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There are 2 Lovers Among Us

Summary:

Avrebbe potuto fare qualsiasi cosa, e aveva deciso di dichiararsi a Xiaojun. Che situazione surreale.

Notes:

La mancanza di fanfiction in italiano sui WayV è IMBARAZZANTE per cui ho deciso di scrivere questo :)
pubblicata anche su EFP (nome utente: @/yo_natdesu) https://efpfanfic.net/viewstory.php?sid=4083542

Work Text:

1 Giugno 2020

«Credo di essermi innamorato di te.»

Xiaojun fermò improvvisamente le dita a pochi centimetri dalla tastiera del suo computer, gli occhi sgranati. Abbassò le sue cuffie da gaming, s'assicurò di avere il microfono spento e, con spontaneità, senza riflettere prima di parlare, si girò e disse:

«Come, scusa?»

Xiaojun non ebbe modo di proferire altra parola che un effetto sonoro gli annunciò la morte del suo personaggio – lo sapeva che era Hendery, l'impostore! – e, impotente, osservò il suo avatar blu trasformarsi in un fantasma semitrasparente. Per fortuna era ancora in gioco e gli mancavano soltanto due task da portare a termine per aiutare gli altri a vincere la partita e, davvero, avrebbe tanto preferito avere la concentrazione giusta per giocare anziché trovarsi in una situazione paradossale come quella. 
YangYang, dal canto suo, non rispose subito. Si prese un attimo per osservare il ragazzo dinanzi a lui, i suoi capelli tinti per il comeback imminente e il suo viso pallido, espressivo tanto quanto i suoi occhi, che adesso lo stavano squadrando in attesa di spiegazioni.

«Credo di essermi innamorato di te» ripeté, parlando come se stesse smentendo la teoria geocentrica. Xiaojun proprio non capiva come potesse essere così calmo e tranquillo mentre diceva certe cose.

«Credi?»

YangYang fece spallucce e, di nuovo, la sua naturalezza non fece altro che spiazzare ancora di più Xiaojun, il quale pensò che sarebbe perito d'un arresto cardiaco tra non meno di qualche minuto.

«Sì, credo» continuò a dire YangYang, ora anche lui senza cuffie. Il suo personaggio era morto poco dopo l'inizio della partita – maledetto Kun, prima o poi gliel'avrebbe fatta pagare! – e continuare a giocare gli sembrava senza senso. «Non ne sono molto sicuro, ma penso che tu mi piaccia.»

«E hai intenzione di farmi un discorso del genere mentre stiamo giocando ad Among Us?» domandò Xiaojun, attonito.

«Uhm... sì?» affermò l'altro, poggiando la guancia sul dorso della mano «se te l'avessi detto durante una partita a League of Legends, probabilmente te la saresti presa.»

«Non è questo il punt-...!»

Sullo schermo di entrambi balzò l'immagine di un'imminente riunione richiesta da Sicheng, che subito riattivò il microfono e si precipitò a stilare le mille mila motivazioni del perché uno dei due impostori fosse senza dubbio Lucas e incitando i pochi sopravvissuti a votarlo per porre fine alla partita. Ma Xiaojun e YangYang non potevano prendere parte alla discussione, in quanto morti, e per questo il primo ne approfittò per continuare ciò che avevano lasciato in sospeso:

 «Da quanto tempo?» non aveva bisogno di specificare che cosa.

Anche perché non aveva ancora metabolizzato appieno la dichiarazione di YangYang.

«Saranno più o meno tre mesi. Forse quattro. Non saprei dirtelo con precisione. Un giorno è successo che ti ho guardato più a lungo del solito, mentre eravamo alle prove, e ho sentito le farfalle nello stomaco.»

«Non l'hai detto davvero.»

«E invece sì» ribatté YangYang, sentendosi punto sul vivo «che male c'è, scusa?»

«Osi anche chiederlo?» disse Xiaojun, percependo il sangue arrivare al suo cervello alla stessa velocità della luce «qui c'è di mezzo la nostra carriera, YangYang. Vuoi buttare al cesso anni di speranze e crolli mentali perché hai "sentito le farfalle nello stomaco"?»

