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Insieme, sotto le stelle cadenti

Summary:

Il 25° compleanno di Miku è tormentato dall’ansia e dall’attesa, ma lei non ne cambierebbe una virgola. Alla fine, la sua pazienza viene sempre ripagata.

Notes:

  • A translation of [Restricted Work] by (Log in to access.)

Buon compleanno, Miku Kohinata! Per te ci sono 3500 parole di fluff autoindulgente con un pizzico di ansia, per non farci mancare nulla. Ma con questo abbiamo svoltato la serie. Alla grande. Buona lettura.

(See the end of the work for more notes.)

Work Text:

Miku Kohinata era sempre stata una persona paziente. Essere la prima e la migliore amica di Hibiki Tachibana aveva reso il possesso di questa virtù un requisito necessario per conservare la propria sanità mentale, e la cosa era solo divenuta più vera quando aveva scelto di diventare un’insegnante. Ma questi erano sforzi che venivano ripagati nella stessa misura in cui richiedevano impegno, quindi li affrontava senza battere ciglio. Sì, Miku aveva fatto molta pratica in quanto a pazienza.

 

Ma anche la pazienza di un santo poteva essere messa a dura prova. Per tutto il giorno del suo compleanno, Miku notò che Hibiki era… strana. Faceva confusione quasi di continuo con le azioni più semplici della giornata, ed era piena di un’energia ansiosa, di un tipo che non aveva mai più osservato nella ragazza bionda come il miele dal loro primo anno all’Accademia Lydian.

 

E poi c’era quello, giusto? Hibiki nascondeva qualcosa, e non era mai stata in grado di farlo con Miku. Non senza che il suo rimorso rendesse evidente la presenza di qualcosa. Tuttavia, al contrario delle aspettative, il fatto che la sua ragazza le stesse nascondendo qualcosa non era il motivo per cui Miku era irritata. Aveva saputo del segreto dietro al cassetto dei calzini di Hibiki non molto tempo dopo che era stato nascosto (anche se non l’aveva ancora visto di persona; lasciava che fosse una sorpresa).

 

No; l’ansia estrema che il suo Girasole sembrava avere a riguardo, questo la turbava. Ormai non aveva palesato il suo amore? Non era una cosa voluta da entrambe? Miku sapeva che non era così semplice, dopotutto Hibiki era solo umana, e questo era un grande passo. Comprendeva perché il suo Girasole avesse voluto aspettare, ma anche lei era solo umana. L’ansia della sua ragazza aveva reso lei ansiosa e impaziente, una combinazione difficile da gestire.

 

Mentre si addentravano a piedi nel campo illuminato dalla luce delle stelle, Miku notò Hibiki gesticolare di nuovo con la tasca del cappotto. Sperava volesse dire che la tensione accumulata in tutta la giornata sarebbe stata scacciata presto, ma ricordò a sé stessa di restare calma e paziente. Non sarebbe servito mostrare di sapere dove la cosa stava andando a parare– lo sguardo sul viso del suo Girasole sarebbe stato oltremodo adorabile, in fin dei conti. Mentre guardava il cielo, si trovò a ripensare alla giornata.

 

 

La prima volta che aveva notato Hibiki controllare la tasca del cappotto era stato mentre si preparavano a uscire. Avevano trascorso la mattinata facendosi le coccole insieme a letto, dopo che Miku aveva salvato un disastroso tentativo di portarle la colazione. Mentre Hibiki indossava il cappotto c’era stato qualcosa tenuto stretto nella sua mano, infilato velocemente nella tasca e picchiettato diverse volte con il palmo della mano, come per assicurarsi che fosse stato messo al sicuro. Quindi aveva gettato uno sguardo furtivo a Miku, e lei era riuscita a sembrare concentrata sul controllo dei propri messaggi al telefono. Era carino come la sua ragazza avesse un’aria sollevata all’idea di essere riuscita a fargliene passare una sotto il naso, prima di mostrarle in un lampo il suo sorriso dannatamente solare.

