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Zero Negativo

Summary:

Inseguimenti ad alta velocità, un cadavere, una banda senza pietà.

Notes:

Rieccomi con un sequel di "Fuoco e Fiamme", che però può essere letto separatamente; ciò non ha nessunissimo senso ma procediamo...

Suddividere i blocchi non è il mio forte, abbiate pazienza mentre cerco di prenderci la mano :)

Buona lettura

(See the end of the work for more notes.)

Work Text:

Il sole stava sorgendo maestoso sulla città di Colonia; il cielo si stava colorando di giallo intenso sopra le case, e le nuvole diventarono di fuoco con sfumature rosee. Le tranquille acque del Reno riflettevano l’accecante luce dorata. Sull’autostrada le auto scivolavano indisturbate sul manto stradale. Nella tranquillità più assoluta qualcuno tornava a casa dal turno di notte, altri si stavano risvegliando per dare il benvenuto al nuovo giorno, altri ancora vegliavano dall’alto. Gli uccellini iniziarono a cinguettare felici nell’aria frizzante.

 

Semir stava facendo colazione con la sua famiglia, o almeno ci stava provando; le bambine non sembravano voler stare tranquille, Lily strillava come una sirena non sarebbe in grado di fare e Aida si stava lamentando di qualcosa che l’ispettore non aveva ben capito nel caos generale. E come se tutto ciò non bastasse, Andrea aveva deciso di mettergli il muso. “Amore, che hai?” le domandò esasperato “Niente.”

 

Una semplice risposta che voleva dire tante, tantissime cose, probabilmente tutto meno che il suo significato originale. Fin lì ci arrivava, sapeva anche che era portatrice di guai, il solo problema? Il mostro che si nascondeva dietro a quella semplice parola era purtroppo intellegibile solo al genere femminile.

 

Sospirò, decise che si sarebbe fermato dal benzinaio a fare il pieno e a mangiare qualcosa con Ben, e si diresse verso la porta, ma nel mentre venne interrotto da Andrea che sbuffò isterica “Quindi te ne vai? Come al solito…” a Semir caddero le braccia, gli occhi si gettarono verso il soffitto quasi immediatamente “Andrea, amore…lo sai che devo salvare il mondo…” Si chiuse la porta alle spalle, dovette fermarsi un attimo per respirare; chiuse gli occhi e inalò profondamente, poi entrò in auto e mise in moto.

 

Dal momento che l’auto di servizio di Ben era ancora in officina, si diresse verso l’abitazione del collega. Quando arrivò, entrò nell’edificio, salì le scale e suonò alla sua porta. Aspettò almeno due minuti, ma non ebbe segni di vita da parte di Ben, suonò un’altra volta e incrociò le braccia sul petto; mai una volta che fosse in orario…Quando la porta si aprì, vide che il collega si era palesemente appena svegliato “Ma che ci fai ancora in pigiama? Tra dieci minuti dobbiamo entrare in servizio!” “Sì sì! Arrivo, arrivo!” rispose assonnato Ben tornando in camera. Nel frattempo Semir si guardò attorno; notò che sul bancone della cucina c’erano due bicchieri di vino usati, interessante…

 

Ben ritornò vestito e Semir non perse l’occasione di pungolarlo, prese in mano uno dei due bicchieri e facendo finta di osservarlo con grande attenzione disse “Ben…notte movimentata?” mise giù il bicchiere e guardò il collega con il suo solito sorrisetto da ebete.

 

L’ispettore Jäger alzò gli occhi al cielo e per cercare di sfuggire alla situazione gli ricordò che erano in ritardo.

 

Una volta in autostrada, Semir entrò nella stazione di servizio più vicina, Ben aggrottò la fronte e fece per chiedere il motivo, ma venne anticipato; l’auto era quasi a secco e nessuno dei due aveva fatto colazione e non aveva nessuna intenzione di sentire Ben lamentarsi fino all’ora di pranzo.

 

Dopo la colazione iniziarono il pattugliamento vero e proprio. Ben valutò che si sarebbe trattato di un altro di quei turni non noiosi, di più, allora lasciò vagare la sua mente verso la sera precedente.

 

FLASHBACK Aveva invitato Kim a casa sua per cena; quando il commissario entrò nell’appartamento si guardò intorno: era uno spazioso openspace abbastanza moderno con una cucina enorme.