«Questo non riguarda la nostra carriera, 'Jun. Riguarda noi

«Noi esiste solo se parli per tutti e sette» asserì Xiaojun, la voce ferma e bassa. Sapeva che il resto dei suoi amici era intento a mantenere gli occhi fissi sullo schermo, ma non poteva comunque rischiare che qualcuno li sentisse. «Io e te non siamo niente e mai lo saremo.»

YangYang si morse l'interno guancia. Cominciò a pensare di essere stato troppo affrettato e per un breve, brevissimo istante, ebbe l'impulso di prendersi a schiaffi da solo. Riuscì a fermarsi ancora prima che potesse alzare la mano per farlo.
Rimase in silenzio per una manciata di secondi, le dita aggrovigliate attorno al cavo delle cuffie. 
Xiaojun credette allora che la questione fosse finita lì. Aveva le guance rosse, e forse gli s'era rotto un po' il cuore per la freddezza con cui aveva parlato ma, davvero, avrebbe potuto dire o fare altro?
YangYang continuava a non parlare, teneva lo sguardo basso e pareva perso nella sua intima contemplazione. , si disse Xiaojun, questione chiusa. Anche se...

«Io ti piaccio, Xiaojun?»

Oh. Altro che questione chiusa.
Xiaojun tornò con lo sguardo sul suo coinquilino, non sapendo bene cosa dire e soprattutto come dirla. Delle volte dimenticava che YangYang era testardo a livelli estremi. E dimenticava anche che, in un modo o nell'altro, riusciva sempre a portare l'attenzione su quello che voleva lui. Era una qualità innata, la sua, e forse YangYang avrebbe dovuto fare il politico anziché l'idol. O l'avvocato. Avrebbe potuto fare qualsiasi cosa, e aveva deciso di dichiararsi a Xiaojun. Che situazione surreale.

«Eh?»

«Non fare finta di non capirmi.»

«... Dimentica questa storia» disse Xiaojun dopo un po', tornando con le cuffie in testa «ti ho già detto come la penso.»

E quello per YangYang fu troppo. Poteva anche rifiutarlo, non parargli più e mettere il lavoro al primo posto, ma non poteva ignorarlo in modo così spudorato. Cosa pensava, che in quel modo i suoi sentimenti sarebbero spariti?
YangYang si alzò di scatto dalla sedia, si avvicinò a Xiaojun e, con una prepotenza che non credeva neanche di possedere, gli tolse le cuffie, stringendole nel palmo della mano, e lo costrinse a guardarlo, anch'egli con le guance arrossate.

«Rispondimi, Xiaojun» esordì YangYang, pacato e risoluto «io ti piaccio?»

E Xiaojun... Xiaojun si sentì morire. Messo a nudo. Scoperto.
Ci aveva messo molto tempo - neanche lui avrebbe saputo quantificare bene quanto - a reprimere il suo affetto nei confronti di YangYang, nascondere la sua sessualità per cancellare la parola Amore dalla sua vita, lui non era fatto per amare ed essere amato, il suo cuore non sarebbe mai stato in grado di accettare un sentimento come quello.
Ma adesso Amore era dinanzi a lui e lo stava guardando e implorava con gli occhi una risposta, qualsiasi risposta, Xiaojun doveva parlare e negare, negare fino allo svenimento, fino a rompere il sottile filo che teneva le loro anime unite assieme, eppure...

«... Sì, è vero, di certo non mi sei indifferente, ma-»

«E allora diventa il mio fidanzato.»

Avventato, diretto e senza peli sulla lingua: Xiaojun si era domandato più volte come aveva fatto a perdere la testa per un individuo del genere. Poi si ricordava che YangYang era anche altro - era dolcezza, passione e spensieratezza, la sua voce cristallina e la sua metà perfetta - e allora si ricredeva, capiva che il suo cuore aveva scelto lui proprio perché era un individuo del genere.

«Finirà male, lo sai?»

«Non puoi esserne così convinto. Fino a prova contraria, la chiaroveggenza non esiste.»