 

Hibiki aveva dato pacche alla sua tasca un altro paio di volte mentre si recavano a piedi verso il Flower, ma era sembrata calmarsi dopo aver intravisto le loro amiche. Aveva scelto di salutare Chris come faceva di solito, incassando il solito risultato, con divertimento di tutte le altre. Erano presenti Kirika e Shirabe, così come Yumi, Shiori ed Elfnein. Con suo grande dispiacere Kuriyo si era ritrovata un’emergenza all’ultimo minuto, e Maria e Tsubasa erano in tour per il loro anniversario.

 

Mentre tutte si radunavano intorno a Miku offrendole auguri di buon compleanno e regali, lei notò Chris prendere Hibiki da parte. Ebbero una discussione calma ma intensa, all’apparenza soprattutto con la donna più bassa di statura a interrogare una Hibiki agitata ma determinata. L’unica parte che Miku colse fu la sua ragazza affermare orgogliosamente di avere un piano, mentre picchiettava di nuovo la sua tasca. Chris rise e disse qualcosa mentre picchiava le sue nocche contro le tempie di Hibiki, prima di incontrare lo sguardo di Miku e avvicinarsi a lei. Provò a chiedere l’argomento della conversazione, ma Chris liquidò la cosa come niente di importante prima di affermare con sufficienza che aveva comprato il regalo più bello. Questo scatenò una discussione a tre tra lei, Shiori e Kirika che durò sino a metà pranzo.

 

(Per un momento, quell’interazione tra Hibiki e Chris, insieme al modo in cui lei era stata liquidata nel momento in cui aveva fatto una domanda a riguardo, aveva scatenato un’onda di gelosia e di paura su di Miku. Una voce terribilmente simile a quella di Shem-Ha le aveva chiesto se valesse davvero la pena soffrire il dolore intrinseco all’essere separate, come potrebbe mai una mortale come lei sopportare il fardello del futuro, non sa che perderà Hibiki proprio come aveva sempre temuto–)

 

(Ma no. Lo sapeva, era il trauma a parlare, non un dio immortale. Il suo Girasole e Chris erano immancabilmente oneste riguardo alle cose che avrebbero potuto ferirla. Hibiki non era in grado di nasconderle nulla, anche se fosse stata una questione di vita o di morte. La paura era ancora lì, ma sapere cosa stava succedendo veramente, o almeno avere una buona idea a riguardo rendeva più facile gestirlo. Sarebbe stata bene.)

 

Solo Hibiki notò la sua pausa. Chiese con gli occhi se Miku stesse bene, e Miku riuscì a rispondere di sì in tono sicuro e onesto. Potevano parlare più tardi della cosa, e l’avrebbero fatto, ma ora non era il momento. La cosa sembrò liberare Hibiki da una parte dell’ansia accumulata in precedenza durante la giornata, e fu un sollievo.

 

Da quel momento la giornata sembrò trascorrere in modo confuso. Molte loro amiche avevano un lavoro a cui tornare (convincere Elfnein a prendersi una pausa era come cavarle un dente) e solo Kirika e Shirabe erano ancora libere. Questo a causa della predilezione di Kirika per i compleanni, e della predilezione di Shirabe per lei. Suggerì un nuovo incontro al karaoke di lì a un paio d’ore, proposta che Miku aveva trovato molto gradevole, siccome non voleva portare i suoi regali in giro tutto il giorno (o permettere a Hibiki di farlo: le sarebbe bastato pensare che le braccia di Miku fossero un po’ stanche, e si sarebbe ridotta lei a uno straccio).

 

Mentre era a casa, la coppia era stata sorpresa da una chiamata di Tsubasa e Maria, pronte a dimostrare quanto fossero contrite per non essere riuscite ad augurare di persona buon compleanno a Miku. Così contrite che a quanto pare avevano agito d’anticipo e avevano prenotato in anticipo alla coppia una cena in un ristorante elegante. Per fortuna nessuna delle due faceva mai piani dopo l’ora di pranzo– la storia di Hibiki, chiamata improvvisamente in missione per la S.O.N.G., aveva colpito entrambe sull’importanza di adattarsi in questioni del genere.

