Chapter Text
#1
~ Caffè ~
Certe mattine a Luminopoli sono fredde e spazzate dal vento, grige, e vivere nella città più bella del mondo è squallido e malinconico come la più triste delle periferie; sono le ore prima ancora dell'alba, livide, quando i negozi sono ancora chiusi, turisti non ce ne sono, e soltanto i camion dei fornitori attraversano sferragliando le strade per andare a rifornire i caffè e i ristoranti del centro.
Ma sono anche le ore in cui la città non appartiene ad altri che a lui; in cui può attraversare i viali, col bavero del cappotto rialzato fino agli zigomi come in laboratorio farebbe con quello del camice per ripararsi dal vento, e sentire i propri passi echeggiare tra i palazzi lungo le strade.
Quando entra nel locale dipinto di rosso, è deserto. È ancora troppo presto per i clienti, e Lysandre sta ancora rimettendo a posto le sedie tirandole giù dai tavolini. Lo saluta con un cenno, ma finisce di sistemare la sala prima di passare dietro il bancone: è da gesti come questo che Augustine capisce d'essere ormai diventato un cliente abituale.
«Inizia a lavorare presto o finisce tardi?» s'informa mentre gli prepara il caffè. Non gli ha neppure chiesto che cosa vuole.
Augustine si massaggia gli angoli degli occhi prima di rispondere. «Un po' tutte e due, in realtà.» Non è reticenza: non lo sa neppure lui; lavora da giorni.
Lysandre alza gli occhi su di lui con discrezione. «Una ricerca impegnativa?»
È da giorni che Augustine non ha nella mente nient'altro che il baluginare delle Megapietre, come i barbagli nelle palpebre dopo aver fissato troppo a lungo il sole. «Una specie.»
Ha cominciato a frequentare quel bar perché gli piace come Lysandre serve il caffè: all'italiana, con un bicchiere d'acqua, disponendo con cura il cucchiaino dalla parte opposta rispetto al manico della tazzina; oggi però, quando abbassa lo sguardo sul bancone, accanto al caffè è comparsa una brioche che non ricorda d'aver mai ordinato. Augustine resta interdetto per un attimo.
«La colazione è il pasto più importante della giornata, professore» osserva Lysandre sorridendo. «Offre la casa. Perché non prova a raccontarmi della sua ricerca? A volte parlare aiuta a schiarirsi le idee.»
Augustine non sa bene che dire. Non se l'aspettava; ma Lysandre non ha tutti i torti, forse; e poi, ancora nessuno dei suoi assistenti è tornato in Laboratorio. Ha tutto il tempo che vuole, dopotutto; perciò si accomoda sull'alto sgabello davanti al bancone e inizia a parlare.
