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Language:
Italiano
Stats:
Published:
2025-01-25
Words:
1,487
Chapters:
1/1
Kudos:
13
Hits:
423

Avventure in magazzino

Work Text:

POV MARCELLO

-Marcello scusami-entrò nel mio ufficio Rosa-è arrivata Adelaide, le ho detto che eri impegn..

-E io ti ho detto che non hai bisogno di annunciarmi-disse Adelaide irrompendo nella stanza ed interrompendo Rosa-

-Vai Rosa tranquilla-le dissi sospirando

La sera prima era capitato che avevo discusso con Adelaide per via di Guarnieri,a volte non mi spiego come fosse possibile che Adelaide non si rendesse conto che Umberto si stia avvicinando ad Odille per potersi avvicinare di nuovo a lei

-Sei venuta in veste di socia?-le chiesi ironico

-No per tua sfortuna-mi rispose a tono mentre si sedeva-sono venuta a parlare di quello che è successo ieri Marcello-finì di dire mentre mi guardava fisso negli occhi come se mi volesse tirare tutto fuori

-Non ho nient'altro da dire oltre a quello che ho detto ieri-rimasi fermo sul mio punto mentre mi mettevo con le braccia incrociate mentre sentimmo bussare alla porta e lei alzava gli occhi al cielo-Avanti

-Ah signor Barbieri-entrò Elvira-mi servirebbe un favore, bisognerebbe controllare i nuovi capi che sono arrivati giù in magazzino perchè sono arrivati con dei difetti

-Va bene Elvira vai pure,scendo subito e ti faccio sapere-dissi alzandomi-

-Grazie-rispose timidamente mentre usciva chiudendo la porta

-Possiamo dare per finita questa discussione o mi devi parlare di qualche affare?-chiesi ad Adelaide mentre mi mettevo la giacca e uscivo dall'ufficio

-Marcello-mi corse dietro lei-lo vedi come ti stai comportando? Come un bambino piccolo. Tu non hai ancora capito il concetto che lui mi sta solo aiutando con Odile

-Ma con uno scopo ben preciso però-dissi girandomi verso di lei mentre entravo nel magazzino

-Ma quale sc-ma subito la interruppi-

-Non chiudere la por..-ma fu troppo tardi poichè l'aveva già chiusa-..ta

-Che?-chiese confusa lei

-La porta-dissi leggermente frustato-è rotta,la dovevamo far aggiustare-le spiegai avvicinandomi alla porta e provare ad aprirla ma con scarso risultato-niente siamo chiusi

-Come chiusi?-chiese lei allibita-vabbe dovrà prima o poi scendere qualcuno no?

-Sono tutti in pausa pranzo Adelaide. Non arriveranno prima di un'ora

-Cosi almeno non mi potrai più evitare-mi rispose sorridendo sfacciata-a me non interessano gli scopi di Umberto,non li noto neanche. Per me la cosa importante è stare vicino a mia figlia e che tu sia al mio fianco

-Adelaide ma io sono qua-le presi le mani-ma dopo quello che ha fatto Guarnieri io proprio non ce la faccio a vederlo accanto a te che ti guarda,che ti parla come se lui ti possedesse-cercai di spiegarle-

-Ahahahaha possedesse?-mi chiese ridendo-Marcello-mi chiamò mettendomi la mano sulla guancia- l'unico che si fa problemi su Umberto sei solo tu e poi...-iniziò a sussurrare mentre si avvicinava al mio orecchio- l'unico che voglio che mi possegga sei tu-la guardai negli occhi e fu inevitabile non avvicinarmi per baciarla

Narratore esterno

Si era avvicinato ancora di piu verso di lei se possibile, non se ne era nemmeno accorta fino a quando non sentì il suo respiro vicino insieme alle sue mani che viaggiavano sul corpo della Contessa,con le labbra che andavano a lambirle il collo come se naturalmente conoscesse quale punto andare a toccare per farla eccitare,sentì scivolare via da se ogni freno inibitorio nel momento stesso in cui Marcello avvicinò a lei il suo bacino facendole sentire il suo bisogno di averla provocando di riflesso lo stesso volere su Adelaide. Si strofinò a lei in modo sensuale e voluttuoso facendola indietreggiare fino a quando non arrivò contro la scrivania per poi sollevarla all'improvviso e farla sedere sulla scrivania.Si guardarono per qualche istante nel quale Adelaide dimenticò ogni cosa che riguardava la sua vita al di fuori di Marcello.