YangYang allentò la presa sulle cuffie, sentendosi d'un tratto più sereno. La vicinanza con Xiaojun avrebbe dovuto farlo impazzire, rendergli impossibile parlare senza balbettare e fargli palpitare il cuore talmente forte da farlo esplodere nel petto; per sua fortuna, queste sue congetture s'erano rivelate tutte false, ad eccezione dell'ultima. 

«Almeno proviamo» continuò a dire, adesso a voce più bassa di quanto avrebbe voluto. Forse, in fondo, era davvero disperato. «Solo per un mese. Due massimo. Vediamo come va, se ci riusciamo, se siamo fatti l'uno per l'altro. Poi, sarai libero di rifiutarmi quante volte vuoi.»

Xiaojun ci pensò su. Ci pensò seriamente, questa volta. Ma non disse niente.
YangYang fu sicuro della sua risposta soltanto quando lo invitò a dormire insieme nello stesso letto.

 

・❥・

 

3 Giugno 2024

YangYang aveva sviluppato un fascino particolare, durante il corso di quegli ultimi quattro anni.
I lineamenti del suo volto non s'erano né induriti né addolciti, eppure il suo intero essere pareva più grande e maturo. Era cresciuto molto, otteneva sempre più popolarità e, nonostante le difficoltà che il gruppo aveva riscontrato, non aveva mai perso il suo sorriso; di tanto si comportava ancora da bambino - d'altronde, era o non era il maknae? - ma odiava essere definito tale; durante le promozioni di On My Youth, il loro secondo full album, era stato impeccabile come mai prima d'ora, v'era stato un netto miglioramento dalla pubblicazione di Awaken The World, sia nell'aspetto che nelle qualità canore che nel modo di approcciarsi con il pubblico.
YangYang era, semplicemente, bellissimo.
Ed era suo. Da quasi quattro anni.
Se gli avessero detto che la loro relazione avrebbe resistito così a lungo, Xiaojun probabilmente sarebbe scoppiato a ridere.
E invece erano lì, a leggere i commenti dei fan sotto il loro ultimo MV, ed erano ancora insieme. YangYang seduto sulle sue gambe, Xiaojun con la schiena comodamente poggiata sulla poltrona del soggiorno del dormitorio.
Kun e Hendery erano in casa e avrebbero potuto vederli, ma a loro non importava. Anche se, da quando gli altri erano venuti a conoscenza del rapporto che li legava, né Xiaojun né YangYang saprebbero affermare se le cose fossero state più semplici o, addirittura, peggiori.
Di certo, il problema più grande era stato nasconderlo alle telecamere. Specialmente quando litigavano e nello stesso giorno avevano la schedule piena di impegni. Potevano fingere quanto volevano, ma qualche fan più attento avrebbe sempre notato che qualcosa, in quel momento, non andava. (Xiaojun ricordava ancora l'infinita predica che Kun gli aveva fatto poco dopo un fan meeting, talmente dura e severa che per poco non erano finiti a litigare anche loro due. Fortuna che si erano chiariti prima che la situazione diventasse irrecuperabile).

«Immagino che la canzone sia piaciuta» commentò YangYang, continuando a scrollare i commenti di YouTube. 

Xiaojun gli avvolse le braccia attorno al busto e poggiò il mento sulla sua spalla, annuendo.

«La quantità di commenti che chiedono di dare il nostro amore è imbarazzante» ironizzò poi, lasciandosi scappare un risolino divertito. 

«Quindi lo sai, che parlano solo di te? Egocentrico che non sei altro!» YangYang gli tirò un buffetto sul capo, sorridendo «guarda qui: nove commenti su dieci sono "Xiaojun give me your love"

«Che posso dire? La gente mi ama.»

«Nessuno ti ama come ti amo io, però.»

YangYang si girò verso di lui e lo baciò, e poi lo baciò ancora e ancora, fino a ritrovarsi a cavalcioni su Xiaojun, i loro respiri caldi sulle labbra.
E mentre Xiaojun iniziava a baciargli il collo, a toccarlo da sotto la canotta nera, a stringerlo accanto a sé, YangYang giurò di aver sentito ancora una volta le farfalle nello stomaco.
Ma forse non se n'erano mai andate.