 

L’ispettore si affrettò ad aprire il vino, pregò internamente di non sparare il tappo contro la finestra, cosa che gli veniva con una certa naturalezza, distruggere in generale doveva essere nel suo DNA.

 

Iniziarono a parlare un po’ del più e del meno, improvvisamente sentirono odore di bruciato, Ben si pietrificò. Aveva provato a cucinarle qualcosa, ma apparentemente senza grande successo; infatti il pollo risultava completamente carbonizzato. Non sapeva bene come dirglielo, era imbarazzatissimo, quando lei sbottò con il telefono in mano “Che cosa ordiniamo?” “È così ovvio?” “A meno che il tuo forno non sia munito di effetti speciali…” così ripiegarono sul giapponese a domicilio.

 

Mangiarono sul divano davanti ad un film, a cui Ben non aveva prestato alcuna attenzione; Kim era nettamente più interessante. Ad un certo punto Kim si appoggiò a Ben, che la strinse a sé e le stampò un bacio tra i capelli.

 

Terra chiama Ben!

 

L’ispettore venne riportato alla realtà dal collega che lo stava guardando incuriosito “A che pensavi con quell’espressione da cretino?”

 

Semir ricevette un’occhiataccia, una di quelle che ti polverizzano all’istante, così continuò a guidare, ma uno dei suoi sorrisi strafottenti dovette comparire sul suo volto.

 

Qualche minuto dopo ricominciò ad indagare, ma venne interrotto all’improvviso da un furgone nero che li superò a tutta velocità. Entrambi gli ispettori strabuzzarono gli occhi; Semir schiacciò a fondo il pedale del gas mentre Ben accese i lampeggianti. “Cobra 11 a comando, inseguiamo un furgone nero targato K-195768, sull’A4 direzione Aquisgrana” comunicò Semir via radio.

 

Si fecero strada tra le auto che come reazione iniziarono a frenare a più non posso e a sbandare. I due poliziotti si guardarono; dovevano prepararsi psicologicamente all’imminente sfuriata della Krüger.

 

Continuarono la corsa, davanti a loro un altro furgone fece un testa-coda per poi ribaltarsi pesantemente, lo evitarono con destrezza. Nello specchietto retrovisore videro una serie di auto scagliarsi contro il furgone già accidentato, l’ultima vettura a scontrarsi contro la montagna di rottami prese il volo e riatterrò pesantemente sull’asfalto.

 

Richiesero l’intervento di ambulanze e pompieri. Improvvisamente i portelloni posteriori del furgone in fuga si aprirono e un uomo con un passamontagna iniziò a sparare contro l’auto civetta. Semir frenò di colpo cercando di evitare la pioggia di proiettili; Ben estrasse la sua pistola dalla fondina e rispose al fuoco. I portelloni si richiusero e l’inseguimento proseguì. Dopo quello che sembrò uno zigzagare infinito, Ben e Semir riuscirono ad accostarsi al fuggitivo, che li speronò facendoli sbandare e perdere terreno.

 

I portelloni si riaprirono e una ragazza cadde a peso morto sull’asfalto; Semir stincò. Ben scese immediatamente e si sbracciò per far fermare le altre automobili. Quando si girò verso il collega, quest’ultimo scosse la testa: la ragazza non ce l’aveva fatta.

 

Chiamarono la scientifica per fare i rilevamenti e mentre aspettavano l’arrivo di Hartmut e i suoi, guardarono l’auto di servizio: neanche un graffio! Un camion non riuscì a fermarsi in tempo e tamponò una vettura che a sua volta colpì la BMW di Semir.

 

Come non detto…

 

Entrarono nel comando con Semir che sbottò incredulo “Non è bionda?!” “Esatto, ora la pianti?” ad aspettarli c’era un commissario inferocito. Ad un certo punto Susanne dovette interrompere la ricerca riguardante il furgone e guardare al di là dello schermo per controllare che Ben e Semir fossero ancora vivi.

 

Quella settimana avevano già distrutto due automobili di servizio e causato danni per…meglio non pensarci.

 

Semir cercò di giustificarsi dicendo che questa volta non era colpa loro se l’auto era ammaccata, ma del camion e per quanto riguardava l’incidente chilometrico non era colpa loro se gli altri non sapevano guidare “FUORI!” i due ispettori non se lo fecero ripetere un’altra volta e uscirono il più in fretta possibile.

 

Kim si afflosciò sulla sedia e si disse disperata “Ma io che devo fare con questi due?”