 

Le idol furono in grado di conversare solo per 20 minuti prima di dover tornare al loro lavoro, entrambe piuttosto dispiaciute della cosa, mentre auguravano buon compleanno a Miku e chiudevano la chiamata. Hibiki e Miku trascorsero il tempo rimanente prima del karaoke recuperando le faccende di casa che si erano accumulate. Non era il modo più romantico o emozionante di passare il tempo, ma la semplice dimensione domestica del loro lavoro lo rendeva una sensazione speciale per Miku. Anche qualcosa di noioso come un lavoro d’ufficio poteva essere fatto con un sorriso sul volto, quando il suo Girasole si muoveva per la stanza con una scopa.

 

(Se solo avesse smesso di lanciare occhiate al suo cappotto come se contenesse qualcosa di cui aveva paura…)

 

Quando la coppia arrivò, scoprirono che Shirabe aveva già scelto una stanza per loro– in base alla spiegazione molto entusiasta di Kirika. Il karaoke si rivelò la distrazione perfetta per le inquietudini di Miku, dal momento che la passione avvertita sia nel cantare che nell’ascoltare la calmarono allontanandola dai pensieri più oscuri e portandola verso una gioia condivisa.

 

Continuarono in questo modo finché Shirabe scelse una delle canzoni più recenti di Tsubasa, una canzone d’amore scritta per Maria. Divenne chiaro anche prima del ritornello che stava cantando rivolgendosi direttamente a Kirika, con una passione molto più feroce di quanto era tipico per lei. Vedendo la direzione in cui il vento soffiava in quel momento, Hibiki e Miku decisero di uscire in silenzio prima della tempesta.

 

Sul percorso verso la loro cena prenotata scelsero la strada panoramica, tuttavia Miku si ritrovò incapace di apprezzarla. Tutto ciò su cui riusciva a concentrarsi era la tasca del cappotto che...!

 

“Miku.” Venne richiamata dai suoi pensieri dalla voce di Hibiki, stretta dall’emozione, ma dolce per l’amore trattenuto al suo interno. I suoi nervi avevano chiaramente raggiunto il limite, ma in quegli scintillanti occhi nocciola Miku vide una determinazione che accelerò il battito del suo cuore.

 

“Sì, Hibiki?”

 

“Uhm, c’è una cosa che, io… I-io ti amo! Ah, non è questo che–” Il suo amore borbottò rapidamente da sola per qualche secondo prima di fare due respiri profondi e continuare. “C’è una cosa che volevo chiederti da… ahah, credo siano anni a questo punto! E voglio dire che ti amo, sul serio, l’ho detto sul serio ogni volta, ma è molto di più di questo.” La mano intenta sino a questo momento a gesticolare con una ciocca di capelli ribelle cadde nella tasca del cappotto già picchiettata un numero incalcolabile di volte quel giorno. Miku represse un sussulto crescente mentre il momento che entrambe stavano aspettando finalmente si avvicinava.

 

“In tutto questo mondo, non c’è nessuno che vorrei avere accanto a me, perché accanto a te è il posto più caldo che conosco. Miku Kohinata, sei il mio raggio di Sole, e se mi permetterai…” Gli occhi di Hibiki saettarono verso l’alto e lei sussultò. “Ah, è iniziata!”

 

Miku guardò in alto e vide il cielo illuminato dalle luci di centinaia di stelle cadenti. Non riusciva a trattenere il suo stupore e la sua meraviglia, e probabilmente sarebbe rimasta rapita dallo spettacolo per il resto della sera, se lo scatto di una piccola serratura non l’avesse distolta. Si voltò e vide il suo Sole Splendente fissarla dal basso, in ginocchio. Nelle sue mani c’era un anello con una pietra dorata dalla forma strana fiancheggiata da piccole ametiste, annidato in una scatola che Miku aveva sbirciato alcune volte negli ultimi due anni, ma non aveva mai visto aperta fino ad ora. Hibiki parlò ancora una volta, appena percettibile.

