna a causa della sua bassa statura, quando un aeroplanino di carta lo colpì nell’angolo dell’occhio. 

“OUCH!” Strillò ridendo e lanciando uno sguardo divertito a James, che stava sogghignando con aria colpevole. 

Quando anche il resto della classe scoppiò a ridere la Umbridge attraversò l’aula a grandi passi e si fermò solo quando giunse davanti al banco di Teddy, con le mani sui fianchi ed uno sguardo furioso negli occhi. 

Teddy, normalmente, avrebbe sorriso e avrebbe fatto una battuta per sdrammatizzare la situazione, lui e il professore si sarebbero fatti una risata e nessuno avrebbe mai più parlato della cosa, oppure avrebbe accettato la sua punizione senza alcuna obiezione. Ma quella che aveva davanti era la Umbridge. 

La professoressa lo terrorizzava, lui sapeva che cosa lei era capace di dire o di fare per metterlo in imbarazzo e non avrebbe sfidato la sua - decisamente scarsa - fortuna. 

“Lupin, stai disturbando la mia lezione.”

Teddy si morse la guancia per evitare di risponderle con un commento ironico. “Mi scusi professoressa.”

“In circostanze normali riterrei opportuno assegnarti una punizione per la tua insolenza,” Teddy si morse la guancia più forte. “ma voglio darti una possibilità. Risolvi il problema scritto alla lavagna e i tuoi pomeriggi saranno ancora liberi.”

“Ma-“

“Niente ‘ma’ signor Lupin!”

Teddy sentì il sapore metallico del sangue nella sua bocca. Probabilmente si era morso la guancia troppo forte. 

Fissò gli occhi gelidi della Umbridge desiderando di poterglieli staccare dal cranio, osservò il suo falso sorriso gentile e immaginò come sarebbe stato spaccarle i denti con un pugno, guardò la sua professoressa di fisica e si chiese come un essere tanto crudele potesse insegnare in una scuola.

Quando finalmente si alzò dal suo posto per andare alla lavagna incontrò lo sguardo di James, che era visibilmente dispiaciuto e che aveva la fronte aggrottata come ogni volta in cui era preoccupato per lui. Anche Teddy era preoccupato per sé stesso, se doveva essere del tutto onesto. 

Quando alzò lo sguardo sulla lavagna bianca e vide i numeri e tutto ciò che la professoressa di fisica aveva scritto fino a quel momento il suo cuore cominciò a battere più forte del normale e il suo fiato divenne più pesante. Afferrò il pennarello che la Umbridge gli porse e iniziò a rigirarselo tra le mani, chiudendo e togliendo il tappo un paio di volte, cercando di trovare la concentrazione necessaria per capire il problema e tentando di formulare un pensiero coerente e chiaro nella sua mente incasinata. Non riusciva a pensare ad altro se non alla sua respirazione, agli occhi dei suoi compagni su di lui, alla Umbridge che lo osservava, allo sguardo preoccupato di James e alla delusione che avrebbe rappresentato se avesse fallito nel corso di fisica.   I simboli rappresentati alla lavagna in quel momento non avevano significato per lui. Non erano numeri, lettere o simboli, solo degli scarabocchi senza senso. 

Dopo quella che a Teddy sembrò un eternità la Umbridge gli tolse il pennarello dalle mani e scosse la testa con una finta espressione delusa sul volto “Lupin, questo non va bene. Non sai affrontare un semplice problema, come speri di poter superare un test?”

Teddy non trovò le parole per rispondere e la sua vista iniziò ad annebbiarsi. Non voleva piangere, non poteva piangere.

“Lupin, non so più cosa fare con te. Non mi hai dimostrato nulla quest’anno, se non che non sei portato per la mia materia. Io rianalizzerei il tuo programma scolastico e cambierei corso… magari potresti prendere matematica di base, che ne dici, Lupin?”

Teddy si sentiva pieno di rabbia. Non era stupido e aveva faticato molto per arrivare al corso di fisica avanzata con James, ma non riusciva a dimostrarlo.  

“Ti darò una punizione, Lupin. Hai disturbato la lezione e non sei nemmeno riuscito a risolvere un semplicissimo problema. Non lo faccio con cattiveria, mi preoccupo solo per il tuo bene, Lupin.” 

Quando la professoressa gli porse il foglietto rosa delle punizioni su cui aveva scritto ‘Edward Lupin’ la rabbia prese il sopravvento sulla tristezza causata dall’umiliazione e Teddy le riconsegnò il bigliettino. “Non è solo ‘Lupin’.” Le ricordò. 

La professoressa fece un sorriso divertito e riprese il bigliettino. “Come, prego?” 

Teddy si sentì stanco e decise che non si sarebbe dovuto mordere la guancia per non rispondere. “È Lupin-Tonks-Black, professoressa.”

