Chapter Text
Quando guardava i compiti d'inglese che Dino-sensei assegnava, Takeshi si chiedeva spesso se il Boss dei Cavallone avesse mai letto il loro programma scolastico, e ogni volta si rispondeva che doveva averlo fatto per forza, altrimenti Kyouya non lo avrebbe mai lasciato insegnare.
(Chissà come mai Dino-sensei aveva le abilitazioni adatte a insegnare in una scuola media giapponese. Non c'era nessuna possibilità che Kyouya avesse lasciato insegnare qualcuno che non rispettasse le regole di Namimori)
Mentre Takeshi era impegnato a chiedersi quali domande dei compiti per domani era meglio sbagliare e quali no, Tsuna abbandonò di scatto la penna, afflosciandosi sul tavolinetto.
"Aaaah! Basta, non ne posso più dell'inglese!" protestò.
(Tsuna era sempre così drammatico. Stavano studiando da neanche un'ora!)
Hayato abbandonò prontamente quaderno, libro e penna, con un sorriso.
"Potremo fare merenda e ricominciare dopo" propose.
Takeshi sorrise per non roteare gli occhi. Se Tsuna avesse detto che il pianeta era piramidale, Hayato sarebbe andato a riscrivere tutti i testi scientifici di persona finché non avessero concordato con l'affermazione del suo amato Decimo.
"Tua mamma non aveva detto che andava a vedere i saldi al mercato?" chiese.
Tsuna annuì, già in piedi.
"Sì, andava insieme alle ragazze", confermò, "ma ci ha lasciato la merenda pronta".
Hayato balzò in piedi con entusiasmo del tutto fuori luogo.
"Lascia che ci pensi io a portarla qui, Decimo!".
Takeshi continuò a sorridere, anche se in verità gli dispiaceva che Bianchi-san fosse uscita.
I biscotti velenosi che cucinava lei erano i migliori biscotti del mondo, e poi aveva sempre un profumo buonissimo, come fosse l'incarnazione della Vigilia di Natale.
"Ti serve una mano, Hayato?" propose.
Hayato, in modo molto maturo, gli fece la linguaccia.
"Ce la faccio da solo, maniaco del baseball!".
Appena Hayato uscì dalla stanza, Tsuna si mise seduto con un sospiro sconsolato.
"Non so come lo sopporti, Takeshi-kun".
Takeshi rise.
"Nah! Hayato è un tipo okay!".
Per tutta risposta, Tsuna borbottò qualcosa di poco comprensibile a cui Takeshi decise di non dare peso.
(Tsuna stava crescendo, un po' alla volta. Iniziava a capire che Hayato era davvero strano con lui, e iniziava a farsi domande e soprattutto a non accettare più le ridicole risposte di Reborn. Prima o dopo, Tsuna avrebbe deciso che ne aveva abbastanza delle idiozie del suo tutor e avrebbe cercato altrove, ma quel momento non era ancora arrivato)
"TOGLITI DI MEZZO, STUPIDA MUCCA!" urlò Hayato, entrando con un vassoio in mano e Lambo-chan che gli saltellava intorno.
"Anche Lambo-sama vuole i biscotti!" si lamentò il piccolo.
Tsuna, da brava madre, si alzò per prenderlo in braccio e allontanarlo da Hayato.
"Se lasci stare Hayato ti dò uno dei miei, okay?" propose.
Lambo-chan annuì ripetutamente, mentre Hayato posava il vassoio sul basso tavolino.
"Sei troppo buono, Decimo. Le mucche come lui dovrebbero mangiare solo erba!".
Takeshi prese una tazza di thè e si concentrò sul non sospirare frustrato.
(Qualcuno avrebbe dovuto davvero spiegare ad Hayato che mangiare solo erba e mangiare in modo sano non erano sinonimi neanche per la Famiglia Bovino)
Naturalmente, Lambo-chan saltò giù dalle braccia di Tsuna e atterrò sul tavolo, con gli occhi già arrossati dalle lacrime.
"Io non mangio erba, Stupidera!" esclamò.
Hayato sogghignò incrociando le braccia con aria superiore.
"È l'unica cosa che puoi mangiare senza stare male, moccioso".
Tsuna si sedette, sporgendo il capo verso il bambino più piccolo.
"Non ascoltarlo, Lambo. Se fai il bravo ti farò il polpettone con la carne di bovino italiana che ti piace tanto, va bene?".
Takeshi bevve un sorso di thè per nascondere il fatto che voleva sbattere la testa contro una superficie solida molto dura. Hayato avrebbe detto qualcosa di orribile, Lambo avrebbe pianto, sarebbe scoppiato il caos e loro non avrebbero finito i compiti di inglese.
"Ha! Mangi le mucche come te?" fece derisorio Hayato.
Lambo-chan scoppiò in lacrime mentre singhiozzava che non doveva piangere, e tirò fuori dai capelli il bazooka dei dieci anni, facendo gelare Takeshi.
"Hayato! Non può usarlo! Non sappiamo dove finirebbe!".
Grazie al cielo, Hayato capì immediatamente quello che Takeshi intendeva, e calciò il bazooka dalle mani del bambino.
(Non avevano più usato il bazooka da quando erano tornati dal Finto Futuro. Forse Lambo-chan sarebbe finito in un tempo normale, nel loro vero futuro, o forse di nuovo in quello fasullo. Considerando quel che avevano combinato con Byakuran e gli Arcobaleno, sarebbe potuto finire anche in un'altra dimensione. Non era affatto sicuro)
Il bazooka rimbalzò a terra e finì sopra Tsuna. Hayato fece appena in tempo a urlare Decimo che la nuvoletta rosa scomparve, mostrando loro Tsuna del Finto Futuro, completo di mantello nero.
Questi li guardò con aria grave.
"Odio dover di nuovo coinvolgere dei bambini", disse, "ma mi serve il vostro aiuto".
Takeshi sporse le labbra.
Addio compiti d'inglese.