 

“Tornerò sempre da te. Non sono sempre stata la migliore a mantenere le promesse, ma lo giuro…” Fece un respiro tremante e guardò in profondità negli occhi di Miku. “Sarò tua, non importa cosa proverà a dividerci, che siano maledizioni, dèi, o anche le nostre parole imbarazzanti. Miku, vuoi essere mia per l’eternità, e sposarmi?”

 

Per un attimo, riuscì solo a fissarla, lacrime che minacciavano di traboccarle dagli occhi. Poi si gettava addosso a Hibiki gridando, “Sì, sì! Sempre sì!” Rimasero sedute lì per un po’, bloccate in un abbraccio e singhiozzando la loro gioia. Quando riuscì a trovare di nuovo le parole, Miku disse, “Ora non ti lascerò andare mai più. Spero tu sia contenta.” La sua ragaz– la sua fidanzata ridacchiò.

 

“Non potrei essere più felice,” Hibiki si spostò leggermente. “Anche se mi piacerebbe vederti. Le stelle cadenti sono una grande compagnia, ma la tua faccia felice è molto meglio.” Miku si ritrasse e vide il suo amore riflesso negli occhi di Hibiki. Poi si stavano baciando, e lei non sapeva perché non lo stessero già facendo, ma le sembrava giusto rimediare adesso.

 

Dopo qualche minuto si divisero, difficilmente a corto di respiro grazie alla loro esperienza come Symphogear. Si crogiolarono nella luce del loro amore ancora per qualche istante prima che Hibiki portasse nuovamente l’anello alla sua attenzione con una domanda silenziosa. In risposta, Miku sciolse un braccio dalla schiena del suo amore e portò la mano davanti a loro. Mentre l’anello le veniva infilato al dito, si fece sfuggire la domanda rimasta in sospeso da quando l’aveva visto.

 

“Cos’è questa pietra? È così strana, eppure ha un’aria stranamente familiare…” Alla luce, brillava come l’oro, ma negli altri momenti era scura come il carbone. Dove aveva già visto qualcosa del genere?

 

“Ricordi quando scoprimmo le rovine della Frontier?” Hibiki lo chiese con delicatezza, con una sfumatura di preoccupazione– e per un buon motivo. Tra la paura e il successivo imbarazzo, quel tempo era rimasto impresso nella memoria di Miku. “La roba che mi stava crescendo dall’interno per via della diffusione del Gungnir– all’epoca, nessuno prendeva davvero appunti su quello che succedeva perché era considerata spazzatura. A meno di non sapere cos’era, non si poteva neanche collegarla alle Symphogear.”

 

“Quando Tsubasa mi fece cadere addosso un serbatoio d’acqua, credo che l’acqua ne abbia trascinato qualche pezzo per strada,” continuò, un piccolo sorriso sul suo volto come se centinaia di migliaia di litri d’acqua versati addosso a lei tutti in una volta fossero un bel ricordo. “Perché insomma, Kuriyo ne ha trovati alcuni! Sul momento, ha pensato fosse solo una pietra strana ma carina, ma alla fine se ne è dimenticata per via di tutte le cose pazze che succedevano di continuo. Quando le ho detto per cosa volevo usarla, è stata felice di darmela.”

 

“Heh, ci avrebbe risparmiato un sacco di tempo con le rovine del Palazzo del Dragone Sommerso, se l’avessimo saputo allora!” Hibiki si sfregò dietro la testa con fare imbarazzato. “Comunque, ho chiesto alla piccola Elfnein di metterla sull’anello per me. Non abbiamo potuto fare molti cambiamenti perché è un pochino delicata, ma sono contenta del disegno che abbiamo immaginato!” Lei era raggiante d’orgoglio, Miku però non si sentiva così divertita.