La Umbridge lo fissò per qualche istante, con uno sguardo pieno di disgusto ed odio, lo stesso sguardo che gli aveva rivolto dall’inizio dell’anno, lo stesso sguardo che gli rivolgeva ogni volta che pronunciava il suo nome completo, lo stesso sguardo che Teddy vedeva negli occhi delle persone quando usciva con i suoi padri.

Spesso si diceva che se per i suoi genitori gli sguardi e le parole della gente non contavano nulla, lui non si sarebbe dovuto lasciar influenzare. Ma non era così semplice. Da sempre Teddy aveva cercato di farsi accettare, aveva nascosto parti di sé agli altri per essere amato e apprezzato. Cercava sempre di ridere un po’ più forte degli altri, faceva battute e scherzi alle persone per farli ridere, non si lamentava mai, non litigava mai con nessuno, non faceva a botte, cercava di essere l’anima della festa, ascoltava sempre gli altri e cercava di consigliarli… avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di non essere escluso o considerato diverso. 

Lo sguardo che la Umbridge gli lanciava lo faceva sentire piccolo, fastidioso e sbagliato. Come se la sua intera esistenza fosse un errore, come se l’amore con cui era stato cresciuto e di cui si era nutrito per tutta la vita fosse un errore. 

Quando la professoressa non si mosse, Teddy afferrò una delle penne sulla cattedra della professoressa e scarabocchiò ‘-Tonks-Black’ accanto a ‘Lupin’, tornò al suo banco tenendo la testa bassa e si gettò sulla sedia con le spalle curve e rigirandosi il pezzo di carta tra le mani. La Umbridge si prese qualche istante per osservarlo, poi fece schioccare la lingua e con tono deluso gli disse: “Non abbatterti Lupin. Non possiamo essere tutti dei geni.” e continuò con la sua lezione senza lanciargli più uno sguardo.

Teddy incrociò le braccia sul banco e infilò la testa nell’incavo del gomito, chiudendo gli occhi e desiderando che l’ora di fisica passasse più velocemente. Pochi minuti dopo una pallina di carta gli colpì la testa e cadde sul pavimento. Lui, facendo attenzione a non essere beccato di nuovo dalla vecchia professoressa, la raccolse e la aprì. 

‘Secondo te alla vecchia rospa rosa piacciono gli arcobaleni?’

Teddy sollevò lo sguardo e guardò dall'altra parte dell’aula, dove trovò il caldo e comprensivo sorriso di James ad aspettarlo, accompagnato dalla scintilla di malizia che riempiva i suoi occhi ogni volta che organizzavano uno scherzo. 

Teddy non sapeva che cosa l’altro ragazzo avesse in mente, non sapeva come l’avrebbero fatto a farlo ed era sicuro che sarebbero stati beccati. Ma grazie al suo amico il battito del suo cuore rallentò e il peso sul suo cuore scomparve. Teddy sicuro che finché ci sarebbe strato James al suo fianco nemmeno gli sguardi giudicanti della Umbridge sarebbero stati capaci di affondarlo. 

Notes:

Speriamo che il primo capitolo vi sia piaciuto!
Questa fic è un viaggio che noi abbiamo deciso di intraprendere tutte insieme qualche mese fa e che piano piano ha preso vita grazie alle nostre parole.
Siamo un gruppo di circa otto persone che contribuiranno ognuna modo nostro nella stesura e pubblicazione della fic; quando l’idea di questa storia è nata era un semplice modo per divertirci e scrivere qualcosa tutte insieme, finché per molte di noi è diventata un progetto entusiasmante e molto importante.

Ognuna di noi ha scelto il POV del suo personaggio preferito della Next Generation e ha deciso di prendere le redini della sua storia, le nostre scrittrici sono:
- @MoonyMoon1317 per Albus Potter
- @PomPomMinnie per Rose Weasley
- @daisymoony e G per Teddy Lupin e James Sirius Potter
- @itss_viluu per Scorpius Malfoy
- @Deadpoet_wallflower per Pandora Scamander (uno dei nostri OC)

@lilyvic è la nostra fonte di informazioni per quanto riguarda l’era della Next Generation
@art.by_ire (su Instagram) è la nostra disegnatrice <3

Inoltre, ci teniamo a specificare che in questa fic:
1. Teddy Lupin-Tonks-Black ha la stessa età di James Sirius Potter;
2. Nessuno dei personaggi (come Fred Weasley, Sirius Black, ecc.) è morto, a meno che non venga specificato;
3. I personaggi sono caratterizzati in base a come NOI PERSONALMENTE li percepiamo, di conseguenza qualcuno potrebbe non essere d’accordo su alcune loro caratteristiche

Speriamo che questo viaggio entusiasmi voi tanto quanto noi e che torniate a trovarci per il secondo capitolo al prossimo aggiornamento(Sabato 13/07) <3