 

Ben e Semir andarono da Susanne che comunicò che la targa era falsa e che Hartmut aveva trovato qualcosa, così si avviarono verso l’officina della scientifica; lì trovarono Hartmut che spennellava qualcosa al ritmo della musica a tutto volume che regnava nel laboratorio, poi prese un pezzo di nastro adesivo, lo appiccicò alla superficie e lo risollevò, poi guardandolo con attenzione “Oh ma come sei bella!” “Sta veramente parlando con un pezzo di nastro adesivo?” chiese confuso Ben, Semir fece le spallucce ed entrò schiarendosi la gola.

 

Il tecnico spense subito la musica e fece loro strada. Per ora non avevano trovato molto; il riconoscimento facciale non aveva dato riscontri, e nemmeno le impronte digitali, inoltre stavano ancora cercando la presenza di fibre particolari che potevano essersi attaccate ai vestiti della vittima “Ne dubito dato l’impatto con l’asfalto, se ce n’erano si saranno sicuramente staccate” commentò Semir, Hartmut gli diede ragione e fece per esporre quello che avevano trovato quando Ben prese qualcosa dal bancone e interruppe “Phosphatesmo KM...cos’è, una spada laser tascabile?” “No, si tratta di un test indicativo per rilevare tracce di fosfatasi acida prostatica sfruttando l’idrolisi di un colorante catalizzata dall’attività idrolasi” “Einstein…traduci!” sbottò Semir “Serve a individuare tracce di sperma” Semir cercò di non ridere mentre il collega riposava lentamente la scatola sul tavolo, cercando di sembrare disinvolto, e faceva un passo più in là per allontanarsene.

 

Finalmente il tecnico riuscì a spiegar loro che avevano trovato delle tracce di terra sotto le unghie della ragazza, non era un tipo di terriccio molto particolare, ma nella zona si poteva trovare quasi esclusivamente vicino alle cave più argillose. Improvvisamente vennero chiamati da Susanne: aveva trovato un riscontro tra le persone scomparse.

 

Un convoglio di SUV e furgoni neri entrarono in una cava abbandonata non lontano da Colonia innalzando un polverone per poi fermarsi su uno dei terrazzamenti.

 

Mentre la nube turbinante di polvere si diradava, dai SUV uscirono due uomini ciascuno, erano vestiti di nero e tenevano in braccio degli AK-47 con l’indice pronto sul grilletto. Dai furgoni scesero i fuggitivi dell’autostrada ed altri uomini, anche loro vestiti di nero.

 

Ad un tratto arrivò anche una berlina sportiva dalla quale scese un’ultima persona, questa volta una donna.

 

Quest’ultima chiese infuriata come fosse possibile riuscire a far scappare una ragazza completamente narcotizzata e immobilizzata; quella era la persona migliore che avevano mai trovato, rispettava tutti i requisiti e inoltre il suo gruppo sanguigno era O negativo, praticamente perfetta, e loro avevano osato consegnarla alla polizia.

 

Gli uomini cercarono di giustificarsi, tuttavia senza grande successo. La donna diede loro una seconda chance, ma non potevano permettersi ulteriori errori altrimenti BOOM!

 

Infine risalì in auto e partì a tutto gas, seguita a ruota dai SUV, innalzando una cortina di polvere.

 

La ragazza si chiamava Anja Schulz, 26 anni, scomparsa da una settimana. L’indirizzo era già stato inoltrato loro tramite SMS: un appartamento nel centro storico di Colonia.

 

I due ispettori ringraziarono la segretaria e si diressero verso la destinazione; una volta lì iniziarono ad ispezionare l’abitazione alla ricerca di qualsiasi cosa potesse aiutarli con le indagini.

 

L’alloggio sembrava essere abitato da due persone; Semir entrò in una camera e Ben nell’altra.

 

La prima stanza era molto luminosa, il letto era fatto, la scrivania immacolata e tutto il resto era in perfetto ordine, non c’era nemmeno un granello di polvere; Semir vide che sul tavolo c’era una serie di foto incorniciate che rappresentavano la vittima con altre persone, sembravano avere più o meno la sua età.

 

A Ben toccò l’esatto opposto: il locale sembrava una caverna, persino le pareti erano scure, e il disordine regnava indisturbatamente sovrano. Dovette fare attenzione a scavalcare gli innumerevoli oggetti che si trovavano sul pavimento. Cavoli sembrava la sua stanza di quando era ragazzo.