 

“Mi hai fatto la proposta con la Pietra dello stolto,” disse in tono piatto.

 

“Aaahh, perché doveva rimanere con quel nome,” gemette Hibiki, ancora ossessionata dalla cosa anche anni dopo il fatto. Poi notò lo sguardo che stava ricevendo e strinse la mano di Miku tra le sue prima di continuare. “Bene, anche se mi stava facendo male in quel momento, il Gungnir era una parte di me. Dava alle mie canzoni la forza necessaria a proteggere quanto avevo di più prezioso. Poi tu mi hai salvata…” Lasciò girare il pollice intorno alle ametiste sull’anello. “Volevo tu avessi un pezzo di me che possa sempre restare con te, anche se dobbiamo separarci per poco. La parte di me di quando tu ci hai salvate entrambe… mi sembrava il modo più significativo di dartela.”

 

“È impossibile avercela con te,” sospirò Miku, appoggiandosi ancora una volta a Hibiki; la donna emise un piccolo grido di incoraggiamento mentre lo faceva. “Le tue parole sono così dolci, che posso ricambiarle solo amandoti.” Hibiki canticchiò allegramente e guardò le stelle. Poi sussultò per l’eccitazione e spinse entrambe a rialzarsi.

 

“Hibiki?” Miku era abituata alla propensione del suo Girasole per i movimenti improvvisi ed entusiasti, ma dopo essere stata seduta a terra per così tanto tempo, si reggeva in piedi un po’ a stento.

 

“Balla con me, Miku!” esclamò Hibiki, strattonandola già e ondeggiando leggermente. Miku rise e si mise al passo, dopotutto perché no? Non era un gran ballo, visto che Hibiki non conosceva nessuna mossa se non quelle per combattere, quindi per lo più le faceva semplicemente girare entrambe e di tanto in tanto scalciava un piede in modo sciocco. Era divertente, tuttavia mancava qualcosa, che Hibiki sembrò realizzare con un piccolo broncio. Poi il suo viso si illuminò prima di...

 

~Balwisyall Nescell Gungnir Tron~

 

La portatrice del Gungnir venne brevemente avvolta da una luce dorata, che quando svanì la mostrò rivestita della sua Symphogear. Era stupido usare una Symphogear per un compito tanto banale come suonare musica per un ballo, tuttavia Miku non poteva proprio convincere sé stessa a preoccuparsi della cosa. Prendere la strada più veloce e più diretta nel risolvere i problemi era esattamente nella natura di Hibiki, un atteggiamento schietto, spesso accattivante quanto esasperante.

 

La loro danza riprese quando Hibiki cominciò a cantare. Non era molto diverso rispetto a cosa stavano facendo prima, ma i movimenti erano più ampi, un po’ più sfrenati ora che poteva lanciare Miku in giro come se non pesasse nulla. Quelle mani potevano schiacciare facilmente l’acciaio nella loro presa, eppure nessuna paura o dubbio attraversava la mente di Miku. Si fidava del suo Sole Splendente, perché i suoi erano i pugni più gentili del mondo, non importa cosa dicesse– o cantasse.

 

I loro occhi si incontrarono nel mezzo di un volteggio, e qualcosa in relazione al momento scatenò in Miku una risata incontrollabile. Hibiki la seguì presto, dimenticando per un istante la canzone, anche se la melodia si poteva ancora udire chiaramente. Anche mentre ridacchiava, Hibiki tirò a sé Miku in un bacio profondo.

 

Quando si allontanarono negli occhi di Hibiki c’era un barlume di malizia. Prima che Miku potesse rendersene conto, si ritrovò a essere lanciata in giro e poi scagliata in aria con un urlo. Emise uno strillo fatto per un quarto di sorpresa e per tre quarti di gioia. Fece uno sforzo per apparire infastidita dalle cretinate di Hibiki anche mentre veniva afferrata in una presa familiare (mani sotto le spalle e ginocchia piegate), sebbene l’integrità del suo broncio fosse minacciata dalle risatine che scoppiavano ancora a intermittenza.