Si sollevò quel tanto che bastava perché lui le togliesse la gonna e tutto quello che aveva sotto mentre lei gli gettava a terra la giacca per poi passare a cravatta e alla camicia.
Marcello la guardò ancora con quel sorriso impertinente che Adelaide avrebbe eliminato dalla faccia della terra ma in quel momento la eccitava terribilmente, e nel mentre Marcello con una mano accarezzava l’interno delle sue gambe obbligandola a divaricarle, ad aprirsi a lui e per lui. Il corpo della contessa decise per lei, quando le sue mani andarono tra i capelli di Marcello, obbligandolo ad abbassarsi mentre inarcava il bacino per fargli capire quale fosse la destinazione che voleva che raggiungesse. Marcello non si lasciò pregare, mettendosi in ginocchio davanti alla scrivania proprio davanti alla sua fonte di piacere.Barbieri incominciò una lunga, lenta scia di baci nell'interno coscia. Prima da una parte poi dall'altra. Ma Adelaide lo reclamava, impaziente, e Marcello dovette venire meno ai suoi propositi. Stare con adelaide, per lui, era quasi sempre una questione di tempo, nel senso che si prendeva tutto il tempo necessario per farla impazzire, portarle al limite, ritardare l'appagamento fino a quando non lo implorava di farla venire.. spostò di più le sue gambe, posizionandosi proprio lì, nel mezzo. Adelaide fu scossa da brividi di piacere quando sentì solo il suo respiro caldo stimolarla, facendole percepire che lui era lì, così vicino a dove voleva. Provò a strattonarlo, avvicinandolo ancora di più, ma lui si liberò dalle sue mani tra i capelli, bloccandole i polsi sulla scrivania, a lato del corpo. Avrebbe assecondato le sue voglie, certo, ma sempre a modo suo. Lei protestò provando a divincolarsi ma poi lo lasciò fare quando lui spinse la testa tra le sue gambe. Era una sensazione averla sotto di lui e come ogni volta al quale non potè resistere, voleva assaporarne il sapore e così leccò con la lingua le labbra del suo sesso, risalendo con una leggera pressione fino al clitoride che lambì con un movimento circolare, facendo poi schioccare la lingua quando si sollevò per guardarla lasciandole i polsi. La contessa  non protestava più, sapeva che aveva avuto quello che voleva. Come sempre pensò subito Marcello che subito con le dita si fece spazio nella sua vagina, sentendola bagnata e vogliosa data la durezza del clitoride e poi rapidamente le sostituì con la lingua che abile e vorace leccava con velocità la sua intimità.

-Amore-gemette lei non appena lui le succhiò il clitoride

I gemiti di lei aumentarono quando la lingua si intrufolò in profondità tra le labbra già vogliose, umide e pronte.
Quando tornò sul clitoride con la lingua credette che Adelaide stesse per impazzire e da come strinse le mani sulla scrivania e dai gemiti che diventarono sempre più forti, capì che stava per venire ed allora intensificò le sue attenzioni fino a quando non esplose nella sua bocca. Fu allora che prese di nuovo i suoi polsi, per non farla muovere, per non farla allontanare. Non aveva ancora finito con lei. Marcello assaporò tutto il gusto del suo sapore con rapidi tocchi della lingua e smise solo quando era lui a non poterne più ad essere troppo eccitato, perché il suo membro, duro, gli faceva male costretto dentro ai boxer,si tirò giù pantaloni e tutto il resto,le sollevò le gambe per facilitare la penetrazione e poi entrò in lei con decisione, senza trovare alcune resistenza, bagnata per com'era.Vide i suoi capezzoli duri che erano pronti per essere morsi, succhiati, leccati, torturati in ogni modo e non li lasciò attendere, stringendoli tra le dita mentre entrava ed usciva dentro di lei in modo lento, costante e profondo.

Adelaide ad ogni spinta si sentiva riempita completamente da lui, non si era ancora del tutto ripresa dall'orgasmo precedente che la sua stimolazione gliene stava per provocare un altro. Gemette senza ritegno, senza preoccuparsi di essere sentita d'altronde il paradiso era di sua proprietà..e gemette senza vergogna e lo fece ancora di più quando lui intensificò il ritmo, costringendola a subire le sue spinte più rapide e veloci, con maggiore foga e muoveva i fianchi per seguire il suo ritmo. Lasciò i suoi seni per stringerle le caviglie sollevate, per andare sempre più in profondità, non ci fu bisogno di avvisarlo che lei stava per venire ancora, perché capì che fu lo stesso anche per lui, quando la penetrò con più decisione. I gemiti di Adelaide  diventarono quasi urla e sentì Marcello emettere un suono roco, irresistibile, mentre veniva dentro di lei. Non ebbero nemmeno il tempo di dirsi quanto si amavano che sentirono dei rumori sospetti e così scoppiarono in una fragorosa risata mentre raccoglievano i vestiti e si rivestirono uscendo da quel magazzino con due sorrisi incancellabili sotto gli occhi dubbiosi del signor Ferraris

-Contessa,spero che la mia delucidazione sia stata più che bene accettata-scherzò Marcello mentre si recava all'ingresso del paradiso con adelaide al suo fianco

-Beh ne sarei grata di averne altre stasera a casa mia-rispose lei mentre si riponete gli occhiali da sole

-È un invito?-chiese lui aprendole la porta

-È più un ordine-sussurrò lei vedendo la faccia del compagno compiaciuta per poi uscire e andare a prepararsi per la cena della sera. Avrebbe avuto tante delucidazioni