 

Semir richiamò il collega e gli mostrò quello che aveva trovato, improvvisamente qualcuno entrò nella stanza e urlò “E voi chi cavolo sareste?!” i due ispettori s’identificarono.

 

La persona era la compagna di appartamento della vittima. Era stata lei ad inoltrare l’avviso di scomparsa di Anja. Ben le chiese di parlare un po’ della sua amica; come immaginato era un’allieva modello, massimo dei voti praticamente in tutto, ordinata, molto tranquilla.

 

“Ha notato dei cambiamenti nel suo comportamento di recente? Che so, nuove amicizie” domandò Semir, la risposta fu negativa, tutto sembrava nella norma.

 

Ci fu un breve silenzio, poi la ragazza continuò “Ora che mi ci fa pensare…aveva iniziato a frequentare gente nuova all’università, penso siano della sua facoltà, non li ho mai incontrati. Perché che le è successo?” Ben e Semir le diedero la brutta notizia e quando si fu calmata un po’ le chiesero se conoscesse i nomi di queste persone. Dopodiché si congedarono chiedendole di tenersi disponibile. Infine tornarono al comando.

 

Chiesero a Susanne di fare ricerche su un certo Petar Nikolaev, vedere come fosse collegato con la vittima e chi altro fosse nella stessa cerchia. In cambio Susanne comunicò loro il referto dell’autopsia: era stata narcotizzata prima della morte, causata dal forte impatto con il manto stradale, tuttavia presentava dei lividi antemortem su polsi e caviglie. Inoltre, la cosa più interessante era che il gruppo sanguigno risultava come O negativo.

 

“Quindi la vittima è una donatrice universale” s’intromise la Krüger, i due ispettori corrugarono la fronte così Kim spiegò “Può donare sangue e organi a chiunque” “Quindi ci troviamo davanti ad un traffico presumibilmente illegale di organi…” ipotizzò Semir, gli altri annuirono.

 

Era ormai ora di pranzo e si trovavano in stallo; quindi decisero di prendersi una pausa, Ben invitò il commissario a venire con lui e Semir, il quale lo guardò con sguardo interrogativo. L’ispettore si giustificò facendogli notare che era sempre sola nel suo ufficio e magari avrebbe apprezzato un po’ di compagnia; infatti, a sorpresa di Gerkhan, la donna accettò.

 

I tre si recarono alla prima stazione di servizio e si sedettero ad uno dei pochi tavoli rimasti liberi. Mentre mangiavano, parlarono di un po’ di tutto e di come Andrea stesse esasperando Semir, “Anche tu mi esasperi a volte” commentò distrattamente Ben “Che cosa vorrebbe dire?” Ben sorrise soddisfatto della bomba che aveva appena sganciato e rispose “Niente, niente” il poliziotto, ancora confuso, si congedò e si diresse verso i bagni.

 

Kim era illuminata dai caldi raggi di sole, i suoi capelli mostravano tutti i loro riflessi, il suo viso splendeva radioso. E quelle guance leggermente arrossate erano stupende.

 

La donna era tutta presa dal suo panino che non si era accorta che Ben la stava guardando sognante, ma quando alzò lo sguardo per prendere una patatina il suo cuore perse un battito e chiese subito se c’era qualcosa che non andava “No, sei bellissima” lei sorrise lievemente ravviandosi una ciocca dietro l’orecchio, oh quel sorriso Ben si sentì le gambe molli malgrado fosse seduto, “Non fissarmi così…mi metti a disagio…” il poliziotto si scusò subito mortificato e le accarezzò dolcemente una mano, Kim sorrise nuovamente abbassando leggermente lo sguardo.

 

Semir tornò trafelato dicendo che avevano assaltato lo studio del medico legale e trafugato il cadavere; Ben e la Krüger si alzarono di scatto e lo seguirono a ruota.

 

Quando arrivarono sul posto c’era già la scientifica a fare i rilevamenti. Ci erano andati pesanti con l’assalto, il laboratorio era quasi completamente distrutto, sembrava ci fosse passato uno tsunami.

 

Le lampade al neon penzolavano dal soffitto, c’erano vetri ovunque e tutte le attrezzature erano diventate dei pezzi di Emmental, e in parte giacevano sul pavimento.

