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Language:
Italiano
Stats:
Published:
2016-03-31
Updated:
2016-12-13
Words:
11,499
Chapters:
31/?
Comments:
19
Kudos:
85
Bookmarks:
4
Hits:
2,410

We can be monsters together

Summary:

Raccolta di scritti su Simon e Raphael, o almeno lo è nella mia testa. Non ho idea di come sia successo, ma la ship è partita e quindi... eccomi qua.
Spero possano piacere a qualcuno!
---
Quello che sa è che è tutta colpa di Raphael se adesso è morto.
Ed è tutto merito suo se si sente vivo dopo tutti quegli anni passati a nascondersi da se stesso.
---
Si erano guardati. Tanto a lungo che Simon aveva creduto che il tempo si fosse fermato. Poi aveva capito.
Aveva compreso come non fosse solo sua, quella strana connessione, come non fosse solo il suo sguardo ad essere calamitato nella direzione dell’altro, come il mondo avesse perso il suo senso per entrambi, per acquisirne uno del tutto nuovo.
Non c’erano state altre parole, si erano solo avvicinati.

Chapter 1: Opportunità

Chapter Text

Basta un attimo a realizzare di aver vissuto tutta la propria vita ad occhi chiusi. A Simon è bastato seguire Clary dentro un mondo invisibile per ritrovarsi a scavare la terra a mani nude e tornare dal mondo dei morti. Eppure non è da quella cecità che si è appena risvegliato.
No.
Una cecità profonda verso se stesso, verso ciò che ha sempre creduto, verso le sue convinzioni. I suoi sentimenti, perfino.
Per questo non trova la forza di entrare e resta lì, paralizzato davanti all’hotel Dumort da quell’improvvisa e inaspettata consapevolezza.
“Hai intenzione di passare tutta la notte qui?”
Raphael.
Simon sobbalzerebbe, ma sta imparando a gestire tutte le sue nuove sensazioni e ha sentito un vago fruscio prima di quella frase. Giusto un indizio impercettibile della presenza di qualcuno.
Non ha potuto riconoscerne l’odore, certo, perché è stato immerso in quel profumo per tutta la durata del matrimonio, perché indossa il suo vestito,  perché quella giacca sa così tanto di lui.
“No, io… io stavo per entrare e poi ho pensato, sì sai, a certe… è stato un matrimonio bello, direi. Cioè non c’è stato proprio nessun matrimonio, ma era come ne Il laureato, sai? La scena di…”
“Non so quando ti ho dato l’impressione che mi interessi. E ora entra.”
Simon tituba giusto un istante – indeciso forse su una risposta piccata – per poi obbedire e seguire Raphael dentro.
“Grazie eh, per il vestito.”
“E i capelli.” aggiunge Raphael.
“Certo, e per avermi aiutato con i capelli, anche.”
Vorrebbe guardarlo in faccia per averne la conferma, ma è quasi certo che l’altro stia sorridendo. 
Una volta dentro, Raphael si limita ad un gesto per indicare a Simon di sedersi sul divano. Gli versa l’ormai familiare liquido vermiglio in un bicchiere, con gesti lenti e misurati.
“Nessun matrimonio, quindi?”
Alla domanda di Raphael, Simon vorrebbe quasi rispondere in modo infantile.
Credevo non ti interessasse.
Credevo non mi interessassi.
Credevo…
“Magnus ha fatto la sua comparsa e Alec lo ha tipo…”
Improvvisamente parlarne sembra strano. E Simon sa che non c’è proprio nulla di strano in quel bacio – a parte le circostanze e tutta la questione della sposa abbandonata -, ma l’aria è diventata troppo densa per poter essere respirata come si deve e le parole troppo pesanti per essere dette.
“Cacciato? Minacciato? Cosa?” chiede Raphael, il tono annoiato di chi sta fingendo interesse per accontentare l’interlocutore.
“Baciato. L’ha baciato.”
Simon prende fra le mani il bicchiere e sfiora Raphael, pelle contro pelle in un istante che sembra un’eternità.
“È stato parecchio… intenso.”
Simon accompagna l’ultima parola con un sorriso nervoso e beve un lungo sorso dal bicchiere, più per avere l’impressione di mettere una barriera fra loro che per vera necessità.
Raphael si siede poco distante, sul divano dorato, un’espressione divertita dipinta in viso.
“Quando si è immortali, ogni cosa perde di definizione. Gli anni sono giorni e si finisce per cogliere ogni opportunità, non importa da chi arrivi o perché.”
“Questo dovrebbe avere senso, per me? Sono immortale da quanto, una manciata di giorni? Perché sono più propenso a credere che questi giorni siano stati anni piuttosto che il contrario, se devo essere onesto, e non credo che…”
Raphael lo interrompe muovendo un dito verso le sue labbra.
Le parole di Simon si incastrano in gola e lui non riesce più a continuare quel discorso, mentre il polpastrello dell’altro lo sfiora un istante per poi ritirarsi, tinto di rosso.
Raphael sposta lo sguardo dalle labbra di Simon al proprio dito, e dal dito allo sguardo che ha davanti. Solo alla fine si decide a portarsi l’indice alla bocca, mentre Simon tenta di concentrarsi su altro, su qualsiasi altra cosa.
Ha amato Clary.
No, no, la ama. Al presente. La ama.
O forse si è convinto di amarla al punto da farne una crociata? Forse si è solo chiuso in un’idea che è stata vera, un tempo, mentre ora…
 “In silenzio sei quasi preoccupante.”
Simon cerca di ridere, risvegliato da quelle parole pronunciate con tono leggero, ma quello che gli esce fuori è il suono nervoso di un animale disperato.
Così si alza e si allontana. Scappa da quella vicinanza che lo spaventa, da Raphael, da quello stupido divano dorato.
Ma non c’è posto lontano abbastanza da proteggerlo dai suoi stessi pensieri e dio, dio, da quel profumo che è stato una tortura per tutto il matrimonio.
“Io… io non…”
Raphael non gli permette una ritirata e gli compare a distanza di pochi centimetri, lo sguardo venato di un impercettibile divertimento, così come le parole.
“Sei stato una scocciatura da subito.” gli mormora, piano, in un respiro.
“Ma mi hai protetto, no? Lo hai fatto. Tu…”
Simon non sa neanche cosa sta dicendo o dove voglia finire con quella frase sconclusionata.
Quello che sa è che è tutta colpa di Raphael se adesso è morto.
Ed è tutto merito suo se si sente vivo dopo tutti quegli anni passati a nascondersi da se stesso.
A Simon basta guardarlo per saperlo con certezza. E, improvvisamente, il discorso di Raphael ha senso. Non gli importa che sia un uomo, non gli importa come o perché, sa solo che non vuole lasciare che quell’opportunità svanisca nel nulla.
Per questo non oppone resistenza, quando Raphael si avvicina.
Per questo si abbandona, quando Raphael lo sfiora.
Per questo si lascia vincere da quel bacio di labbra e denti che preme e chiede e pretende fino a lasciarlo senza fiato, fino a diventare un’urgenza impossibile da ignorare, più della fame, più di qualsiasi altra cosa.