 

“È stato molto scortese, signorina Tachibana,” brontolò Miku, pizzicando la guancia di Hibiki. Il suo gioco di formalità altezzosa fallì, perché il ridicolo della situazione la fece sciogliere ancora una volta in una serie di risatine. Rassegnata al proprio destino, sbuffò con un sospiro prima di avvolgere le braccia al collo del suo Girasole e appoggiarsi a lei.

 

“Ti ho mai detto che è una delle mie cose preferite?” Mentre lo chiedeva, Hibiki fissava Miku amorevolmente, come se avesse il mondo intero nelle sue mani (ed era vero, da un certo punto di vista). “Tenerti in questo modo, intendo. Ecco perché da un po’ mi stavo allenando come una matta, per riuscire a farlo quando volevo. Ma con il Gungnir, non ho mai neanche dovuto provarci. È una sensazione meravigliosa, la vicinanza, il calore,” la luce nei suoi occhi si attenuò un poco. “Che tu sarai sempre al sicuro, finché potrò tenerti così.”

 

“Ehi, ci proteggiamo a vicenda adesso. È la promessa che ho fatto io a te,” Miku le diede un colpetto sul fianco. Una nota dispettosa entrò nella sua voce mentre continuava. “Ancora di più ora che ti sei promessa a me per sempre, Hibiki. Se sei ancora preoccupata, ricordati solo che molto presto riuscirai a stringermi così per tanto tempo.”

 

“Sì… sì, hai ragione! Sto bene, andrà tutto bene!” Guardare i residui della sua incertezza svanire in una gioia radiosa era come guardare il sole spuntare all’orizzonte, abbagliante e bellissimo. Il suo sguardo si spostò verso l’alto e Miku seguì l’esempio, notando come lei che la pioggia di stelle era ancora in corso. “Le stelle cadenti non smettono mai di stupirmi, non importa quante volte le guardiamo insieme. Mi fa desiderare di poterle raggiungere e afferrare…”

 

“Uhmm, forse non possiamo, ma…” Miku si spostò nella presa di Hibiki finché non si ritrovò praticamente accovacciata sopra di lei. Le era venuta un’idea, ma non sarebbe stato possibile se fosse rimasta così com’era. “Forse posso fartele vedere più da vicino.”

 

“Eh?” Adorabilmente confusa com’era, Hibiki aggiustò comunque la presa per sostenere meglio la nuova posizione di Miku. Evitò qualsiasi domanda vera e propria scattando via dal petto di Hibiki, lanciandosi in aria.

 

 

~Rei Shénshòujìng Rei Zizzl~

 

Hibiki fissò con soggezione la portatrice dello Shénshòujìng, come se fosse un angelo disceso dal cielo. Vedere che indossare la sua cappa di Faust suscitava ancora questa risposta la divertiva, dato che avevano combattuto fianco a fianco molte volte negli anni trascorsi dalla sconfitta di Shem-ha. A Miku tuttavia non importava: come molte delle azioni di Hibiki, la faceva sentire amata oltre misura. In più era divertente stuzzicare il suo Girasole ogni volta che la sorprendeva a fissarla troppo.

 

Mentre fluttuava verso il basso, i cordoni fissati al retro della sua armatura si intrecciavano con i nastri di Hibiki, come facevano di solito quando non erano in combattimento attivo. Accarezzò con affetto la guancia del suo amore, prima di aggiustare la presa in modo da poterle chiudere la bocca rimasta spalancata. Miku si prese un momento per abbandonarsi allo sguardo sul viso di Hibiki prima di continuare.

 

“Lo confesso, adoro essere tenuta da te proprio come tu adori tenere me,” Mentre parlava, le sue braccia circondarono Hibiki in un largo abbraccio. “Ma stasera il mio desiderio egoista è tenerti stretta mentre ci alziamo in volo tra le stelle cadenti a noi tanto care.”