 

Gerkhan e Jäger richiesero tutti i filmati di sorveglianza della giornata, sempre che fossero ancora disponibili dato lo stato generale del posto. Dopo aver scambiato due parole con Hartmut, i due ispettori tornarono al comando, dove Susanne li andò in contro dicendo di aver trovato qualcosa su Petar Nikolaev; il ragazzo non solo frequentava la stessa facoltà della vittima, ma anche gli stessi corsi e sembravano essere buoni amici, in quanto quasi tutti i lavori da svolgere a coppie li avevano fatti insieme.

 

Semir chiese se questo Petar non lo facesse solo per ottenere buoni voti e la segretaria gli rispose che, da quello che aveva trovato, era sempre andato bene a scuola “Due cervelloni che si sono trovati!” esclamò Ben “Proprio come voi due, solo che voi siete due geni della distruzione” commentò la Krüger.

 

Ben e Semir si sentirono colpiti e affondati.

 

Decisero che fosse meglio continuare le indagini e andare a parlare con il ragazzo. Una volta all’università chiesero indicazioni alla direzione e si addentrarono nei meandri dell’istituto. Ad un certo punto si fermarono per guardarsi intorno e Ben bofonchiò “Che labirinto…” un ragazzo in sedia a rotelle si avvicinò ai due ispettori e chiese loro se avevano bisogno di informazioni, i due annuirono e dissero chi stavano cercando.

 

Improvvisamente il ragazzo si diede alla fuga. Ben e Semir iniziarono a rincorrerlo, ma era inaspettatamente veloce. Nell’atrio principale incontrarono un addetto alle pulizie su una lavapavimenti, si guardarono e si avvicinarono “Gerkhan, polizia autostradale, la prendiamo in prestito”

 

I due poliziotti ripresero l’inseguimento “Va più veloce che lo perdiamo!” esclamò Ben “Eeeh…non è una Ferrari…” “Nemmeno quella” ribatté Ben indicando la sedia a rotelle per poi continuare “Dai alza le spazzole” “A sapere come si alzano le spazzole!” replicò stizzito Semir.

 

Nel frattempo erano usciti dall’università e continuavano a seguirlo per strada sotto gli occhi dei passanti incuriositi. Dopo aver zigzagato a lungo per i marciapiedi di Colonia, stranamente senza distruggere nulla, dovettero chiamare i rinforzi al comando per farsi aiutare a localizzarlo tramite le telecamere di sorveglianza e del traffico.

 

Susanne fu abbastanza sorpresa nel sentire che stavano facendo fatica a seguire una persona disabile “Questo ha messo il turbo alla sedia!” commentò Ben; una volta trovato, la segretaria comunicò loro che non era molto distante dalla loro attuale posizione.

 

I due ispettori entrarono nel campo della telecamera e quando la Krüger li vide corrugò la fronte e chiese incredula “Quella è una lavapavimenti?” “Sì…” rispose Susanne girandosi verso il suo capo.

 

OK.

 

La fuga terminò quando il fuggiasco si ritrovò davanti la scalinata della metropolitana. Fine della corsa Speedy Gonzales.

 

Era passata ormai più di un’ora e il ragazzo continuava a fare scena muta; né la tattica del poliziotto cattivo né quella del poliziotto buono aveva funzionato, niente di niente, non voleva proprio parlare.

 

Ben e Semir erano esasperati e lo osservavano da dietro al vetro, afflosciati contro al tavolo alle loro spalle. Ad un tratto il commissario aprì la porta e chiese loro cosa erano riusciti ad ottenere, ma quando vide le loro espressioni sospirò “Come non detto…” “Non ha detto nulla, non ha nemmeno chiesto un bicchiere d’acqua” borbottò Semir “Forse dovevamo offrirgli della vodka” suggerì beffardo Ben, Semir ridacchiò sommessamente, ma la Krüger gli lanciò un’occhiataccia, allora alzò le mani in segno di resa.

 

Kim scrutò il ragazzo per qualche istante poi domandò pensierosa se gli avessero chiesto come mai era fuggito ancor prima che potessero identificarsi. I due ispettori si alzarono di scatto e si fiondarono nella sala interrogatori.

 

No, ma bene…

 

“Pensavo foste…no niente” “Chi pensavi fossimo?” domandò irritato Ben.

 

Silenzio.