 

“Mi hai già detto che ti piaccio quando sono egoista,” Hibiki appoggiò la fronte contro gli occhi chiusi di Miku, poi lei li riaprì in uno sguardo di pura adorazione. “Che i miei desideri egoisti sono una mano gentile stesa in aiuto. Bene, secondo me le tue sono un balsamo che ti rilassa e ti cura, donato con il cuore senza chiedere nulla. Quindi, stanotte ti lascerò fare tutto ciò che vuoi!”

 

“E io ti lascerò fare come hai promesso,” mormorò Miku. Poi raccolse facilmente Hibiki (che strillò lievemente per la sorpresa) e volò nel cielo notturno.

 

Non sapeva cosa la vita avrebbe riservato loro, perché il mondo era ancora pieno di paura e incertezza. Ma se c’era una cosa che Miku sapeva, tenendo Hibiki vicino a sé…

 

…era che il loro amore avrebbe risuonato nel futuro.

Notes:

OMAKE!

Hibiki: Sono così contenta che la sorpresa abbia funzionato! Ero un po’ preoccupata onestamente…

Miku: Oh, sapevo dell’anello.

Hibiki: *Scioccata* Coooosa?!

Miku: Da circa un mese dopo che l’avevi preso. Eri così eccitata perché c’era uno scompartimento nascosto nei cassetti, ricordi? Me l’hai mostrato tu.

Hibiki: Io?

Miku: Mhhh. Mi hai detto “Sarebbe un bel posto per tenere qualcosa di piccolo e di prezioso! Se mai prendessi una cosa del genere, la metto proprio qui!” Ho pensato che me l’avessi detto affinché io potessi controllare e ricordartelo, se ti fossi dimenticata qualcosa lì dentro.

Hibiki: Ah… Credo sia proprio come dici. Allora perché hai finto di non saperlo?

Miku: Perché sapevo quanto saresti stata eccitata a fare questa cosa “nel modo giusto”. Che razza di moglie sarei se ti rovinassi tutto il divertimento? Anche se mi hai fatto aspettare davvero tanto…

Hibiki: Scusa… Mi farò perdonare! Tutto quello che vuoi!

Miku: Se insisti. Ho qualche idea…

 

Meglio la Miku che combatte a fianco di Hibiki come in una vera “battle couple”? O la ragazza normale, il punto fermo per tutte le altre protagoniste, il posto caldo dove tornare sempre? La mia risposta è la seconda; mi piace pensare che il finale della saga abbia lasciato lei e le altre ragazze libere di plasmare il proprio futuro.

Qui però finisce esattamente come nella mia fanart preferita di HibiMiku (https://cdn.donmai.us/original/6d/43/__tachibana_hibiki_and_kohinata_miku_senki_zesshou_symphogear_drawn_by_akiot__6d43f3c394d714d72a0c530894ae9437.jpg), quindi… solo applausi per Draconic! Se non bastasse aver già catturato alla perfezione cosa rende Miku il vero Jolly di Symphogear (non solo come “settimo Ranger” xD…). La sua pazienza, naturalmente. Il suo candore. Il suo esserci sempre per le persone a cui tiene, a cominciare dal suo grande amore. E poi qui finiamo perfettamente quello che Hibiki aveva lasciato a metà il giorno del suo compleanno: la somma delle due metà è una relazione tra le più belle che abbia mai visto in un’opera di finzione. Nessun conflitto di ideali da incarnare su scala cosmica, nessun siparietto per i maschietti, nessun tiramolla; solo tanto amore, fiducia reciproca e sfide affrontate per cambiare ogni volta in meglio, nonostante intorno a loro succeda letteralmente di tutto.

Auguri Miku… goditi finalmente quel criceto della tua ragaz– fidanzata. Noi ci vediamo poco dopo Natale, con la best girl assoluta.

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