 

“Non possiamo aiutarti se non ci dici quello che sai” s’intromise Semir. Altro silenzio; solo i loro respiri erano percettibili. La tensione diventava pian piano palpabile nell’aria. Petar giocherellava con le sue dita e guardava fisso la superficie liscia del tavolo. Sospirò. Rialzò lo sguardo e incontrò quello di Semir.

 

“Pensavo foste gli uomini che hanno…ucciso…Anja” fece una pausa poi continuò “Mi hanno già cercato in università…io non c’entro nulla”

 

i due ispettori si guardarono, poi Ben chiese se era riuscito a capire qualcosa quando lo avevano rintracciato la prima volta. Il giovane scosse la testa, ma si bloccò, rifletté un secondo e disse di aver sentito qualcosa riguardante uno scambio al porto, il giorno stesso.

 

Ben e Semir si appostarono nella zona del porto dove, teoricamente, doveva avvenire il misterioso scambio. Per sicurezza si erano muniti di giubbotto antiproiettile e diversi caricatori.

 

Stavano osservando accuratamente l’area nascosti in un punto strategico sopra ad un container, quando ad un tratto scorsero una fila di automobili, tutte uguali, tutte nere, e un furgone entrare nel porto.

 

Quindi il ragazzo non aveva mentito.

 

Continuarono a tenere d’occhio i presunti criminali e rimasero a bocca aperta; il capo era una donna e sembrava anche essere piuttosto pericolosa.

 

Due uomini tirarono fuori un corpo dal furgone.

 

Semir zoomò con il binocolo ed esclamò il più sottovoce possibile “Quella è la nostra vittima!” “Interveniamo!” aggiunse Ben.

 

I due ispettori scesero dal container ed esclamarono all’unisono “Mani in alto! Polizia autostrada-” non ebbero il tempo di finire la frase che i malviventi aprirono il fuoco.

 

Semir corse all’auto di servizio con il collega che lo minacciava di vendicarsi se avesse anche solo minimamente graffiato la macchina.

 

Ben, invece, rispose al fuoco e rincorse il furgone che cercava di svignarsela. Saltò e si aggrappò ad uno degli sportelloni che erano rimasti aperti; sbandierò un paio di volte prima di riuscire a salire sul tetto del veicolo.

 

Nel frattempo Semir inseguiva a tutta velocità due delle auto nere che si dimenavano tra le colonne di container, facendo stridere le gomme ad ogni curva.

 

Sentiva già la voce di Ben dargli contro; cercò di scacciarla ma ad ogni scricchiolio ricompariva puntuale.

 

Intanto Jäger cercava di non cadere dal furgone, non farsi piantare una pallottola in pancia e rispondere al fuoco contemporaneamente. Ad un certo punto alzò lo sguardo e vide che la centralina del gas era proprio davanti a loro, si guardò subito attorno alla ricerca di qualcosa che poteva usare per uscire da quella situazione scomoda.

 

Il telecomando della gru che penzolava proprio davanti a lui sembrava l’opzione migliore, così saltò e l’afferrò appena in tempo.

 

Il furgone si schiantò conto la condotta del gas generando un’immensa esplosione.

 

Semir continuò l’inseguimento; improvvisamente uscirono dal labirinto di container e si congiunsero con le altre auto. Passarono di fianco a Ben, il collega accostò e lo fece salire.

 

Dall’ultima vettura nemica venne gettata una granata che entrò nella Mercedes C207 attraverso il finestrino aperto.

 

Ben la prese al volo e la rilanciò al proprietario. L’ordigno esplose scaraventando la vettura contro quelle davanti, che iniziarono a sbandare avvicinandosi pericolosamente al fiume.

 

La corsa continuò, “Adesso mi hanno proprio rotto!” esclamò Semir estraendo la sua pistola, sparò ripetutamente ai criminali, che distratti dalla pioggia di piombo non videro l’enorme pozzanghera e sbandarono violentemente finendo diritti nel fiume l’uno dopo l’altro.

 

I due ispettori tirarono un sospiro e comunicarono via radio di mandare la squadra di soccorso per recuperare i malfattori dal fondo del fiume.

 

Dal fiume s’innalzò repentinamente un’enorme colonna d’acqua.

 

Evidentemente la granata non era l’unico esplosivo a bordo.

 

Ben prese il ricevitore della radio e corresse il comunicato “No, niente, i soccorsi non servono più”.

Notes:

Ovviamente la scena con la sedia a rotelle non è assolutamente intesa a deridere chi ne usa una

(traumi di alcuni fandom che riemergono 😅)